I pittogrammi di pericolo

I pittogrammi di pericolo GHS indicano i rischi associati ai prodotti chimici. SUVA 2026

La presente pubblicazione fornisce una panoramica di tutti e nove i pittogrammi di pericolo GHS per imparare a riconoscere i prodotti chimici pericolosi e sapere quali misure adottare per lavorare in sicurezza.

I prodotti chimici pericolosi sono utilizzati in numerosi settori, ad esempio nell’industria chimica, nella lavorazione dei metalli o nell’artigianato in sostanze come il metanolo, l’acetone o l’acido cloridrico nonché in preparati come vernici, detergenti e solventi. Analizzate quali prodotti chimici vengono utilizzati in azienda e adottate le misure di protezione necessarie.

Importante: rispettate sempre anche le indicazioni di pericolo (frasi H) e i consigli di prudenza (frasi P) che spiegano quanto sia pericoloso un determinato prodotto chimico e come manipolarlo in sicurezza. Le indicazioni sono riportate sull’etichetta e nella scheda di dati di sicurezza.

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ADR con annessa checklist

La Circolare del Ministero dell’Interno del 19/03/2026 informa che è disponibile una nuova modalità di effettuazione dei controlli ADR con annessa checklist editabile in PDF

Circolare 19.03.2026 Prot. n. 300/STRAD/1/0000007988.U/2026
Nuova procedura operativa per la gestione delle segnalazioni di irregolarità sulle liste di controllo ADR nel trasporto di merci pericolose – Applicazione disposizioni e utilizzo modulistica informatizzata.
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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la Motorizzazione, ha comunicato l’esigenza di adottare una nuova procedura operativa per la gestione delle segnalazioni d’irregolarità relative al trasporto stradale di merci pericolose. La procedura definisce un nuovo modello organizzativo, in attuazione dei contenuti della Direttiva (UE) 2022/1999, uniformando, per gli organi di controllo, le modalità di trasmissione, gestione e archiviazione delle risultanze dei controlli su strada (Allegato 1).

Pertanto, per garantire la corretta gestione dei flussi informativi tra il MIT e gli organi di controllo, è stata predisposta, in formato “PDF editabile”, una nuova “Lista di controllo” (Allegato 2) che dovrà essere redatta e gestita in formato digitale (1) per documentare l’attività effettuata sui veicoli controllati trasportanti merci pericolose. (2)

A tal fine, le predette liste di controllo dovranno essere trasmesse al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con cadenza mensile, utilizzando l’allegata lettera di trasmissione (3) (Allegato 3), all’indirizzo PEC: dg.mot-div3@pec.mit.gov.it.

La Circolare del Ministero dell'Interno del 19/03/2026 informa che è disponibile una nuova modalità di effettuazione dei controlli ADR con annessa checklist editabile in PDF
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L’ergonomia come disciplina sistemica

L’ergonomia come disciplina sistemica: dall’ottimizzazione delle postazioni alla progettazione organizzativa integrata.

Nel contesto attuale, caratterizzato da elevata complessità organizzativa, digitalizzazione diffusa e trasformazione dei modelli di lavoro, l’ergonomia si configura sempre più come una disciplina centrale e trasversale. Essa non si limita più alla tradizionale analisi delle postazioni lavorative, ma si estende alla progettazione sistemica dell’intero ambiente organizzativo, assumendo un ruolo strategico nella gestione delle risorse umane e dei processi produttivi.

Dal punto di vista tecnico, l’ergonomia continua a intervenire in maniera puntuale sulla configurazione delle postazioni di lavoro, attraverso l’analisi biomeccanica, antropometrica e posturale. La progettazione ergonomica delle interfacce uomo-macchina, l’adeguamento di arredi e attrezzature, nonché la definizione di layout operativi ottimali, mirano a ridurre il rischio di insorgenza di patologie lavoro-correlate, in particolare i disturbi muscolo-scheletrici (DMS), e a migliorare l’efficienza operativa individuale.

