Le linee elettriche aeree

Infortuni gravi o mortali con le linee elettriche aeree: prevenzione per i lavori in vicinanza. Le linee elettriche aeree di media/alta tensione sono costituite da conduttori nudi. INAIL 2026.


Sicurezza vicino alle linee elettriche aeree: prevenire infortuni gravi o mortali

Lavorare in prossimità delle linee elettriche aeree comporta rischi molto elevati, soprattutto per i lavoratori che non sono consapevoli del pericolo elettrico. Molti incidenti gravi o mortali avvengono durante attività non elettriche, come lavori edili, scavi, potature, pulizia, verniciatura o movimentazione di carichi, quando persone o attrezzature si avvicinano troppo ai conduttori elettrici.

Secondo i dati raccolti dall’INAIL, questi incidenti sono spesso causati dalla mancata conoscenza delle distanze di sicurezza e delle procedure di prevenzione.

Zone di lavoro e rischio elettrico

Il rischio elettrico dipende principalmente dalla distanza tra il lavoratore e le parti attive non protette della linea elettrica. Le normative tecniche europee e italiane definiscono diverse zone di lavoro:

  • Zona sotto tensione: area immediatamente vicina alla parte attiva dove è possibile entrare in contatto con parti in tensione.

  • Zona di prossimità: area esterna alla zona sotto tensione dove esiste comunque rischio di contatto accidentale con attrezzature o parti del corpo.

  • Zona senza pericolo elettrico: area oltre le distanze di sicurezza.

Queste distanze aumentano con l’aumentare della tensione della linea elettrica.

Lavori sotto tensione e lavori in prossimità

I lavori sotto tensione sono attività svolte direttamente su parti elettriche in tensione o molto vicino ad esse. Possono essere eseguiti solo da personale qualificato e autorizzato.

I lavori in prossimità, invece, sono attività non elettriche svolte vicino a linee o impianti elettrici con parti attive non protette. Anche in questi casi è necessario rispettare le distanze minime e adottare adeguate misure di sicurezza.

Normativa e responsabilità

In Italia la sicurezza nei lavori vicino agli impianti elettrici è regolata dal D.Lgs. 81/2008, che stabilisce:

  • le distanze minime di sicurezza dalle linee elettriche

  • l’obbligo di adottare procedure organizzative e misure di protezione

  • la necessità che i lavori sotto tensione siano eseguiti solo da personale qualificato

L’importanza della prevenzione

Per ridurre il rischio di incidenti è fondamentale:

  • conoscere le distanze di sicurezza

  • formare adeguatamente i lavoratori

  • utilizzare attrezzature idonee

  • pianificare i lavori in presenza di linee elettriche

Una corretta valutazione dei rischi e il rispetto delle norme di sicurezza sono elementi essenziali per prevenire infortuni gravi o mortali nei lavori svolti vicino alle linee elettriche.

Le linee elettriche aeree
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lavaggio delle mani

L’efficacia del lavaggio delle mani

Sia in ambiente sanitario che non sanitario l’igiene delle mani è una delle misure più importanti per la prevenzione delle infezioni. Programmare campagne di informazione e formazione di lavoratrici e lavoratori su tale tematica e individuare strumenti di sensibilizzazione rappresentano elementi centrali per una corretta gestione del rischio biologico. INAIL 2026


Il lavaggio delle mani rappresenta una delle pratiche più semplici ed efficaci per prevenire la diffusione delle infezioni. Già nel 1847 il medico ungherese Ignaz Semmelweis osservò che molte infezioni ospedaliere venivano trasmesse attraverso le mani dei medici. Introducendo l’obbligo di lavarsi le mani con soluzioni disinfettanti prima di assistere le partorienti, riuscì a ridurre drasticamente i casi di febbre puerperale. Questa scoperta segnò l’inizio di una rivoluzione nelle pratiche igieniche in ambito sanitario.

Nel corso del tempo, l’importanza dell’igiene delle mani è stata ulteriormente riconosciuta e integrata nei protocolli sanitari. Negli anni ’80 e ’90, durante la diffusione dell’HIV, i Centers for Disease Control and Prevention introdussero le cosiddette “precauzioni universali”, poi evolute nelle “precauzioni standard”, che includono il lavaggio delle mani come misura fondamentale di prevenzione.

