Domanda di servizi di cloud computing e cyber security

Decreto direttoriale 21 novembre 2025 – Interventi di sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security. Modalità formazione elenco dei soggetti abilitati.

Cos’è

L’incentivo, disciplinato dal decreto ministeriale 18 luglio 2025, è volto a sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi, a fronte dell’acquisizione, da parte degli stessi, di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle a disposizione e/o di soluzioni tecnologiche più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i servizi e prodotti di cloud computing e cyber security dovranno essere forniti da soggetti iscritti in apposito elenco formato e tenuto dal Ministero, con le modalità indicate nel decreto direttoriale 21 novembre 2025.


Il decreto direttoriale del 21 novembre 2025 stabilisce le modalità di formazione dell’elenco dei soggetti abilitati a fornire servizi di cloud computing e cyber security agevolabili per le PMI e i lavoratori autonomi, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025. Questo passaggio è propedeutico all’apertura dello sportello per le domande di contributo.
  • Finalità: Definire le regole per creare un elenco di fornitori privati che possono offrire servizi e prodotti di cloud computing e cyber security agevolabili.
  • Destinatari: Le agevolazioni sono rivolte a PMI e lavoratori autonomi.
  • Obiettivo: Garantire che le risorse pubbliche siano utilizzate per soluzioni di alta qualità e sicurezza.
  • Contesto: È una fase necessaria per il funzionamento degli incentivi previsti dal decreto ministeriale 18 luglio 2025.

Risorse stanziate

Il decreto Mimit del 18 luglio 2025 fissa in 150 milioni di euro le somme stanziate per finanziare gli interventi previsti, provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al ciclo di programmazione 2014-2020.

Una parte delle risorse – pari a 71.065.813,34 euro – è destinata a programmi di spesa da attuare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni previste dal decreto Mimit del 18 luglio 2025:

  • le piccole e medie imprese (PMI),
  • i lavoratori autonomi,

che operano su tutto il territorio nazionale e che, al momento della domanda di accesso, dispongono di un contratto di connettività con velocità minima di 30 Mbps in download.

Per poter usufruire delle agevolazioni, le imprese devono:

a) essere regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e risultare attive;

b) esercitare liberamente i propri diritti, non trovarsi in liquidazione volontaria né essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità di chiusura;

c) essere in regola con gli obblighi assicurativi che coprono i danni causati da calamità naturali o eventi catastrofici, come previsto dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213 e dal decreto-legge 31 marzo 2025, n. 39.

I lavoratori autonomi che non sono obbligati all’iscrizione al Registro delle imprese devono possedere almeno la partita IVA. Resta fermo l’obbligo di iscrizione all’ordine professionale di riferimento, se richiesto per l’attività svolta, oltre al rispetto degli altri requisiti previsti al punto 2, quando compatibili, con modalità di verifica adeguate alla natura della professione esercitata.

Domanda di servizi di cloud computing e cyber security Decreto direttoriale 21 novembre 2025 - Interventi di sostegno alla domanda di servizi
download Decreto direttoriale 21 novembre 2025

ESG, whistleblowing, Piano Transizione, Infortuni

Tutti i servizi banca dati e download sono rigorosamente gratuiti.
Il Portale Consulenti

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 38 del 3 Dicembre 2025.

ESG, whistleblowing, Piano Transizione, Infortuni

In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it.

Ricordiamo che l’accesso al Portale è Gratuito per l’utilizzo dell’intera Banca Dati.


PortaleConsulenti.it lancia il suo Canale WhatsApp

Un Nuovo Strumento per rimane informato.

Siamo entusiasti di annunciare il lancio del nostro nuovo Canale WhatsApp ANONIMO dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc.

