Messaggio n. 1836 del 6 maggio 2021

Con il Messaggio n. 1836 del 6 maggio 2021, l’INPS fornisce le indicazioni per accedere all’esonero contributivo disposto in favore dei datori di lavoro dal Decreto Ristori (art. 12, commi 14 e 15, del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito con modificazioni in L. 18 dicembre 2020, n. 176).

I datori di lavoro, al fine di usufruire dell’esonero in argomento, dovranno inoltrare all’INPS, tramite la funzionalità “Contatti” del “Cassetto previdenziale” alla voce “Assunzioni agevolate e sgravi”, selezionando “Sgravi art.3 DL 104/20 e art.12 DL 137/2020”, un’istanza per l’attribuzione del codice di autorizzazione “2Q”, che assume il più ampio significato di “Azienda beneficiaria dello sgravio art.3 DL 104/2020 e dello sgravio art.12 DL 137/2020”, nella quale dovranno dichiarare di aver usufruito nel mese di giugno 2020 delle specifiche tutele di integrazione salariale causale COVID-19 e di non aver fatto richiesta dei medesimi trattamenti per i mesi di novembre, dicembre 2020 e gennaio 2021 riguardanti la medesima matricola o, nel caso di più unità produttive, la medesima unità, nonché l’importo dell’esonero di cui intendono avvalersi, parametrato alle ore di integrazione salariale fruite nel mese di giugno 2020.

La richiesta di attribuzione del suddetto codice di autorizzazione “2Q” deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l’esonero medesimo.

Considerato che i rapporti tra i trattamenti di integrazione salariale e l’esonero contributivo, disciplinati dalla medesima fonte normativa ovvero da fonti diverse, si basano sul principio dell’alternatività, nella medesima finestra temporale, per la medesima unità produttiva, l’azienda deve scegliere se fruire dell’ammortizzatore sociale emergenziale oppure dell’esonero contributivo.

Pertanto, nella medesima finestra temporale, per la medesima unità produttiva, l’azienda può avere accesso esclusivamente all’ammortizzatore sociale emergenziale oppure all’esonero in argomento.

Tale alternatività, espressamente prevista con riferimento alle misure disciplinate dalla medesima fonte normativa, deve essere assicurata anche nel caso in cui le misure in trattazione siano previste da fonti normative diverse, qualora vengano a sovrapporsi nella medesima finestra temporale.

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Conformità norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Conformità con norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro: una revisione generale Osservatorio europeo dei rischi
Rapporto

L’ultimo decennio è stato caratterizzato da rapidi cambiamenti nella struttura, nell’organizzazione e nel controllo del lavoro nell’UE, non da ultimo quelli determinati dall’attuale pandemia.

La nuova ricerca dell’EU-OSHA esamina modi possibili per consentire il rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) e promuovere migliori pratiche in questo contesto.

La rassegna esaustiva della letteratura attuale si incentra su diversi tipi di sostegno, tra cui approcci alla catena di approvvigionamento, bilancio sociale, incentivi alle imprese per la SSL e strategie e pratiche innovative adottate dalle autorità di regolamentazione in materia di SSL.
I principali risultati e le relative implicazioni per le politiche future e per le ulteriori ricerche sono presentati in una relazione finale e in una sintesi, accompagnate da una rassegna della letteratura contenente un’analisi dettagliata.

Lesioni, cattive condizioni di salute e morte non sono mai conseguenze intenzionali del lavoro, ma i dati disponibili che documentano la portata continua dei danni sul lavoro ci ricordano che prevenire queste conseguenze rimane una sfida.

Nonostante gli enormi progressi nella tecnologia e nelle scienze della salute, questa sfida è ancora molto evidente, anche nelle economie di mercato avanzate degli Stati membri dell’Unione europea (UE).

Come in tutti i paesi, i lavoratori continuano a subire lesioni, ammalarsi o morire a causa del proprio lavoro.

Allo stesso tempo, è ampiamente accettato che tale danno sia ampiamente prevenibile.

