FIR digitale, FAQ ASR 2025, Bando ESG, Energy Manager

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News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 13 del 14 Aprile 2026.

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FIR digitale: chiusura delle modalità operative

Il 31 marzo 2026 è stato pubblicato sul portale RENTRI e sul sito dell’Albo nazionale gestori ambientali l’avviso che comunica la cessazione delle modalità operative di sicurezza per la gestione del FIR digitale, a … LEGGI TUTTO


Nomina Energy Manager 2026: Scadenza 30 Aprile

Le imprese e gli enti con consumi energetici elevati devono nominare entro il 30 aprile 2026 il Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, noto come Energy Manager. Questa … LEGGI TUTTO


Bando ESG, ENERGIA E DIGITALE 2026

CCIAA Trento – Bando ESG, ENERGIA E DIGITALE 2026. Le domande devono essere presentate: dalle ore 09.00 del 18 maggio alle 16.00 del 22 maggio 2026 tramite la piattaforma Restart, … LEGGI TUTTO


AI Literacy e AI Act: obblighi, formazione e compliance

AI Literacy e AI Act: obblighi, formazione e compliance per le aziende L’AI literacy (alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale) è oggi un requisito fondamentale per tutte le aziende che sviluppano o utilizzano …LEGGI TUTTO


Certificato medico di infortunio telematico

Dal 13 maggio 2026 è disponibile una nuova versione del servizio online “Certificati medici infortunio” che semplifica la redazione del certificato di infortunio da parte dei medici attraverso la riduzione …LEGGI TUTTO


Sviluppo competenze specialistiche delle Pmi

L’incentivo per la formazione del personale dipendente delle imprese del Mezzogiorno. L’incentivo “Sviluppo competenze specialistiche delle Pmi” favorisce la crescita competitiva delle imprese nelle regioni del Mezzogiorno attraverso l’acquisto di …LEGGI TUTTO


Legge PMI 2026

Nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026 è stata pubblicata la Legge 11 marzo 2026, n. 34, recante misure per il sostegno e la competitività delle Piccole e …LEGGI TUTTO


FAQ ufficiali ASR 2025

Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 in materia di formazione: arrivano le FAQ ufficiali del 27 marzo 2026 Elaborate dal gruppo interistituzionale composto da rappresentanti della stessa Direzione Generale, dell’INAIL, dell’INL …LEGGI TUTTO


ASR 2025 Sicilia, bando Ismea, La Nuova Sabatini, Start-up

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 12 del 1 Aprile 2026. ASR 2025 Sicilia, bando Ismea, La Nuova Sabatini, Start-up. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non …LEGGI TUTTO


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FIR digitale: chiusura delle modalità operative

Il 31 marzo 2026 è stato pubblicato sul portale RENTRI e sul sito dell’Albo nazionale gestori ambientali l’avviso che comunica la cessazione delle modalità operative di sicurezza per la gestione del FIR digitale, a decorrere dalle ore 00.00 del 14 aprile 2026.

Considerato che la legge n. 26 del 27 febbraio 2026 prevede che dal 1° marzo al 15 settembre il FIR può essere emesso in formato digitale o cartaceo, a scelta del produttore/detentore, dal 14 aprile al 15 settembre 2026 gli iscritti al RENTRI possono emettere il FIR nelle seguenti modalità:

– digitale: resta digitale fino all’accettazione; trasportatore e destinatario lo gestiscono digitalmente; la stampa non sostituisce il FIR digitale; è obbligatoria la trasmissione dati al RENTRI per i rifiuti pericolosi;

– cartaceo: gestito interamente su supporto cartaceo da tutti i soggetti coinvolti. La scelta spetta al produttore/detentore e tutta la filiera deve usare la stessa modalità. Dal 16 settembre 2026 il FIR digitale diventa obbligatorio per tutti gli iscritti al RENTRI.

La scelta spetta al produttore/detentore e tutta la filiera dovrà usare la stessa modalità.

Dal 16 settembre 2026 il FIR digitale diventa obbligatorio per tutti gli iscritti al RENTRI.


