Indennizzo economico per il danno biologico

L’INAIL riconosce un indennizzo economico per il danno biologico (la lesione all’integrità psicofisica) a seguito di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale, in base alla percentuale di invalidità accertata.
Scaglioni e Tipologie di Indennizzo
  • Meno del 6%: Nessun indennizzo previsto (franchigia).
  • Dal 6% al 15%: Indennizzo in capitale (una tantum), calcolato in base all’età e al grado di menomazione. Questa somma non è soggetta a tassazione Irpef.
  • Dal 16% al 100%: Erogazione di una rendita mensile, composta da una quota per il danno biologico e una per le conseguenze patrimoniali. 

Aggiornamenti Recenti

Gli importi degli indennizzi sono stati rivalutati dell’1,4% con il Decreto n. 98/2026, con decorrenza dal 1° luglio 2026, come indicato nelle istruzioni dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

L’Inail, con la circolare n. 37 del 28 agosto 2026, informa che con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 3 agosto 2026, n. 98, su proposta del Consiglio di amministrazione Inail, è stata disposta la rivalutazione annuale degli importi del danno biologico nella misura del 1,4%, con decorrenza 1° luglio 2026.

Tale rivalutazione si aggiunge all’incremento riconosciuto per effetto delle rivalutazioni relative agli anni precedenti e si applica agli importi degli indennizzi del danno biologico in capitale, tenuto conto della tabella in vigore alla data dell’evento lesivo, e agli importi degli indennizzi in rendita per gli eventi a decorrere dal 25 luglio 2000, esclusivamente sulla quota parte dei ratei di rendita relativa all’indennizzo del danno biologico come da tabella approvata con decreto ministeriale 12 luglio 2000.

Fonte: Inail

Rischio infettivo in ambito sanitario

Sicurezza sanitaria: prevenire le infezioni trasmissibili per via ematica

La prevenzione delle infezioni trasmissibili attraverso sangue e liquidi biologici rappresenta un elemento essenziale della sicurezza per chi opera nel settore sanitario. La pubblicazione Suva dedicata al tema raccoglie misure concrete per ridurre il rischio professionale, con particolare attenzione a HIV, epatite B ed epatite C.

Tra le situazioni più critiche figurano le ferite da ago o da strumenti taglienti, il contatto di sangue con mucose o cute lesionata e gli schizzi di liquidi biologici. Le ferite provocate da aghi cavi e altri oggetti taglienti sono indicate come la causa più frequente di esposizione professionale del personale sanitario.

La prevenzione deve basarsi su più livelli di protezione. Le misure tecniche, come l’impiego di dispositivi di sicurezza, hanno priorità e vanno affiancate da una corretta organizzazione del lavoro, dalla formazione del personale e dall’uso appropriato dei dispositivi di protezione individuale. Guanti adeguati, occhiali, visiere, mascherine e camici impermeabili diventano indispensabili quando esiste il rischio di contatto o di spruzzi di sangue e altri liquidi biologici.

Particolare attenzione deve essere dedicata anche all’igiene: dopo ogni attività sul paziente, e anche dopo aver tolto i guanti, è raccomandata la disinfezione delle mani. Strumenti, oggetti e superfici contaminati devono inoltre essere trattati secondo procedure di pulizia e disinfezione definite.

Un altro pilastro della prevenzione è la vaccinazione contro l’epatite B, raccomandata per il personale che può entrare in contatto con sangue o liquidi biologici potenzialmente infettivi. La formazione periodica e la presenza di un responsabile della sicurezza completano un sistema di prevenzione che deve coinvolgere l’intera organizzazione sanitaria.

In caso di esposizione accidentale è fondamentale agire rapidamente: la pubblicazione prevede misure immediate, valutazione medica del rischio e, quando indicato, procedure di profilassi post-esposizione. L’obiettivo è duplice: proteggere il lavoratore interessato e analizzare l’evento per evitare che incidenti analoghi possano ripetersi.

Il messaggio chiave è semplice: la sicurezza nasce dalla combinazione di dispositivi adeguati, procedure corrette, formazione, vaccinazione e capacità di intervenire tempestivamente dopo un’esposizione.

