Specie aliene nei nostri mari

Specie aliene nei nostri mari. ISPRA 2024. La biodiversità del Mar Mediterraneo.

La biodiversità del Mar Mediterraneo è in continua evoluzione, colonizzato da specie in espansione di areale che arrivano attraverso corridoi naturali, come lo Stretto di Gibilterra, e da specie non indigene o specie aliene che sono introdotte dalle attività antropiche o arrivano attraverso corridoi artificiali quali il Canale di Suez; alcune di queste specie possono anche essere pericolose per la salute umana in quanto tossiche al consumo o velenose al contatto.

Allo scopo di fornire un supporto ai fruitori del mare per il riconoscimento delle nuove specie potenzialmente osservabili e pescabili nei nostri mari, incluse quelle pericolose per la salute umana, è stato realizzato un nuovo opuscolo, versione aggiornata dell’edizione 2021

Specie aliene nei nostri mari. ISPRA 2024. La biodiversità del Mar Mediterraneo. 


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La biodiversità del Mar Mediterraneo è in continua evoluzione, colonizzato da specie in espansione di areale che arrivano attraverso corridoi naturali, come lo Stretto di Gibilterra
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Sistemi di gestione ambientale

Pubblicata dalla Commissione Ambiente la norma UNI EN ISO 14002-1 “Sistemi di gestione ambientale – Linee guida per l’utilizzo della ISO 14001.

Un focus sui sistemi di gestione ambientale

Pubblicata in lingua italiana la norma UNI EN ISO 14002 parte 1. Il documento fornisce linee guida generali per le organizzazioni che cercano di gestire sistematicamente aspetti ambientali specifici.

Cambiamento climatico, consumo di acqua dolce, cambiamento dell’uso del suolo e perdita della biodiversità sono alcune delle grandi sfide che la società oggi è chiamata ad affrontare.

La famiglia delle ISO 14000 può aiutare le organizzazioni a proteggere l’ambiente e a sostenerle nei cambiamenti a favore del pianeta.

È il caso del recente recepimento anche in lingua italiana da parte della commissione Ambiente della EN ISO 14002 parte 1.

Questo documento fornisce linee guida generali per le organizzazioni che intendono gestire sistematicamente gli aspetti e gli impatti ambientali specifici per una o più aree tematiche ambientali, sulla base della ISO 14001, e costituisce il quadro degli elementi comuni alle parti successive della serie ISO 14002.

La serie ISO 14002 fornisce delle linee guida destinate a tipi specifici di aspetti ambientali e di condizioni ambientali correlati tra loro quali, ad esempio, quelli correlati all’acqua, al clima, ai rifiuti. I benefici dell’applicazione di questa serie di norme da parte di un’organizzazione possono includere:

  1. il miglioramento delle prestazioni ambientali nell’ambito di specifiche aree tematiche ambientali, per esempio un uso efficiente dell’acqua;
  2. la protezione dell’ambiente prevenendo o mitigando gli impatti ambientali negativi nell’ambito di specifiche aree tematiche ambientali, per esempio le interconnessioni delle risorse materiali con gli ecosistemi;
  3. la riduzione di potenziali effetti negativi sull’organizzazione causati per esempio da inondazioni o siccità;
  4. allineare il sistema di gestione ambientale alla strategia dell’organizzazione, per esempio a supporto di una politica ambientale specifica.

Le organizzazioni che desiderano intraprendere questo percorso devono mettere in atto azioni di pianificazione per poter confrontare le proprie prestazioni nel tempo e intraprendere azioni di miglioramento all’interno del proprio sistema di gestione ambientale.

A breve verrà resa disponibile anche la traduzione italiana della parte 2.

Fonte www.uni.com

Sicurezza automazione assistenza sanitaria e sociale

Automazione dei compiti cognitivi e fisici nel settore dell’assistenza sanitaria e sociale: implicazioni per la sicurezza e la salute. 2024 EU-OSHA.

L’uso dell’intelligenza artificiale e della robotica per l’automazione delle attività fisiche e cognitive nel settore della salute e dell’assistenza sociale presenta diverse opportunità per la riduzione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Tuttavia, può anche comportare altre implicazioni, potenzialmente negative, per la SSL, quali il timore di perdere il posto di lavoro o una maggiore esposizione ai rischi nell’ambito della sicurezza a causa di un’eccessiva dipendenza dalla tecnologia.