Le strategie efficaci per ottenere tale prevenzione rimangono elusive, facendo sforzi per sostenere la conformità e ottenere una migliore pratica un obiettivo costante delle politiche nazionali e dell’UE.

Un’ulteriore sfida per le strategie di prevenzione è che le circostanze in cui si verificano danni sul lavoro sono raramente statiche. In effetti, un leitmotiv delle economie avanzate oggigiorno è la velocità di cambiamento nella struttura e nell’organizzazione dell’attività economica e nelle tecnologie che la supportano.

Con ciò derivano continui cambiamenti nella natura e nella distribuzione dei rischi legati al lavoro per la sicurezza e la salute.

Pertanto, anche le politiche, le strategie e le misure effettive per ottenere una prevenzione efficace devono rispondere a queste sfide.

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Vaccinazione anti-Sars-Cov-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro

La nuova pubblicazione, elaborata dall’Inail insieme ai Ministeri del Lavoro e della Salute, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e alla struttura di supporto alle attività del commissario straordinario per l’emergenza, fornisce criteri di tipo quantitativo e qualitativo per definire le priorità della somministrazione nei luoghi di lavoro.

In riferimento al documento “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARSCoV 2/COVID-19 nei luoghi di lavoro”, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione dell’8 aprile 2021 e trasmesso con nota circolare interministeriale 0015126 del 12 aprile 2021, con il presente documento tecnico si intende fornire elementi utili al riscontro dei quesiti posti dalla Conferenza stessa in merito a:

1. definire “puntualmente a partire da quale fase della campagna di vaccinazione (fascia di età) si possa avviare la vaccinazione per le attività economiche e produttive”;

2. definire “altresì quali siano le priorità cui le Regioni devono attenersi: poiché il documento di cui trattasi non indica elementi quantitativi e qualitativi di riferimento ed è pertanto molto probabile che numerosissimi soggetti richiedano alle Regioni di poter avviare attività vaccinali in contesti lavorativi, è imprescindibile che vengano definiti elementi quantitativi (es. numerosità lavoratori/lavoratrici) e qualitativi (es. i settori produttivi a maggior rischio) per evitare che le scelte che ogni regione dovrà fare in relazione alla disponibilità di vaccini possano apparire arbitrarie”.

Relativamente al primo quesito, ferma restando l’indicazione di completare la vaccinazione dei gruppi target per fascia di età e fragilità, previsti dal piano nazionale del Ministero della Salute, approvato con decreto 12 marzo 2021, come richiamata nell’Ordinanza del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID-19 n. 6 del 9 aprile 2021, la campagna vaccinale nei luoghi di lavoro potrà avere inizio, compatibilmente con la disponibilità dei vaccini, in concomitanza con l’avvio della vaccinazione dei soggetti di età inferiore a 60 anni.

I piani aziendali di adesione saranno inviati alle Aziende sanitarie di riferimento, in coerenza con le Indicazioni ad interim sopra menzionate approvate in data 8 aprile (All.1).

Relativamente al quesito di cui al punto 2, va ricordato che l’intera campagna vaccinale viene attuata secondo principi di priorità finalizzati alla tutela delle persone più vulnerabili al COVID-19 per età e/o stato di salute o per rischio di esposizione al contagio.

Relativamente alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 effettuata in ambiente di lavoro, è opportuno ricordare quanto già richiamato in premessa delle citate Indicazioni ad interim e cioè che essa rappresenta innanzitutto un’iniziativa di sanità pubblica; pertanto la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimane in capo al Servizio Sanitario regionale, per il tramite dell’Azienda sanitaria di riferimento.

La vaccinazione nei luoghi di lavoro, con la messa a disposizione di personale, materiali e infrastrutture necessarie, concorre al più celere raggiungimento dell’obiettivo della campagna, ovvero vaccinare tutta la popolazione nel minor tempo possibile, secondo principi di efficienza, efficacia e sicurezza, in coerenza con il piano vaccinale nazionale vigente.

