Interpello n. 2/2025

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato l’Interpello n. 2/2025, esaminando la richiesta della Regione Siciliana relativa alla qualificazione dei luoghi utilizzati durante la campagna antincendio boschivo (AIB) ai fini dell’applicazione del Titolo II “Luoghi di lavoro” del D.Lgs. 81/08.

Alla fine di questo articolo è possibile scaricare il documento completo dell’Interpello n. 2/2025 “Richiesta di parere in merito all’applicazione del Titolo — II LUOGO DI LAVORO nell’esercizio della campagna antincendio boschivo della Regione Siciliana”.

IL QUESITO PRESENTATO DALLA REGIONE SICILIANA: LE POSTAZIONI AIB SONO “LUOGHI DI LAVORO”?

La Regione Siciliana, Assessorato della Salute, Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, ha chiesto alla Commissione di chiarire se nell’ambito delle attività AIBle postazioni, le aree presidiate e i punti di osservazione AIB debbano essere considerati “luoghi di lavoro” ai sensi dell’Art. 62 del D. Lgs. 81/08 oppure se ricada l’esclusione prevista per campi, boschi e terreni facenti parte di azienda agricola o forestale.

Il Corpo Forestale ha inoltre precisato che i lavoratori impiegati nella campagna AIB sono lavoratori stagionali forestali inquadrati come lavoratori agricoli appartenenti agli elenchi dei lavoratori forestali, con rapporto giuridico inquadrato nell’ambito dell’azienda agricola regionale.

La qualificazione o meno di tali postazioni come “luoghi di lavoro” incide infatti sull’applicazione degli obblighi strutturali, igienici e impiantistici dell’Allegato IV “Requisiti dei luoghi di lavoro”, che presentano caratteristiche diverse rispetto alle misure operative previste dal Titolo I.

LA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE: NON TUTTI GLI SPAZI AIB SONO “LUOGHI DI LAVORO”

La Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro spiega che la corretta interpretazione dell’Art. 62 richiede di distinguere terreni agricolo-forestali da pertinenze aziendali chiarendo tre punti fondamentali:

  1. L’esclusione di cui all’art. 62, comma 2, lett. d-bis) del D.Lgs. 81/08: il Titolo II non si applica a campi, boschi e altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale. Questo significa che i terreni esterni non edificati in cui si svolgono attività agricole o forestali (tra cui rientra l’attività AIB) non sono considerati luoghi di lavoro.
  2. Il criterio interpretativo della Cassazione Penale: la Commissione richiama la sentenza Cass. Pen., Sez. III, 29 dicembre 2022, n. 49459, per definire chiaramente il confine applicativo del Titolo II secondo il quale:
    – non sono luoghi di lavoro i terreni esterni dove si svolge l’attività agricola/forestale;
    – sono invece luoghi di lavoro le pertinenze dell’azienda (aree edificate, magazzini, depositi, zone di carico/scarico, strutture connesse).
  3. L’art. 2135 c.c.: qualifica l’imprenditore agricolo e distingue le attività agricole principali da quelle connesse.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato l’Interpello n. 2/2025, esaminando la richiesta della Regione Siciliana
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Nuova Norma CEI 11-27

Questa edizione della Norma CEI 11-27, che presenta una struttura identica alla Norma CEI EN 50110-1:2024-05 da cui deriva, costituisce la revisione della edizione 2021-09. Essa si applica alle operazioni e alle attività di lavoro sugli impianti elettrici e a quelle ad essi connesse e alle operazioni vicino ad essi.

Data Pubblicazione: 2025-10
Inizio validità: 2025-11

La Norma si applica ad impianti eserciti a qualunque livello di tensione – fissi, mobili, permanenti e provvisori – e destinati alla produzione, alla trasmissione, alla trasformazione, alla distribuzione e all’utilizzazione dell’energia elettrica.

Questo documento fornisce le prescrizioni di sicurezza per attività sugli impianti elettrici sopra descritte e, in particolare, si applica alle procedure di lavoro e a quelle di esercizio durante i lavori e la manutenzione.

