Prevenzione incendi attività ufficio

Prevenzione incendi. La Regola Tecnica Verticale V.4 del Codice.

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche
e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici

Prevenzione incendi

La progettazione della sicurezza antincendio nelle attività soggette alle visite ed ai controlli dei Vigili del Fuoco, finalizzata alla riduzione della probabilità di insorgenza di un incendio e alla limitazione delle relative conseguenze, è sancita dal d.p.r. 1 agosto 2011 n. 151 e, se luoghi di lavoro, è assoggettata alle previsioni del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (Testo Unico sulla salute e sicurezza). Tale progettazione si basa sulla preliminare valutazione del rischio d’incendio e può seguire un approccio progettuale di tipo prescrittivo o di tipo prestazionale. La progettazione antincendio, nel rispetto della normativa vigente, può quindi essere effettuata elaborando soluzioni tecniche flessibili e aderenti alle specifiche caratteristiche ed esigenze delle attività esaminate (metodologia prestazionale).

Codice di prevenzione incendi

In questo contesto si inserisce il “Codice di prevenzione incendi” (d.m. 3 agosto 2015 e s.m.i.) che si propone, privilegiando l’approccio flessibile, come promotore del cambiamento e in grado di garantire standard di sicurezza antincendio elevati mediante un insieme di soluzioni progettuali, sia conformi che alternative. In sostanza, il Codice rappresenta uno strumento finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio, caratterizzato da un linguaggio allineato con gli standard internazionali. La strategia antincendio in esso descritta, in funzione dei livelli di prestazione scelti, garantisce i prefissati obiettivi di sicurezza, mediante l’adozione di diverse soluzioni progettuali, grazie all’apporto ed alla compresenza delle varie misure antincendio (approccio di tipo olistico).

Caso studio: Edificio adibito ad attività direzionale e uffici

Il presente caso studio riguarda un’opera da costruzione, oggetto di lavori di ristrutturazione con parziale cambio di destinazione d’uso, realizzato con struttura in CLS armato, costituita da un piano interrato e 7/89 piani fuori terra; l’edificio è suddiviso in tre blocchi, tutti da destinare ad attività direzionale e uffici aperti al pubblico.

Il piano terra dell’edificio sarà invece destinato ad attività commerciali, con superficie suddivisa in unità immobiliari indipendenti (superficie lorda < 400 mq), aventi l’accesso della clientela direttamente dall’esterno del corpo di fabbrica, mentre il piano interrato sarà destinato ad autorimessa privata.

Il corpo di fabbrica presenta un’altezza antincendio inferiore ai 24 m (punto 4 del par. G.1.7). Tutti i piani dell’attività saranno collegati mediante scale e ascensori ad uso esclusivo, tuttavia, i 3 blocchi non saranno tra loro comunicanti. La superficie complessiva degli uffici risulta pari a circa 5500 mq suddivisa in unità immobiliari, come di seguito descritto, ciascuna costituente singolo compartimento.

La progettazione della sicurezza antincendio nelle attività soggette alle visite ed ai controlli dei Vigili del Fuoco, finalizzata alla riduzione della probabilità di insorgenza di un incendio e alla limitazione delle relative conseguenze, è sancita dal d.p.r. 1 agosto 2011 n. 151 e, se luoghi di lavoro, è assoggettata alle previsioni del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (Testo Unico sulla salute e sicurezza). Tale progettazione si basa sulla preliminare valutazione del rischio d’incendio e può seguire un approccio progettuale di tipo prescrittivo o di tipo prestazionale. La progettazione antincendio, nel rispetto della normativa vigente, può quindi essere effettuata elaborando soluzioni tecniche flessibili e aderenti alle specifiche caratteristiche ed esigenze delle attività esaminate (metodologia prestazionale).
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Ventilazione cantieri sotterranei

La ventilazione nei lavori in sotterraneo

Lista di controllo SUVA 2022 Ventilazione cantieri sotterranei

Avete previsto tutte le misure necessarie per garantire una corretta ventilazione nel vostro cantiere? La qualità dell’aria nei lavori in sotterraneo è fondamentale non solo per il benessere e la salute del personale, ma anche per prevenire malattie professionali e infortuni nonché per garantire la sopravvivenza in caso di incendio in galleria.

«La ventilazione nei cantieri sotterranei» è uno strumento di supporto ideale per individuare le carenze.


questionario

Il questionario tratta i temi seguenti: il concetto di ventilazione dei cantieri e la preparazione del lavoro, la costruzione, l’esercizio e il monitoraggio della ventilazione ma anche l’organizzazione e l’istruzione.