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Ge.Fo.S. per la formazione sulla sicurezza sul lavoro

Lombardia, nuova piattaforma Ge.Fo.S. per la formazione sulla sicurezza sul lavoro

Regione Lombardia approva le modalità attuative della L.R. 4/2026: elenco regionale dei soggetti formatori, tracciamento dei corsi e nuovi obblighi di comunicazione attraverso una piattaforma digitale dedicata.

Con la deliberazione n. XII/6661 del 3 agosto 2026, Regione Lombardia ha definito le modalità di attuazione della legge regionale 10 febbraio 2026, n. 4, dedicata alla formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è rafforzare qualità, efficacia e tracciabilità della formazione, favorendo anche la portabilità dei percorsi già svolti dai lavoratori.

Tra le principali novità figura l’istituzione di un elenco regionale dei soggetti formatori, articolato in tre sezioni. L’iscrizione consentirà ai soggetti abilitati di erogare corsi di formazione e aggiornamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio lombardo. L’elenco sarà pubblicato sul sito di Regione Lombardia.

Elemento centrale del nuovo sistema sarà Ge.Fo.S. – Gestione Formazione Sicurezza, la piattaforma informatica regionale realizzata da ARIA S.p.A. Il sistema consentirà la registrazione, il tracciamento e il monitoraggio dei percorsi formativi. I soggetti formatori dovranno comunicare l’avvio dei corsi, inserendo l’elenco degli allievi e il calendario, e trasmettere la comunicazione di conclusione entro 30 giorni dal termine del corso. Obblighi analoghi sono previsti, nei casi stabiliti dalla normativa, anche per i datori di lavoro che organizzano direttamente la formazione dei propri lavoratori, preposti e dirigenti.

La Regione ha stanziato complessivamente 1,2 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per sviluppo, evoluzione, manutenzione e assistenza della piattaforma: 400 mila euro nel 2026 per la prima fase dedicata alla gestione dei corsi, 400 mila euro nel 2027 per le funzionalità rivolte agli enti controllori e altri 400 mila euro nel 2028 per l’evoluzione dei servizi destinati a formatori e discenti.

La deliberazione disciplina inoltre le modalità di iscrizione e aggiornamento dell’elenco regionale, la verifica del mantenimento dei requisiti, le procedure di comunicazione dei corsi, la registrazione degli esiti e degli attestati, oltre agli aspetti relativi a interoperabilità, sicurezza e conservazione dei dati.

Per la formazione a distanza restano alcuni aspetti da definire. Regione Lombardia ha infatti rinviato a successivi atti amministrativi le modalità applicative relative ai break formativi, alla videoconferenza sincrona e all’e-learning.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla protezione dei dati personali: Ge.Fo.S. è stata progettata secondo i principi di Privacy by Design e Privacy by Default ed è stata sottoposta a una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA).

Sul fronte dei controlli, le sanzioni previste dalla L.R. 4/2026 saranno irrogate dalle ATS, nell’ambito delle competenze di vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La deliberazione stabilisce infine una tempistica precisa: il provvedimento sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia non prima del 9 ottobre 2026. La data di pubblicazione coinciderà con l’attivazione ufficiale della piattaforma Ge.Fo.S.; dal trentunesimo giorno successivo scatteranno per i soggetti formatori gli obblighi previsti dalla nuova disciplina.

Il nuovo sistema punta così a creare un quadro regionale più uniforme e verificabile della formazione sulla sicurezza, rendendo più semplice il monitoraggio dei corsi e più trasparente il percorso formativo dei lavoratori.

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Parapetti

Obiettivo del Quaderno è di accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili utilizzando le immagini che sono state realizzate approfondendo al massimo il dettaglio di ogni particolare, divenendo così didascaliche e autonome rispetto alla parola tanto da poter fungere da “istruzioni per l’uso”. INAIL 2026 Parapetti.

Sicurezza nei cantieri, il nuovo quaderno Inail dedicato ai parapetti

La pubblicazione illustra attraverso immagini l’impiego corretto dei parapetti provvisori e permanenti, strumenti fondamentali per la prevenzione delle cadute dall’alto.

Inail ha pubblicato il nuovo volume “Parapetti”, inserito nella collana Quaderni per immagini, realizzata per rendere più immediata e accessibile la comunicazione sulla sicurezza nei cantieri temporanei e mobili.