Sulla base di una rassegna della letteratura e di una selezione di esempi di buone pratiche, questo studio evidenzia aspetti importanti dell’uso dell’intelligenza artificiale e della robotica avanzata nel settore e formula raccomandazioni per garantire un’adeguata SSL nella fase introduttiva dell’automazione delle attività fisiche e cognitive nel settore della salute e dell’assistenza sociale.

SSL nel settore HeSCare

Secondo l’indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER) (EU-OSHA, 2019), i principali rischi in materia di SSL affrontati dalla forza lavoro HeSCare sono i rischi muscoloscheletrici (MSK) e psicosociali. I rischi legati alla MSK possono includere il sollevamento regolare di pazienti, la spinta di apparecchiature mediche pesanti, l’esecuzione di movimenti ripetitivi e la posizione eretta e seduta prolungata. Questi rischi, che derivano dalla natura fisicamente impegnativa del lavoro di assistenza, creano una preoccupazione significativa a causa della loro prevalenza e del potenziale impatto sul benessere dei lavoratori. I rischi legati all’MSK possono provocare disturbi dell’MSK, lesioni dovute a una cattiva gestione dei pazienti, nonché implicazioni sulla salute a lungo termine come dolore muscolare cronico e disabilità.

Inoltre, i lavoratori di HeSCare affrontano comunemente diversi rischi psicosociali. Questi includono, tra gli altri, violenza e molestie sul lavoro, richieste emotive ed esposizione a eventi traumatici come avere a che fare con persone in fin di vita, livelli elevati di stress derivanti da carichi di lavoro pesanti e intensi, inclusi burnout e problemi di salute mentale, problemi di salute dei pazienti fattori di stress correlati derivanti da comportamenti problematici dei pazienti e fattori organizzativi come personale inadeguato o mancanza di supporto (Bernal et al., 2015). Inoltre, i lavoratori del settore HeSCare sono più esposti a comportamenti sociali avversi e sperimentano il maggior numero di cambiamenti organizzativi e di insicurezza lavorativa rispetto a tutti i settori (Eurofound, 2021).

A questi rischi si aggiungono anche la necessità di multitasking sistematico, di lavoro a turni (compresi i turni notturni) e di mancanza di controllo sul lavoro.

Il settore HeSCare è stato anche associato a salari bassi e condizioni di lavoro precarie (Pappa et al., 2020) che possono esacerbare le condizioni di salute mentale dei lavoratori. Secondo l’indagine europea sulle condizioni di lavoro, una preoccupazione fondamentale del settore HeSCare riguarda i suoi profili professionali e le cattive condizioni di lavoro (Eurofound, 2021). I profili lavorativi del settore sono spesso di livello inferiore rispetto ad altri settori, con elevata intensità di lavoro, richieste emotive e bassa qualità della salute, che incidono negativamente sulla salute e sul benessere dei lavoratori (Eurofound, 2021).

I lavoratori di HeSCare sono inoltre notevolmente esposti a rischi biologici, chimici e fisici.

I rischi biologici, comuni negli ambienti sanitari, includono l’esposizione ad agenti biologici come agenti patogeni trasmessi dal sangue e microrganismi infettivi. Allo stesso modo, i rischi chimici possono includere l’esposizione quotidiana a sostanze chimiche e farmaci pericolosi trasmessi per inalazione o per via cutanea durante il lavoro di laboratorio, attraverso il trattamento dei pazienti o attraverso prodotti per la pulizia come i disinfettanti. Infine, i rischi fisici sul posto di lavoro comprendono il rumore eccessivo negli ospedali e nelle cliniche odontoiatriche, soprattutto nei reparti di terapia intensiva, e frequenti scivolamenti, inciampi e cadute tra gli assistenti sanitari, il personale delle ambulanze, gli infermieri e gli addetti alle pulizie.


Automazione dei compiti cognitivi e fisici nel settore dell’assistenza sanitaria e sociale: implicazioni per la sicurezza e la salute. 2024 EU-OSHA.
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Sfida ambientale per la finanza sostenibile

La sfida ambientale per la finanza sostenibile. Metodologie, informazioni e indicatori ambientali. ISPRA 2024

Gli obblighi di informativa introdotti dalla regolamentazione sulla Finanza sostenibile risultano così corposi e complessi, a tal punto da implicare la necessità di un adeguato quadro di sostegno tecnico nella fase di attuazione della disciplina, che accompagni imprese e investitori a comprendere bene i contenuti e le modalità con cui generare le informazioni ambientali richieste dai nuovi standard. L’intento del Documento tecnico “La sfida ambientale per la finanza sostenibile: metodologie, informazioni e indicatori ambientali” è quello di mettere a disposizione uno strumento operativo che ha l’obiettivo di fornire supporto metodologico e orientamento per la rendicontazione della sostenibilità ambientale, in conformità con i nuovi standard europei.

