INFORTUNI SCHEDA NAZIONALE COVID-19

I dati sulle denunce da COVID-19 (monitoraggio al 31 agosto 2022) INAIL 2022 INFORTUNI.

L’articolo 42, comma 2, del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 dispone che nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) in occasione di lavoro, il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’Inail che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato.

Le prestazioni Inail nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro.

Si precisa che, secondo l’indirizzo vigente in materia di trattazione dei casi di malattie infettive e parassitarie (come appunto il Covid-19, ma anche ad esempio l’Aids, la tubercolosi, il tetano, la malaria, le epatiti virali), l’Inail tutela tali affezioni morbose, inquadrandole, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro: in questi casi, infatti, la causa virulenta è equiparata a quella violenta.

Lavoratori

Sono destinatari di tale tutela, quindi, i lavoratori dipendenti e assimilati, in presenza dei requisiti soggettivi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, nonché gli altri soggetti previsti dal decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (lavoratori parasubordinati, sportivi professionisti dipendenti e lavoratori appartenenti all’area dirigenziale) e dalle altre norme speciali in tema di obbligo e tutela assicurativa Inail.

Datore di lavoro

Il datore di lavoro agisce, secondo le regole prescritte per l’infortunio sul lavoro, con l’invio della denuncia di infortunio ma, per l’ammissione del caso alla tutela Inail, è necessario il certificato medico che attesti la conferma diagnostica del contagio.

Nell’evoluzione della situazione pandemica, l’ambito della tutela ha riguardato innanzitutto gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio ma, ad una condizione di elevato rischio, sono state ricondotte anche altre attività lavorative quali ad esempio quelle che comportano un costante contatto con il pubblico/l’utenza.

In via esemplificativa, ma non esaustiva, si indicano: lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto infermi, etc. Le predette categorie non esauriscono, però, l’ambito di intervento in quanto residuano casi, anch’essi meritevoli di tutela.

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Radiofarmaci in ambito lavorativo

Indicazioni operative aggiornate e integrate per la conformità al d.lgs. 101/2020.

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

L’utilizzo di radionuclidi in ambito sanitario è pratica medica in continua evoluzione e sempre più largamente diffusa, comportando la concretizzazione di scenari di rischio complessi, che tanto interesse catturano all’interno della comunità scientifica dei radioprotezionisti.

Radionuclidi

Sulla base dei radionuclidi utilizzati, delle attività in gioco e delle tecnologie a disposizione, la struttura sanitaria interessata deve sviluppare una strategia radioprotezionistica che tenga conto di tutti gli obiettivi fissati dalla norma, e che venga permeata da procedure operative che non abbassino il suo livello di efficienza ed al contempo garantiscano ai pazienti la fruizione di cure sicure ed efficaci.

d.lgs. 101/2020 Radiofarmaci

Il Dipartimento di medicina epidemiologia igiene del lavoro e ambientale ha inteso con questo lavoro ampliare ulteriormente e aggiornare quanto elaborato tre anni fa, allineandolo al quadro normativo vigente che nel frattempo è stato significativamente modificato, e continuando quindi ad onorare il proprio ruolo di organismo tecnico orientato anche alla predisposizione di indicazioni operative e buone prassi pensate nell’ottica virtuosa del lavorare meglio e in maggiore sicurezza, rendendo manifesti al contempo, a favore dell’utenza interessata, criteri ed indicatori utili anche a svolgere quel ruolo di consulenza al Ministero della salute per le finalità autorizzative codificate dal d.lgs. 101/2020.

La proposta

La proposta che ne scaturisce va intesa quale risultato della volontà di condivisione che gli autori hanno inteso concretizzare in relazione alle proprie esperienze acquisite sul campo, nonché alle sensibilità professionali maturate, nell’auspicio che il testo che ne è scaturito possa rivelarsi un utile modello di confronto per gli esperti di radioprotezione.

