Relazione sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro anno 2025

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali mediante la “Relazione sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro” comunica alle Camere lo stato della SSL con riferimento ai dati dell’anno precedente ed illustra orientamenti e programmi legislativi che il Governo intende sviluppare per il miglioramento delle condizioni di tutela dei lavoratori.

La Relazione sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro, prevista dall’articolo 14‑bis del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come introdotto dalla Legge 13 dicembre 2024, n. 203, rappresenta uno strumento annuale di informazione e indirizzo delle politiche pubbliche in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Attraverso la Relazione, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro il 30 aprile di ciascun anno, comunica alle Camere lo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro con riferimento all’anno precedente, nonché gli orientamenti e i programmi legislativi che il Governo intende sviluppare per il miglioramento delle condizioni di tutela di lavoratrici e lavoratori. Le Relazioni annuali costituiscono, dunque, uno strumento fondamentale e innovativo, non solo per fare un bilancio sul fenomeno infortunistico e sulle iniziative adottate per cercare di arginarlo ma anche per monitorare l’evoluzione del sistema di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per stimolare delle riflessioni sul concetto di prevenzione.

RELAZIONE SULLO STATO DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
Anno 2025
(Articolo 14-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)
Presentata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali

SOMMARIO
PREMESSA
1. QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
2. IL SISTEMA ISTITUZIONALE
3. ATTIVITÀ A CARATTERE NORMATIVO
4. ATTIVITÀ A CARATTERE AMMINISTRATIVO-CONTABILE
5. ATTIVITÀ INTERNAZIONALE
6. ATTIVITÀ PROMOZIONALI E AZIONI DI PREVENZIONE
7. ATTIVITÀ DI VIGILANZA
8. SINTESI DELL’ANDAMENTO INFORTUNISTICO E TECNOPATICO – ANNO 2025
9. INTERVENTI, ORIENTAMENTI E PROGRAMMI

Fonte: Ministero del Lavoro

Sicurezza sul lavoro per l’industria chimica

Linee di indirizzo per l’applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l’industria chimica.

Le “Linee di indirizzo per l’applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l’industria chimica” rappresentano uno strumento utile per la diffusione della cultura della salute e della sicurezza e la conoscenza delle buone pratiche organizzative, tecniche e gestionali già esistenti.

Nel dicembre del 2022 Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) e Federchimica (Federazione Nazionale dell’Industria Chimica) hanno rinnovato la propria attività di collaborazione, che dura fin dal 2006, con la sottoscrizione di un nuovo Protocollo d’Intesa, per sviluppare ulteriormente la cultura della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il Protocollo prevede, tra le sue attività, la revisione delle “Linee di indirizzo per l’applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l’industria chimica”, pubblicate nel 2023. Le Linee di indirizzo sono state realizzate anche grazie alla collaborazione con le Organizzazioni

Sindacali rappresentative dei lavoratori del settore FILCTEM – CGIL, FEMCA – CISL e UILTEC – UIL; un’ulteriore testimonianza della validità e della efficacia di un sistema di relazioni e rapporti positivi che Inail porta avanti con i diversi soggetti del sistema prevenzionale nazionale, per accrescere la cultura della sicurezza e contribuire
al miglioramento continuo dei livelli di tutela dei lavoratori.

Il risultato raggiunto esprime peraltro l’impegno di Federchimica a fornire un ulteriore sostegno alle imprese chimiche associate, già fortemente coinvolte per migliorare le prestazioni ambientali e di salute e sicurezza dei lavoratori lungo la filiera chimica attraverso il programma mondiale volontario del settore per lo sviluppo sostenibile: Responsible Care.

In appendice al documento è presente, inoltre, un addendum per guidare le imprese nella adozione di un modello organizzativo e gestionale ai sensi del d.lgs. 231/01, in relazione a quanto previsto dall’art. 30 del d.lgs. 81/08 e s.m.i. In virtù delle disposizioni legislative e dei regolamenti vigenti e ai sensi delle modalità di applicazione della tariffa dei premi Inail, l’adozione delle presenti Linee di indirizzo è da considerarsi un intervento di prevenzione nel campo della salute e sicurezza, utile per le aziende in sede di richiesta della riduzione del premio assicurativo all’Inail nei modi e nelle misure previste dall’art. 23 decreto interministeriale del 27 febbraio 2019.

Sicurezza sul lavoro per l’industria chimica
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Campagna Ambienti di lavoro sani 2026-28

Salute mentale al lavoro: al via il portale della Campagna europea 2026-2028

Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza

Sicurezza sul lavoro: le proposte della Commissione del Ministero della Giustizia per una riforma più preventiva e premiale.

La Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, istituita dal Ministero della Giustizia con D.M. 27 marzo 2024, ha concluso i propri lavori presentando una Relazione finale che propone un intervento di riforma organico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il documento nasce dall’esigenza di rafforzare l’efficacia del sistema normativo, non solo attraverso l’apparato sanzionatorio, ma soprattutto promuovendo una cultura della prevenzione più concreta, moderna e condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori.

Dalla sola sanzione alla prevenzione organizzata

Uno dei principi centrali della Relazione è il passaggio da un modello prevalentemente punitivo a un sistema che valorizza l’“adempimento premiante”. L’obiettivo è incentivare le imprese virtuose che adottano modelli organizzativi efficaci, sistemi di gestione della sicurezza, buone prassi e strumenti di prevenzione realmente operativi.

Secondo la Commissione, la sicurezza sul lavoro deve essere il risultato di un “gioco di squadra”, in cui datore di lavoro, responsabili della prevenzione, lavoratori e istituzioni collaborano per ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali.

Le principali proposte di modifica

La Relazione interviene su tre ambiti principali:

Codice penale
Si propone l’aumento delle pene per omicidio colposo e lesioni colpose commessi in violazione delle norme antinfortunistiche. Al tempo stesso viene introdotto un nuovo criterio premiale: se il datore di lavoro ha adottato un modello di organizzazione e gestione conforme all’art. 30 del D.Lgs. 81/2008, la responsabilità penale potrebbe essere limitata ai soli casi di colpa grave.

Codice di procedura penale
La Commissione propone strumenti per accelerare le indagini in caso di reati connessi alla sicurezza sul lavoro, prevedendo maggiore tempestività nell’assunzione delle informazioni dalla persona offesa e un rafforzamento delle garanzie per vittime e familiari.

D.Lgs. 81/2008
Una delle novità più rilevanti riguarda il rafforzamento del ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, che verrebbe valorizzato come figura tecnica autonoma, dotata di maggiori responsabilità, competenze e risorse operative.

Il nuovo ruolo del RSPP

Il documento propone di superare la visione del RSPP come semplice collaboratore del datore di lavoro, riconoscendogli un ruolo più centrale nella valutazione e gestione dei rischi.

Tra le novità indicate figurano:

  • maggiore autonomia operativa;
  • risorse finanziarie adeguate per svolgere i compiti di prevenzione;
  • requisiti professionali più stringenti;
  • responsabilità specifiche in caso di violazione degli obblighi previsti.

Questa impostazione mira a rendere più efficace la prevenzione e a distribuire in modo più equilibrato le responsabilità all’interno dell’organizzazione aziendale.

Modelli organizzativi, DVR e formazione al centro della riforma

La Relazione conferma l’importanza di alcuni presidi fondamentali: Documento di Valutazione dei Rischi, nomina del medico competente e del RSPP, fornitura dei DPI, formazione e informazione dei lavoratori.

La violazione di questi obblighi essenziali comporterebbe comunque la qualificazione della colpa come grave, anche in presenza di modelli organizzativi adottati dall’impresa.

Il messaggio è chiaro: gli strumenti premiali sono destinati solo alle aziende che dimostrano un impegno concreto e sostanziale nella tutela della salute e sicurezza.

Una riforma per responsabilizzare le imprese virtuose

La Commissione sottolinea che il solo aumento delle sanzioni non è sufficiente a ridurre gli infortuni. Serve un sistema capace di orientare i comportamenti, premiare chi investe davvero nella prevenzione e rendere la sicurezza parte integrante dell’organizzazione aziendale.

La proposta si fonda quindi su un equilibrio: mantenere alta la tutela dei lavoratori, rafforzare la risposta nei casi più gravi e, al tempo stesso, incentivare le imprese che adottano comportamenti responsabili.

La Relazione finale della Commissione rappresenta un contributo significativo al dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il documento propone una riforma non rivoluzionaria, ma mirata a sciogliere alcuni nodi critici dell’attuale sistema, valorizzando prevenzione, organizzazione, competenze tecniche e responsabilità condivisa.

La sicurezza sul lavoro, come evidenziato nel documento, non può essere considerata un adempimento formale: deve diventare una scelta consapevole di tutti i protagonisti del mondo produttivo.

Commissione del Ministero della Giustizia per una riforma più preventiva e premiale
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Stress lavoro-correlato e smart working: metodologia INAIL 2026

Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente: smart working, lavoro da remoto, strumenti digitali e nuove tecnologie stanno trasformando l’organizzazione aziendale, il modo in cui collaboriamo e l’equilibrio tra vita privata e professionale.