Con questo nuovo strumento, PortaleConsulenti.it intende offrire un canale diretto e rapido per fornire aggiornamenti costantinotizie rilevantinovità normative e contenuti formativi a chiunque sia coinvolto in questi ambiti cruciali. Il nostro obiettivo è semplificare l’accesso a informazioni tempestive e utili per supportare l’aggiornamento e la crescita professionale dei nostri iscritti.… LEGGI TUTTO


ESG e ambiente

ESG e ambiente: uno sguardo più ampio su cosa sta cambiando. Nel 2025 il tema ESG non è più un argomento tecnico per esperti. È entrato nella vita quotidiana delle … LEGGI TUTTO


Garante privacy: whistleblowing

Garante privacy: whistleblowing – nuovo parere sulle Linee guida di ANAC. Parere sugli schemi di “Linee guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione” e di delibera di …LEGGI TUTTO


Infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli immigrati

Gli immigrati costituiscono una risorsa per il Paese e contribuiscono in maniera significativa anche a livello occupazionale. INAIL 2025 Uno studio condotto dalla Consulenza statistico attuariale approfondisce la tematica dei …LEGGI TUTTO


Piano Transizione 5.0

Piano Transizione 5.0 e produzione di energia da fonti rinnovabili, in Gazzetta il Decreto-Legge con le misure urgenti. Sostegno alla trasformazione digitale ed energetica delle imprese. Il Piano Transizione 5.0, …LEGGI TUTTO


Siamo entusiasti di annunciare il lancio del nostro nuovo Canale WhatsApp dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc.


Aiuti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche

Attraverso il sostegno alla realizzazione di investimenti ad alto contenuto tecnologico, promossi da PMI e Grandi imprese, l’Avviso promuove lo sviluppo delle tecnologie digitali, delle tecnologie pulite ed efficienti sotto …LEGGI TUTTO


Bando Cultura Cresce

Informiamo che a partire dalle ore 12.00 del prossimo 10 dicembre sarà possibile presentare, attraverso l’area personale di Invitalia, le domande di agevolazione relative al bando “Cultura Cresce”, l’incentivo promosso dal Ministero della Cultura, che sostiene …LEGGI TUTTO


Aggiornato l’Albo dei certificatori

MIMIT Credito imposta R&S innovazione design: Aggiornato l’Albo dei certificatori con decreto del 26 novembre 2025. È stato pubblicato il decreto direttoriale del 26 novembre 2025 che aggiorna l’Albo dei … LEGGI TUTTO


Parità di genere, Dossier scuola, Amianto, ESG

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 37 del 26 Novembre 2025. Parità di genere, Dossier scuola, Amianto, ESG In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a …LEGGI TUTTO


Gruppo linkedin del Portale Consulenti

Ad ogni modo, Cliccando sul link del gruppo potrai ricevere le notifiche direttamente da Linkedin ed essere aggiornato costantemente sulle novità  in ambito HSE sicurezza ambiente qualità  E-learning

ESG, whistleblowing, Piano Transizione, Infortuni.

ESG e ambiente

ESG e ambiente: uno sguardo più ampio su cosa sta cambiando. Nel 2025 il tema ESG non è più un argomento tecnico per esperti. È entrato nella vita quotidiana delle aziende, nelle scelte degli investitori e persino nelle discussioni pubbliche. L’attenzione verso l’ambiente cresce ogni mese. Molti parlano di transizione ecologica, ma spesso non è chiaro cosa significhi davvero per una impresa, per una filiera o per un territorio.


Perché l’ambiente domina il discorso ESG

Nel mondo aziendale il pilastro “E” dell’ESG, quello ambientale, è diventato il più rilevante.
Non solo per obblighi normativi, ma perché gli impatti sono ormai visibili.
Le imprese, oggi, sentono il cambiamento in modo concreto.

La spinta arriva da più fronti

La prima spinta viene dalla politica europea.
Regole più precise obbligano le aziende a raccogliere dati che prima non servivano.
Molte imprese si rendono conto che devono riorganizzare processi interni, flussi informativi e procedure che per anni erano rimaste ferme.

La seconda spinta arriva dal clima.
Le stagioni sono meno prevedibili. Gli eventi estremi colpiscono fabbriche, magazzini, trasporti, fornitori.
Molti manager si trovano a modificare piani di produzione per condizioni meteo fuori norma.

La terza spinta arriva dal mercato.
Clienti e investitori chiedono più trasparenza.
Non si accontentano di una dichiarazione generica.
Vogliono numeri, obiettivi e prove.

L’impatto sull’organizzazione interna

Il tema ambientale non è più confinato a un dipartimento tecnico.
Oggi coinvolge:

  • chi gestisce gli impianti

  • chi si occupa di acquisti

  • chi segue la logistica

  • chi produce bilanci

  • chi comunica con il mercato

Questa diffusione del tema crea un cambiamento culturale.
Le aziende devono imparare a collaborare in modo diverso.