Al termine del controllo saprete dove i vostri collaboratori possono respirare aria pulita nei cantieri sotterranei e dove invece l’raia è rarefatta. Laddove necessario, cercate subito di migliorare la situazione. Perché persino il più grande pericolo di infortunio e malattia professionale nei cantieri sotterranei viene ulteriormente aggravato da una ventilazione inadeguata. Tra i pericoli principali vi sono:

  • polvere di quarzo e fuliggine, che possono causare silicosi e cancro del polmone
  • intossicazioni da sostanze nocive gassose
  • soffocamento dovuto a carenza di ossigeno o alla propagazione di fumi incendiari
  • incidenti e collisioni
  • esplosioni causate da fuoriuscite di gas naturale

Con una buona ventilazione nei cantieri sotterranei vi assicurate che i vostri specialisti rimangano in salute e aumentate al contempo la loro capacità di concentrazione ed efficienza.

La ventilazione nei lavori sotterranei
La ventilazione nei lavori sotterranei

Ecco i pericoli principali:

malattie professionali provocate da polveri di quarzo e fuliggine (silicosi e cancro dei polmoni)
avvelenamento da gas nocivi
asfissia per mancanza di ossigeno
infortuni causati da malesseri legati alla presenza di sostanze nocive in sotterraneo
esplosioni causate da emissioni di gas naturale
asfissia causata da fumi di incendi

vigilanza nei cantieri

i dati INL dell’attività di vigilanza nei cantieri


L’Ispettorato Nazionale del Lavoro rende noti i risultati dell’attività di vigilanza messa in campo dal 1 gennaio al 30 settembre 2022 su input della Direzione Centrale per la tutela, la vigilanza e la sicurezza del lavoro.

12.522 le ispezioni effettuate in materia di salute e sicurezza (nell’intero arco del 2021 erano state 13.924), che hanno riguardato tutti i settori produttivi, con un focus particolare su quelli a maggiore rischio infortunistico, tra i quali l’edilizia.

Rilevante la percentuale di irregolarità riscontrata, pari ad oltre l’83%.

6.196 i provvedimenti di sospensione dell’attività di impresa complessivamente adottati: 4.085 per impiego di personale in nero e 2.111 per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza.

A seguito dell’adozione delle sospensioni, l’83% delle imprese ha provveduto alla regolarizzazione e, conseguentemente, i provvedimenti adottati dagli ispettori sono stati revocati.

“E’utile sottolineare il dato delle sospensioni – dichiara il direttore dell’Ispettorato, Bruno Giordano – sotto un duplice profilo: quello dell’incremento dei provvedimenti (basti pensare che nell’arco del 2021 erano stati adottati 3.971 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, mentre nei soli primi 9 mesi di quest’anno le sospensioni sono state 6.196) e quello della regolarizzazione conseguente ai provvedimenti. Una percentuale così elevata di revoche, pari all’83%, testimonia un forte impatto in materia di recupero della legalità come lavoro regolare e sicuro”.

Per Giordano c’è anche un’altra comparazione che merita di essere evidenziata: “Al 21 ottobre 2021, data di entrata in vigore del Decreto Legge 146, convertito nella Legge 215, nello stesso periodo preso in considerazione dall’ultimo report (1 gennaio-30 settembre) erano solo 9 le sospensioni determinate da motivi di sicurezza, a fronte delle 2111 registrate nel 2022.

Ciò dimostra che l’incremento dell’attività dell’Ispettorato del Lavoro porta a risultati immediati e positivi per i lavoratori e per le stesse imprese, che possono mettersi a norma senza interruzione dell’attività. La legalità del lavoro deve essere sentita come bene comune”.  

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SEGNALETICA TEMPORANEA CANTIERI STRADALI

La proposta rappresenta una panoramica sulla segnaletica temporanea per cantieri stradali.

Un’analisi di oltre 800 incidenti con almeno un pedone ferito che lavorava sulla carreggiata, ha evidenzato carenze nella segnaletica nel 60% dei casi.

La difficoltà del conducente del veicolo nel percepire l’anomalia nella carreggiata e adeguare la velocità allo stato dei luoghi, può essere ridotta grazie alla segnaletica temporanea, che si associa a minor tasso di incidenti, lesioni gravi e mortali.

Il focus intende evidenziare gli aspetti salienti del segnalamento temporaneo stradale, atto a informare, guidare e convincere gli utenti a tenere comportamenti adeguati alle anomalie stradali.