Per supportare le aziende nella gestione di questi cambiamenti, INAIL ha pubblicato nel 2026 il documento “The methodology for the assessment and management of work-related stress risk – Module contextualised to remote work and technological innovation”, un modulo dedicato alla valutazione e gestione dei rischi psicosociali emergenti connessi al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica.

Perché è importante per le aziende

Il lavoro da remoto e l’uso intensivo delle tecnologie possono offrire importanti vantaggi: maggiore flessibilità, autonomia, efficienza e miglior bilanciamento tra vita privata e lavoro. Allo stesso tempo, però, possono generare nuovi fattori di rischio, tra cui:

  • iperconnessione;
  • difficoltà nel diritto alla disconnessione;
  • aumento del carico di lavoro digitale;
  • isolamento dal gruppo di lavoro;
  • difficoltà di comunicazione e coordinamento;
  • tecnostress;
  • confini sempre meno chiari tra vita privata e attività lavorativa.

La metodologia INAIL nasce proprio per aiutare le organizzazioni a individuare questi aspetti e a pianificare azioni correttive o preventive.

Il nuovo modulo per smart working e innovazione tecnologica

Il documento introduce strumenti integrativi da affiancare alla metodologia INAIL già utilizzata per la valutazione dello stress lavoro-correlato. Il modulo prende in esame due grandi ambiti:

Lavoro da remoto, inteso come tutte le forme di attività svolte fuori dai locali aziendali, anche con modalità ibride.

Innovazione tecnologica, riferita all’introduzione di strumenti hardware e software che modificano processi, modalità operative, comunicazione e collaborazione.

Tra gli indicatori analizzati rientrano la disponibilità di attrezzature tecnologiche adeguate, la formazione sugli strumenti digitali, le procedure di coordinamento tra lavoratori e responsabili, l’individuazione delle attività compatibili con il lavoro da remoto e le misure per garantire la disconnessione.

I rischi analizzati: techno-overload, techno-invasion e techno-complexity

La metodologia approfondisce alcune dimensioni particolarmente rilevanti per le aziende digitalizzate:

Techno-overload, quando la tecnologia porta il lavoratore a svolgere più attività, più velocemente o con maggiore pressione.

Techno-invasion, quando gli strumenti digitali favoriscono l’invasione del lavoro nella vita privata, ad esempio tramite email, messaggi o richieste fuori orario.

Techno-complexity, quando l’uso di nuove tecnologie richiede un impegno eccessivo in termini di apprendimento, adattamento o gestione degli strumenti.

A queste si aggiungono aspetti come il conflitto casa-lavoro, l’accettabilità degli strumenti tecnologici, le criticità del lavoro da remoto e la frequenza delle interazioni con colleghi e responsabili.

Dalla valutazione alle azioni correttive

Uno degli aspetti più utili del modulo INAIL è l’orientamento pratico. La valutazione non si limita a fotografare il rischio, ma aiuta l’azienda a individuare azioni di miglioramento concrete, come:

  • fornire dotazioni tecnologiche adeguate;
  • attivare percorsi formativi sugli strumenti digitali;
  • definire fasce orarie di reperibilità;
  • tutelare il diritto alla disconnessione;
  • migliorare la comunicazione tra team in presenza e team da remoto;
  • promuovere momenti di confronto e socializzazione virtuale;
  • supportare manager e responsabili nella gestione dei collaboratori da remoto;
  • fornire indicazioni su ergonomia e organizzazione della postazione domestica.

Un’opportunità per migliorare benessere e produttività

La corretta gestione dello stress lavoro-correlato non è solo un obbligo di prevenzione, ma anche un’opportunità strategica. Integrare questi strumenti consente alle aziende di promuovere ambienti di lavoro più sostenibili, migliorare il benessere organizzativo e favorire un uso più consapevole delle tecnologie.

In un contesto in cui lavoro ibrido, digitalizzazione e innovazione sono ormai parte integrante dei processi aziendali, valutare i rischi psicosociali emergenti diventa fondamentale per proteggere le persone e rafforzare la competitività dell’organizzazione.

INAIL pubblica la metodologia 2026 per valutare e gestire i rischi da stress lavoro-correlato legati a lavoro da remoto, tecnologie digitali e innovazione.
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Chiusure d’ambito degli edifici civili – La Regola Tecnica

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici

Chiusure d’ambito degli edifici civili – La Regola Tecnica Verticale v. 13 del Codice di prevenzione incendi

Nella presente pubblicazione viene affrontata la problematica delle chiusure d’ambito degli edifici civili in ambito di prevenzione incendi.