Progettazione di ambienti dedicati alla manipolazione di sorgenti non sigillate e alla produzione di radiofarmaci
Progettazione di ambienti dedicati alla manipolazione di sorgenti non sigillate e alla produzione di radiofarmaci.
  • Le principali attività con radionuclidi in MN sono dunque:
    diagnostica medico-nucleare convenzionale;
    diagnostica PET;
    terapia medico nucleare mediante somministrazione di radiofarmaci e isotopi radioattivi a pazienti;
    produzione di emettitori di positroni mediante ciclotrone in situ e sintesi dei radiofarmaci nel laboratorio di radiofarmacia per l’uso clinico in diagnostica PET.

Indennizzi danno biologico

Circolare n. 35 INAIL danno biologico

Indennizzi del danno biologico: rivalutazione annuale degli importi a decorrere dal 1°
luglio 2022.


La legge di stabilità 2016 ha introdotto un meccanismo di rivalutazione automatica su base annua delle prestazioni economiche erogate dall’Inail a titolo di indennizzo del danno biologico derivante da infortunio sul lavoro o malattia professionale.

In particolare, il legislatore ha disposto che, con effetto dall’anno 2016, a decorrere dal 1° luglio di ciascun anno, gli importi degli indennizzi del danno biologico erogati dall’Inail ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo del 23 febbraio 2000, n. 38, e successive modificazioni, sono rivalutati, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su proposta del Presidente dell’Inail, sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata dall’Istituto nazionale di statistica rispetto all’anno precedente.

La stessa legge di stabilità ha previsto, inoltre, che con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri a esse connessi, la percentuale di adeguamento non può mai risultare inferiore allo zero.

In virtù della predetta norma di salvaguardia, gli importi delle prestazioni economiche degli indennizzi per danno biologico vigenti al 1° luglio 2020, sono stati confermati con decorrenza 1° luglio 2021, in relazione alla variazione percentuale negativa registrata dall’indice Istat per l’anno di osservazione.


Rivalutazione con decorrenza 1° luglio 2022

Per l’anno 2022, l’Istat ha registrato una variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati – intervenuta tra il 2020 e il 2021 – pari all’1,9%.

Con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 2 agosto 2022, n. 143, (allegato 1), su proposta del Consiglio di amministrazione dell’Inail3 , è stata disposta la rivalutazione annuale degli importi del danno biologico, nella predetta misura, con
decorrenza 1° luglio 2022.

Tale rivalutazione si aggiunge all’incremento riconosciuto per effetto delle rivalutazioni relative agli anni precedenti e si applica agli importi degli indennizzi del danno biologico in capitale, tenuto conto della tabella in vigore alla data dell’evento lesivo e agli importi degli indennizzi in rendita per gli eventi a decorrere dal 25 luglio 2000, esclusivamente sulla quota parte dei ratei di rendita relativa all’indennizzo del danno biologico come da tabella approvata con decreto ministeriale 12 luglio 2000.


Ambito di applicazione

In relazione all’ambito di applicazione, la rivalutazione degli importi degli indennizzi del danno biologico, come sopra delineato, riguarda i ratei di rendita maturati e gli indennizzi in capitale liquidati dal 1° luglio 2022.

In particolare, per i ratei di rendita maturati a decorrere dal 1° luglio 2022, l’incremento si applica agli importi relativi alla quota che ristora il danno biologico in aggiunta agli incrementi relativi alle precedenti rivalutazioni. I predetti importi saranno corrisposti con il rateo di rendita del mese di novembre 2022.

Per quanto riguarda gli indennizzi in capitale, l’incremento dovuto a titolo di rivalutazione si applica agli importi erogati a seguito di provvedimenti emanati a decorrere dal 1° luglio 2022, tenuto conto che il valore capitale corrisposto è riferito alla tabella del danno biologico in relazione alla data dell’evento lesivo.

Accertamenti danno biologico

Per gli accertamenti provvisori dei postumi effettuati a decorrere dal 1° luglio 2022, la rivalutazione sarà corrisposta a seguito di accertamento definitivo dei postumi.

In caso di accertamento provvisorio dei postumi con erogazione del relativo acconto in data antecedente al 1° luglio 2022 e accertamento definitivo successivo a tale data, la rivalutazione si applica all’importo eventualmente dovuto a seguito della valutazione definitiva dei postumi.