Il 2025 segna un salto normativo importante

La UE ha introdotto una serie di norme che ridisegnano il modo in cui le imprese raccontano il proprio impatto ambientale.

La CSRD cambia le regole del gioco

La CSRD amplia enormemente il numero di imprese obbligate alla rendicontazione.
Per molte è la prima volta che devono misurare davvero emissioni, consumi, rifiuti, materie prime e rischi climatici.

Il concetto centrale è la “materialità doppia”.
Un’azienda deve capire:

  • come l’ambiente la influenza

  • come lei influenza l’ambiente

Non è solo una questione tecnica.
È una nuova mentalità.

Standard più dettagliati

Gli ESRS portano un livello di dettaglio che molte imprese non avevano mai affrontato.
Misurare emissioni Scope 3, ad esempio, richiede dati dai fornitori, dai clienti e dai trasportatori.
In molti casi queste informazioni non sono pronte e vanno costruite da zero.

La due diligence sulle filiere

Le imprese devono vigilare sul comportamento ambientale dei fornitori.
Devono sapere come vengono prodotti materiali e semilavorati.
Questo crea un nuovo dialogo nella supply chain.
Chi non è trasparente rischia di uscire dal mercato.


Come stanno reagendo le aziende italiane

L’Italia mostra una situazione varia.
Ci sono imprese molto avanzate, spesso internazionali, e altre che muovono i primi passi.

Le grandi imprese hanno già avviato processi strutturati

Molte hanno sistemi di monitoraggio, team dedicati e procedure consolidate.
Nel 2025, però, si trovano comunque a rivedere tutto.
Le nuove norme richiedono più precisione, più tracciabilità, più integrazione dei dati.

Le PMI affrontano un percorso più complesso

Le PMI spesso non hanno strumenti digitali per misurare gli impatti ambientali.
Molte dipendono dalle richieste dei clienti più grandi.
Quando arriva una richiesta di dati ESG, devono attrezzarsi in fretta.

Questo genera una nuova domanda di servizi, formazione e soluzioni semplici da adottare.

I settori più esposti

Alcuni settori vivono il cambiamento in modo ancora più diretto.

  • Manifattura: impatti ambientali chiari e misurabili.

  • Logistica: i trasporti sono sotto osservazione per le emissioni.

  • Agroalimentare: forte attenzione a suolo, acqua e origine dei prodotti.

  • Costruzioni: materiali, cantieri e macchinari pesano molto sul tema emissioni.

  • Moda: la tracciabilità dei materiali è diventata un requisito centrale.


Le tecnologie che guidano la nuova fase ambientale

La transizione non è solo normativa.
Le imprese cercano strumenti che rendano tutto più semplice e misurabile.

Sensori e IoT dentro le fabbriche

I sensori permettono di osservare la produzione in tempo reale.
Rilevano consumi, sprechi, anomalie, livelli energetici.
Con dati chiari è più facile capire dove intervenire.

La digitalizzazione dei processi produttivi diventa un alleato naturale dell’ESG.

Piattaforme digitali per il reporting

Molte aziende usano software dedicati per raccogliere dati ambientali.
Queste piattaforme integrano informazioni che altrimenti resterebbero sparse in documenti diversi.

L’obiettivo è avere una visione unica e continua dell’impatto aziendale.

AI per analizzare e prevedere

L’intelligenza artificiale aiuta a stimare emissioni indirette, comprendere trend, individuare inefficienze.
Serve soprattutto nei settori complessi, dove i dati sono tanti e cambiano velocemente.

Energia rinnovabile e sistemi di accumulo

Tetti industriali, parcheggi e terreni inutilizzati diventano luoghi per impianti fotovoltaici.
Lo storage consente di usare l’energia prodotta nei momenti di bisogno.
Le comunità energetiche iniziano a diffondersi anche tra imprese vicine.

Soluzioni per l’economia circolare

Molte aziende ripensano prodotti e materiali:

  • riduzione degli scarti

  • uso di componenti riciclati

  • riciclo interno alla produzione

  • riduzione degli imballaggi

La circolarità non è più una scelta di immagine.
Riduce costi e migliora la resilienza.