Novità della Legge 26/2026: focus sul periodo transitorio

La Legge 27 febbraio 2026, n. 26, nota come “Milleproroghe 2026”, converte con modificazioni il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, prorogando numerosi termini normativi in ambiti fiscali, ambientali e amministrativi. Entrata in vigore il 1° marzo 2026, introduce periodi transitori per facilitare l’adeguamento alle nuove regole.

Periodo transitorio RENTRI e FIR digitale

La principale novità riguarda il sistema RENTRI per la tracciabilità dei rifiuti: fino al 15 settembre 2026, operatori obbligati possono usare il FIR cartaceo in alternativa al digitale, con sanzioni differite alla stessa data. Questo “doppio binario” vincola l’intera filiera (produttore, trasportatore, destinatario) a un unico formato, favorendo una transizione graduale e testando la piattaforma digitale.

Altre proroghe transitorie rilevanti

  • Sanità e formazione: Obbligo di formazione continua per operatori sanitari prorogato al 31 dicembre 2028 per il triennio 2023-2025; ricetta elettronica a regime con invio NRE via email.

  • Enti locali: Funzioni vicesegretari in piccoli comuni (<3.000 abitanti) fino a 12 mesi; tariffe rifiuti tempestive se caricate entro 6 marzo 2026.

  • Lavoro e PA: Assunzioni e mobilità prorogate (es. dirigenti fiscali al 31 dicembre 2028); permessi sindacali compensati tra 2025 e 2026.

Impatti pratici

Queste misure evitano sanzioni immediate, dando tempo per adeguamenti tecnologici e burocratici, soprattutto per imprese nel settore rifiuti e PA. Il periodo transitorio bilancia innovazione digitale con flessibilità operativa fino a settembre 2026

Nomina Energy Manager 2026: Scadenza 30 Aprile

Le imprese e gli enti con consumi energetici elevati devono nominare entro il 30 aprile 2026 il Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, noto come Energy Manager. Questa figura è obbligatoria per i soggetti industriali che superano i 10.000 tep/anno (tonnellate equivalenti di petrolio) e per gli altri settori oltre i 1.000 tep/anno.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ricordato che il prossimo 30 aprile rappresenta il termine ultimo per la nomina dell’Energy Manager. Questa figura, introdotta dalla Legge 10/91, riveste un ruolo cruciale nella pianificazione energetica aziendale, supportando il management nell’adozione di politiche di efficientamento e sostenibilità.

Obblighi e Procedura

La nomina è annuale e va comunicata tramite la piattaforma NEMO gestita dalla FIRE (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia), per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Anche le aziende non obbligate possono procedere volontariamente per ottimizzare la gestione energetica e accedere a benefici come i certificati bianchi.

Importanza Strategica

L’Energy Manager supporta decisioni aziendali per ridurre i consumi e migliorare l’efficienza, evitando sanzioni in caso di inadempienza. La FIRE pubblica annualmente l’elenco dei nominati, promuovendo il ruolo professionale.

Le sanzioni per la mancata nomina dell’Energy Manager sono amministrative pecuniarie, come previsto dall’art. 34 comma 8 della Legge 9 gennaio 1991 n.10, aggiornato dal D.P.R. 380/2001 art. 132 comma 8. L’importo va da 5.164 euro a 51.645 euro.

Applicazione e Eccezioni

Queste sanzioni si applicano per inosservanza dell’obbligo di nomina e comunicazione entro il 30 aprile tramite portale NEMO della FIRE. Non sono previste per errori formali di compilazione, purché l’invio sia tempestivo; è possibile rettificare i dati senza perdere la validità della data di primo invio.

Conseguenze Aggiuntive

Oltre alle multe, la mancata nomina esclude da incentivi come i certificati bianchi e può complicare l’accesso a progetti di efficienza energetica. Le dichiarazioni false comportano responsabilità penali separate.

Competenze Tecniche

È essenziale la conoscenza delle normative (Legge 10/1991, D.Lgs. 102/2014, UNI CEI 11339), analisi dei dati energetici, project management e strumenti IT per monitorare consumi. Figure certificate come EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) sono preferite, ma non mandatory.

Qualità Professionali

Servono abilità trasversali come problem solving, leadership, negoziazione e familiarità con rinnovabili e incentivi come i certificati bianchi. Può essere un dipendente interno o consulente esterno.