Il quaderno utilizza soprattutto illustrazioni dettagliate, riducendo al minimo i testi, così da superare le barriere linguistiche e raggiungere efficacemente anche i numerosi lavoratori stranieri presenti nel settore edile. I contenuti sono infatti proposti in italiano, inglese, francese, albanese e romeno.

La pubblicazione richiama l’importanza dei parapetti come misura di protezione collettiva: la loro installazione, sia provvisoria sia permanente, consente di limitare le conseguenze di possibili cadute dall’alto. Il documento tiene conto della revisione della norma UNI EN 13374:2025, relativa ai parapetti anticaduta provvisori, e della nuova UNI 11996:2025, dedicata ai parapetti permanenti.

Attraverso le immagini vengono mostrati i principali elementi di un parapetto provvisorio — montante, corrente principale, corrente intermedio e tavola fermapiede — e i requisiti geometrici previsti per i sistemi di classe B. Il volume presenta inoltre diversi esempi applicativi: parapetti metallici permanenti, sistemi con contrappeso, protezioni installate in corrispondenza degli angoli e parapetti provvisori montati su strutture in legno.

Le tavole finali illustrano anche situazioni di rischio concrete, come l’inciampo o lo scivolamento di un lavoratore su una copertura inclinata, evidenziando il ruolo del parapetto nell’arrestare la caduta.

L’obiettivo dell’iniziativa è fornire indicazioni semplici e immediatamente comprensibili per la scelta, l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione dei sistemi di protezione, contribuendo alla riduzione degli infortuni gravi e mortali nei cantieri edili.

sicurezza nei cantieri temporanei o mobili
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Tasso medio di tariffa per prevenzione

Disponibile il nuovo modello per richiedere la riduzione del tasso medio di tariffa. Tra le novità, maggiore attenzione al rischio stradale, alla gestione delle emergenze e alla salute complessiva dei lavoratori.

INAIL ha pubblicato il nuovo modello OT23 per l’anno 2027, insieme alla relativa guida alla compilazione. Il documento consente alle aziende che realizzano interventi migliorativi in materia di salute e sicurezza, ulteriori rispetto agli obblighi previsti dalla normativa, di richiedere una riduzione del tasso medio di tariffa.

La riduzione varia in base alle dimensioni dell’impresa: può arrivare al 28% per le aziende fino a 10 lavoratori-anno, mentre scende progressivamente fino al 5% per quelle con oltre 200 lavoratori-anno. Nei primi due anni dall’avvio dell’attività, lo sconto è applicato nella misura fissa dell’8%.

Domande entro il 1° marzo 2027

Gli interventi ammessi devono essere realizzati nel corso del 2026. La domanda dovrà essere trasmessa telematicamente entro il 1° marzo 2027, utilizzando il servizio online che sarà reso disponibile dall’INAIL.

Per ciascun intervento dichiarato, l’azienda dovrà allegare la documentazione necessaria a dimostrarne l’effettiva realizzazione.

Il modello prevede 65 interventi

L’OT23 2027 mantiene la suddivisione in sei sezioni dedicate a:

  • prevenzione degli infortuni mortali non stradali;
  • prevenzione del rischio stradale;
  • prevenzione delle malattie professionali;
  • formazione, informazione e addestramento;
  • gestione della salute e sicurezza attraverso misure organizzative;
  • gestione delle emergenze e dispositivi di protezione individuale.

Complessivamente sono previste 65 voci, di cui 35 classificate come interventi di tipo A e 30 come interventi di tipo B. Per accedere alla riduzione, l’impresa deve realizzare almeno un intervento di tipo A oppure due interventi di tipo B.

Più attenzione alla sicurezza stradale

Una delle principali novità riguarda il rafforzamento degli interventi per la prevenzione degli incidenti stradali, compresi quelli in itinere, avvenuti durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro.

Il modello valorizza maggiormente i corsi teorico-pratici di guida sicura e l’installazione sui veicoli aziendali di dispositivi non obbligatori, come:

  • sistemi di blocco dell’accensione in caso di ebbrezza;
  • dispositivi di rilevamento della stanchezza del conducente;
  • sistemi di frenata automatica di emergenza.

Sono inoltre previste iniziative come l’organizzazione di servizi collettivi per il trasporto casa-lavoro e il miglioramento delle infrastrutture stradali in prossimità delle sedi aziendali.