Come cambia lo sguardo degli investitori

Gli investitori sanno che un’azienda non preparata ai rischi ambientali è più fragile.
Non guardano solo al profitto, ma alla capacità di restare stabile nel tempo.

Piani di transizione più chiari

Le aziende devono mostrare come ridurranno le emissioni e come affronteranno gli impatti del clima.
Gli investitori vogliono capire quanto sono realistici questi piani.

Valutazione dei rischi climatici

I rischi fisici (alluvioni, siccità, caldo intenso) e i rischi di transizione (nuove regole, costi energetici) diventano indicatori chiave.
Le imprese che non li analizzano vengono considerate meno sicure.

Trasparenza nella filiera

Una filiera poco chiara può nascondere problemi.
Gli investitori ora guardano anche ai fornitori, non solo all’azienda principale.


Comunicazione e trasparenza nel 2025

La comunicazione ESG non può essere vaga.
Serve semplicità, onestà e dati verificabili.

Diminuisce il greenwashing generico

Le autorità controllano di più.
Le aziende sanno che frasi troppo ottimistiche possono portare critiche o sanzioni.

Consumatori più informati

Le persone vogliono capire da dove viene un prodotto, come è stato realizzato, quali impatti ha sull’ambiente.
Anche chi non conosce la parola ESG si aspetta chiarezza.

Verifiche indipendenti

Molte aziende chiedono audit esterni per confermare i dati.
Questo dà credibilità e riduce il rischio di errori.


I trend ambientali più visibili nel 2025

Il 2025 mostra alcuni movimenti netti.

Emissioni al centro di tutto

Ridurre le emissioni diventa la priorità principale.
Ogni investimento viene valutato con questo criterio.

Energia più pulita e più distribuita

Le imprese adottano sistemi energetici più flessibili.
Non solo grandi impianti, ma anche soluzioni locali e integrate.

Materiali più sostenibili

La scelta dei materiali pesa molto sull’impatto ambientale.
Le imprese sperimentano nuove soluzioni, più leggere e meno inquinanti.

Cresce il settore delle tecnologie pulite

Soluzioni innovative nascono ogni mese.
Molte aziende collaborano con startup per trovare idee fresche.

Biodiversità come nuovo indicatore

Non riguarda solo foreste e animali.
La biodiversità influisce su agricoltura, acqua e stabilità degli ecosistemi.
Le imprese iniziano a misurarla.


Come si muoverà il mercato nei prossimi mesi

Il cambiamento non si ferma nel 2025.
Diverse tendenze sono già visibili.

 Più controlli e più verifiche

Le autorità nazionali dovranno controllare in modo più attento i report ESG.
Le aziende si preparano a maggiore trasparenza.

Collaborazioni tra imprese

Le filiere iniziano a condividere dati, strumenti e procedure.
È difficile rispettare gli standard europei da soli.

Domanda di competenze nuove

Servono figure tecniche capaci di unire ambiente, digitale e organizzazione.
Molte aziende cercano ruoli che pochi anni fa non esistevano.

Più costi per chi resta indietro

Chi non produce dati chiari rischia problemi seri:

  • niente bandi

  • meno credito

  • perdita di clienti

  • reputazione più debole

Redazionale Portaleconsulenti A.P.

Garante privacy: whistleblowing

Garante privacy: whistleblowing – nuovo parere sulle Linee guida di ANAC.

Parere sugli schemi di “Linee guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione” e di delibera di modifica e integrazione della Delibera ANAC recante le recante le “Linee guida in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali. Procedure per la presentazione e gestione delle segnalazioni esterne” – 9 ottobre 2025

Il Garante per la protezione dei dati personali, nella Newsletter n. 540 del 27 novembre 2025, ha espresso parere su due proposte di delibera dell’Anac relative al whistleblowing. La prima riguarda l’approvazione delle Linee guida per le segnalazioni interne, la seconda l’aggiornamento delle Linee guida per le segnalazioni esterne. L’obiettivo è rendere la gestione delle segnalazioni, sia interne che esterne, più uniforme ed efficace.

