Legge PMI 2026

Nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026 è stata pubblicata la Legge 11 marzo 2026, n. 34, recante misure per il sostegno e la competitività delle Piccole e Medie Imprese. Il provvedimento introduce rilevanti modifiche al Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08) che interessano direttamente le aziende. Legge PMI 2026.

La legge prevede stanziamenti fino a 100 milioni di euro per il finanziamento dei cosiddetti mini contratti di sviluppo, con l’obiettivo di sostenere la transizione del settore moda verso modelli produttivi più sostenibili e favorire programmi di aggregazione tra PMI.

Le nuove disposizioni entreranno ufficialmente in vigore il 7 aprile 2026. Di seguito una sintesi dei principali punti di attenzione.

Modelli di Organizzazione e Gestione (MOG) Semplificati

In attuazione del principio di proporzionalità, la legge incarica l’INAIL di elaborare nuovi modelli semplificati di organizzazione e gestione specifici per le PMI. L’obiettivo è facilitare l’adozione di sistemi di gestione della sicurezza che esentino dalla responsabilità amministrativa (ex D.Lgs. 231/01), riducendo gli oneri documentali per le strutture aziendali più piccole.

Formazione e Addestramento: Arriva la Realtà Virtuale

Una delle novità più attese riguarda le modalità di addestramento specifico:

Simulazione Virtuale: È ora esplicitamente consentito effettuare l’addestramento mediante tecnologie di simulazione in ambiente reale o virtuale.
Tracciabilità: Resta l’obbligo di registrare ogni attività di addestramento in appositi registri, anche in formato digitale.
Formazione in Cassa Integrazione: Viene introdotto l’obbligo di erogare la formazione sulla sicurezza anche durante i periodi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro (CIG), per garantire che il lavoratore sia aggiornato al momento del rientro.

Sicurezza nel Lavoro Agile (Smart Working)

La legge definisce in modo più stringente gli obblighi per i lavoratori “agili” (Art. 11):

Informativa Annuale: Il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore e al RLS un’informativa scritta annuale che individui i rischi generali e specifici (ergonomia, videoterminali, isolamento).
Sanzioni: Sono state introdotte sanzioni specifiche (modifica Art. 55 D.Lgs. 81/08) per il mancato adempimento di tale obbligo informativo.

L’informativa in materia di smart working (art. 11)

L’articolo 11 interviene in materia di salute e sicurezza dei lavoratori che svolgono la prestazione in modalità agile (smart working), modificando direttamente il D.Lgs. n. 81/2008. La disposizione è immediatamente applicabile dal 7 aprile 2026 e non richiede l’adozione di decreti attuativi.

Ambito di applicazione
Quando la prestazione lavorativa in modalità agile è svolta in ambienti che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, gli obblighi di sicurezza compatibili con tale modalità si considerano assolti mediante la consegna di un’informativa scritta.

La norma non definisce puntualmente tali ambienti; devono tuttavia ritenersi ricompresi tutti i luoghi esterni ai locali aziendali sui quali il datore di lavoro non esercita un potere di controllo diretto, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

l’abitazione del lavoratore;
altri luoghi privati o pubblici liberamente scelti dal dipendente.
Particolare rilievo è attribuito ai rischi connessi all’uso dei videoterminali, tipici del lavoro da remoto.

Contenuto e destinatari dell’informativa
L’informativa:

deve essere consegnata al lavoratore e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
deve avere cadenza almeno annuale;
deve individuare i rischi generali e specifici connessi allo svolgimento della prestazione in modalità agile.
L’obbligo si applica a tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalla dimensione aziendale.

Regime sanzionatorio
La violazione dell’obbligo informativo comporta l’applicazione delle sanzioni penali previste dal Testo Unico sulla sicurezza, ossia arresto da due a quattro mesi, oppure ammenda.

L’adempimento assume quindi rilievo non solo formale, ma anche sanzionatorio, in caso di accertamento ispettivo da parte degli organi di vigilanza.