Tuttavia, l’evoluzione più significativa riguarda l’adozione di un approccio macroergonomico, che considera l’organizzazione come un sistema complesso costituito da molteplici sottosistemi interconnessi: individui, tecnologie, processi, struttura organizzativa e cultura aziendale. In questa prospettiva, l’ergonomia interviene nella progettazione e nel redesign dei processi lavorativi, nella definizione dei carichi di lavoro (fisici e cognitivi), nella gestione dei tempi e dei ritmi produttivi, nonché nell’ottimizzazione dei flussi informativi.

Particolare rilevanza assume l’ergonomia cognitiva, che analizza i processi mentali coinvolti nelle attività lavorative, quali percezione, attenzione, memoria e presa di decisione. In ambienti ad alta intensità informativa, come quelli digitalizzati o automatizzati, la progettazione ergonomica delle interfacce e dei sistemi informativi diventa cruciale per prevenire il sovraccarico cognitivo, ridurre l’errore umano e aumentare l’affidabilità complessiva del sistema.

Parallelamente, l’ergonomia organizzativa si focalizza sugli aspetti strutturali e gestionali, includendo la progettazione dei modelli di lavoro (ad esempio smart working e lavoro ibrido), la distribuzione delle responsabilità, i meccanismi di coordinamento e comunicazione, nonché le politiche di welfare aziendale. L’obiettivo è creare condizioni che favoriscano non solo la sicurezza e la salute dei lavoratori, ma anche il loro engagement, la soddisfazione lavorativa e la sostenibilità nel lungo periodo.

L’approccio sistemico all’ergonomia implica inoltre l’adozione di metodologie interdisciplinari e strumenti avanzati di analisi, quali valutazioni del rischio ergonomico integrate, simulazioni digitali, analisi dei task e modelli predittivi. In questo contesto, la raccolta e l’analisi dei dati (anche tramite tecnologie wearable o sistemi di monitoraggio) consentono una gestione proattiva delle criticità e un miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.

Le evidenze empiriche dimostrano che l’integrazione dell’ergonomia nei processi decisionali aziendali produce benefici significativi: riduzione degli infortuni e delle assenze per malattia, incremento della produttività, miglioramento della qualità del lavoro e maggiore resilienza organizzativa. Ne deriva che l’ergonomia non può più essere considerata un intervento accessorio o correttivo, ma deve essere integrata fin dalle fasi di progettazione (design for ergonomics) e inserita nelle strategie aziendali.

L’ergonomia si configura oggi come una leva fondamentale per la competitività delle organizzazioni, capace di coniugare benessere umano e performance produttiva. Il passaggio da una logica micro (centrata sulla postazione) a una logica macro (centrata sul sistema) rappresenta un’evoluzione imprescindibile per affrontare le sfide del lavoro contemporaneo in modo efficace e sostenibile.

Redazione Portaleconsulenti Albanese Pellegrino

Opere speciali di genio civile

Opere speciali di genio civile: microperforazioni. Suva 2026

Le persone che svolgono lavori di microperforazione sono esposte a pericoli tutt’altro che banali. Queste rischiano ad esempio di essere trascinate o schiacciate dagli elementi mobili della macchina, subire lesioni all’apparato locomotore o di inciampare e cadere.

Le aziende che eseguono opere speciali di genio civile devono garantire la salute del loro personale specializzato. Grazie a questa lista di controllo è possibile affrontare l’argomento in modo sistematico e gestire quindi i pericoli legati a tali attività.

La lista contiene infatti domande sulla pianificazione e sulla qualità dell’installazione nonché sulla sicurezza durante le perforazioni, la posa di ancoraggi e le iniezioni e, infine, sull’organizzazione interna nonché la formazione del personale.

Con questa lista di controllo e i suoi utili consigli potete ridurre al minimo i rischi legati alle microperforazioni.

Opere speciali di genio civile
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Le linee elettriche aeree

Infortuni gravi o mortali con le linee elettriche aeree: prevenzione per i lavori in vicinanza. Le linee elettriche aeree di media/alta tensione sono costituite da conduttori nudi. INAIL 2026.


Sicurezza vicino alle linee elettriche aeree: prevenire infortuni gravi o mortali

Lavorare in prossimità delle linee elettriche aeree comporta rischi molto elevati, soprattutto per i lavoratori che non sono consapevoli del pericolo elettrico. Molti incidenti gravi o mortali avvengono durante attività non elettriche, come lavori edili, scavi, potature, pulizia, verniciatura o movimentazione di carichi, quando persone o attrezzature si avvicinano troppo ai conduttori elettrici.