Le Linee guida tengono conto delle interlocuzioni intercorse con l’Ufficio del Garante, nella prospettiva di assicurare, in particolare, la piena tutela della riservatezza dell’identità del segnalante e del contenuto della segnalazione, nonché la tutela dei dati delle persone a vario titolo coinvolte.

Molti i punti di attenzione, tra i quali, in particolare, i possibili rischi derivanti dall’utilizzo della posta elettronica come canale di segnalazione; la necessità che sia svolta una previa valutazione di impatto sulla protezione dei dati, anche con l’eventuale supporto dei fornitori di tecnologia; i tempi di conservazione della segnalazione e della relativa documentazione; la possibilità, in talune circostanze, di condividere il canale di segnalazione, ferma restando la necessità di adottare misure tecniche e organizzative per garantire che ciascun ente abbia accesso solo alle segnalazioni di propria competenza.

In continuità con gli orientamenti del Garante in materia, le Linee guida sui canali interni di segnalazione forniscono indicazioni e princìpi che i datori di lavoro potranno tenere in considerazione nell’attivazione dei propri canali di acquisizione e gestione della segnalazione.

Ciò anche con riguardo alle misure tecniche e organizzative che, nel rispetto del principio di accountability, i datori di lavoro pubblici e privati, e gli altri soggetti obbligati, potranno adottare per proteggere i dati delle persone nel corso del processo di acquisizione e gestione della segnalazione, come, ad esempio, accorgimenti per impedire la tracciabilità della persona segnalante che acceda ai canali interni di segnalazione dalla rete dati interna all’organizzazione del datore di lavoro.

Garante privacy: whistleblowing nuovo parere sulle Linee guida di ANAC Linee guida per le segnalazioni esterne
download

Infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli immigrati

Gli immigrati costituiscono una risorsa per il Paese e contribuiscono in maniera significativa anche a livello occupazionale. INAIL 2025

Uno studio condotto dalla Consulenza statistico attuariale approfondisce la tematica dei danni da lavoro attraverso l’analisi del fenomeno infortunistico e tecnopatico degli stranieri e fornisce dati, informazioni ed un confronto con gli italiani. È presente anche una sezione dedicata agli infortuni degli studenti e dei rider. Attraverso la descrizione di molteplici variabili viene presentato un quadro completo ed esauriente che si sviluppa con riferimento al quinquennio 2019-2023 e che mette in evidenza aspetti relativi alle diverse comunità di immigrati.


Negli ultimi anni la componente straniera ha dato un contributo determinante al nostro Paese per arginare il declino demografico e aumentare la forza lavoro. La popolazione italiana, infatti, presenta ormai da diversi anni valori negativi sia nel saldo naturale (più morti che nati) che nel saldo migratorio (più partenze che arrivi).

Al contrario, gli immigrati mostrano valori positivi in entrambi i casi. L’immigrazione in Italia, che conta al 1° gennaio 2024 circa 5,3 milioni di stranieri residenti (pari al 10% della popolazione totale), si concentra nelle età lavorative più giovani e comprende anche un numero significativo di minorenni (conseguenza principale dei ricongiungimenti familiari), migliorando la struttura per età del nostro Paese, rallentando il calo della nostra forza lavoro e la quota degli over-65 che sarebbe salita ulteriormente.

Inoltre, la fecondità delle donne straniere, seppur in diminuzione, resta superiore a quella delle italiane, con un’età media al parto delle madri straniere che però sta aumentando, riducendo il divario con le italiane.

Tuttavia, anche il contributo demografico della popolazione straniera è in calo negli ultimi anni. Da un lato diminuiscono i nati stranieri (sia in termini assoluti che rispetto alla popolazione), soprattutto per un adattamento degli stili di vita al paese di residenza, per cui le famiglie immigrate fanno più figli rispetto a quelle italiane, ma meno di quanti ne farebbero in patria; dall’altro anche la popolazione straniera in Italia sta progressivamente invecchiando, anche se l’età media è ancora più bassa di quella degli italiani.

