Privacy e green pass, rifiuti, Rischio Biomeccanico

News sicurezza ambiente qualità  E-learning HSE, Banca dati Newsletter 35 del 13 Ottobre 2021, Privacy e green pass, rifiuti, Rischio Biomeccanico.

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Garante privacy: modalità di verifica del green pass

 

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso, in via d’urgenza, parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce nuove modalità di verifica del green pass in ambito lavorativo ……LEGGI TUTTO


 

Piano di emergenza esterna e rifiuti

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 agosto 2021 Approvazione delle linee guida per la predisposizione del piano di emergenza esterna e per la relativa informazione della popolazione per …LEGGI TUTTO


RISCHIO BIOMECCANICO

 

METODOLOGIE INNOVATIVE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOMECCANICO INAIL 2021 Malattie e disturbi muscoloscheletrici da sovraccarico biomeccanico (DMS) sono assai diffusi tra i lavoratori. In Italia nel 2020 le malattie …LEGGI TUTTO


Storie di vite che si incrociano

 

Pubblicazione realizzata da Inail Direzione regionale Campania Scholas Occurrentes Università degli Studi di Napoli Parthenope, Dipartimento di scienze motorie e del benessere La cultura dell’incontro, del confronto e dell’inclusione sono …LEGGI TUTTO


SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE NEOPLASIE A BASSA FRAZIONE EZIOLOGICA

 

RENALOCCAM IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE NEOPLASIE A BASSA FRAZIONE EZIOLOGICA Manuale INAIL 2021 “La monografia presenta i risultati dell’attività scientifica frutto dell’Accordo di collaborazione fra Inail e Istituto per …LEGGI TUTTO


Formazione antincendio decreto

 

DECRETO 2 settembre 2021 Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo. Gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza, Informazione e formazione dei lavoratori, Designazione degli addetti al servizio antincendio, Formazione ed aggiornamento degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza, Requisiti dei docenti. …LEGGI TUTTO


Smartphone: attenzione al microfono sempre acceso

 

Il Garante Privacy avvia un’indagine sulle app “rubadati” e sul mercato dei dati Microfoni degli smartphone sempre accesi a carpire informazioni rivendute poi a società per fare proposte commerciali. Un …LEGGI TUTTO


Manutenzione antincendio, Brevetti, infortuni a scuola

 

News sicurezza ambiente qualità  E-learning HSE, Banca dati Newsletter 33 del 30 Settembre 2021, Manutenzione antincendio, Brevetti, infortuni a scuola. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare …LEGGI TUTTO


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Newsletter 35 del 13 Ottobre 2021

Garante privacy: modalità di verifica del green pass

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso, in via d’urgenza, parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce nuove modalità di verifica del green pass in ambito lavorativo pubblico e privato.


Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare di concerto con il Ministro della salute, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e il Ministro dell’economia e delle finanze, tiene conto delle interlocuzioni con l’Ufficio del Garante al fine di assicurare, nel rispetto della libertà di scelta in ambito vaccinale, sia il corretto adempimento degli obblighi di verifica da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, sia il rispetto della disciplina di protezione dei dati personali e della disciplina di settore, europea e nazionale, in materia di certificazioni verdi, analogamente a quanto già previsto per le verifiche del Green pass per il personale scolastico.

Lo schema sottoposto all’Autorità prevede, in particolare, che l’attività di verifica del possesso delle certificazioni verde Covid-19 possa essere effettuato anche attraverso modalità alternative all’app VerificaC19, quali l’impiego di un pacchetto di sviluppo per applicazioni (SDK), rilasciato dal Ministero con licenza open source, da integrare nei sistemi di controllo degli accessi ovvero, per i datori di lavoro pubblici e privati, mediante l’utilizzo di una specifica funzionalità della Piattaforma NoiPA o del Portale istituzionale INPS.

Infine è previsto, solo le p.a. con più di mille dipendenti, un servizio di interoperabilità applicativa con la Piattaforma nazionale-DGC.