La pandemia di COVID-19 nel 2020 ha riportato l’attenzione globale su questa pratica. Organizzazioni come l’World Health Organization e altre istituzioni sanitarie internazionali hanno sottolineato il ruolo cruciale dell’igiene delle mani nel limitare la trasmissione del virus, contribuendo anche a diffondere maggiore consapevolezza tra la popolazione.

In ambito sanitario, il lavaggio delle mani è essenziale per prevenire le infezioni correlate all’assistenza (ICA), che possono verificarsi durante le cure in ospedali o altre strutture sanitarie. Queste infezioni aumentano la mortalità, prolungano la degenza dei pazienti e contribuiscono alla diffusione di microrganismi resistenti agli antibiotici.

Per questo motivo, le linee guida internazionali raccomandano pratiche rigorose di igiene delle mani, inclusa l’uso di soluzioni idroalcoliche quando l’acqua e il sapone non sono disponibili. Promuovere la formazione degli operatori sanitari e la sensibilizzazione della popolazione resta fondamentale per migliorare la sicurezza delle cure e proteggere la salute pubblica.

lavaggio delle mani L'efficacia del lavaggio delle maniSia in ambiente sanitario che non sanitario. Scarica documento INAIL 2026
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UNI EN ISO 45001

La valutazione di questi ultimi è fondamentale per prevenire la cosiddetta “colpa in organizzazione” che è la causa di numerose condanne ai sensi del d.lgs. 231/01 (responsabilità amministrativa degli enti). L’integrazione della UNI EN ISO 45001:2023 nell’art. 30 del d.lgs 81/08, insieme all’evoluzione giurisprudenziale, conferma il ruolo dei SGSL e dei MOG-SSL, promossi da decenni dall’Istituto, come strumenti essenziali di prevenzione. INAIL 2026


Il collegamento tra i reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro e la responsabilità amministrativa degli enti prevista dal d.lgs. 231/01 rappresenta ormai, da quasi vent’anni, un pilastro del nostro ordinamento. Nonostante ciò, il tema continua a essere oggetto di analisi, interpretazioni non sempre uniformi, applicazioni disomogenee e di una giurisprudenza sempre più articolata, che contribuisce costantemente ad alimentare il dibattito.

Il presente contributo non intende offrire un’analisi esaustiva della materia, ma piuttosto soffermarsi sul ruolo della norma UNI EN ISO 45001:23 nella prevenzione della cosiddetta “colpa di organizzazione”, ossia quell’elemento di rimprovero frequentemente contestato alle imprese quando vengono ritenute responsabili ai sensi del d.lgs. 231/01.

Prima di affrontare tale aspetto, appare opportuno delineare brevemente il contesto giuridico di riferimento.

Il d.lgs. 231/01 ha introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica, per reati commessi nel loro interesse o vantaggio. Tale responsabilità può comportare l’applicazione di rilevanti sanzioni pecuniarie e interdittive; tuttavia, queste possono essere irrogate all’ente soltanto in relazione a una specifica categoria di illeciti, i cosiddetti “reati presupposto”. Dal 2007 tra questi rientrano anche i reati previsti dagli articoli 589 e 590 del codice penale, ossia l’omicidio colposo e le lesioni personali gravi o gravissime commessi in violazione delle norme poste a tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Il decreto legislativo 231/01 — successivamente richiamato anche dall’art. 30 del d.lgs. 81/08 — stabilisce che l’ente può beneficiare della cosiddetta “efficacia esimente”, vale a dire dell’esclusione della responsabilità amministrativa, qualora abbia adottato e attuato efficacemente un modello di organizzazione e gestione (MOG) idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi.

Con specifico riferimento ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il modello di organizzazione e gestione (che, in questo ambito, può essere definito MOG-SSL) deve rispettare i requisiti dettagliatamente indicati dall’art. 30 del d.lgs. 81/08. Tra questi assumeva particolare rilievo — nella formulazione vigente fino a pochi mesi fa — il comma 5, che disponeva:

«In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti.»