Fonte: redazione Portaleconsulenti.it Albanese Pellegrino

Bando ESG, ENERGIA E DIGITALE 2026

CCIAA Trento – Bando ESG, ENERGIA E DIGITALE 2026.

Le domande devono essere presentate: dalle ore 09.00 del 18 maggio alle 16.00 del 22 maggio 2026 tramite la piattaforma Restart, tassativamente firmate digitalmente su apposito modulo unitamente a tutti gli allegati.

Data apertura: 18/05/2026
Data chiusura: 22/05/2026

Cos’è

La Camera di Commercio di Trento mette a disposizione un contributo a fondo perduto per attività di formazione e consulenza in merito alle tecnologie digitali, allo sviluppo sostenibile secondo i criteri ESG, oltre che per l’attivazione di percorsi di certificazione e per percorsi efficientamento energetico.

A chi si rivolge

Il bando è rivolto alle MPMI con sede in provincia di Trento.

Cosa prevede

L’agevolazione consiste nella corresponsione di contributi a fondo perduto.
Le risorse messe a disposizione dalla Camera di Commercio per il presente bando ammontano ad Euro 550.000,00.
Il contributo sarà pari al 70% delle spese ammissibili e rendicontate, per un importo massimo per singola impresa di Euro 9.000,00.
Il progetto dovrà avere una spesa minima rendicontata pari a Euro 2.000,00.
Sono ammissibili le spesi di acquisto di hardware e software nel limite del 30% delle spese di formazione e consulenza. Per le attività di formazione l’importo massimo ammissibile è di 120,00 €/h.
Aiuti concessi in regime di “de minimis”.

Sono ammesse le spese fatturate e liquidate a partire dalla data di ricezione della PEC di ammissione della domanda e fino al 180° giorno successivo a tale data. Sulle fatture di pagamento dovrà essere obbligatoriamente indicato il codice CUP assegnato in fase di ammissione della domanda Il pagamento dovrà avvenire con bonifico dal quale risultino numero, data fattura e CUP.

La rendicontazione deve essere effettuata:
– entro 190 giorni dalla data di ricezione della PEC di ammissione della domanda (cioè entro massimo 10 gg naturali consecutivi dalla conclusione dell’intervento e dall’avvenuto pagamento delle fatture);
– su apposito modulo unitamente a tutti gli allegati;
– tassativamente firmata digitalmente.

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AI Literacy e AI Act: obblighi, formazione e compliance

AI Literacy e AI Act: obblighi, formazione e compliance per le aziende

L’AI literacy (alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale) è oggi un requisito fondamentale per tutte le aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. Con l’introduzione dell’AI Act europeo, la formazione sull’AI non è più facoltativa, ma diventa parte integrante della strategia di compliance aziendale.

Il regolamento impone infatti percorsi formativi proporzionati ai rischi e ai ruoli, con l’obiettivo di ridurre errori operativi, violazioni normative e criticità organizzative.

Cos’è l’AI Literacy e perché è obbligatoria

L’AI literacy indica la capacità di comprendere come funzionano i sistemi di intelligenza artificiale, quali sono i loro limiti e quali rischi comportano.

Oggi strumenti come:

  • chatbot per il customer care
  • software di analisi dati
  • sistemi di supporto alle decisioni
  • generatori automatici di contenuti

sono sempre più diffusi nei processi aziendali. Tuttavia, un utilizzo non consapevole può generare rischi significativi in termini:

  • etici (bias e discriminazioni)
  • legali (violazioni normative)
  • economici (decisioni errate)
  • di sicurezza e cybersecurity

Per questo motivo, l’AI Act richiede alle organizzazioni di garantire un adeguato livello di consapevolezza e competenza interna.

Formazione AI obbligatoria: cosa devono sapere i dipendenti

Secondo il regolamento europeo, chi utilizza sistemi di AI deve essere in grado di:

  • comprendere i principi base (machine learning, reti neurali, modelli linguistici)
  • conoscere l’utilizzo dell’AI nei processi aziendali
  • valutare rischi e benefici con approccio critico
  • rispettare gli obblighi normativi e di compliance

In pratica, una persona “AI literate” deve sapere:

  • quali dati alimentano un sistema
  • quanto è affidabile un algoritmo
  • quando può emergere un bias
  • quando è necessaria la supervisione umana

AI Act: perché la formazione è centrale nella normativa

L’AI Act è il primo regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e introduce un approccio basato sul rischio.