L’attività di verifica non dovrà comportare la raccolta di dati dell’interessato in qualunque forma, ad eccezione di quelli strettamente necessari, in ambito lavorativo, all’applicazione delle misure derivanti dal mancato possesso della certificazione. Il sistema utilizzato per la verifica del green pass non dovrà conservare il QR code delle certificazioni verdi sottoposte a verifica, né estrarre, consultare registrare o comunque trattare per altre finalità le informazioni rilevate.

Per quanto riguarda la verifica mediante la Piattaforma NoiPa (per le Pa aderenti), il Portale dell’Inps (per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti non aderenti a NoiPa) o mediante interoperabilità applicativa, la Piattaforma nazionale- DGC consentirà di visualizzare la sola informazione del possesso o meno di un green pass valido.

Potranno essere sottoposti al controllo solo i lavoratori effettivamente in servizio per i quali è previsto l’accesso al luogo di lavoro, escludendo i dipendenti assenti per ferie, malattie, permessi o che svolgono la prestazione lavorativa in modalità agile.

I dipendenti dovranno essere opportunamente informati dal proprio datore di lavoro sul trattamento dei dati attraverso una specifica informativa.

Per quanto riguarda le funzionalità disponibili sulla piattaforma NoiPa e sul Portale Inps dovranno essere adottate misure tecniche e organizzative per garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi presentati dai trattamenti.

La verifica mediante interoperabilità applicativa sarà invece resa disponibile ai datori di lavori mediante un’apposita convenzione con il Ministero della salute.

Roma, 12 ottobre 2021

fonte garante privacy

Piano di emergenza esterna e rifiuti

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 agosto 2021

Approvazione delle linee guida per la predisposizione del piano di emergenza esterna e per la relativa informazione della popolazione per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. (21A05813) (GU Serie Generale n.240 del 07-10-2021)


In seguito ai numerosi incendi che hanno interessato interessano diversi impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, con conseguenti ripercussioni sulla gestione dell’intero sistema locale di protezione civile, sono state predisposte le presenti Linee Guida relativa alla pianificazione di emergenza esterna ed alla relativa informazione alla popolazione.

Le linee guida contengono, in particolare, le indicazioni per una procedura di intervento da attuare secondo livelli progressivi, con la finalità di definire in maniera sintetica e puntuale le modalità operative di intervento per la gestione dell’emergenza connessa ai possibili eventi incidentali occorrenti negli impianti di stoccaggio e trattamento, quali ad esempio gli incendi, con formazione e diffusione di sostanze inquinanti all’esterno dell’impianto stesso.

Le presenti linee guida sono, pertanto, strutturate in tre parti:
x una parte contenente un metodo ad indici per la determinazione speditiva della distanza di attenzione, ai fini della Pianificazione di emergenza esterna;

x una metodologia speditiva per la realizzazione di detta pianificazione a livello provinciale,

x schede contenenti dati relativi al gestore, agli elementi critici dei singoli impianti, agli elementi territoriali ed ambientali vulnerabili, finalizzati a fornire elementi utili in fase di
attuazione del PEE.

Le presenti linee guida sono applicabili agli impianti che effettuano stoccaggio dei rifiuti ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. aa) del d.lgs. 152/2006, agli impianti che svolgono uno o più operazioni di trattamento dei rifiuti ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. s) del d.lgs. 152/2006, nonché ai centri di raccolta comunali e intercomunali, autorizzati secondo le modalità previste dal medesimo decreto.

Ai fini dell’identificazione degli enti titolari delle autorizzazioni si rimanda alle disposizioni normative di settore (D.lgs 152/2006 e s.m.i., D.M. Ambiente 8 aprile 2008 e s.m.i) nonché alle eventuali deleghe disposte con provvedimenti regionali.

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RISCHIO BIOMECCANICO

METODOLOGIE INNOVATIVE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOMECCANICO

INAIL 2021

Malattie e disturbi muscoloscheletrici da sovraccarico biomeccanico (DMS) sono assai diffusi tra i lavoratori.