La Norma si applica a tutti i lavori elettrici e anche ai lavori non elettrici quali ad esempio lavori edili eseguiti in vicinanza di impianti elettrici, di linee elettriche aeree o in vicinanza di cavi sotterranei non isolati o insufficientemente isolati (vedi D. Lgs 81/08 e s.m.i.). La presente Norma non si applica ai lavori sotto tensione su impianti a tensione superiore a 1 000 V in corrente alternata e 1 500 V in corrente continua, trattati nella Norma CEI 11-15. Le principali modifiche rispetto alla precedente edizione riguardano: – un adeguamento generale alla CEI EN 50110-1 ed. 2024; – gli acronimi e le definizioni delle figure professionali coinvolte; – le definizioni di attività lavorativa, di lavoro, di supervisione; – le distanze di lavoro; – nuovi allegati informativi sui “Pericoli degli archi elettrici” (Arc Flash) e “Disposizioni per l’emergenza”

Le principali novità della Norma CEI 11-27

Le modifiche apportate dalla nuova edizione della CEI 11-27 mirano ad aggiornare e perfezionare le procedure di sicurezza e gestione dei lavori in ambito elettrico, tra cui:

  • Adeguamento generale alla Norma CEI EN 50110-1:2024;
    Aggiornamento di acronimi e definizioni delle figure professionali coinvolte (PES, PAV, PEC, PL);
    Nuove definizioni di attività lavorativa, lavoro e supervisione;
    Revisione e aggiornamento delle distanze di lavoro;
    Introduzione di nuovi allegati informativi dedicati ai Pericoli degli archi elettrici (Arc Flash) e alle Disposizioni per l’emergenza.

Fonte CEI

Sistema di sorveglianza Marel

Sistema di sorveglianza Marel – Rapporto 2019 – 2022. INAIL 2025

La rete MAREL (Malattie e Rischi Emergenti sul Lavoro) è costituita da ambulatori di Medicina del Lavoro che raccolgono i dati relativi alle visite specialistiche di medicina del lavoro con particolare riferimento alla storia lavorativa e alle esposizioni professionali dei lavoratori.

La rete Marel (Malattie e rischi emergenti sul lavoro) è costituita da ambulatori di medicina del lavoro che raccolgono i dati relativi alle visite specialistiche prestando particolare attenzione alla storia lavorativa e alle esposizioni professionali dei lavoratori.

Le informazioni dedotte dai dati sulle esposizioni professionali rappresentano la chiave del sistema, in costante sviluppo, sia sugli aspetti metodologici sia sull’ ampiamento della rete collaborativa che caratterizza il sistema stesso.

Il presente report è articolato in due parti: nella prima vengono illustrate le metodologie e gli strumenti del sistema di sorveglianza, con i criteri di attribuzione dei nessi di causa all’interno della cartella sanitaria; nella seconda vengono presentate  le statistiche inerenti alle storie lavorative, le malattie e le esposizioni professionali nei dati raccolti nel quadriennio 2019 – 2022.

Infine, con specifica attenzione ai temi di promozione della salute e del Total Worker Health, sono presentati alcuni dati relativi agli stili di vita dei lavoratori con un approfondimento esemplificativo sull’edilizia per la professione dei muratori.

La rete MAREL (Malattie e Rischi Emergenti sul Lavoro) è costituita da ambulatori di Medicina del Lavoro
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Modelli organizzativi e trasformazione digitale

MODELLI ORGANIZZATIVI E TRASFORMAZIONE DIGITALE: ESPERIENZE AZIENDALI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE E SICUREZZA. INAIL 2025

La trasformazione digitale rappresenta oggi una sfida strategica per le organizzazioni di ogni settore e richiede di ripensare logiche operative, processi decisionali e modalità di gestione in tutti gli ambiti, incluso quello cruciale della salute e sicurezza sul lavoro.


La trasformazione digitale rappresenta oggi una sfida strategica per le organizzazioni di ogni settore. Non si tratta soltanto di adottare nuove tecnologie, ma di ripensare l’intero sistema aziendale, con particolare attenzione alle logiche operative, ai processi decisionali e alle modalità di gestione in tutti gli ambiti, incluso quello cruciale della salute e sicurezza sul lavoro (SSL).

Le tecnologie abilitanti come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things, la robotica collaborativa, la realtà virtuale e aumentata definiscono nuovi scenari per l’organizzazione del lavoro. Tali strumenti permettono di monitorare in tempo reale ambienti e attività lavorative, di automatizzare compiti ad alto rischio e di anticipare situazioni critiche attraverso l’utilizzo di modelli predittivi avanzati.