È evidente come tale previsione riconoscesse una vera e propria “presunzione di conformità” ai MOG-SSL elaborati in coerenza con un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro strutturato secondo i due riferimenti citati, fornendo così una chiara indicazione circa l’opportunità di fare riferimento a tali standard nella predisposizione di modelli idonei alla prevenzione di questa categoria di reati. Va tuttavia sottolineato che la presunzione di conformità operava esclusivamente con riferimento a tali standard e non anche per quei MOG-SSL che, pur legittimamente adottati, fossero stati elaborati sulla base di differenti riferimenti.

L’integrazione della UNI EN ISO 45001:2023 nell’art. 30 del d.lgs 81/08, insieme all’evoluzione giurisprudenziale
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Strumenti di valutazione del distress

Impatto psicologico della diagnosi di mesotelioma e strumenti di valutazione del distress. Il manuale presenta un’analisi approfondita dell’impatto psicologico del mesotelioma su pazienti, familiari e comunità esposte all’amianto. INAIL 2026

Pubblicazione realizzata da Inail: Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

Nel 1992 un bando ha sancito in Italia la fine di qualsiasi attività di estrazione, utilizzo, commercializzazione e importazione dell’amianto. Nonostante ciò, la diffusione delle malattie correlate a questa sostanza continua a rappresentare una grave emergenza sanitaria. La presenza di amianto in numerosi contesti lavorativi e ambientali resta infatti un tema centrale per le politiche di prevenzione, per gli interventi di bonifica ambientale e per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Tra le patologie legate all’esposizione all’amianto, il mesotelioma riveste un ruolo particolarmente rilevante dal punto di vista patogenetico ed epidemiologico. Questa grave neoplasia è caratterizzata da una lunga latenza e da un’eziologia fortemente associata all’esposizione professionale e ambientale. Per tali ragioni continua a colpire in modo significativo i territori e le comunità in cui l’amianto è stato utilizzato intensamente e, spesso, diffuso anche nell’ambiente circostante.

La sofferenza emotiva dei pazienti affetti da mesotelioma e dei loro caregiver rappresenta un aspetto di grande importanza. In Italia si sono sviluppate esperienze di ricerca originali e significative volte a comprendere le specifiche caratteristiche dell’impatto psicologico della malattia e a definire interventi di sostegno adeguati.

Questo manuale ha l’obiettivo di presentare tali esperienze e gli strumenti elaborati, anche grazie ai finanziamenti dei bandi di ricerca dell’Istituto, per migliorare la qualità della vita dei pazienti, dei familiari e delle comunità coinvolte. L’auspicio è che il volume contribuisca ad accrescere la consapevolezza sull’importanza del supporto psicologico in ambito oncologico e che i metodi di analisi e di intervento descritti possano diffondersi progressivamente nel Paese, anche grazie al contributo della rete dei Centri Operativi Regionali del Registro Nazionale dei Mesoteliomi e delle strutture sanitarie, previdenziali e assistenziali.

Strumenti di valutazione del distress un’analisi approfondita dell’impatto psicologico del mesotelioma su pazienti, familiari e comunità
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Gestione del rischio medico-legale

Human Factors & Ergonomics Human Factors & Ergonomics nella gestione del rischio medico-legale

Gli Autori approfondiscono la scienza degli Human Factors & Ergonomics in Sanità, evidenziando le esperienze nella Medicina assicurativa sociale Inail e le prospettive di un approccio sistematico alle soft skills, accanto alle competenze tecniche. INAIL 2026


Sanità e sicurezza delle cure: il ruolo degli Human Factors nella gestione del rischio medico-legale

L’Inail ha pubblicato il volume “Human Factors & Ergonomics nella gestione del rischio sanitario medico-legale – Dalla teoria alla pratica”, un lavoro che analizza come i fattori umani e organizzativi possano incidere sulla sicurezza delle cure e sulla qualità delle prestazioni sanitarie.

Il testo parte dal principio che la sicurezza del paziente non dipende solo dalle competenze tecniche degli operatori sanitari, ma anche dall’organizzazione del sistema sanitario, dalle modalità di lavoro e dalle interazioni tra professionisti, tecnologie e ambiente. Un approccio sistemico consente infatti di individuare le cause degli errori e prevenire eventi avversi attraverso strumenti di risk management, come l’analisi dei processi, gli audit e i sistemi di segnalazione degli incidenti.