Relativamente al criterio quantitativo richiamato nel quesito, si rileva che iniziative atte a permettere la vaccinazione a numeri consistenti di popolazioni lavorative rappresentano un punto qualificante sia in un’ottica di efficienza dell’attuazione della campagna vaccinale che di coinvolgimento e solidarietà di più aziende operanti, ad esempio, in uno stesso sito produttivo e/o su base territoriale.

Tali iniziative da un lato facilitano l’accesso di piccole aziende, anche con differenti profili di rischiosità, che più difficilmente potrebbero organizzare punti vaccinali autonomi, e dall’altro semplificano l’organizzazione stessa anche nell’ottica di velocizzare la campagna.

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Percorso ORTESICO-riabilitativo

CENTRO PROTESI INAIL. ortesi arto inferiore

Informazioni e indicazioni utili per l’utente rispetto a tutte le fasi di realizzazione del presidio e della riabilitazione, dal momento di ingresso fino alla dimissione.

Le Fasi del Suo Percorso Ortesico-Riabilitativo

Oggi, giorno del Suo arrivo in ricovero, verrà sottoposto alla visita medica di ingresso ed alla valutazione fisiatrica-riabilitativa, nel corso della quale sarà definito il Suo progetto terapeutico-riabilitativo personalizzato.
Gli utenti in prima degenza, se ritenuto necessario, saranno invitati a colloquio a cura dell’équipe psicosociale.

IN CASO DI PRIMA FORNITURA
Il Responsabile tecnico della Linea ortesi arto inferiore, calzature, plantari e protesi del piede, il giorno della prima visita, La convocherà nella sala gessi dove ha eseguito il rilievo delle misure, il calco di gesso negativo dell’arto o il grafico dello stesso e il calco negativo del piede*.
* questa fase potrà svolgersi diversamente nel caso in cui vengano utilizzate altre metodologie di lavoro.

IN CASO DI FORNITURE SUCCESSIVE
Il tecnico della Linea ortesi arto inferiore, calzature, plantari e protesi del piede La convocherà nella sala gessi dove verrà eseguito il rilievo delle misure, il calco di gesso negativo dell’arto o il grafico dello stesso e il calco negativo del piede*.
* questa fase potrà svolgersi diversamente nel caso in cui vengano utilizzate altre metodologie di lavoro.

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Vaccinazione luoghi di lavoro

Vaccinazione nei luoghi di lavoro: indicazioni generali per il trattamento dei dati personali (allegato al provvedimento n. 198 del 13 maggio 2021).

La realizzazione dei piani vaccinali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro è stata prevista dal “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”, firmato in data 6 aprile 2021 dal Governo e dalle parti sociali, e dalle allegate “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID19 nei luoghi di lavoro”, al fine di perseguire la duplice esigenza di concorrere alla rapida attuazione della campagna vaccinale e, in pari tempo, accrescere i livelli di sicurezza nelle realtà lavorative pubbliche e private.

L’iniziativa che forma oggetto del Protocollo “costituisce un’attività di sanità pubblica che si colloca nell’ambito del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 predisposto dal Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica” (punto 1 protocollo cit.).

Al riguardo infatti il Decreto del Ministero della salute 2 gennaio 2021 cha adotta il “Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars/cov-2” nonché il documento allegato “Vaccinazione anti SARS-COV-2/COVID 19 -Piano strategico- Elementi per preparazione e di implementazione della strategia vaccinale” prevedono che “con l’aumentare della disponibilità dei vaccini […] il modello organizzativo vedrà via via un maggiore articolazione sul territorio […] incluso il coinvolgimento […] dei medici competenti delle aziende” (all. n. 1 p. 8 e 9).

La piena attuazione e l’implementazione delle vaccinazioni nei luoghi di lavoro, pubblici e privati, dipenderanno dunque da una serie di fattori contingenti (primo tra tutti, la disponibilità dei vaccini) e di scelte (modelli organizzativi) ancora non del tutto definiti e rimessi a valutazioni che dovranno necessariamente tenere conto dell’andamento generale di una complessa operazione di rilievo nazionale.

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Il trattamento dei dati relativi alle vaccinazioni è necessario per finalità di medicina preventiva e, in pari tempo, di medicina del lavoro (art., 9, par.2, lett. h) e par. 3 del Regolamento).