Due nuovi interventi

Il modello introduce due nuove misure:

F-10, di tipo A, relativa all’installazione di serramenti ed elementi strutturali, insieme a sistemi di evacuazione dei fumi, progettati per garantire la tenuta anche in presenza di fumi freddi durante un incendio.

D-5, di tipo B, dedicata alla formazione di tutti i lavoratori come addetti alla gestione delle emergenze, alla lotta antincendio, al primo soccorso o alla rianimazione cardiopolmonare.

È stata invece eliminata la misura relativa alla sostituzione dei trattori agricoli e forestali, in quanto destinata prevalentemente alle aziende agricole, escluse da questa specifica agevolazione.

Salute, prevenzione e benessere dei lavoratori

L’aggiornamento amplia anche gli interventi dedicati alla gestione integrata dei rischi professionali e dei fattori individuali legati agli stili di vita e alle condizioni personali.

Tra le attività incentivate rientrano la prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici, delle malattie cardiovascolari e oncologiche, dei disturbi respiratori del sonno e del deterioramento delle funzioni cognitive.

Le aziende potranno attivare campagne informative, screening, percorsi di valutazione sanitaria e accordi con strutture specialistiche, favorendo la tutela della salute e la permanenza attiva dei lavoratori nel mondo del lavoro.

Una misura sempre più utilizzata

Nel 2025 la riduzione del tasso medio di tariffa ha interessato 30.841 aziende, generando un risparmio complessivo superiore a 211 milioni di euro. Circa l’80% delle domande ha riguardato interventi organizzativi per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

La pubblicazione anticipata del modello rappresenta quindi un’importante opportunità per le imprese, che possono programmare già nel corso del 2026 gli interventi necessari, predisporre la documentazione probante e verificare i requisiti per accedere alla riduzione tariffaria.

Riduzione del tasso medio per prevenzione – Anno 2027 (OT23)

Corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole

Corroboranti in agricoltura: una risorsa naturale per proteggere le colture e ridurre il rischio chimico

Propoli, caolino, lecitina ed estratti vegetali possono rafforzare le difese delle piante e sostenerne la resistenza agli stress. Un documento Inail illustra benefici, regole e limiti di questi prodotti.

L’agricoltura europea sta progressivamente adottando sistemi di difesa delle colture più sostenibili, con l’obiettivo di ridurre l’impiego dei prodotti fitosanitari e tutelare maggiormente ambiente, biodiversità e salute dei lavoratori. In questo scenario assumono un ruolo crescente i corroboranti, sostanze naturali o di origine biologica utilizzate soprattutto nell’agricoltura biologica e integrata.

A differenza dei prodotti fitosanitari, i corroboranti non esercitano un’azione letale diretta contro insetti o patogeni. La loro funzione consiste nel potenziare le difese naturali delle piante, migliorarne il vigore e aumentarne la resistenza agli stress biotici, come malattie e parassiti, e abiotici, tra cui siccità, temperature estreme ed eccessiva esposizione alla luce.

Tra gli esempi citati nel documento figurano la propoli, che stimola le difese naturali; la lecitina, utile per l’integrità cellulare; il caolino, capace di formare una pellicola protettiva su foglie e frutti; il bicarbonato di sodio, che può creare condizioni sfavorevoli per alcuni patogeni; e gli estratti vegetali, come quelli di alghe e ortica.

I meccanismi d’azione sono diversi. Alcuni prodotti favoriscono la produzione di enzimi e metaboliti difensivi, altri migliorano le condizioni fisiologiche della pianta. Materiali minerali come il caolino possono invece creare una barriera fisica contro insetti e scottature solari. Il documento mostra inoltre, nelle immagini delle pagine 2 e 3, l’impiego di zeolite, caolino e bentonite sulle foglie e la distribuzione del caolino osservata al microscopio elettronico.

Dal punto di vista normativo, in Italia i corroboranti sono disciplinati a livello nazionale. Le disposizioni più recenti distinguono i prodotti destinati all’agricoltura biologica e biodinamica da quelli utilizzabili esclusivamente nell’agricoltura convenzionale. Non essendo classificati come prodotti fitosanitari, non necessitano della stessa procedura di registrazione, ma devono rispettare specifici limiti d’impiego, modalità di applicazione e requisiti di etichettatura.