Nei casi di revisione e di aggravamento, la rivalutazione si applica solo ai maggiori importi eventualmente liquidati a far data dal 1° luglio 2022.

Gli importi relativi alla rivalutazione dovuta ai sensi del decreto ministeriale del 2 agosto 2022, n. 143, saranno liquidati d’ufficio, secondo le consuete modalità di pagamento delle prestazioni economiche e con l’invio agli interessati di apposito provvedimento di liquidazione della Sede di competenza elaborato a livello centrale.

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DM Antincendio proroga

DM Antincendio

Il Ministero dell’interno ha comunicato l’emanazione del decreto 15 settembre 2022 che proroga di un anno l’entrata in vigore del c.d. Decreto controlli D.M. 01.09.2021.


Comunicazione di prossima pubblicazione di norme attinenti la prevenzione incendi.

Si informa che e in corso di pubblicazione il seguente atto normativo di interesse:
DECRETO 15 settembre 2022 — Modifica al decreto 1° settembre 2021 recante “Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

II decreto, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, oltre ad apportare alcune modifiche all’allegato II del decreto 1° settembre 2022, disporrà che Ie disposizioni previste all’articolo 4 relative alla qualificazione dei tecnici manutentori entrano in vigore a decorrere dal 25 settembre 2023.

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DECRETO 1 settembre 2021

Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. (21A05589) (GU Serie Generale n.230 del 25-09-2021)

Fattori di rischio di cancro in Europa

Indagine sull’esposizione dei lavoratori sui fattori di rischio di cancro in Europa


L’indagine sull’esposizione dei lavoratori dell’EU-OSHA sui fattori di rischio di cancro in Europa esamina il modo in cui i lavoratori europei sono esposti a una selezione di fattori di rischio di cancro. Migliaia di lavoratori in sei paesi sono invitati a rispondere a domande incentrate sulle loro attività quotidiane e adattate al loro lavoro attuale.

Con il cancro che rappresenta circa il 53 % di tutti i decessi legati al lavoro nell’UE e in altri paesi sviluppati, dati affidabili sull’esposizione sul luogo di lavoro ai fattori di rischio del cancro sono essenziali sia per la sicurezza e la salute dei lavoratori che per un’economia produttiva e sostenibile.

EU-OSHA fattori di rischio

EU-OSHA sta conducendo un’indagine sull’esposizione dei lavoratori sui fattori di rischio di cancro in Europa per identificare meglio i fattori di rischio di cancro responsabili della maggior parte delle esposizioni.

L’indagine esamina anche le situazioni di esposizione più prevalenti e il numero e le caratteristiche dei lavoratori esposti a una serie di fattori di rischio di cancro, tra cui amianto, benzene, cromo, gas di scarico del diesel, nichel, polvere di silice, radiazioni UV, polvere di legno e altri.

L’obiettivo dell’indagine è quello di indirizzare meglio le campagne di sensibilizzazione e le misure preventive e di contribuire all’elaborazione di politiche basate su dati concreti.

L’indagine cerca inoltre di fornire informazioni che potrebbero contribuire all’aggiornamento della legislazione dell’UE, ove opportuno, per migliorare la protezione contro le sostanze pericolose e combattere il cancro sul lavoro, in particolare per quanto riguarda la preparazione di possibili future proposte di modifica della direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione .

Inoltre, questa indagine dovrebbe contribuire alle azioni in materia di SSL del Piano europeo contro il cancro e sostenere uno degli obiettivi chiave del quadro strategico dell’UE sulla salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027 sul miglioramento della prevenzione delle malattie legate al lavoro, in cancro particolare.

Fasi di indagine fattori di rischio

2017

È stato completato uno studio di fattibilità su un’indagine per valutare l’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni , basata su un’indagine australiana di successo che utilizza uno strumento innovativo per valutare l’esposizione professionale (Occupational Integrated Database Exposure Assessment System, OccIDEAS ).

2020

Sono iniziati i lavori preparatori per individuare i paesi in cui l’indagine sarebbe stata inizialmente svolta e avviare i primi passi per la preparazione della metodologia e l’adattamento del modello australiano al contesto europeo, utilizzando la stessa applicazione dell’indagine australiana ( OccIDEAS ).

