Interpello formazione realtà virtuale

Min.Lavoro: utilizzo della realtà virtuale come metodo di apprendimento e di verifica dei percorsi formativi.  Interpello n. 3/2024. Ministero del Lavoro Interpello ai sensi dell’articolo 12 decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. Quesito “per l’utilizzo della realtà virtuale come metodo di apprendimento e di verifica finale dei percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori ex art. 37 comma 2 del decreto legislativo del 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i.”. Seduta della Commissione del 23 maggio 2024. Interpello formazione realtà virtuale

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza del Ministero del Lavoro ha pubblicato l’interpello n. 3 del 23 maggio 2024 (pubblicato sul sito il 18 giugno 2024), con il quale ha fornito, all’Università degli Studi di Siena, una risposta al seguente quesito:

«Si chiede la possibilità di utilizzare la realtà virtuale come metodo di apprendimento e dell’efficacia dei percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ex art. 37 del decreto legislativo del 9 aprile  2008 n. 81 anche a fronte di quanto previsto dal decreto legge 146/2021 “Decreto Fiscale” che ha modificato lo stesso articolo relativamente alla verifica finale di apprendimento dei percorsi formativi e la verifica di efficacia della formazione durante l’attività lavorativa. Tale richiesta potrebbe anche rispondere alle nuove indicazioni dell’art. 20 del decreto-legge del 30 aprile 2022 n. 36, in cui i dispositivi di visione immersiva e realtà aumentata vengono indicati come possibili strumenti per il contrasto del fenomeno infortunistico nell’esecuzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per il miglioramento degli standard di salute e  sicurezza sui luoghi di lavoro».


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Interpello formazione realtà virtuale. utilizzo realtà virtuale come metodo di apprendimento e di verifica finale dei percorsi formativi
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tanto premesso, la Commissione ritiene che, nelle more dell’adozione del nuovo Accordo ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2008, le modalità di erogazione della formazione e le metodologie di insegnamento/apprendimento debbano essere ricondotte nell’ambito degli Accordi richiamati in premessa, attualmente vigenti in materia; in particolare, si rinvia a quanto previsto dal citato Accordo del 21 dicembre 2011, Allegato A, punto 3.

formazione realtà virtuale

Lavoratori potenzialmente esposti alla polvere di legno

Aggiornamento della stima dei lavoratori potenzialmente esposti alla polvere di legno duro in Italia. INAIL 2024

La polvere di legno duro è classificata, a livello comunitario europeo, quale agente cancerogeno (direttiva 2004/37/CE). Recentemente, sulla base delle informazioni registrate nella banca dati SIREP, è stata effettuata una stima dei lavoratori potenzialmente esposti a tale agente nei settori di attività economica a maggior rischio. L’obiettivo è revisionare la stima con dati aggiornati al 2023.

In Inail è istituito un sistema informativo per la raccolta e la gestione dei dati sulle esposizioni professionali ad agenti cancerogeni, denominato SIREP (Sistema Informativo Registro Esposizioni Professionali), progettato e sviluppato in riferimento ai dispositivi di legge che regolamentano l’obbligo di tenuta e trasmissione del registro di esposizione (art. 243, d.lgs. 81/2008 e s.m.i.).

La polvere di legno duro è classificata, a livello comunitario europeo, come agente noto per gli effetti cancerogeni sulla salute umana, sulla scorta di solide evidenze scientifiche.

Ai sensi del Titolo IX del d.lgs. 81/2008, la legislazione italiana, in recepimento delle direttive comunitarie, impone la valutazione dell’esposizione professionale a polveri
di legno e il mantenimento e controllo, tramite monitoraggio ambientale, del rispetto del valore limite di esposizione professionale (VLEP) previsto dall’allegato XLIII. La Direttiva UE 2017/2398, ha riconosciuto l’esposizione a polvere di legno duro come causa, in tutta l’Unione europea, di malattie, inclusi tumori nasali e nasosinusali, e ha previsto l’abbassamento da 5 a 3 mg/m3 fino al 17 gennaio 2023, e, successivamente, a 2 mg/m3, del VLEP. Ha stabilito, inoltre, di applicare tale limite a tutte le polveri di legno presenti in miscela, vista l’estrema diffusione di esposizioni miste di legno duro e tenero. Il termine “legno duro”, tradotto dall’inglese hardwood, fa riferimento principalmente alla tipologia di legno, e annovera, tra i principali, l’acero, l’ontano, la betulla, l’hickory, e il faggio bianco.