Premessa

La segnaletica temporanea e quella complementare come i coni e i delineatori fl essibili in prossimità di cantieri o anomalie stradali, può evitare incidenti, lesioni gravi e mortali derivanti dalla diffi coltà del conducente di un veicolo di percepire l’anomalia nella carreggiata e di adeguare la velocità allo stato dei luoghi. Nelle strade italiane, tra il 2013 e 2020 sono avvenuti oltre 800 incidenti con almeno un pedone ferito, al lavoro sulla carreggiata, protetto o non protetto da apposito segnale e almeno un veicolo coinvolto. Il segnalamento temporaneo, che risulta associato ad un minor tasso di incidenti, guida e convince gli utenti a tenere un comportamento adeguato a situazioni stradali anomale.

INTRODUZIONE

In Italia tra il 2013 e 2020 sono stati accertati 830 incidenti stradali [5] con coinvolgimento di pedoni al lavoro sulla carreggiata, protetti (40%) o non protetti (60%) da segnaletica stradale. Si tratta di casi avvenuti prevalentemente in strade urbane e meno frequentemente in strade extraurbane e le autostrade.

Il dato tiene conto unicamente degli incidenti stradali in cui risultava coinvolto un pedone che lavorava sulla carreggiata, protetto o non protetto da apposito segnale.

Pertanto da questa casistica risultano esclusi tutti i casi dove non era coinvolto un pedone al lavoro sulla carreggiata, per l’analisi dei quali si rimanda a ulteriori studi. I dati analizzati tuttavia, permettono di ottenere indicazioni sulla localizzazione dell’incidente, sul tipo di veicoli coinvolti e infine sulle circostanze in cui l’incidente è avvenuto.

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sicurezza stradale

Lo scopo del presente lavoro è quello di sensibilizzare tutti i soggetti potenzialmente coinvolti nella sicurezza stradale, in qualità di gestori, operatori, lavoratori o più in generale di utenti stradali, sull’importanza della segnaletica temporanea.

La proposta è una sintesi non esaustiva facilmente consultabile, sull’utilizzo della segnaletica temporanea mentre per maggiori approfondimenti si rimanda alla normativa applicabile di cui è fatto cenno nei riferimenti.

E’ inserita una breve premessa sulle specificità degli incidenti e infortuni
stradali con coinvolgimento di pedoni al lavoro sulla carreggiata e sono stati analizzati e rappresentati gli aspetti salienti di questo fenomeno.

Il lavoro intende evidenziare come anche la segnaletica temporanea non possa prescindere da un adeguamento all’evoluzione tecnologica in atto, che coinvolge tanto i veicoli quanto le infrastrutture.

Sicurezza nei cantieri Inail video tutorial

INAIL pubblica un video tutorial per la prevenzione delle cadute dall’alto. Realizzato con animazione 3D, fornisce indicazioni per il corretto utilizzo dei sistemi di protezione individuale nei lavori in quota, riproducendo alcune situazioni concrete elaborate sulla base di leggi, circolari, linee guida e norme tecniche specifiche.

Sicurezza cantieri. Cantieri più sicuri: protezione individuale dalle cadute

Dal “sistema di trattenuta”, che impedisce la caduta dall’alto limitando il movimento del lavoratore in modo che non possa raggiungere la zona dove potrebbe rischiare di cadere, al “sistema di arresto caduta”, utilizzato nelle fasi di montaggio di un ponteggio, un nuovo video tutorial dell’Inail – prodotto dalla Direzione centrale pianificazione e comunicazione a partire dai contenuti di uno dei Quaderni Tecnici curati dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) – descrive in sette minuti i principali sistemi di protezione individuale dalle cadute.

UNO STRUMENTO UTILE PER L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE DEI LAVORATORI Sicurezza cantieri

Per ciascuno degli scenari proposti sono elencati e descritti i componenti del sistema di protezione individuale più idoneo, il cui utilizzo non è facoltativo ma rappresenta uno specifico obbligo di legge, insieme ad alcune raccomandazioni per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio del sistema di protezione utilizzato.

SECONDA PARTE

La seconda parte del video tutorial fornisce alcune raccomandazioni utili per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio del sistema di protezione utilizzato. In particolare, è sempre preferibile scegliere il sistema che evita la caduta libera e seguire, durante l’utilizzo, le indicazioni fornite dal fabbricante. Prima di installare un sistema di protezione, inoltre, è necessario verificare le condizioni della struttura di ancoraggio (materiale base, dimensioni e spessore), della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità), del tempo (vento, pioggia) e di tutti i componenti. Dopo lo smontaggio, invece, è importante controllare l’integrità di tutti i componenti, l’assenza di danni, deformazioni o ammaccature, la corretta mobilità delle parti e l’efficacia dei dispositivi di blocco e sblocco.

