Le malattie psichiche sul lavoro
Le capacità di adattamento delle competenze dei lavoratori alle esigenze dinamiche degli scenari futuri sono quindi considerate centrali e diventa primario investire in una formazione non tradizionale, ma orientata a costruire competenze, tecniche e trasversali (soft skill), utili a gestire e ottimizzare tali tecnologie. Il factsheet è un contributo alla maggiore comprensione degli impatti della digitalizzazione anche in termini di SSL e di nuovi rischi, nonché di aggiornamento delle competenze e della formazione sia come contenuti che come strumenti. INAIL 2025
Le malattie professionali causate da condizioni stressanti nel luogo di lavoro, anche nei casi di rischio specifico improprio, rientrano nella categoria delle cosiddette patologie psichiche; la loro identificazione comporta elementi di complessità, sia per quanto riguarda il loro riferimento ad una determinata condizione psichiatrica del lavoratore, sia per ciò che concerne la differenziazione tra esse; quest’ultima difficoltà sembra essere causata dalla rigidità dei criteri diagnostici.
Gli effetti nocivi dello stress occupazionale rientrano nelle malattie professionali non tabellate, ossia non presenti nelle Tabelle delle malattie professionali della gestione industria e agricoltura e, quindi, ai fini dell’indennizzo il carattere professionale della patologia può essere riconosciuto con l’onere della prova a carico del lavoratore.
Le malattie professionali di natura psichica sono, invece, declarate tra le malattie per le quali è obbligatoria la segnalazione da parte dei medici ai sensi dell’articolo 139 del d.p.r. 1124/1965: sono presenti, infatti, nella lista II “malattie di cui l’origine è di limitata probabilità”. Per quanto riguarda, infine, la classificazione ICD-10, definita dall’Organizzazione mondiale della sanità, le malattie psichiche sono racchiuse nel capitolo quinto, come “patologie mentali e del comportamento” e corrispondono ai codici compresi tra F00 e F99.
Data la suddetta complessità, si ritiene utile sottolineare, alla luce della circolare Inail del 2006