La riduzione del VLEP avrà sicuramente un impatto importante in termini di benefici sanitari connessi all’esposizione professionale a polvere di legno duro.

RIFERIMENTI NORMATIVI

UNI EN 981:1994

Atmosfera nell’ambiente di lavoro – Definizione delle frazioni granulometriche per la misurazione delle particelle aerodisperse.

Direttiva (UE) 2017/2398

Direttiva che modifica la dir. 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (G.U. UE L 345/87, 27/12/2017).

Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81

Attuazione dell’articolo 1, legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (G.U. Serie Generale n. 101, 30/04/2008 – Suppl. Ordinario n. 108).

Decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 66

Attuazione delle direttive 97/42/ce e 1999/38/CE che modificano la direttiva 90/394/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (G.U. Serie Generale n. 70, 24/03/2000).

Aggiornamento della stima dei lavoratori potenzialmente esposti alla polvere di legno duro in Italia. INAIL 2024. Scarica download.
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Accordo stato regioni 2024

Accordo Stato Regioni 2024 formazione sicurezza. bozza dell’accordo. Uscita possibile settembre 2024.

Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008, così come modificato dalla legge n. 215 del 2021, è necessario procedere all’accorpamento, alla rivisitazione e alla modifica degli accordi attuativi del d.lgs. n. 81/2008 in materia di formazione in modo da garantire:

a) l’individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;
b) l’individuazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa;
b-bis) il monitoraggio dell’applicazione degli accordi in materia di formazione, nonché’ il controllo sulle attività formative e sul rispetto della normativa di riferimento, sia da parte dei soggetti che erogano la formazione, sia da parte dei soggetti destinatari della stessa.))


MODALITÀ DI EROGAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE

Le modalità di erogazione per i corsi di cui al presente accordo sono:
• presenza fisica
• video conferenza sincrona
• e-learning
• modalità mista.

I corsi sono erogati con le modalità indicate nella parte IV.


INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI

Ai sensi del presente Accordo, salvo quanto diversamente disciplinato dall’articolo 98 del d.lgs. n. 81/2008, i soggetti formatori dei corsi di formazione e dei corsi di aggiornamento, incluso
seminari e convegni, sono:
1.1 i soggetti “istituzionali”;
1.2 i soggetti “accreditati”;
1.3 altri soggetti.

Con atto successivo, sentite le parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e sentita la Conferenza permanente Stato Regione, potranno essere definiti i requisiti minimi che dovranno essere posseduti dai soggetti formatori. Con medesimo atto si potrà procedere all’istituzione di apposito repertorio/elenco nazionale.

altri soggetti

fondi interprofessionali, Organismi Paritetici inseriti nel repertorio, associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori con la presenza di sedi in almeno la metà delle province del territorio nazionale, distribuite tra nord, centro, sud e isole;
la consistenza numerica degli iscritti al singolo sindacato;
il numero complessivo dei CCNL sottoscritti, con esclusione di quelli sottoscritti per mera adesione;

I datori di lavoro possono organizzare direttamente i corsi di formazione ex art. 37, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008 nei confronti dei propri lavoratori, preposti e dirigenti, a condizione che venga rispettato quanto previsto dal presente Accordo. In questo caso il datore di lavoro riveste il ruolo di soggetto formatore cui spettano gli adempimenti del presente accordo.

ATTESTAZIONI

Ai partecipanti ai corsi di formazione ed aggiornamento, che abbiano regolarmente frequentato il corso e superato la verifica finale, deve essere rilasciato dal soggetto formatore un attestato – unico per ciascun corso – e contenente i seguenti elementi minimi:
a) denominazione del soggetto formatore;
b) dati anagrafici del partecipante al corso (nome, cognome, codice fiscale);
c) tipologia di corso con rifermento normativo e durata;
d) modalità di erogazione del corso;
e) firma del legale rappresentante del soggetto formatore o suoi incaricati preferibilmente in formato digitale;
f) data e luogo.