L’informativa in materia di salute e sicurezza per il lavoro agile assume un ruolo centrale nell’assetto degli adempimenti aziendali. La sua omissione, la consegna incompleta o il mancato aggiornamento espongono infatti il datore di lavoro, in caso di ispezione, al rischio di contravvenzioni contestabili da parte degli organi di vigilanza.
L’informativa deve pertanto essere adeguata ai rischi tipici del lavoro da remoto, includendo, tra l’altro, i profili connessi all’uso dei videoterminali, al diritto alla disconnessione e alla tutela della salute mentale del lavoratore. È quindi indispensabile che il documento sia valutato e validato dal referente aziendale per la sicurezza e che venga consegnato e aggiornato con cadenza almeno annuale, sia al lavoratore sia al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Verifiche Periodiche e Attrezzature

Viene aggiornato l’Allegato VII del D.Lgs. 81/08:

Nuove attrezzature: Le piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) e le piattaforme fuoristrada per agricoltura/frutteti sono ora soggette a verifica periodica triennale.
Esoneri: Viene chiarito l’esonero dall’obbligo assicurativo per i carrelli elevatori che operano esclusivamente all’interno di aree aziendali chiuse (magazzini, depositi)

Agevolazioni fiscali per le reti di imprese (art. 1)

Il contratto di rete (Dl 5/2009) permette a più imprese di collaborare per innovare e competere meglio.
Le imprese possono:
collaborare su attività comuni,
scambiarsi informazioni e servizi,
svolgere attività economiche insieme.

Reintrodotta una agevolazione fiscale: gli utili accantonati e destinati al fondo comune della rete non vengono tassati (sospensione d’imposta).
Condizioni:
investimenti realizzati entro l’anno successivo,
programma di rete asseverato (validato da enti competenti),
limite di 1 milione € annui per impresa.
L’agevolazione si perde se:
si esce dalla rete,
o si usano le riserve per scopi diversi.
Controlli affidati all’Agenzia delle Entrate.
Limite complessivo: 15 milioni € annui (2027–2029).
Obiettivo: incentivare investimenti comuni e crescita (soprattutto PMI).

Delega su start-up e PMI innovative (art. 24)

Il Governo riceve una delega per creare un Testo Unico su:
start-up innovative,
PMI innovative,
incubatori, acceleratori e filiera collegata.
Obiettivi:
semplificare e unificare la normativa,
eliminare norme obsolete,
migliorare chiarezza e coerenza.
Focus su:
riduzione degli oneri burocratici,
maggiore certezza del diritto,
uso di tecnologie avanzate.
Iter rafforzato (pareri istituzionali) e possibilità di correzioni entro 24 mesi.

Estensione regime pensionati esteri (art. 26)

Riguarda il regime fiscale al 7% per pensionati esteri che si trasferiscono nel Sud Italia.
Durata: fino a 9 anni sui redditi esteri.
Novità:
soglia comuni ampliata da 20.000 a 30.000 abitanti.

Più comuni possono beneficiare del regime → maggiore attrattività territoriale.


LEGGE 11 marzo 2026, n. 34 Legge annuale sulle piccole e medie imprese. (26G00050) (GU Serie Generale n.68 del 23-03-2026)note: Entrata in vigore del provvedimento: 07/04/2026
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Informazione, Formazione e Addestramento

Informazione, Formazione e Addestramento per la Gestione del Personale Aziendale

La gestione del personale aziendale rappresenta uno degli aspetti fondamentali per il successo di qualsiasi organizzazione. In un mondo in cui il mercato e le esigenze aziendali sono in continuo cambiamento, è cruciale che le imprese investano nelle persone e nelle loro competenze per mantenere un ambiente di lavoro produttivo e competitivo. In questo contesto, l’informazione, la formazione e l’addestramento sono strumenti indispensabili per sviluppare e ottimizzare le risorse umane all’interno dell’azienda.

1. Informazione: la base per una gestione efficace

L’informazione è il punto di partenza per una corretta gestione delle risorse umane. Essa consente di creare una cultura aziendale forte e condivisa, in cui ogni membro del team è consapevole delle politiche aziendali, dei valori, delle strategie e degli obiettivi. Un’adeguata trasmissione di informazioni permette di ridurre i margini di errore, aumentare la coesione tra i dipendenti e favorire un clima di trasparenza.