2021 e 2022

Il sondaggio è stato sviluppato, adattato e tradotto. Nella primavera del 2022 è stato effettuato un test pilota. L’indagine è sul campo da settembre 2022 a gennaio 2023 in sei Stati membri dell’UE: Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda e Spagna. Intervistatori qualificati chiameranno i lavoratori sul loro cellulare per completare quasi 25.000 questionari.

2023 e 2024

La pubblicazione dei primi risultati è prevista per la fine del 2023. L’EU-OSHA pubblicherà anche una relazione che descrive la metodologia innovativa. I risultati dell’indagine saranno integrati da analisi secondarie che prevedono approfondimenti su temi specifici.

Requisiti per gli esperti di radioprotezione

esperti di radioprotezione

Il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministro della Salute, ha emanato il Decreto del 9 agosto 2022, in attuazione dell’articolo 129, comma 4, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, disciplina i requisiti di iscrizione all’elenco degli esperti di radioprotezione, le modalità di formazione, le modalità di svolgimento dell’esame e l’aggiornamento professionale.


Entrata in vigore 1 Gennaio 2023

Articolo 1 (Oggetto e finalità)

1. In attuazione dell’articolo 129, comma 4, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, il presente decreto disciplina i requisiti di iscrizione all’elenco degli esperti di radioprotezione incaricati della sorveglianza fisica secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia di protezione dai rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti, nonché le modalità di formazione, le modalità di svolgimento dell’esame e l’aggiornamento professionale.
2. L’elenco degli esperti di radioprotezione contiene, per ciascuno degli iscritti, il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, il codice fiscale, la data ed il numero di iscrizione.

Articolo 2 (Requisiti per l’iscrizione)

1. All’elenco degli esperti di radioprotezione di cui all’articolo 1 possono essere iscritti, previa domanda da presentare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, coloro che:
a) siano cittadini italiani o di Stati membri dell’unione Europea. Possono altresì essere iscritti i familiari dei cittadini italiani non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell’unione Europea, che siano tuttavia titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente; ovvero i cittadini di Paesi terzi che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria;
b) godano dei diritti politici e che non abbiano riportato una condanna per reati contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica, e che non risultino essere stati interdetti;
c) siano in possesso dei titoli di studio e delle attestazioni previste dall’articolo 8;
d) siano dichiarati abilitati allo svolgimento dei compiti di sorveglianza fisica della radioprotezione dalla competente commissione di cui all’articolo 3;
e) non siano stati cancellati dall’elenco degli esperti di radioprotezione negli ultimi cinque anni.

Articolo 3 (Commissione per l’iscrizione nell’elenco degli esperti di radioprotezione)

1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, è istituita la commissione per l’iscrizione nell’elenco degli esperti di radioprotezione.
2. La Commissione è composta da laureati esperti in materia di sorveglianza fisica della protezione dalle radiazioni ionizzanti, di cui:
a) due componenti designati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di cui uno con funzione di presidente;
b) un componente designato dal Ministero della salute;
c) un componente designato dal Ministero dell’università e della ricerca tra i professori universitari di ruolo;
d) un componente designato dall’istituto superiore di sanità (ISS);
e) un componente designato dall’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL);
f) due componenti designati dall’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN).
3. Le funzioni di segreteria della commissione sono assicurate dal personale della Direzione generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
4. I componenti della commissione, nominati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati. Per ogni componente effettivo è nominato un supplente.

Articolo 4 (Compiti della commissione)

1. La commissione di cui all’articolo 3, all’esito della valutazione nel merito tecnico e scientifico, adotta le deliberazioni relative all’abilitazione per l’iscrizione nell’elenco degli esperti di radioprotezione anche in base alla verifica della validità e idoneità della documentazione esibita dagli interessati ai fini dell’abilitazione.
2. La commissione esprime proposte o pareri nel merito della sospensione e della cancellazione dall’elenco e sottopone all’esame di abilitazione i richiedenti che vi siano stati ammessi.
3. Le deliberazioni della commissione sono valide in presenza della metà più uno dei componenti e sono adottate a maggioranza dei presenti. In caso di parità dei voti prevale il voto del presidente.
4. Le deliberazioni della commissione sono definitive.