Tali trattamenti sono infatti espressamente affidati, anche dal protocollo e dalle Indicazioni ad interim, esclusivamente a professionisti sanitari (es. medico competente, altro personale medico o medici Inail, congiuntamente, “il professionista sanitario”).

Il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione presuppone valutazioni cliniche (fin dalla fase di individuazione delle dosi e della tipologia dei vaccini sulla base delle condizioni personali e dell’anamnesi degli interessati) e comporta operazioni (somministrazione e registrazione) che, per propria natura, presuppongono necessariamente la competenza tecnica di personale sanitario dotato di specifica formazione.

Medico competente e vaccinazioni

Protezione dei dati (garante Privacy)
Il ruolo del “medico competente” in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, anche con riferimento al contesto emergenziale.

Considerate le numerose richieste di chiarimenti inviate al Garante, anche da parte di responsabili della protezione dei dati di enti e aziende pubbliche e private, si ritiene opportuno fornire indicazioni generali sul ruolo del medico competente in materia di igiene e sicurezza sul luogo di lavoro nel trattamento dei dati personali dei lavoratori e richiamare le condizioni per assicurare che i trattamenti effettuati, rispettivamente, dal datore di lavoro e dal medico competente, avvengano nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati, della disciplina nazionale di settore e delle norme più specifiche e di maggior tutela che garantiscono la dignità e la libertà degli interessati sui luoghi di lavoro (art. 88 del Regolamento e 113 del Codice) nonché di quelle emanate nel contesto dell’emergenza epidemiologica in corso.

La disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81) individua la funzione del medico competente come autonoma rispetto a quella che deve essere svolta dal datore di lavoro, prevedendo specifici e distinti obblighi nonché le diverse responsabilità di ciascuno e delineando, sotto il profilo della protezione dei dati, l’ambito del rispettivo trattamento.

Nell’evoluzione del quadro nazionale legato all’emergenza epidemiologica la figura del medico competente assume una posizione di maggiore centralità nel contrasto e nel contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 nel contesto lavorativo.

Anche i “nuovi” trattamenti di dati personali, originati dall’emergenza in atto, devono essere effettuati nel rispetto di quel tradizionale riparto di competenze e separazione di ruoli tra il medico competente e il datore di lavoro, in cui risiede il principale elemento di garanzia delle norme che ne disciplinano i compiti e le funzioni.

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Norma: IEC 31010:2019

Guida alle tecniche di valutazione del rischio ELENCO/SCELTA Norma: IEC 31010:2019.
A cura dell’ufficio Ambiente Salute e Sicurezza Uilm Nazionale. Versione Maggio 2021 Rev. 0

Il Documento, estratto dal progetto 2018 della norma e dall’allegato informativo A, illustra le “Tecniche di Valutazione del Rischio“: dalle definizioni delle fasi del processo di VR, alle tecniche / metodi e la scelta opportuna in relazione:
alle fasi del processo
ai fattori del processo.

Questa norma internazionale serve all’applicazione della Norma ISO 31000 e fornisce una guida per la scelta e l’applicazione delle tecniche sistematiche per la valutazione del rischio.

La valutazione del rischio effettuata in conformità a questa norma rientra nell’ambito più ampio della gestione dei rischi.

In questa Norma si presenta l’applicazione di diverse tecniche, con riferimento specifico ad altre norme internazionali dove il concetto e l’applicazione delle singole tecniche sono descritte in maggior dettaglio.

La seconda edizione del 2019 annulla e sostituisce la prima edizione pubblicata nel 2009.

Questa edizione costituisce una revisione tecnica. Questa edizione include le seguenti modifiche significative rispetto alla precedente edizione:
maggiori dettagli sul processo di pianificazione, implementazione, verifica e convalida dell’uso delle tecniche;
il numero e il campo di applicazione delle tecniche sono stati aumentati;
i trattati nella norma ISO 31000 non sono più riportati in questa norma.

Data di pubblicazione: 3.06.2019. Comitato Tecnico: CT 56

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