In Italia nel 2020 le malattie professionali del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo hanno rappresentato il 69% del totale delle malattie denunciate all’Inail.

Il lavoro caratterizzato da movimenti ripetitivi è stato responsabile del 64% dei casi di patologie di origine lavorativa degli arti superiori, mentre la movimentazione dei carichi pesanti ha determinato circa il 55% dei casi di patologie della schiena (banca dati Inail).

Molti fattori possono contribuire, singolarmente o in associazione, all’instaurarsi di una condizione di sovraccarico biomeccanico e quindi alla comparsa dei DMS.

Le attività di lavoro critiche sono principalmente il sollevamento manuale di carichi pesanti, le attività di spinta e traino, le attività ripetitive e quelle che richiedono il mantenimento di posture incongrue e/o statiche.

Nel corso degli ultimi trent’anni sono stati sviluppati diversi metodi di valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico, ripresi all’interno degli standard internazionali ISO 11228, ISO 11226, ISO/TR 12295 e 12296 volti ad identificare le attività lavorative ad alto rischio e a valutare l’efficacia di interventi ergonomici di concezione o di correzione.

Tra i più noti, la Revised Niosh lifting equation (RNLE), il Rapid upper limb assessment (RULA), il Rapid entire body assessment (REBA), l’Occupational repetitive actions (OCRA), il Revised strain index (RSI) e l’Hand activity level (ACGIH – HAL).

Ognuno di questi metodi è stato pensato per specifici ambiti di applicazione, tenendo conto delle diverse caratteristiche lavorative e organizzative e, pur presentando molti vantaggi (economicità, non invasività, rapidità di applicazione, ecc.), nello stesso tempo presenta anche delle limitazioni.

Il principale limite riguarda l’alta soggettività, riscontrata in vari studi di letteratura e tutt’ora oggetto di discussione scientifica, nell’assegnazione dei punteggi che determinano il livello di rischio finale.

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Metodologie innovative per la valutazione del rischio biomeccanico” è il primo di una serie di fact sheet realizzati dal Laboratorio di Ergonomia e Fisiologia del DiMEILA nell’ambito della Campagna europea EU-OSHA 2020-2022 “Alleggeriamo il carico!” e presenta le nuove metodologie di valutazione del rischio biomeccanico – Sistemi optoelettronici, Sensori inerziali (Intertial Measurement Units, IMUs) ed Elettromiografia di superficie (EMGs) – quantitative, oggettivabili e ripetibili che permettono di identificare il rischio anche nei moderni scenari lavorativi dove si sta sempre più diffondendo l’utilizzo di esoscheletri da parte dei lavoratori e la condivisione degli spazi lavorativi con i cobot.

Storie di vite che si incrociano

Pubblicazione realizzata da Inail Direzione regionale Campania Scholas Occurrentes Università degli Studi di Napoli Parthenope, Dipartimento di scienze motorie e del benessere


La cultura dell’incontro, del confronto e dell’inclusione sono gli elementi chiave che formano il metodo integrato di Scholas Occurrentes applicato al progetto di reinserimento sociale realizzato con Inail Campania.

La missione di Scholas è quella di trasformare il mondo in una società inclusiva, attraverso una migliore educazione ed integrazione delle comunità, focalizzandosi su quelle con minori risorse, coinvolgendo tutte le parti sociali, dalle scuole fino alle reti educative di tutto il mondo partendo da proposte educative, sportive e artistiche.

L’esperienza proposta mira a creare momenti di condivisione sociale, per costruire una cultura dell’incontro, del confronto, dell’inclusione e della pace, attraverso sette valori fondamentali: rispetto, identità, onestà, lavoro di squadra, sforzo, spirito solidale, resilienza.