Articolo 5 (Accertamento della capacità tecnica e professionale)

1. L’abilitazione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), è conseguita dal richiedente all’esito del superamento di un esame i cui contenuti sono definiti agli articoli 9,10,11 e 12.
2. In base all’esito dell’esame di cui al comma 1, il richiedente viene considerato “abilitato” o “non abilitato”.

Articolo 6 (Modalità per l’ammissione e lo svolgimento dell’esame di abilitazione)

1. Con la domanda di ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione nell’elenco degli esperti di radioprotezione, da presentare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo le modalità individuate con decreto del Direttore generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero, il candidato deve dimostrare il possesso, anche nei modi e nelle forme stabilite dalla normativa vigente, di tutti i requisiti previsti dall’articolo 2, lettere a), b) ed e) e dei titoli di studio e professionali indicati alla lettera c), nonché di aver provveduto al pagamento della tassa d’esame, da versare per ciascuna sessione. Alla domanda di ammissione all’esame è allegato il certificato del master che riporti l’effettuazione del tirocinio di cui all’articolo 8 comma 2.
2. Le sessioni d’esame si svolgono con cadenza annuale e vengono ammessi i candidati che abbiano presentato domanda entro il 31 dicembre del precedente anno solare.
3. Gli esami di abilitazione si svolgono a Roma e la sede e la data di convocazione sono comunicate agli interessati almeno quindici giorni prima dello svolgimento delle prove. In presenza di particolari e comprovate esigenze, con decreto del Direttore generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, pubblicato sul sito istituzionale del Ministero, possono essere stabilite modalità telematiche per lo svolgimento dell’esame di abilitazione.
4. La mancata presentazione, per qualunque motivo, all’esame di abilitazione è considerata come rinuncia.
5. L’esame di abilitazione per l’accertamento del possesso da parte del richiedente dei requisiti di preparazione verte sulle materie ed argomenti relativi alle attribuzioni e compiti dell’esperto di radioprotezione ed indicate ai successivi articoli 9, 10, 11 e 12 e deve contemplare anche la risoluzione di un caso pratico.

Articolo 7 (Iscrizione nell’ elenco)

1. Coloro che sono stati dichiarati abilitati dalla commissione di cui all’articolo 3 possono essere iscritti nell’elenco previa domanda, in bollo, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo le modalità individuate con decreto del Direttore generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero, nonché previo pagamento della tassa di concessione governativa nella misura prevista dalle disposizioni vigenti.

Articolo 8 (Titoli di studio e professionali per l’ammissione all’esame di abilitazione)

1. Per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione nell’elenco nominativo degli esperti di radioprotezione è richiesto:
a) per l’abilitazione di primo grado:
1. almeno laurea triennale in fisica, o in chimica, o in chimica industriale o in ingegneria;
2. almeno master di primo livello in materia di radiazioni ionizzanti;
b) per l’abilitazione di secondo grado:
1. laurea, vecchio ordinamento, magistrale o specialistica in fisica, o in chimica, o in chimica industriale o in ingegneria;
2. master di secondo livello in materia di radiazioni ionizzanti o scuola di specializzazione in fisica medica;
c) per l’abilitazione di terzo grado sanitario:
1. laurea, vecchio ordinamento, magistrale o specialistica in fisica, o in chimica o in chimica industriale o in ingegneria;
2. master di secondo livello in materia di radiazioni ionizzanti o scuola di specializzazione in fisica medica;
d) per l’abilitazione di terzo grado:
1. laurea magistrale (o vecchio ordinamento) in fisica, o in chimica o in chimica industriale o in ingegneria;
2. master di secondo livello in materia di radiazioni ionizzanti.
2. Il master di primo livello di cui alla lettera a) deve comprendere un tirocinio di almeno 20 giorni lavorativi relativo a sorgenti per le quali è richiesta l’abilitazione al primo grado. Il master di secondo livello di cui alle lettere b), c) e d) deve comprendere un tirocinio della durata minima di 40, 60 e 80 giorni lavorativi rispettivamente per il secondo grado, il terzo grado sanitario e il terzo grado relativo alle sorgenti per le quali è richiesta l’abilitazione. Il tirocinio di grado superiore include il tirocinio di grado inferiore.