Le modalità di comunicazione devono essere diversificate per raggiungere tutti i livelli dell’organizzazione: dalla comunicazione interna scritta, come e-mail e newsletter aziendali, a riunioni periodiche, sessioni di aggiornamento e piattaforme di intranet aziendali. L’informazione non è solo una questione di diffusione di dati, ma anche di gestione di feedback e ascolto attivo delle necessità e dei suggerimenti del personale.

2. Formazione: lo sviluppo delle competenze

La formazione è il processo che consente ai dipendenti di acquisire nuove competenze, perfezionare quelle già esistenti e mantenere aggiornato il proprio bagaglio professionale in relazione alle evoluzioni del mercato e delle tecnologie. Essa si rivolge sia a chi entra in azienda, per orientarsi nel nuovo ruolo, sia a chi è già parte dell’organizzazione, per supportare la crescita professionale continua.

Un piano di formazione efficace dovrebbe essere personalizzato, in modo da rispondere alle specifiche esigenze dei singoli dipendenti o dei team aziendali. In generale, la formazione può essere suddivisa in diverse aree:

  • Formazione tecnica: riguardante l’acquisizione di competenze specifiche legate al ruolo lavorativo.
  • Formazione manageriale: che mira a sviluppare capacità di leadership, gestione dei team e problem solving.
  • Formazione trasversale: che include competenze trasversali come la comunicazione, la gestione del tempo e l’intelligenza emotiva.

Le modalità formative possono includere corsi in aula, formazione online, workshop pratici, seminari e-learning e coaching individuale. In un contesto aziendale moderno, la formazione continua è fondamentale per mantenere alta la competitività e l’innovazione.

3. Addestramento: l’applicazione pratica delle competenze

Mentre la formazione si concentra sull’acquisizione teorica delle conoscenze, l’addestramento si focalizza sull’applicazione pratica delle stesse competenze in un contesto di lavoro reale. L’addestramento è particolarmente importante per ruoli operativi o tecnici, dove la precisione e l’efficienza sono fondamentali.

Le sessioni di addestramento devono essere orientate alla simulazione di scenari pratici, consentendo ai dipendenti di mettersi alla prova con le attività quotidiane che si troveranno ad affrontare. In molti casi, l’addestramento si svolge affiancando il dipendente a un collega esperto (tutor) che gli mostra come svolgere le mansioni richieste. Questo approccio, noto come “learning by doing”, permette di trasferire conoscenze in modo diretto e immediato.

L’addestramento può essere applicato in diversi settori aziendali, dalla produzione alla gestione delle risorse, fino alla vendita. Ogni area dell’azienda avrà il proprio piano di addestramento mirato a sviluppare le specifiche capacità necessarie.

4. L’interconnessione tra Informazione, Formazione e Addestramento

Nonostante l’informazione, la formazione e l’addestramento possano essere viste come attività distinte, esse sono strettamente interconnesse e devono lavorare in sinergia. L’informazione crea la base per una formazione efficace, mentre la formazione prepara il terreno per un addestramento pratico che permetta di implementare le conoscenze acquisite.

Un’azienda che investe in queste tre aree contribuisce non solo allo sviluppo delle competenze tecniche, ma anche al miglioramento della motivazione e della soddisfazione dei dipendenti. Questo si traduce in una maggiore produttività, una riduzione del turnover e una cultura aziendale solida, in grado di affrontare le sfide future con maggiore resilienza e competenza.

In un contesto aziendale sempre più competitivo, l’informazione, la formazione e l’addestramento non sono solo pratiche di sviluppo delle risorse umane, ma vere e proprie strategie di business. Un’azienda che non investe in queste aree rischia di rimanere indietro rispetto ai concorrenti, con un personale meno preparato e meno motivato. Al contrario, un sistema integrato e ben strutturato che coinvolge tutti i dipendenti in un processo continuo di apprendimento e miglioramento contribuirà a costruire un’organizzazione più forte, capace di adattarsi e crescere in ogni circostanza.

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