Oggi, venti anni dopo la sua prima esperienza a Buenos Aires, voluta dall’allora Arcivescovo della città Jorge Bergoglio, ora Papa Francesco, Scholas è un’organizzazione internazionale di diritto pontificio con sede in Argentina, Città del Vaticano, Cile, Colombia, Spagna, Haiti, Italia, Messico, Mozambico, Panama, Paraguay, Portogallo, Romania e Stati Uniti; è presente con la sua rete in 190 Paesi integrando oltre 500 mila centri educativi e raggiungendo oltre un milione di bambini e giovani in tutto il mondo.

Le storie narrate svolgono, dunque, una funzione di empowerment che è rivolta sempre almeno verso due soggetti: l’autobiografo e l’uditore.

Esse consentono infatti di conquistare una migliore consapevolezza di sé e di acquisire il controllo di scelte, decisioni ed azioni, riappropriandosi nel racconto della propria paternità. L’ascoltatore/lettore, dall’altro canto, attraverso l’attivazione di meccanismi di empatia suscitati dalla parola scritta o pronunciata, si situa in quel ‘là ed allora’ del narratore, immedesimandosi nel racconto e formandosi sia sul piano cognitivo che su quello emotivo, rispetto al vissuto condiviso.

SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE NEOPLASIE A BASSA FRAZIONE EZIOLOGICA

RENALOCCAM IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE NEOPLASIE A BASSA FRAZIONE EZIOLOGICA

Manuale INAIL 2021

“La monografia presenta i risultati dell’attività scientifica frutto dell’Accordo di collaborazione fra Inail e Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica di Firenze finalizzata all’attuazione del sistema di monitoraggio per la sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali a bassa frazione eziologica previsto dall’art.244 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. .

Il d.lgs. 81/2008, in attuazione dell’art. 1 della l. 123/2007, ha riordinato il quadro normativo di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

In particolare per i temi della sorveglianza epidemiologica e della registrazione dei tumori di origine professionale, la norma prevede all’art. 244 l’istituzione di un Registro nazionale dei casi di neoplasia di sospetta origine professionale presso l’Inail, con un ruolo centrale delle Regioni e Province autonome attraverso i Centri operativi regionali (COR) nell’identificazione dei casi e nella definizione delle circostanze di esposizione professionale coinvolte nell’eziologia.

All’Inail sono assegnati i ruoli di destinatario dei flussi e di ente di riferimento per l’intero sistema nazionale.

Il Registro nazionale dei casi di neoplasia di sospetta origine professionale si articola in tre sezioni:
▪ Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM);
▪ Registro nazionale dei tumori nasali e sinusali (ReNaTuNS);
▪ Registro nazionale delle neoplasie a bassa frazione eziologica (ReNaLOCCAM).

I registri dei tumori professionali ad alta frazione eziologica (ReNaM e ReNaTuNS) hanno iniziato la loro attività già da qualche anno e il flusso per la rilevazione dei dati è ormai consolidato.

La ricerca attiva dei tumori professionali a bassa frazione eziologica, invece, presenta difficoltà ad avviarsi a causa della componente eziologica professionale più bassa rispetto ai mesoteliomi e ai tumori naso-sinusali e al gettito complessivo di casi per anno molto rilevante (tumori del polmone, della vescica, della laringe, leucemie e linfomi, oltre ai carcinomi cutanei e ai melanomi) [1,2].

L’obiettivo di questo manuale è standardizzare le procedure del flusso informativo che comprende la raccolta dei dati e la stima dei rischi per sede neoplastica e comparto lavorativo, e l’approfondimento delle occasioni di esposizione.

Tale approfondimento, momento fondamentale per la definizione del caso, prevede la scelta di criteri per la selezione dei casi da analizzare, la raccolta di informazioni aggiuntive acquisite mediante apposita intervista, la definizione dell’esposizione per l’accertamento dell’origine professionale.