Articolo 9 (Contenuto dell’esame per l’abilitazione di primo grado)

1. Il candidato deve dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza in materia di:
a) fisica nucleare e fisica atomica di base;
b) tipologia di decadimenti radioattivi;
c) biologia di base;
d) natura e proprietà della radiazione elettromagnetica ionizzante, modalità di interazione con la materia;
e) caratteristiche di funzionamento delle apparecchiature emittenti raggi X, parametri radioprotezionistici, carico di lavoro, barriere primarie e secondarie, loro progettazione e verifica;
f) tipi e usi delle sorgenti RX: attrezzature sanitarie per diagnostica e terapia, industriali, per la ricerca scientifica (es. cristallografia);
g) programmi di controllo e garanzia della qualità nelle attività che comportano l’impiego di apparecchiature per radiologia endorale con tensione inferiore a 70 kV;
h) problemi specifici del controllo delle esposizioni del personale e del pubblico in ambito sanitario;
i) grandezze e unità di misura;
l) rilevazione e dosimetria dei raggi X: principi teorici, teoria della cavità, metodi e strumenti di misura (incluse le incertezze e i limiti di rilevazione), loro taratura e collaudo;
m) dosimetria personale per esposizione a raggi X, dosimetri e principi di funzionamento;
n) effetti biologici delle radiazioni ionizzanti e fondamenti delle norme di radioprotezione (epidemiologia, ipotesi lineare degli effetti stocastici, effetti deterministici);
o) principi ICRP: giustificazione, ottimizzazione, limitazione delle dosi;
p) raccomandazioni/convenzioni internazionali;
q) disposizioni legislative nazionali e comunitarie e normative tecniche sulla tutela contro il rischio da radiazioni ionizzanti;
r) protezione della popolazione: concetto di individuo rappresentativo;
s) valutazione e riduzione dei rischi;
t) monitoraggio delle zone classificate;
u) norme operative e pianificazione per le emergenze;
v) procedure di emergenza;
w) analisi degli infortuni passati;
aa) organizzazione della radioprotezione: ruolo degli esperti di radioprotezione, cultura in materia di salute e sicurezza del lavoro, in particolare nell’ambito delle radiazioni ionizzanti (importanza del comportamento umano), abilità a comunicare e a formare (capacità di stimolare negli altri la cultura della sicurezza e a trasferire competenza specifica), registrazione (sorgenti, dosi, eventi anomali), permessi ed altre autorizzazioni, classificazione delle zone, classificazione dei lavoratori, controlli di qualità per sorgenti ad uso non medico (fatte salve le attrezzature endorali con tensione inferiore a 70 kV) che richiedono il primo grado di abilitazione, relazioni con gli esercenti.

Articolo 10 (Contenuto dell’esame per l’abilitazione di secondo grado)