Sul piano economico, si stimano in circa 2,4 milioni gli occupati stranieri, con ruoli lavorativi in settori a media e bassa qualifica, compensando la carenza di manodopera del nostro Paese legata al calo delle nascite e all’aumento dei livelli di istruzione tra i giovani. Gli stranieri, con il 10% della forza lavoro, contribuiscono per il 9% al Pil, con incidenze maggiori in agricoltura, edilizia e ristorazione. Cresce anche l’imprenditoria straniera. Nonostante ciò, persistono disuguaglianze nel mercato del lavoro. Gli immigrati – in particolare extra Ue e donne – sono più esposti al rischio di povertà e percepiscono salari inferiori, anche a parità di istruzione. Le difficoltà includono il mancato riconoscimento dei titoli di studio esteri e un mercato del lavoro fortemente segmentato.

Sotto il profilo della salute e sicurezza, infine, molteplici sono i fattori di criticità della forza lavoro straniera che spesso si trova ad operare in situazioni di irregolarità, di incertezza e sfruttamento. L’essere adibiti, inoltre, ad attività tradizionalmente rischiose e a mansioni più pericolose e pesanti, spesso di tipo manuale, rende il lavoratore straniero più vulnerabile sui luoghi di lavoro al rischio di infortunarsi o ammalarsi e quindi diventa rilevante evidenziare i pericoli a cui sono esposti, il legame con le attività svolte, la tipologia e la gravità delle conseguenze degli eventi lesivi (infortunio o malattia), nonché i territori nazionali più coinvolti.

Infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli immigrati contribuiscono in maniera significativa anche a livello occupazionale
Download

Piano Transizione 5.0

Piano Transizione 5.0 e produzione di energia da fonti rinnovabili, in Gazzetta il Decreto-Legge con le misure urgenti. Sostegno alla trasformazione digitale ed energetica delle imprese.

Il Piano Transizione 5.0, in complementarità con il Piano Transizione 4.0, si inserisce nell’ambito della più ampia strategia finalizzata a sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle imprese e mette a disposizione delle stesse, nel biennio 2024-2025, 12,7 miliardi di euro.

In particolare, in linea con le azioni di breve e medio periodo previste dal piano REPowerEU, Transizione 5.0, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 6,3 miliardi di euro, si pone l’obiettivo di favorire la trasformazione dei processi produttivi delle imprese, rispondendo alle sfide poste dalle transizioni gemelle, digitale ed energetica.

DECRETO-LEGGE 21 novembre 2025, n. 175 

Misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. (25G00185) (GU Serie Generale n.271 del 21-11-2025)

Entrata in vigore del provvedimento: 22/11/2025

Modalità di opzione per i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 in caso di cumulo, ai sensi del DL 175/2025

Come chiarito dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, i crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 5.0 (art. 38 del DL 19/2024) e dal Piano Transizione 4.0 (art. 1, commi 1051 e seguenti, L. 178/2020) non sono cumulabili per i medesimi beni oggetto di agevolazione.

Pertanto, le imprese che hanno presentato domanda per entrambe le misure devono optare, entro il 27 novembre 2025, per uno dei due crediti d’imposta, secondo le modalità di seguito indicate.

Analogamente, le imprese che hanno inviato comunicazione di completamento dell’investimento devono comunicare, entro cinque giorni dalla comunicazione del GSE, come di seguito indicato, a pena di decadenza, la rinuncia alle risorse prenotate sul credito non fruito.

Leggi l’Avviso e come procedere

Guida alla compilazione 


Avviso 27 novembre 2025

Pubblicata la guida che riporta le modalità con cui compilare la Dichiarazione relativa al divieto di cumulo dei crediti di imposta previsti nel piano Transizione 4.0 e nel piano Transizione 5.0 trasmessa dal GSE mediante PEC ai sensi dell’articolo 1, comma 2 del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175.

Guida alla compilazione 

Aiuti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche

Attraverso il sostegno alla realizzazione di investimenti ad alto contenuto tecnologico, promossi da PMI e Grandi imprese, l’Avviso promuove lo sviluppo delle tecnologie digitali, delle tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse e delle biotecnologie, salvaguardando e rafforzando le rispettive catene del valore.

L’Avviso è finanziato a valere sull’Azione 1.6.1 – Sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche, Obiettivo Specifico 1.6 – Sostenere gli investimenti che contribuiscono agli obiettivi della piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP) di cui all’art.2 del Regolamento UE 2024/795.