Questo volume intende rappresentare un testo di riferimento per i Centri operativi regionali (COR-TP) che si accingono ad avviare metodi di ricerca attiva per l’identificazione dei casi di tumore a bassa frazione eziologica utilizzando i risultati prodotti con il metodo noto in letteratura come OCCAM (OCcupational CAncer Monitoring).


Formazione antincendio decreto

DECRETO 2 settembre 2021

Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. (21A05748) (GU Serie Generale n.237 del 04-10-2021)

Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Campo di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce i criteri per la gestione in esercizio ed in emergenza della sicurezza antincendio, in attuazione dell’art. 46, comma 3, lettera a) punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

2. Il presente decreto si applica alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro come definiti dall’art. 62 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

3. Per le attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili di cui al titolo IV del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e per le attività di cui al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano limitatamente alle prescrizioni di cui agli articoli 4, 5 e 6.

Gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza
Informazione e formazione dei lavoratori
Designazione degli addetti al servizio antincendio
Formazione ed aggiornamento degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza
Requisiti dei docenti

Entrata in vigore

Il presente decreto entra in vigore un anno dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 2 settembre 2021

È obbligo del datore di lavoro fornire ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio, secondo le indicazioni riportate nel presente allegato.

Piano di emergenza

Nei luoghi di lavoro ove, ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del presente decreto, ricorre l’obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi, i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale, a meno di diverse indicazioni contenute nelle specifiche norme e regole tecniche di prevenzione incendi, per l’addestramento inerente le procedure di esodo e di primo intervento.

CORSI DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO

L’attività di formazione ed aggiornamento, limitatamente alla parte teorica, può utilizzare metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità FAD (formazione a distanza) di tipo sincrono e con ricorso a linguaggi multimediali che consentano l’impiego degli strumenti informatici quali canali di divulgazione dei contenuti formativi.

Contenuti minimi dei corsi di formazione

CORSO DI TIPO 1-FOR: CORSO DI FORMAZIONE ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ’ DI LIVELLO 1 (DURATA 4 ORE, compresa verifica di apprendimento)
CORSO DI TIPO 2-FOR: CORSO DI FORMAZIONE ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 2 (DURATA 8 ORE, compresa verifica di apprendimento)
CORSO DI TIPO 3-FOR: CORSO DI FORMAZIONE ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 3 (DURATA 16 ORE, compresa verifica di apprendimento).

Contenuti minimi dei corsi di aggiornamento

CORSO DI TIPO 1-AGG: CORSO DI AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ’ DI LIVELLO 1 (DURATA 2 ORE).
CORSO DI TIPO 2-AGG: CORSO DI AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 2 (DURATA 5 ORE, compresa verifica di apprendimento).
CORSO DI TIPO 3-AGG: CORSO DI AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ’ DI LIVELLO 3 (DURATA 8 ORE, compresa verifica di apprendimento)

IDONEITÀ TECNICA DEGLI ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO

I lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, conseguano l’attestato di idoneità tecnica di cui all’articolo 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512.

CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI DEI CORSI ANTINCENDIO

I docenti dei corsi di formazione ed aggiornamento degli addetti antincendio sono abilitati ad effettuare le docenze se in possesso dei requisiti indicati nel decreto.
I docenti sono divisi tra quelli della parte teorica e della parte pratica.

Il corso di formazione per docenti, di tipo A tipo B tipo C, erogato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell’art. 26 -bis del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, secondo le modalità definite nell’allegato V.


Fatti salvi gli obblighi di informazione, formazione e aggiornamento in capo al datore di lavoro in occasione di variazioni normative, il primo aggiornamento degli addetti al servizio antincendio dovrà avvenire entro cinque anni dalla data di svolgimento dell’ultima attività di formazione o aggiornamento.

Se, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono trascorsi più di cinque anni dalla data di svolgimento delle ultime attività di formazione o aggiornamento, l’obbligo di aggiornamento è ottemperato con la frequenza di un corso di aggiornamento entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto stesso.

Scarica Riassunto del decreto

 


SCARICA GU Serie Generale n.237 del 04-10-2021

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