1. Il candidato deve dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza, oltre che degli argomenti indicati all’articolo 9, anche in materia di:
a) argomenti di cui all’articolo 9 riferiti alle sostanze radioattive;
b) rilevazione e misura dei raggi X e gamma di energia fino a 10 MeV;
c) interazione delle particelle elementari cariche con la materia;
d) rilevazione e misure di flusso delle particelle elementari cariche, dose assorbita;
e) tipi di sorgenti: sigillate, non sigillate, acceleratori di elettroni con energia fino a 10 MeV;
f) principali impieghi delle sostanze radioattive nell’industria, nella ricerca scientifica e nella medicina;
g) pratiche ed interventi (inclusa la radiazione naturale, in specie il radon);
h) controllo delle emissioni e impatto ambientale delle stesse;
i) manipolazione di materie radioattive, progettazione di laboratori e reparti per impieghi medici, industriali e nella ricerca scientifica, contaminazione superficiale degli ambienti, contaminazione esterna ed interna dell’individuo esposto, sistemi di rilevazione e misura per i singoli radioisotopi, inclusi i radionuclidi di origine naturale (in particolare radon e toron);
l) dosimetria interna (inclusa la dosimetria per radionuclidi specifici, molecole complesse ecc.);
m) calcolo della dose efficace per contaminazione interna, inclusa la dose da radionuclidi naturali;
n) problemi speciali di decontaminazione;
o) contenimento e filtrazione;
p) fisiologia specifica dell’inalazione e dell’ingestione;
q) misure di protezione contro l’incorporazione;
r) rischi legati alla produzione ed all’uso di isotopi;
s) uso delle sorgenti sigillate nell’industria: controllo dell’accesso in località periferiche, trasporto, esposizione accidentale dei lavoratori non addetti all’uso delle sorgenti, corretta manipolazione, rischi potenziali, esempi di incidenti che si sono verificati;
t) rischi specifici associati alla radioattività naturale;
u) azioni di rimedio per ridurre le esposizioni nelle attività lavorative con le materie radioattive naturali di cui al Titolo IV del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101;
v) caratterizzazione radiologica dei materiali;
z) bonifica e rilascio condizionato e incondizionato;
aa) gestione dei rifiuti e principi per l’eliminazione degli stessi;
bb) trasporto di materiali radioattivi;
cc) cenni sulla radiazione neutronica;
dd) controlli di qualità per sorgenti non mediche che richiedono il secondo grado di abilitazione.

Articolo 11 (Contenuto dell’esame per l’abilitazione di terzo grado sanitario)

1. Il candidato deve dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza, oltre che degli argomenti indicati agli articoli 9 e 10, anche in materia di:
a) rilevatori di neutroni, dosimetria neutronica individuale, caratteristiche e modalità;
b) fisica degli acceleratori;
c) caratterizzazione radiologica dei materiali per gli aspetti di competenza;
d) bonifica e rilascio incondizionato per gli aspetti di competenza;
e) problematiche radioprotezionistiche connesse alla progettazione, all’esercizio e alla disattivazione di acceleratori di elettroni con potenziale di accelerazione superiore a 10 MV a scopo medico;
f) problematiche radioprotezionistiche connesse alla progettazione, all’esercizio e alla disattivazione di ciclotroni impiegati per la produzione di radioisotopi da impiegarsi a scopo medico;
g) problematiche radioprotezionistiche connesse alla progettazione, all’esercizio e alla disattivazione di acceleratori di adroni o ioni utilizzati a scopo medico;
h) problematiche connesse alla gestione delle emergenze radiologiche relative alle sorgenti di cui ai tre punti precedenti.

Articolo 12 (Contenuto dell’esame per l’abilitazione di terzo grado)

1. Il candidato deve dimostrare di possedere un’adeguata conoscenza, oltre che degli argomenti indicati agli articoli 9,10 e 11, anche in materia di:
a) processo e prodotti di fissione e di fusione;
b) ingegneria dei reattori;
c) fabbricazione del combustibile, problemi di misurazione associati agli elementi di alto numero atomico;
d) trattamento del combustibile: chimica del processo, telemanipolazione, problemi specifici dello stoccaggio del combustibile e della gestione dei residui;
e) criticità;
f) misura e rilevazione dei flussi di neutroni, spettrometria, principi e strumenti di misura;
g) misura e rilevazione di particelle ad energia elevata;
h) dosimetria dei raggi cosmici;
i) dosimetria neutronica individuale, caratteristiche e modalità;
l) radioprotezione nel campo dell’irradiazione neutronica, progettazione di barriere;
m) radioprotezione legata alle installazioni basate sul processo di fusione;
h) caratteristiche di installazione e di funzionamento, con particolare riferimento al rischio da radiazioni ionizzanti, delle sorgenti emittenti neutroni;
o) caratteristiche di installazione, autorizzazione e gestione, con riferimento al rischio da radiazioni ionizzanti, degli impianti di cui all’articolo 7, comma 1, numeri 16, 63, 66, 67, 68, 69 e 116, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, e di cui al medesimo articolo 7, comma 1, numeri 62 e 64 che operino presso impianti nucleari di cui al capo IX del predetto decreto legislativo n. 101 del 2020;
p) caratterizzazione radiologica dei materiali nelle installazioni e negli impianti non ricompresi nei gradi inferiori;
q) bonifica e rilascio condizionato e incondizionato nelle installazioni e negli impianti non ricompresi nei gradi inferiori;
r) situazioni di emergenza nucleare;
s) controllo di qualità per sorgenti ad uso non medico che richiedono il terzo grado di abilitazione.