Gli attestati rilasciati ai sensi del presente accordo hanno validità su tutto il territorio nazionale.

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Accordo Stato Regioni 2024 formazione sicurezza. bozza dell'accordo. Uscita possibile settembre 2024. Scarica documento dal portale.
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Protezione lavoratori contro i rischi agenti cancerogeni

Protezione dei lavoratori contro i rischi all’esposizione ad agenti cancerogeni. Direttiva (UE) 2022/431

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 84 del 4 giugno 2024, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2022/431, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

Le nuove norme hanno il fine di ricomprendere le sostanze tossiche per la riproduzione tra quelle a rischio per la salute dei lavoratori.

In particolare, i principali ambiti di intervento concernono:

  • l’individuazione e la valutazione dei rischi;
  • l’esclusione o riduzione dell’esposizione (con la previsione di relativi valori limite);
  • le informazioni da fornire all’autorità competente;
  • le misure per i casi, prevedibili o non prevedibili, di aumento dell’esposizione;
  • l’accesso alle zone di rischio;
  • le misure igieniche e di protezione individuale;
  • l’informazione e la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti nonché la consultazione e partecipazione degli stessi;
  • la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti;
  • la conservazione della documentazione.

Inoltre, il provvedimento apporta, alla normativa vigente, le modifiche necessarie ad assicurare la corretta applicazione della direttiva (UE) 2022/431, in conformità al Piano europeo di lotta contro il cancro del 3 febbraio 2021, attraverso la previsione di obblighi specifici del datore di lavoro, anche in materia di formazione o informazione e aggiorna l’attuale sistema di sorveglianza sanitaria.

agenti cancerogeni

MALATTIE PROFESSIONALI NEL SETTORE DEL COMMERCIO

MALATTIE PROFESSIONALI NEL SETTORE DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO. INAIL 2024

Secondo gli ultimi dati dell’Annuario statistico italiano (ISTAT 2022) nel 2020 il settore del commercio (Sezione Ateco G) annoverava 1.040.133 imprese con 3.324.205 addetti.

In particolare, il commercio al dettaglio (Divisione Ateco G47), con 547.264 imprese (168.187 operanti nel settore merceologico alimentare e 379.077 in quello non alimentare) e 1.783.818 addetti (rispettivamente 732.526 e 1.051.292), si caratterizza per la prevalenza di microimprese, con una media di 3,3 addetti ciascuna.

Sulla base dei dati dell’Osservatorio nazionale del commercio, al 31 dicembre 2021, risultano attivi sull’intero territorio nazionale 712.452 esercizi, il 21,2% dei quali localizzato nel Nord-Ovest, il 15,9% nel Nord-Est, il 20,2% nel Centro, il 29,9% nel Sud e il 12,7% nelle Isole.

Al 31 dicembre 2020 risultano attivi 10.956 supermercati, 3.613 grandi magazzini e 678 ipermercati; i supermercati si confermano come la forma di vendita della grande distribuzione più diffusa sul territorio nazionale e quella che impiega, in termini assoluti, il maggior numero di addetti: 209.893. Gli ipermercati, invece, sono caratterizzati dal più alto numero di addetti per esercizio: 114,4 addetti, contro 19,2 dei supermercati e 11,3 dei grandi magazzini. In Italia, per quanto riguarda l’andamento delle vendite al dettaglio, il 2019 aveva registrato, rispetto al 2018, un aumento dello 0,7% e, dopo un calo del 5,2% dovuto all’emergenza sanitaria nel 2020, l’andamento delle vendite nel 2021 è tornato a crescere registrando un aumento del 7,9%.