I vantaggi riguardano soprattutto la compatibilità con i modelli agricoli sostenibili, il ridotto rischio tossicologico e l’assenza di residui tossici sugli alimenti quando i prodotti vengono impiegati correttamente. Il loro utilizzo può quindi contribuire a diminuire l’esposizione degli operatori agricoli alle sostanze chimiche.

Restano tuttavia alcune criticità. L’efficacia può variare in funzione della specie coltivata, della varietà, delle condizioni ambientali e della formulazione utilizzata. Inoltre, l’azione indiretta dei corroboranti non consente di sostituire completamente i prodotti fitosanitari in presenza di infestazioni gravi. Sono pertanto necessari applicazioni ripetute, monitoraggio continuo e integrazione con corrette pratiche agronomiche.

Secondo le conclusioni del documento Inail, i corroboranti rappresentano un valido strumento di supporto alla protezione sostenibile delle colture. I risultati migliori si ottengono inserendoli in una strategia più ampia, basata su gestione integrata, fertilizzazione equilibrata e controllo costante delle condizioni ambientali e fitosanitarie.

Corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole Corroboranti in agricoltura rischio chimico. Portale INAIL
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Corroboranti protezione sostenibile colture agricole

Utilizzo di corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole. INAIL 2026

Negli ultimi decenni l’agricoltura europea ha intrapreso un percorso di profonda trasformazione delle pratiche produttive orientato verso la riduzione dell’impatto ambientale e la tutela della salute umana.

I corroboranti stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella protezione sostenibile delle colture, soprattutto nei sistemi di agricoltura biologica e integrata. Si tratta di sostanze naturali o di origine biologica capaci di rafforzare le difese delle piante e aumentarne la resistenza agli stress causati da malattie, parassiti, siccità, temperature estreme ed eccessiva esposizione alla luce.

A differenza dei prodotti fitosanitari, i corroboranti non svolgono un’azione letale diretta contro insetti o patogeni. Agiscono invece migliorando le condizioni fisiologiche della pianta, stimolandone i sistemi di difesa, creando barriere protettive sulle superfici vegetali oppure favorendo lo sviluppo di una microflora benefica.

Tra le sostanze più utilizzate figurano propoli, lecitina, caolino, bicarbonato di sodio ed estratti vegetali di alghe e ortica. Il caolino, ad esempio, forma una pellicola minerale su foglie e frutti che può ostacolare gli insetti fitofagi e limitare le scottature solari. La propoli e gli estratti di alghe possono invece stimolare la produzione di composti naturali coinvolti nella resistenza alle infezioni.

In Italia la disciplina dei corroboranti è definita a livello nazionale. Il decreto ministeriale del 30 maggio 2024 ha aggiornato le procedure di autorizzazione e le regole di etichettatura, distinguendo tra prodotti destinati all’agricoltura biologica e biodinamica e prodotti utilizzabili esclusivamente nell’agricoltura convenzionale. La valutazione delle richieste di inserimento o modifica dei prodotti è affidata alla Commissione tecnico-consultiva corroboranti del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

I vantaggi riguardano sia l’ambiente sia la salute dei lavoratori: questi prodotti sono generalmente caratterizzati da una bassa reattività, da un ridotto rischio tossicologico e dall’assenza di residui tossici sugli alimenti, quando utilizzati correttamente.

Restano tuttavia alcuni limiti. L’efficacia può variare in base alla coltura, alla varietà, alla formulazione e alle condizioni ambientali. Inoltre, in presenza di infestazioni gravi, i corroboranti non sostituiscono completamente i prodotti fitosanitari e possono richiedere applicazioni ripetute e un monitoraggio costante.

Il loro impiego risulta quindi particolarmente efficace quando viene integrato con una corretta gestione delle colture, una fertilizzazione equilibrata e il controllo continuo delle condizioni fitosanitarie. In questa prospettiva, i corroboranti possono contribuire a ridurre il ricorso alle sostanze chimiche e a migliorare la tutela degli operatori agricoli.

Corroboranti protezione sostenibile colture agricole pratiche produttive orientato verso la riduzione dell'impatto ambientale
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