Il contributo degli Human Factors

Gli Human Factors & Ergonomics (HFE) studiano le relazioni tra operatori sanitari, organizzazione del lavoro e strumenti utilizzati. L’obiettivo è migliorare il funzionamento dei sistemi sanitari e ridurre il rischio di errore. Secondo gli studi citati nel volume, oltre l’80% degli errori nei sistemi complessi è riconducibile a fattori umani e organizzativi piuttosto che alla sola responsabilità individuale.

In questo contesto diventa centrale la progettazione dei sistemi di lavoro: ambienti, tecnologie, procedure e organizzazione devono essere pensati per supportare il personale sanitario e garantire maggiore sicurezza ai pazienti.

Non technical skills e sicurezza delle cure

Il volume evidenzia anche il ruolo delle Non Technical Skills, competenze trasversali come comunicazione, leadership, lavoro di squadra, capacità decisionale e gestione dello stress. Queste abilità, insieme alle competenze cliniche, contribuiscono in modo decisivo alla qualità dell’assistenza e alla prevenzione degli errori.

Dalla teoria alla pratica

L’analisi si concentra anche sulle esperienze sviluppate in ambito Inail, dove strumenti di gestione del rischio, indicatori di processo e modelli organizzativi innovativi vengono applicati per migliorare la sicurezza delle prestazioni sanitarie e medico-legali.

Il volume propone quindi un nuovo paradigma: non limitarsi a valutare gli errori a posteriori, ma progettare sistemi sanitari più sicuri, capaci di prevenire i rischi e garantire qualità delle cure, tutela dei lavoratori e sostenibilità delle organizzazioni sanitarie.

Gestione del rischio medico-legale Human Factors & Ergonomics Human Factors & Ergonomics nella gestione del rischio medico-legale
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Trapani a colonna e da banco

Quando si lavora con i trapani a colonna e i trapani da banco il personale è esposto a diversi pericoli: utensili rotanti, trucioli o pezzi in lavorazione non messi in sicurezza. Con questa lista di controllo, saprete come gestire i pericoli, pianificando le misure necessarie. In modo che i vostri collaboratori possano lavorare in sicurezza.

  • La lista di controllo copre gli ambiti postazione di lavoro e ambiente circostante, macchina, nonché organizzazione, formazione e comportamento.
  • Verificate tra l’altro l’organizzazione della postazione di lavoro, la gestione sicura della macchina, il bloccaggio dei pezzi in lavorazione e le misure di protezione personali.
  •  La lista di controllo contiene informazioni e consigli utili, ad esempio per istruire il personale.
  • Se rispondete a delle domande con «no» o «in parte», stabilite misure mirate e annotatele.

La lista di controllo è adatta per effettuare controlli regolari in azienda e aiuta i superiori ad attuare in modo sistematico le norme di sicurezza.

Quando si lavora con i trapani a colonna e i trapani da banco il personale è esposto a diversi pericoli: utensili rotanti, trucioli
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RUMORE

La lista di controllo vi aiuta a individuare i pericoli legati alle fonti di rumore e ai posti di lavoro rumorosi in azienda e ad adottare le misure adeguate.

  • La lista di controllo vi guida passo dopo passo attraverso temi centrali quali la segnalazione delle zone rumorose, l’informazione e l’istruzione del personale nonché le misure di protezione tecniche, organizzative e personali.
  • In questo modo verificate se il personale è esposto a livelli di rumore superiori al valore limite di 85 decibel sul posto di lavoro nell’arco di otto ore.
  • La lista di controllo vi aiuta a utilizzare correttamente i protettori auricolari, a pianificare le misure e a documentarne l’attuazione.

In questo modo adempite ai vostri obblighi in materia di tutela della salute, contribuendo a prevenire danni all’udito, stress e predisposizione agli errori.

La lista di controllo vi guida passo dopo passo attraverso temi centrali quali la segnalazione delle zone rumorose, l’informazione e l’istruzione del personale nonché le misure di protezione tecniche, organizzative e personali. . PORTALECONSULENTI
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