Il Documento tecnico è stato elaborato per agevolare il processo di autovalutazione dei portatori di interesse, in maniera tale che questo sia ancorato ad una uniformità metodologica, scientificamente validata, in grado di garantire una maggiore affidabilità e comparabilità dei dati.

La sfida ambientale per la finanza sostenibile. Metodologie, informazioni e indicatori ambientali. ISPRA 2024
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Consultazione pubblica – Documento tecnico “La sfida ambientale per la finanza sostenibile: metodologie, informazioni e indicatori ambientali”

Il documento tecnico verrà sottoposto a consultazione pubblica al fine di recepire feedback e le considerazioni da parte degli stakeholder. La consultazione avrà la durata di tre mesi.

I contributi dovranno essere resi nel format dell’Allegato A reso qui disponibile ed inviati entro e non oltre 31 agosto 2024 via email all’indirizzo: taskforcefinanzasostenibile@isprambiente.it


Il documento non è finalizzato all’attribuzione di rating di sostenibilità alle imprese, né costituisce una premessa ad una certificazione ESG ai sensi della normativa di riferimento;

Il documento non introduce nuovi standard per la rendicontazione di sostenibilità ma, a partire da quelli introdotti dal nuovo quadro regolatorio in materia di finanza sostenbile, propone uno strumento di supporto tecnico ai portatori di interesse, al fine di favorire la produzione di quella informazione ambientale necessaria a soddisfare le esigenze di informativa pubblica;

Il documento non intende rappresentare un’alternativa agli standard obbligatori e volontari sviluppati in parallelo da EFRAG o da altre istituzioni italiane preposte;

Il documento è stato sviluppate tenendo conto della normativa vigente e dei documenti EFRAG;

Le informazioni presentate sono utilizzabili a propria discrezione su base esclusivamente volontaria e non hanno alcuna efficacia coercitiva/normativa;

Cos’è la cyber security?

Cos’è la cyber security? La cyber security (anche detta cyber sicurezza o sicurezza informatica) consiste nell’insieme di tecnologie, processi e misure di protezione progettate per ridurre il rischio di attacchi informatici.

Qual è l’obiettivo della Cyber security?

Stiamo parlando della cybersecurity propriamente detta. L’obiettivo è ridurre la probabilità, che gli aggressori possano impedire il funzionamento di sistemi e applicazioni critiche.

Succede spesso che nel tentativo di ottenere risorse finanziare per le proprie progettualità, l’IT faccia fatica a farsi approvare il budget. Spesso, infatti, le promesse allettanti di “più contatti” o “più vendite” perorate da Marketing e Vendite, o la velata minaccia di “meno sanzioni” sventolata dai ragazzi della Compliance, hanno un peso specifico d’interesse maggiore per il management rispetto al buon proposito del “più sicuri” salmodiato dall’IT.

Purtroppo, il primo grande problema, per creare la tanto chiacchierata postura di sicurezza informatica e per rendere l’organizzazione matura, non è una questione tecnologica o di risorse economiche. Il primo grande è di comunicazione ed incomprensione fra le diverse funzioni dell’organizzazione.


La cybersecurity è la prassi di proteggere i sistemi, le reti e i programmi dagli attacchi digitali. Questi attacchi informatici sono solitamente finalizzati all’accesso, alla trasformazione o alla distruzione di informazioni sensibili, nonché all’estorsione di denaro agli utenti o all’interruzione dei normali processi aziendali.

L’implementazione di misure di cybersecurity efficaci è particolarmente impegnativa oggi perché ci sono più dispositivi che persone e gli hacker stanno diventando sempre più innovativi.

Di cosa si occupa la cybersecurity?

Un approccio di cybersecurity di successo ha diversi livelli di protezione distribuiti su computer, reti, programmi o dati che si intende mantenere al sicuro. In un’azienda, le persone, i processi e la tecnologia devono integrarsi a vicenda per creare una difesa efficace dagli attacchi informatici. Un sistema unificato di gestione delle minacce può automatizzare le integrazioni di prodotti di sicurezza selezionati e accelerare le funzioni principali delle operazioni di sicurezza: rilevamento, indagine e correzione.