CONTESTO ITALIANO

Il numero di denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2022 è pari a circa 60.000 (dato aggiornato ad aprile 2023). Rispetto al 2021 (55.201 denunce) si registrano quasi 5.500 casi in più, pari al +9,9%. Un aumento atteso, rispetto alla forte flessione di denunce di malattia a causa dell’emergenza sanitaria (Covid-19) che ha caratterizzato, rispetto al 2018 e 2019, il 2020 (45.000 le denunce pervenute) e, in minor misura, il 2021; l’83% delle denunce del 2022 è concentrato nell’industria e servizi (più della metà provengono dal settore manifatturiero e dalle costruzioni, seguiti più a distanza dal commercio e dal trasporto-magazzinaggio) col 16% residuo in agricoltura e 1% nel conto Stato.

MALATTIE PROFESSIONALI NEL SETTORE DEL COMMERCIO. nel commercio al dettaglio, tra le donne le patologie professionali. Scarica Download.
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PLE Piattaforme di lavoro elevabili

Il documento si propone di mettere a confronto le due versioni della norma sulle piattaforme di lavoro elevabili (ple) e nello specifico la EN 280:2013+A1:2015, che sarà ritirata il 2 febbraio 2025, e la EN 280-1:2022, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 2 agosto 2023. PLE Piattaforme di lavoro elevabili. INAIL 2024

L’articolo 71 comma 11 del d.lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII al medesimo decreto, tra le quali le piattaforme di lavoro elevabili, siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

L’Inail è preposta alla gestione, diretta o avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati, della prima di tali verifiche, attraverso le unità operative territoriali che operano sull’intero territorio nazionale.

In tale contesto, considerati il ruolo di titolare della prima verifica periodica che il d.m. 11 aprile 2011 ha riconosciuto all’Istituto e la volontà di uniformare il comportamento delle proprie unità operative territoriali, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’Inail ha elaborato, in collaborazione con le associazioni di fabbricanti rappresentative del settore ANFIA e AISEM, un documento di confronto tra le due versioni della norma sulle piattaforme di lavoro elevabili e nello specifico la EN 280:2013+A1:2015 e la EN 280-1:2022.

Questo documento non costituisce ovviamente un riferimento vincolante, ma vuole piuttosto proporsi come esempio interpretativo dell’evoluzione normativa nel settore, che possa essere di pratica utilità per tutti i soggetti coinvolti (fabbricanti, soggetti abilitati e operatori di ASL/ARPA), al fine di promuovere un miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, come previsto nella mission istituzionale.

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Esposizione professionale a sostanze reprotossiche e farmaci

Direttiva UE 2022/431 e novità in tema di esposizione professionale a sostanze reprotossiche e farmaci pericolosi. INAIL 2024. La direttiva europea 2004/37/CE introduce nuove misure per la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione durante il lavoro. Implicazioni per la ricerca in medicina del lavoro, igiene industriale ed epidemiologia occupazionale.

La presente monografia illustra il primo prodotto editoriale del gruppo di lavoro del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, istituito nel maggio 2023, per l’identificazione delle attività connesse al recepimento della dir. (UE) 2022/431 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2022 che modifica la dir. 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

Le attività del suddetto gruppo di lavoro sono finalizzate a identificare le ricadute del recepimento della dir. (UE) 2022/431 sulle attività istituzionali e di ricerca del Dimeila, con particolare riferimento all’attenzione alle sostanze tossiche per la riproduzione e ai farmaci considerati pericolosi.

La tutela della salute riproduttiva dei lavoratori, non solo aumenta il livello di attenzione all’esposizione a sostanze pericolose, ma prende in considerazione a livello legislativo ambiti dell’igiene e dalla medicina del lavoro finora riservati alla ricerca, e aspetti che riguardano la vita privata, la progenie e abbinano al rischio chimico rischi di natura psicologica e sociale, abbracciando il concetto di Total Worker Health (TWH).

Molte sono le questioni aperte, cui non pretendiamo con questo lavoro di dare risposta, ma riteniamo sia nostro dovere evidenziarle e fornire gli elementi necessari perché vengano affrontate e risolte.

Direttiva UE 2022/431 e novità in tema di esposizione professionale a sostanze reprotossiche e farmaci pericolosi. INAIL 2024.
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