Secondo i dati raccolti dall’INAIL, questi incidenti sono spesso causati dalla mancata conoscenza delle distanze di sicurezza e delle procedure di prevenzione.

Zone di lavoro e rischio elettrico

Il rischio elettrico dipende principalmente dalla distanza tra il lavoratore e le parti attive non protette della linea elettrica. Le normative tecniche europee e italiane definiscono diverse zone di lavoro:

  • Zona sotto tensione: area immediatamente vicina alla parte attiva dove è possibile entrare in contatto con parti in tensione.

  • Zona di prossimità: area esterna alla zona sotto tensione dove esiste comunque rischio di contatto accidentale con attrezzature o parti del corpo.

  • Zona senza pericolo elettrico: area oltre le distanze di sicurezza.

Queste distanze aumentano con l’aumentare della tensione della linea elettrica.

Lavori sotto tensione e lavori in prossimità

I lavori sotto tensione sono attività svolte direttamente su parti elettriche in tensione o molto vicino ad esse. Possono essere eseguiti solo da personale qualificato e autorizzato.

I lavori in prossimità, invece, sono attività non elettriche svolte vicino a linee o impianti elettrici con parti attive non protette. Anche in questi casi è necessario rispettare le distanze minime e adottare adeguate misure di sicurezza.

Normativa e responsabilità

In Italia la sicurezza nei lavori vicino agli impianti elettrici è regolata dal D.Lgs. 81/2008, che stabilisce:

  • le distanze minime di sicurezza dalle linee elettriche

  • l’obbligo di adottare procedure organizzative e misure di protezione

  • la necessità che i lavori sotto tensione siano eseguiti solo da personale qualificato

L’importanza della prevenzione

Per ridurre il rischio di incidenti è fondamentale:

  • conoscere le distanze di sicurezza

  • formare adeguatamente i lavoratori

  • utilizzare attrezzature idonee

  • pianificare i lavori in presenza di linee elettriche

Una corretta valutazione dei rischi e il rispetto delle norme di sicurezza sono elementi essenziali per prevenire infortuni gravi o mortali nei lavori svolti vicino alle linee elettriche.

Le linee elettriche aeree
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lavaggio delle mani

L’efficacia del lavaggio delle mani

Sia in ambiente sanitario che non sanitario l’igiene delle mani è una delle misure più importanti per la prevenzione delle infezioni. Programmare campagne di informazione e formazione di lavoratrici e lavoratori su tale tematica e individuare strumenti di sensibilizzazione rappresentano elementi centrali per una corretta gestione del rischio biologico. INAIL 2026


Il lavaggio delle mani rappresenta una delle pratiche più semplici ed efficaci per prevenire la diffusione delle infezioni. Già nel 1847 il medico ungherese Ignaz Semmelweis osservò che molte infezioni ospedaliere venivano trasmesse attraverso le mani dei medici. Introducendo l’obbligo di lavarsi le mani con soluzioni disinfettanti prima di assistere le partorienti, riuscì a ridurre drasticamente i casi di febbre puerperale. Questa scoperta segnò l’inizio di una rivoluzione nelle pratiche igieniche in ambito sanitario.

Nel corso del tempo, l’importanza dell’igiene delle mani è stata ulteriormente riconosciuta e integrata nei protocolli sanitari. Negli anni ’80 e ’90, durante la diffusione dell’HIV, i Centers for Disease Control and Prevention introdussero le cosiddette “precauzioni universali”, poi evolute nelle “precauzioni standard”, che includono il lavaggio delle mani come misura fondamentale di prevenzione.

La pandemia di COVID-19 nel 2020 ha riportato l’attenzione globale su questa pratica. Organizzazioni come l’World Health Organization e altre istituzioni sanitarie internazionali hanno sottolineato il ruolo cruciale dell’igiene delle mani nel limitare la trasmissione del virus, contribuendo anche a diffondere maggiore consapevolezza tra la popolazione.