Amianto riconoscerlo consigli per pittori e gessatori.

Amianto: riconoscerlo, valutarlo e intervenire correttamente

Documento SUVA


L’amianto riconoscerlo

L’amianto (o asbesto) è un materiale fibroso, costituito da fibre minerali naturali appartenenti ai silicati e alle serie mineralogiche del serpentino (crisotilo o amianto bianco) e degli anfiboli (crocidolite o amianto blu). Le fibre minerali comprendono sia materiali fibrosi naturali, come l’amianto; sia fibre artificiali, tra le quali la lana di vetro, la lana di roccia, ed altri materiali affini.

L’amianto ha trovato un vasto impiego particolarmente come isolante o coibente e, secondariamente, come materiale di rinforzo e supporto per altri manufatti sintetici (mezzi di protezione e tute resistenti al calore).

Attualmente l’impiego è proibito per legge, tuttavia la liberazione di fibre di amianto da elementi strutturali preesistenti, all’interno degli edifici può avvenire per lento deterioramento di materiali che lo contengono oppure per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione.


Normativa Italiana

Con la legge 257 del 1992 è stata ormai vietata la produzione e l’installazione di materiali in amianto.

Nel documento sono presenti esempi/consigli per pittori e gessatori. Attenzione la normativa di riferimento è quella Elvetica.

Rinnovo di facciate
Ridipingere l’appartamento
Rifiuti su un cantiere di bonifica
Polvere prodotta da lavori effettuati nel locale adiacente

AMIANTO

Cosa fare in ITALIA

La tutela dal rischio amianto coinvolge tutti i proprietari di immobili o cose con amianto, singoli cittadini, aziende ma anche Enti Pubblici (Province, Comuni, Aziende Ospedaliere, …) che, supportati da professionisti che eseguono le verifiche e le bonifiche, provvedono a mantenere in sicurezza i materiali contenenti amianto.

La verifica della eventuale presenza di amianto e dello stato di conservazione è a carico del proprietario e/o del responsabile dell’attività che si svolge nell’immobile.

Sicurezza cantieri che beneficiano agevolazioni fiscali

sicurezza nei cantieri edili che beneficiano di agevolazioni fiscali

CNI e Ance hanno pubblicato il Vademecum “Sicurezza nel cantieri che beneficiano delle agevolazioni fiscali” che chiarisce i principali dubbi di imprese e professionisti sull’applicazione delle norme 

Circ. CNI n.904/XIX Sess./2022

Le recenti misure di incentivi fiscali per interventi di recupero edilizio hanno comportato un’intensificazione dell’attività in edilizia, imponendo una maggiore attenzione da parte di tutti i soggetti che operano a diverso titolo in cantiere per garantire il rispetto degli adempimenti in materia di tutela della salute e della sicurezza, ma anche collaborazione per la riduzione del fenomeno infortunistico nel settore.

Il presente documento è stato elaborato nell’ambito del Protocollo di intesa in materia di sicurezza sul lavoro stipulato tra ANCE e CNI, rinnovato nel gennaio 2021.

Per Ance, hanno collaborato con la Direzione Relazioni Industriali, la Direzione Politiche Fiscali, la Direzione Edilizia, Ambiente e Territorio, l’ufficio Tecnologie, normative tecniche e qualità delle costruzioni.

Per CNI hanno partecipato alla stesura del testo l’ing. Gaetano Fede, componente del Consiglio Nazionale – responsabile area sicurezza e prevenzione incendi, l’ing. Stefano Bergagnin, e l’ing. Andrea Galli, entrambi componenti del GdL Sicurezza del Cni.

Il cantiere temporaneo o mobile è definito come “qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato all’allegato X del D. Lgs. n. 81/08”.

Tale definizione è contenuta nel Titolo IV del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (di seguito TU sicurezza).

Le disposizioni del capo I del Titolo IV si applicano nei cantieri temporanei o mobili che rientrano nella summenzionata definizione, pertanto anche nei cantieri che beneficiano di agevolazioni fiscali finalizzate al recupero o al restauro delle facciate esterne degli edifici esistenti (bonus facciate), nonché agli interventi di ristrutturazione edilizia (bonus ristrutturazioni o 110%).

Le recenti misure di incentivi fiscali per interventi di recupero edilizio hanno comportato
un’intensificazione dell’attività in edilizia, imponendo una maggiore attenzione da parte di tutti i soggetti che operano a diverso titolo in cantiere per garantire il rispetto degli adempimenti in materia di tutela della salute e della sicurezza e collaborazione per la riduzione del fenomeno infortunistico nel settore.