Obiettivi, ambiti di intervento e beneficiari

L’Avviso, con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro, è finalizzato allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie strategiche o alla salvaguardia e al rafforzamento delle rispettive catene del valore, in particolare per quanto attiene alla transizione green e digitale. Gli interventi proposti devono riguardare almeno uno dei seguenti settori tecnologici (STEP):

  • Tecnologie digitali e innovazione deep-tech
  • Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse
  • Biotecnologie

 Saranno considerate critiche le tecnologie che soddisfano almeno una delle condizioni di seguito riportate:

  1. Apportano al mercato interno un elemento innovativo, emergente e all’avanguardia con un rilevante potenziale economico
  2. Contribuiscono alla riduzione o alla prevenzione delle dipendenze strategiche dell’Unione

Gli interventi finanziabili devono prevedere la realizzazione di:

  • Investimenti produttivi, necessari ai fini dello sviluppo o della fabbricazione della tecnologia strategica proposta o alla salvaguardia e al rafforzamento della catena del valore relativa alla tecnologia medesima
  • Eventuali attività di “ricerca industriale” e “sviluppo sperimentale”, funzionali agli investimenti produttivi

Potenziali beneficiari

Possono beneficiare del sostegno le Imprese di qualsiasi dimensione, in forma singola o aggregata, che siano costituite alla data di presentazione della domanda, e che abbiano sede operativa destinataria dell’intervento, attiva o da attivare in Campania.

Spese ammissibili

Investimenti produttivi

  • Suolo aziendale e sue sistemazioni
  • Opere murarie e assimilate e infrastrutture specifiche aziendali
  • Macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica
  • Attivi immateriali

Attività di ricerca e sviluppo sperimentale

  • Costi del personale impegnato nelle attività di ricerca e sviluppo sperimentale
  • Costi relativi a strumentazione e attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto
  • Costi relativi agli immobili, nella misura e per il periodo in cui gli stessi sono utilizzati per il progetto
  • Costi per la ricerca contrattuale, i brevetti e i servizi di consulenza utilizzati esclusivamente ai fini del progetto;
  • Altri costi di esercizio (materie prime, componenti, semilavorati, materiali commerciali e materiali di consumo specifici)

L’importo delle spese ammissibili deve essere non inferiore a € 2.500.000

Tipologia di aiuto

La selezione dei progetti avverrà con procedura “a graduatoria”.  Gli aiuti sono concessi nella forma di sovvenzione, per gli investimenti produttivi alle condizioni di cui all’art. 14 del Regolamento GBER e secondo le intensità previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2021-2027, con le maggiorazioni previste per gli investimenti di cui al Regolamento (UE) 2024/795 “STEP”, per le attività di ricerca e sviluppo, alle condizioni e sulla base delle intensità dell’art. 25, paragrafo 5, lettera c), del Regolamento GBER.

INTENSITÀ DEL CONTRIBUTO
DIMENSIONE IMPRESA INVESTIMENTI PRODUTTIVI RICERCA INDUSTRIALE SVILUPPO SPERIMENTALE
MICRO E PICCOLA fino al 70% fino al 80% fino al 60%
MEDIA fino al 60% fino al 75% fino al 50%
GRANDE fino al 50% fino al 65% fino al 40%

Presentazione delle domande

La domanda di accesso all’agevolazione, pena l’esclusione, deve essere compilata e presentata esclusivamente tramite il servizio digitale dedicato, denominato “Domanda di agevolazione per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche – STEP” che sarà reso disponibile sul Catalogo dei servizi digitali di Regione Campania, raggiungibile al link https://servizi-digitali.regione.campania.it/AiutiSTEP  dalle ore 00:00 del 16 giugno 2025 alle ore 23:59 del 7 luglio 2025, salvo eventuale proroga dell’Amministrazione regionale.

Supporto e quesiti

Il soggetto proponente può richiedere supporto ed inoltrare quesiti utilizzando l’apposito modulo FAQ (Frequently Asked Questions o quesiti ricorrenti), disponibile sulla pagina descrittiva del servizio digitale al seguente link: https://servizi-digitali.regione.campania.it/Home/ListaFaq?NomeServizio=AiutiSTEP.

Aiuti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche Obiettivi, ambiti di intervento e beneficiari
download BURC