In ambito sanitario, il lavaggio delle mani è essenziale per prevenire le infezioni correlate all’assistenza (ICA), che possono verificarsi durante le cure in ospedali o altre strutture sanitarie. Queste infezioni aumentano la mortalità, prolungano la degenza dei pazienti e contribuiscono alla diffusione di microrganismi resistenti agli antibiotici.

Per questo motivo, le linee guida internazionali raccomandano pratiche rigorose di igiene delle mani, inclusa l’uso di soluzioni idroalcoliche quando l’acqua e il sapone non sono disponibili. Promuovere la formazione degli operatori sanitari e la sensibilizzazione della popolazione resta fondamentale per migliorare la sicurezza delle cure e proteggere la salute pubblica.

lavaggio delle mani L'efficacia del lavaggio delle maniSia in ambiente sanitario che non sanitario. Scarica documento INAIL 2026
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UNI EN ISO 45001

La valutazione di questi ultimi è fondamentale per prevenire la cosiddetta “colpa in organizzazione” che è la causa di numerose condanne ai sensi del d.lgs. 231/01 (responsabilità amministrativa degli enti). L’integrazione della UNI EN ISO 45001:2023 nell’art. 30 del d.lgs 81/08, insieme all’evoluzione giurisprudenziale, conferma il ruolo dei SGSL e dei MOG-SSL, promossi da decenni dall’Istituto, come strumenti essenziali di prevenzione. INAIL 2026


Il collegamento tra i reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro e la responsabilità amministrativa degli enti prevista dal d.lgs. 231/01 rappresenta ormai, da quasi vent’anni, un pilastro del nostro ordinamento. Nonostante ciò, il tema continua a essere oggetto di analisi, interpretazioni non sempre uniformi, applicazioni disomogenee e di una giurisprudenza sempre più articolata, che contribuisce costantemente ad alimentare il dibattito.

Il presente contributo non intende offrire un’analisi esaustiva della materia, ma piuttosto soffermarsi sul ruolo della norma UNI EN ISO 45001:23 nella prevenzione della cosiddetta “colpa di organizzazione”, ossia quell’elemento di rimprovero frequentemente contestato alle imprese quando vengono ritenute responsabili ai sensi del d.lgs. 231/01.

Prima di affrontare tale aspetto, appare opportuno delineare brevemente il contesto giuridico di riferimento.

Il d.lgs. 231/01 ha introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica, per reati commessi nel loro interesse o vantaggio. Tale responsabilità può comportare l’applicazione di rilevanti sanzioni pecuniarie e interdittive; tuttavia, queste possono essere irrogate all’ente soltanto in relazione a una specifica categoria di illeciti, i cosiddetti “reati presupposto”. Dal 2007 tra questi rientrano anche i reati previsti dagli articoli 589 e 590 del codice penale, ossia l’omicidio colposo e le lesioni personali gravi o gravissime commessi in violazione delle norme poste a tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Il decreto legislativo 231/01 — successivamente richiamato anche dall’art. 30 del d.lgs. 81/08 — stabilisce che l’ente può beneficiare della cosiddetta “efficacia esimente”, vale a dire dell’esclusione della responsabilità amministrativa, qualora abbia adottato e attuato efficacemente un modello di organizzazione e gestione (MOG) idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi.

Con specifico riferimento ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il modello di organizzazione e gestione (che, in questo ambito, può essere definito MOG-SSL) deve rispettare i requisiti dettagliatamente indicati dall’art. 30 del d.lgs. 81/08. Tra questi assumeva particolare rilievo — nella formulazione vigente fino a pochi mesi fa — il comma 5, che disponeva:

«In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti.»

È evidente come tale previsione riconoscesse una vera e propria “presunzione di conformità” ai MOG-SSL elaborati in coerenza con un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro strutturato secondo i due riferimenti citati, fornendo così una chiara indicazione circa l’opportunità di fare riferimento a tali standard nella predisposizione di modelli idonei alla prevenzione di questa categoria di reati. Va tuttavia sottolineato che la presunzione di conformità operava esclusivamente con riferimento a tali standard e non anche per quei MOG-SSL che, pur legittimamente adottati, fossero stati elaborati sulla base di differenti riferimenti.

L’integrazione della UNI EN ISO 45001:2023 nell’art. 30 del d.lgs 81/08, insieme all’evoluzione giurisprudenziale
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