In particolare, l’argomento viene illustrato in riferimento alla ristrutturazione di un edificio a destinazione mista, facendo ricorso all’analisi del comportamento delle facciate (“structural glazing”) con l’impiego della FSE. La metodologia seguita è quella della specifica V.13, regola tecnica verticale, che integra le imprescindibili e ineludibili indicazioni fornite dalla regola tecnica orizzontale costituita dal Codice.

L’iter procedurale per la certificazione della sicurezza antincendio nelle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, finalizzato alla riduzione della probabilità di insorgenza di un incendio e alla limitazione delle relative conseguenze, è stabilito dal
d.p.r. 1 agosto 2011, n. 151 e, se luoghi di lavoro, è assoggettata anche alle previsioni del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (Testo Unico sulla salute e sicurezza) e dei
dd.mm. 1, 2 e 3 settembre 2021.

La progettazione antincendio si basa sulla preliminare valutazione del rischio d’incendio, per mitigare sino a livelli accettabili il rischio d’incendio valutato, e può seguire un
approccio progettuale di tipo prescrittivo o di tipo prestazionale.
Nel rispetto della normativa vigente, essa può quindi essere effettuata elaborando
soluzioni tecniche flessibili e aderenti alle specifiche caratteristiche ed esigenze delle
attività esaminate (metodologia prestazionale).

In questo contesto si inserisce il “Codice di prevenzione incendi” (d.m. 3 agosto 2015 e
s.m.i.) che si propone, privilegiando l’approccio flessibile, come promotore del cambiamento e in grado di garantire standard di sicurezza antincendio elevati mediante un insieme di soluzioni progettuali, sia conformi che alternative.

In sostanza, il Codice rappresenta uno strumento finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio, caratterizzato da un linguaggio allineato con gli
standard internazionali.

Codice di prevenzione incendi
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Sistemi a pilotaggio remoto

Ispezioni con sistemi a pilotaggio remoto: innovazione, regolamenti e applicazioni nel controllo non distruttivo. INAIL 2026

Droni e ispezioni industriali: la nuova frontiera della sicurezza e dell’efficienza

Nel panorama dell’innovazione industriale, i droni stanno assumendo un ruolo sempre più strategico, rivoluzionando il modo in cui vengono effettuate ispezioni, controlli e attività di monitoraggio. Il recente 2° Convegno Droni ha confermato come i sistemi a pilotaggio remoto rappresentino oggi una tecnologia chiave per il futuro dei controlli non distruttivi (CND).

Ispezioni più sicure, rapide ed efficienti

L’utilizzo dei droni consente di accedere facilmente a zone complesse o pericolose, come spazi confinati, strutture in quota o ambienti contaminati. Questo si traduce in una significativa riduzione dei rischi per gli operatori e in un miglioramento dell’efficienza operativa.

Grazie a sensori avanzati, camere ad alta risoluzione e tecnologie di intelligenza artificiale, i droni permettono inoltre di raccogliere dati dettagliati in tempi ridotti, supportando analisi predittive e interventi mirati.

Applicazioni in crescita in tutti i settori

Le applicazioni sono ormai trasversali e riguardano numerosi ambiti:

  • infrastrutture e edilizia
  • energia e impianti industriali
  • beni culturali
  • impianti fotovoltaici e reti elettriche

In particolare, le ispezioni termografiche con drone stanno diventando fondamentali per individuare anomalie non visibili a occhio nudo, migliorando la manutenzione e prevenendo guasti.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

L’integrazione dell’AI nei sistemi UAV rappresenta un ulteriore salto di qualità: i droni non solo acquisiscono dati, ma li analizzano in tempo reale, supportando tecnici e ingegneri nelle decisioni operative senza sostituirne il ruolo.

Normative e nuove competenze

Parallelamente allo sviluppo tecnologico, emerge la necessità di:

  • standard condivisi
  • nuove figure professionali
  • percorsi di formazione e certificazione

La regolamentazione europea sta evolvendo proprio per garantire sicurezza, tracciabilità e sviluppo sostenibile del settore.

Uno sguardo al futuro

Il futuro dei droni industriali punta verso:

  • operazioni autonome (anche oltre la linea visiva – BVLOS)
  • integrazione con digital twin
  • utilizzo in scenari complessi e di emergenza

In questo contesto, i droni non sono più solo strumenti di supporto, ma veri e propri asset strategici per la sicurezza e l’innovazione industriale.

Ispezioni con sistemi a pilotaggio remoto: innovazione, regolamenti e applicazioni nel controllo non distruttivo. INAIL 2026
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