L’obiettivo è bilanciare:

  • innovazione tecnologica
  • tutela dei diritti fondamentali
  • sicurezza dei sistemi digitali

All’interno di questo quadro, la formazione AI diventa un elemento chiave per garantire un utilizzo responsabile delle tecnologie.

Classificazione dei sistemi AI: i livelli di rischio

Il regolamento distingue quattro livelli di rischio:

  • Rischio inaccettabile → sistemi vietati
  • Alto rischio → obblighi rigorosi (controlli, trasparenza, supervisione)
  • Rischio limitato → obblighi di trasparenza
  • Rischio minimo → requisiti ridotti

 La formazione obbligatoria varia in base a questa classificazione: più alto è il rischio, maggiore sarà il livello di competenze richieste.

Quando entra in vigore l’obbligo di formazione AI

L’AI Act è entrato in vigore nel 2024, ma le disposizioni sono applicate gradualmente.

 L’obbligo di promuovere l’AI literacy è attivo dal 2 febbraio 2025.

Da quel momento, la formazione sull’intelligenza artificiale diventa parte integrante della compliance, al pari di:

  • GDPR (protezione dati)
  • cybersecurity
  • sicurezza informatica

Quali aziende devono adeguarsi

L’obbligo riguarda tutte le organizzazioni che operano nel mercato europeo e utilizzano sistemi AI, tra cui:

  • startup e PMI
  • aziende di ecommerce
  • agenzie di marketing
  • società di consulenza
  • studi professionali
  • grandi imprese

 Importante: la normativa si applica sia a chi sviluppa AI (provider) sia a chi la utilizza (deployer), anche tramite strumenti di terze parti.

Chi deve fare la formazione AI in azienda

La formazione non riguarda solo figure tecniche, ma tutte le persone coinvolte nell’uso dell’AI:

  • HR e risorse umane
  • marketing e comunicazione
  • vendite
  • customer care
  • manager e dirigenti
  • sviluppatori e IT

Anche chi utilizza strumenti AI integrati nei software aziendali deve comprenderne il funzionamento e i rischi.

AI Act e aziende extra-UE: principio di extraterritorialità

Come il GDPR, anche l’AI Act si applica alle aziende fuori dall’Unione Europea se i loro sistemi impattano su cittadini o mercati europei.

Questo significa che anche società internazionali devono garantire formazione AI adeguata.

Come organizzare la formazione AI in azienda

Non esiste un modello unico: la formazione deve essere proporzionata al rischio e al contesto aziendale.

Un programma efficace dovrebbe includere:

1. Competenze tecniche di base

  • funzionamento dei sistemi AI
  • dati e algoritmi

2. Normativa e compliance

  • AI Act
  • responsabilità legali
  • gestione dei rischi

3. Aspetti etici e organizzativi

  • bias e discriminazioni
  • impatto sui processi decisionali
  • governance dell’AI

 Fondamentale anche:

  • documentare la formazione (audit)
  • aggiornare periodicamente i contenuti

Strumenti per la formazione AI

Le aziende possono utilizzare diversi strumenti:

  • piattaforme e-learning (scalabili e tracciabili)
  • corsi online certificati
  • workshop e formazione in presenza
  • programmi interni di AI governance

L’integrazione tra formazione teorica e pratica è la soluzione più efficace.

Rischi e sanzioni senza AI Literacy

L’AI Act non prevede sanzioni dirette specifiche per la formazione, ma il mancato rispetto del regolamento può comportare:

  • multe fino a 35 milioni di euro o 7% del fatturato globale
  • danni reputazionali
  • contenziosi legali
  • perdita di fiducia da parte di clienti e partner

Inoltre, un uso scorretto dell’AI può generare:

  • decisioni errate
  • discriminazioni
  • violazioni dei diritti fondamentali

La formazione diventa quindi una vera misura di prevenzione del rischio.