Quando vengono integrati nei sistemi aziendali e nei processi di valutazione e gestione dei rischi, non solo ottimizzano l’efficienza produttiva, ma contribuiscono concretamente alla creazione di ambienti di lavoro più sicuri, inclusivi e sostenibili.

Modelli organizzativi e trasformazione digitale ESPERIENZE AZIENDALI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE E SICUREZZA. INAIL 2025
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Nel Fact sheet vengono presentate due esperienze aziendali di innovazione tecnologica, particolarmente significative in termini di impatti organizzativi e sostenibilità in quanto caratterizzate da un approccio centrato sulla persona. La prima buona pratica è risultata tra le vincitrici nell’ambito dell’iniziativa organizzata da Fast e altri stakeholder nel quadro delle attività della rete EEN; il secondo esempio è stato giudicato meritevole in seno al concorso europeo Buone Pratiche della campagna 2023-2025 di Eu-Osha.

Il burnout fenomeno occupazionale

La teorizzazione del burnout risale agli anni ’70, quando il termine fu coniato per descrivere lo stato di esaurimento emotivo e disillusione professionale sperimentato da operatori sanitari. INAIL 2025

La sindrome del “burnout” – termine che può essere tradotto letteralmente come “esaurito”, “bruciato” o “consumato” – è stata descritta per la prima volta negli Stati Uniti negli anni ’70 come una forma di stress lavorativo cronico caratterizzato da un marcato affaticamento emotivo e fisico. La popolarità del concetto si deve al lavoro di Christina Maslach, che, insieme a Michael Leiter, lo ha inquadrato in un modello teorico focalizzato sull’adattamento del lavoratore rispetto al proprio ambiente di lavoro.

Oggi, il burnout è un fenomeno diffuso e in preoccupante crescita che può interessare i lavoratori di ogni settore anche in considerazione delle nuove modalità di lavoro e all’utilizzo delle nuove tecnologie; si manifesta con un’ampia gamma di sintomi e si ripercuote negativamente sulle organizzazioni in termini di produttività e assenteismo, implicando costi sanitari anche rilevanti. Per una efficace gestione preventiva di questo fenomeno, è pertanto determinante – in aderenza al d.lgs. 81/2008 – una corretta valutazione dei fattori di rischio psicosociale presenti nell’ambiente di lavoro.

Solo attraverso un’analisi approfondita di tali fattori è, infatti, possibile identificare le criticità e sviluppare interventi mirati. Il presente contributo intende offrire una panoramica del fenomeno, esplorandone le cause scatenanti, gli impatti sull’individuo e sull’organizzazione e contribuire all’individuazione di strategie utili per la prevenzione e la gestione del burnout, al fine di promuovere ambienti di lavoro più sani e sostenibili.

Il burnout, inizialmente considerato strettamente legato alle professioni d’aiuto, ovvero quelle professioni caratterizzate da un intenso contatto umano e da un forte impegno emotivo, nel tempo ha assunto una visione più ampia che ne riconosce la natura complessa, influenzata sia da fattori individuali che da condizioni organizzative. Il burnout oggi, infatti, viene esteso a tutti i contesti lavorativi ed è inteso come un costrutto che descrive la relazione tra l’individuo e l’organizzazione (Maslach et al., 2001). Per questo motivo, è stato introdotto il termine job burnout, una sindrome che deriva da stressor cronici sul luogo di lavoro che il lavoratore non è riuscito ad affrontare efficacemente.

La sindrome del “burnout” - termine che può essere tradotto letteralmente come “esaurito”, “bruciato” o “consumato” – è stata descritta per la prima volta negli Stati Uniti negli anni ’70 come una forma di stress lavorativo cronico caratterizzato da un marcato affaticamento emotivo e fisico. La popolarità del concetto si deve al lavoro di Christina Maslach, che, insieme a Michael Leiter, lo ha inquadrato in un modello teorico focalizzato sull’adattamento del lavoratore rispetto al proprio ambiente di lavoro.
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TUTELA DEI LAVORATORI ESPOSTI AD AMIANTO

LA DIRETTIVA EUROPEA 2023/2668: CONTENUTI E NOVITÀ SULLA TUTELA DEI LAVORATORI ESPOSTI AD AMIANTO. INAIL 2025

Il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti prodotti e insediamenti antropici (Dit) svolge attività di ricerca e consulenza orientata allo sviluppo di normative, procedure, metodologie, approcci, sistemi e dispositivi per la tutela dei lavoratori, la sicurezza delle attività produttive, degli impianti, delle attrezzature e degli ambienti di vita.