Persone

Gli utenti devono comprendere e rispettare i principi di sicurezza dei dati di base, come scegliere password complesse, diffidare degli allegati nelle e-mail e eseguire il backup dei dati.

Processi

Le aziende devono avere un framework per il modo in cui trattano sia gli attacchi informatici tentati che quelli andati a buon fine. Un framework largamente accettato può guidarti. Spiega come è possibile identificare gli attacchi, proteggere i sistemi, rilevare e rispondere alle minacce e recuperare dagli attacchi riusciti.

Tecnologia

La tecnologia è essenziale per offrire alle aziende e agli individui gli strumenti di sicurezza informatici necessari per proteggersi dagli attacchi informatici. Tre entità principali devono essere protette: i dispositivi endpoint come computer, dispositivi intelligenti e router; nonché le reti e il cloud. La tecnologia comune utilizzata per proteggere queste entità include i firewall di nuova generazione, il filtro DNS, la protezione dal malware, il software antivirus e le soluzioni di sicurezza e-mail.

Perché la cyber security è importante?

Nel mondo connesso di oggi, tutti beneficiano di programmi di cyberdefense avanzati. A livello individuale, un attacco di cybersecurity può causare tutto, dal furto di identità, ai tentativi di estorsione, alla perdita di dati importanti come le foto di famiglia. Tutti si affidano a infrastrutture critiche come centrali elettriche, ospedali e aziende di servizi finanziari. Proteggere queste e altre aziende è essenziale per mantenere il funzionamento della nostra società.

Tutti beneficiano anche del lavoro dei ricercatori che operano nel campo delle minacce informatiche. Rivelano nuove vulnerabilità, istruiscono il pubblico sull’importanza della cybersecurity e rafforzano gli strumenti open source. Il loro lavoro rende Internet più sicuro per tutti.

Tipi di minacce di cyber security

Phishing

ll phishing è la prassi di inviare e-mail fraudolente che assomigliano a e-mail provenienti da fonti affidabili. L’obiettivo è quello di sottrarre dati sensibili come i numeri delle carte di credito e le informazioni di accesso. È il tipo di attacco informatico più diffuso. Puoi contribuire alla tua protezione attraverso l’istruzione o una soluzione tecnologica che filtra le e-mail dannose.

Ransomware

ll ransomware è un tipo di software dannoso. È progettato per estorcere denaro bloccando l’accesso ai file o al sistema informatico fino al pagamento del riscatto. Il pagamento del riscatto non garantisce che i file verranno recuperati o che il sistema venga ripristinato.

Malware

ll malware è un tipo di software progettato per ottenere un accesso non autorizzato o per causare danni a un computer.

Social engineering

Il social engineering è una tattica che gli hacker utilizzano per indurre l’utente a rivelare informazioni sensibili. Possono richiedere un pagamento in denaro oppure ottenere l’accesso ai dati riservati. Il social engineering può associarsi a una qualsiasi delle minacce elencate sopra per renderti più propenso a fare clic sui link, scaricare il malware o fidarti di una fonte malevola.

Raccolta rifiuti organici: Interpello Legambiente al MASE

Interpello ai sensi dell’articolo 3-septies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Chiarimenti sull’applicazione dell’articolo 182-ter del D.lgs. 152/2006 in materia di rifiuti organici.  Raccolta rifiuti organici: Interpello Legambiente al MASE.

QUESITO

Con l’istanza di interpello ambientale presentata ai sensi dell’articolo 3-septies del D.lgs. n.152/2006, l’associazione Legambiente ha chiesto alcuni chiarimenti in merito all’articolo 182-ter del D.lgs. n.152/2006 e, in particolare, “se la mancata adozione dell’atto ministeriale previsto dal comma 7 dell’art. 182-ter TUA possa giustificare a livello di amministrazioni locali (regolamenti comunali, piani provinciali di gestione rifiuti etc.), con specifico riferimento ai manufatti in bioplastica compostabile certificati ed opportunamente etichettati come richiesto dal comma 6 dell’art. 182-ter medesimo, deroghe alla gerarchia dei rifiuti e/o divieti del loro utilizzo ai fini della raccolta dell’umido urbano e/o divieti del loro conferimento in tale raccolta, con destinazione quindi a smaltimento/recupero energetico, invece che a riciclo organico, di tali flussi di rifiuti”.

CONSIDERAZIONI DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA

Dal quadro normativo sopra riportato emerge quanto segue.