AI literacy come leva strategica

L’AI Act introduce un principio chiave:
l’intelligenza artificiale non può essere utilizzata senza comprenderne le conseguenze.

Per le aziende, questo significa integrare:

  • innovazione tecnologica
  • formazione continua
  • compliance normativa

Investire nell’AI literacy non è solo un obbligo, ma una leva strategica per:

  • ridurre i rischi
  • migliorare i processi decisionali
  • aumentare la competitività

certificato medico di infortunio telematico

Dal 13 maggio 2026 è disponibile una nuova versione del servizio online “Certificati medici infortunio” che semplifica la redazione del certificato di infortunio da parte dei medici attraverso la riduzione dei campi obbligatori, l’eliminazione di campi non essenziali, la razionalizzazione delle tipologie e delle diciture del certificato nonchè l’introduzione dell’obbligo di fornire almeno un recapito di contatto del lavoratore per agevolare le comunicazioni relative alla pratica.

La nuova versione è operativa nelle tre modalità di trasmissione già in uso:

  • servizio online
  • invio offline tramite file
  • cooperazione applicativa/interoperabilità.

Per gli utenti che utilizzano la modalità online, l’aggiornamento è disponibile direttamente nel servizio senza necessità di interventi.

Gli utenti che trasmettono i certificati in modalità offline ovvero tramite il file in formato .xml, invece, devono adeguare i propri sistemi entro il 13 maggio 2026 avvalendosi della documentazione tecnica (manuale utente, cronologia versioni, XML schema e specifiche tecniche) disponibile nella sezione “Certificato medico di infortunio – Supporto al servizio online”.

Anche gli utenti che operano in interoperabilità/cooperazione applicativa devono adeguare i propri sistemi e possono consultare la documentazione nel “Catalogo Servizi per l’Interoperabilità e la Cooperazione Applicativa”, relativa al servizio Rest “CMI–CertificatoMedicoInfortunio” (sezioni “Specifiche servizio” e “Risorse”).

Il mancato adeguamento dei sistemi può determinare errori bloccanti al momento dell’invio per il mancato inserimento di un recapito di contatto e aggiornamento dei campi non più previsti o non più obbligatori.

In caso di necessità, è possibile usufruire del servizio “Inail risponde” per avere chiarimenti o chiedere una verifica del file da trasmettere in modalità offline allegandolo alla richiesta di supporto. Nel form da compilare è necessario valorizzare i campi obbligatori con i seguenti valori: Categoria “Prestazioni”, Sottocategoria “Assistenza Servizi Online”, Oggetto “Certificato medico per infortunio”.

È, inoltre, possibile contattare il Contact Center Inail allo 06.6001, sia da rete fissa che mobile, secondo il piano tariffario previsto dal gestore telefonico dell’utente.


Certificato medico di infortunio – Supporto al servizio online

Sviluppo competenze specialistiche delle Pmi

L’incentivo per la formazione del personale dipendente delle imprese del Mezzogiorno. L’incentivo “Sviluppo competenze specialistiche delle Pmi” favorisce la crescita competitiva delle imprese nelle regioni del Mezzogiorno attraverso l’acquisto di servizi di formazione. Promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è gestito da Invitalia ed è finanziato dal Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, Azione 1.4.1. La dotazione è di 50 milioni di euro.

A CHI SI RIVOLGE

Si rivolge alle piccole e medie imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, in possesso dei requisiti previsti dal Decreto ministeriale 4 settembre 2025 e dal Decreto direttoriale 26 gennaio 2026. Le domande possono essere presentate anche nell’ambito di progetti integrati sovraregionali.

COSA SI PUÒ FARE

I contributi finanziano prestazioni specialistiche per attività di formazione del personale dipendente delle Pmi, con l’obiettivo di accrescere le competenze in tema di innovazione tecnologica e transizione verde e digitale.

LE AGEVOLAZIONI

Il contributo, concesso nel rispetto del regolamento de minimis, copre il 50% delle spese ammissibili. Per i progetti integrati sovraregionali è prevista una maggiorazione del 20% per micro e piccole imprese e del 10% per le medie imprese.

PRESENTA LA DOMANDA

È possibile presentare la domanda dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.