Con l’obiettivo di armonizzare, condividere e divulgare corrette procedure di sicurezza, mitigare i rischi e diffondere una cultura della prevenzione vengono pubblicati opuscoli e manuali operativi contenenti indicazioni di riferimento per specifici settori lavorativi, rivolti a tutti gli attori della sicurezza.

Nell’ambito delle attività di ricerca e consulenza svolte sulla tematica del rischio amianto, L’Inail Dit ha inoltre partecipato alle riunioni del Gruppo di Lavoro Consiliare “Questioni sociali” con proprio rappresentante designato dal Ministero del Lavoro, per la discussione ed elaborazione dei documenti tecnici propedeutici all’emanazione della Direttiva Europea 2023/2668 del Parlamento Europeo e del Consiglio.

Il presente testo, alla luce dell’esperienza maturata a livello europeo, è volto ad informare gli operatori del settore (Pubbliche Amministrazioni, Organi di Controllo, Associazioni di categoria, Associazioni vittime amianto e i vari stakeholders del settore) sul campo di applicazione di tale norma, sui cambiamenti introdotti rispetto ai dettami del vigente d.lgs. 81/08 e sugli impatti economici possibili che potranno derivare dal suo recepimento nel nostro Paese.

Obiettivo del lavoro è fornire strumenti interpretativi e gestionali specifici, volti al miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali in presenza di amianto e/o materiali contenenti amianto.

LAVORATORI ESPOSTI AD AMIANTO
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I TUMORI NASO-SINUSALI E I TUMORI DEL RINOFARINGE

I tumori naso-sinusali e i tumori del rinofaringe da esposizione a polveri di legno negli ambienti di lavoro.

La monografia analizza la relazione tra l’esposizione a polveri di legno e le patologie denunciate all’Inail con particolare riferimento ai tumori maligni di cavità nasali e seni paranasali e tumori del rinofaringe. INAIL 2025


La filiera del legno nel nostro Paese si presenta in forma complessa e articolata, conta migliaia di aziende e dà lavoro a centinaia di migliaia di operatori. Nell’ambito delle attività manifatturiere è possibile distinguere due macrosettori economici di tale filiera: l’industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili (settore Ateco C16) e la fabbricazione dei mobili (settore Ateco C31).

Secondo l’Istat, nel 2023 il settore Ateco 16 in Italia contava 20.406 imprese attive e 90.958 addetti, mentre al settore Ateco 31 erano associate 15.177 aziende e 128.005 addetti. Le aziende risultano tutte caratterizzate da un’elevata vocazione artigiana. Crescente è la richiesta di forza lavoro per il settore: per il 2025, Assolavoro Datalab, l’Osservatorio dell’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, ha stimato che il settore Legno-Arredo-Design prevede oltre 53.000 nuove assunzioni. Il settore manufatturiero da solo, che coinvolge le imprese che producono legno e legnami e l’industria del mobile, ne richiederà 48.000.

Le imprese artigiane e le micro, piccole e medie imprese sono le realtà produttive che spesso incontrano maggiori difficoltà ad attuare gli adempimenti imposti dalla legislazione vigente in tema di salute e sicurezza sul lavoro (SSL).

Tali adempimenti non rappresentano solo obblighi cui ottemperare ma costituiscono un irrinunciabile impegno di sostenibilità sociale e garantiscono alle aziende la necessaria capacità di innovazione, funzionale alla competitività di cui hanno bisogno per le esigenze di mercato. Lo sviluppo sostenibile richiede infatti la promozione di una crescita economica, che non solo migliori la produttività e i profitti delle aziende, ma che garantisca anche il rispetto dell’ambiente e le tutele per i lavoratori.

I tumori naso-sinusali e i tumori del rinofaringe da esposizione a polveri di legno negli ambienti di lavoro.
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