Articolo 13 (Aggiornamento professionale)

1. Gli esperti di radioprotezione devono effettuare corsi specifici di aggiornamento professionale organizzati dalle università, dall’ISIN, dall’INAIL, dall’ISS, dagli Albi professionali, da enti e istituti nazionali di ricerca nel settore delle radiazioni ionizzanti o dalle associazioni di categoria professionale degli esperti di radioprotezione nonché dalle associazioni a carattere scientifico e professionale con statuto avente ad oggetto la protezione dalle radiazioni ionizzanti come materie di interesse, che rilasciano i relativi attestati, della durata minima di 100 ore ogni tre anni o corrispondenti crediti formativi universitari.
1 bis. Gli esperti di radioprotezione devono documentare l’aggiornamento professionale trasmettendo gli attestati di partecipazione ai corsi di cui al comma 1 al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali -Direzione generale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
2. Le attività di docenza svolte da esperti di radioprotezione per i corsi di aggiornamento di cui al comma 1 e per i master di cui all’articolo 8, valgono come aggiornamento professionale nella misura di quattro ore di aggiornamento per ogni ora di docenza.

Articolo 14 (Cancellazioni e sospensione)

1. La cancellazione dall’elenco degli esperti di radioprotezione si determina:
a) per disposizione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell’articolo 143, comma 2, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101;
b) in caso di esercizio dell’attività durante i periodi di sospensione;
c) su domanda dell’iscritto;
d) in caso di iscrizione ad un grado superiore.
2. La sospensione dagli elenchi nominativi degli esperti di radioprotezione è disposta su segnalazione degli organi di vigilanza ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101.

Articolo 15 (Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore a partire dal 1° gennaio 2023.
2. Fino all’entrata in vigore del presente decreto si applica la disciplina di cui all’allegato XXI del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101.

decreto
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Amianto riconoscerlo consigli per pittori e gessatori.

Amianto: riconoscerlo, valutarlo e intervenire correttamente

Documento SUVA


L’amianto riconoscerlo

L’amianto (o asbesto) è un materiale fibroso, costituito da fibre minerali naturali appartenenti ai silicati e alle serie mineralogiche del serpentino (crisotilo o amianto bianco) e degli anfiboli (crocidolite o amianto blu). Le fibre minerali comprendono sia materiali fibrosi naturali, come l’amianto; sia fibre artificiali, tra le quali la lana di vetro, la lana di roccia, ed altri materiali affini.

L’amianto ha trovato un vasto impiego particolarmente come isolante o coibente e, secondariamente, come materiale di rinforzo e supporto per altri manufatti sintetici (mezzi di protezione e tute resistenti al calore).

Attualmente l’impiego è proibito per legge, tuttavia la liberazione di fibre di amianto da elementi strutturali preesistenti, all’interno degli edifici può avvenire per lento deterioramento di materiali che lo contengono oppure per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione.


Normativa Italiana

Con la legge 257 del 1992 è stata ormai vietata la produzione e l’installazione di materiali in amianto.

Nel documento sono presenti esempi/consigli per pittori e gessatori. Attenzione la normativa di riferimento è quella Elvetica.

Rinnovo di facciate
Ridipingere l’appartamento
Rifiuti su un cantiere di bonifica
Polvere prodotta da lavori effettuati nel locale adiacente

AMIANTO

Cosa fare in ITALIA

La tutela dal rischio amianto coinvolge tutti i proprietari di immobili o cose con amianto, singoli cittadini, aziende ma anche Enti Pubblici (Province, Comuni, Aziende Ospedaliere, …) che, supportati da professionisti che eseguono le verifiche e le bonifiche, provvedono a mantenere in sicurezza i materiali contenenti amianto.

La verifica della eventuale presenza di amianto e dello stato di conservazione è a carico del proprietario e/o del responsabile dell’attività che si svolge nell’immobile.