In linea con l’articolo 22 della Direttiva 2008/98/CE, così come da ultimo sostituito dalla Direttiva (UE) 2018/851, nel nostro ordinamento è stato introdotto, all’articolo 182-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, l’obbligo di raccogliere in modo differenziato i rifiuti organici, anticipando la decorrenza di tale obbligo al 31 dicembre 2021 rispetto alla previsione stabilita a livello euro-unitario fissata al 31 dicembre 2023.

Nello specifico, la disposizione citata prevede, al comma 2, che “i rifiuti organici sono differenziati e riciclati alla fonte, anche mediante attività di compostaggio sul luogo di produzione, oppure raccolti in modo differenziato, con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti compostabili certificati a norma UNI EN 13432-2002, senza miscelarli con altri tipi di rifiuti”.

Dalla lettura della disposizione sopra riportata emerge con chiarezza che, al fine di consentire una corretta raccolta dei rifiuti organici, gli stessi devono essere conferiti attraverso contenitori a svuotamento riutilizzabili o, in alternativa, utilizzando sacchetti compostabili certificati. Da ciò ne deriva che, in ottemperanza all’obbligo della raccolta differenziata di tale tipologia di rifiuti, l’utenza domestica può utilizzare sacchetti biodegradabili e compostabili per il conferimento dei propri rifiuti organici.


Raccolta rifiuti organici: Interpello Legambiente al MASE. CONSIDERAZIONI DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA
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Life Green Vulcan – Progetto LIFE

Life Green Vulcan: “Masterbatch devulcanizzati ad alte prestazioni per il riutilizzo di pneumatici fuori uso in applicazioni di compounding tecnico ad alto volume”

La gomma è un materiale di grande valore, cruciale per molti settori industriali, tra cui la mobilità, e difficile da sostituire. La gomma è anche un materiale estremamente difficile da riciclare.

Il progetto LIFE Green Vulcan, co-finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma LIFE 2014-2020, grazie all’applicazione di una tecnologie innovative messe a punto dai partner rende più efficiente l’utilizzo di gomma riciclata per applicazioni industriali ad alto contenuto tecnico. Questo risultato apre la strada all’utilizzo di gomma riciclata di alta qualità per molte applicazioni industriali, consentendo un significativo risparmio di gomma vergine e in particolare di gomma naturale, in pieno allineamento con la direttiva EUDR (The European Union Deforestation Regulation), e una notevole riduzione di emissioni di CO2.

Il progetto è coordinato da Innovando Srl, azienda impegnata nell’ambito del recupero dei materiali a fine vita, ed ha come partner Stellantis, Bridgestone, il Centro di Ricerche FIAT, Rubber Conversion e l’Università di Trento.

I risultati di questo progetto, partito a settembre 2020 ed appena conclusosi, hanno fornito le basi per proposte di revisione di alcune importanti normative di prodotto a livello nazionale ed Europeo, ed in particolare per la proposta di revisione della Direttiva ELV (End of Life Vehicles).

Life Green Vulcan - Progetto LIFE. Masterbatch devulcanizzati ad alte prestazioni per il riutilizzo di pneumatici fuori uso in applicazioni.
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Gli obiettivi del progetto

Il progetto LIFE GREEN VULCAN mira ad aumentare il tasso di riutilizzo dei rifiuti di gomma con una tecnologia di devulcanizzazione innovativa ed ecologica. La tecnologia è stata dimostrata attraverso la produzione di due mescole utilizzando un alto contenuto di materie prime in gomma riprocessata da pneumatici fuori uso (PFU): (i) un composto per la produzione di cuscinetti elastici per automobili e autocarri leggeri, e (ii) una mescola per la produzione di battistrada di pneumatici radiali per autovetture (PCR).

La tecnologia innovativa consentirà di aumentare il tasso di riciclo della gomma proveniente dai veicoli a fine vita, riducendo al contempo le emissioni di CO2 legate al processo produttivo.

Il progetto contribuisce all’implementazione della Direttiva Quadro sui Rifiuti dell’UE (2008/98/CE) sviluppando un percorso di riciclo per i PFU, il Regolamento sulle Spedizioni dei Rifiuti (2006/1013/CE) riciclando i PFU in prodotti in modo da ostacolare le spedizioni illegali di PFU al di fuori dell’Europa , la Direttiva sui veicoli a fine vita (2018/849/UE) consentendo l’aumento dei tassi di riciclaggio, il Piano d’Azione per l’Economia Circolare e il Quadro 2030 per il Clima e l’Energia riducendo le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione di gomma.