Attestazione SOA – Anno 2024

Intervento a sostegno delle micro, piccole e medie imprese della città metropolitana di Firenze per l’ottenimento dell’attestazione SOA – Anno 2024

DESTINATARI

Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda e alla data di liquidazione del contributo, presentino i seguenti requisiti:
    1. siano micro o piccole o medie imprese come definite dall’allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014;
    2. abbiano sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio di Firenze;
    3. siano iscritte e attive al Registro delle Imprese della Camera di commercio di Firenze;
    4. siano in regola con il pagamento del diritto annuale;
    5. non abbiano forniture in essere con la Camera di commercio di Firenze ai sensi dell’art. 4, comma 6, del D.L. 95 del 06.07.2012, convertito nella L. 07.08.2012, n. 135;
    6. non si trovino in fase di liquidazione e non siano soggette alle procedure concorsuali di cui al R.D. 16.03.1942, n. 267 e successive modificazioni o alle procedure previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D.Lgs. 12.01.2019 n. 14;
    7. abbiano legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 del D.Lgs. 06.09.2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia). I soggetti sottoposti alla verifica antimafia sono quelli indicati nell’art. 85 del D.Lgs. 06.09.2011, n. 159.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

Sono ammesse a contributo le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2024 ed entro il 31 dicembre 2024 per il rilascio dell’attestazione SOA per qualsiasi categoria e classifica da parte degli organismi SOA autorizzati dall’ANAC.
Si precisa che l’attestazione SOA dovrà essere ottenuta dalle imprese richiedenti il contributo successivemente alla data di presentazione della domanda.
Non sono ammissibili le fatture emesse da soggetti aventi legali rappresentanti, amministratori, soci in comune con il soggetto richiedente il contributo camerale.
Si ricorda che la liquidazione dei contributi sarà subordinata alla verifica della regolarità degli adempimenti previdenziali e assistenziali (DURC) del soggetto beneficiario nella fase di rendicontazione.
L’ufficio camerale verificherà attraverso la piattaforma online dell’INPS la regolarità degli adempimenti previdenziali e assistenziali relativa all’impresa e, in caso di società di persone, ai soci.

AMMONTARE DEL CONTRIBUTO

Il contributo camerale sarà pari al 30% delle spese ammissibili con un massimale di € 1.500,00 ed un minimo di spesa di euro 3.000,00 (esclusa Iva).
Alle imprese in possesso del rating di legalità verrà riconosciuta una premialità di € 100,00 nel rispetto del limite del 100% delle spese ammissibili e dei massimali relativi agli aiuti de minimis.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

In sede di presentazione della domanda di contributo occorre inviare:
  1. modulo di domanda sottoscritto dal titolare o legale rappresentante con firma digitale o con firma autografa corredata dalla copia del documento di identità dello stesso;
  2. copia del preventivo di spesa emesso dall’organismo SOA autorizzato dall’ANAC.
In fase di rendicontazione occorre inviare:
  1. modulo di rendicontazione sottoscritto dal titolare o legale rappresentante con firma digitale o con firma autografa corredata dalla copia del documento di identità dello stesso;
  2. fatture elettroniche relative al rilascio dell’attestazione SOA in formato xml emesse a partire dall’01.01.2024 e quietanzate alla data di presentazione della rendicontazione;
  3. copia dell’attestazione SOA rilasciata dall’organismo SOA autorizzato dall’ANAC emessa successivamemte alla data di presentazione della domanda;
  4. copia delle quietanze di pagamento delle fatture secondo le seguenti modalità:
    • bonifico bancario (allo sportello o tramite home banking): pagamenti ammessi con la ricevuta di avvenuta esecuzione del bonifico, con la dicitura eseguito/pagato, oppure con la disposizione del bonifico e la copia della lista movimenti/estratto conto su carta intestata dell’istituto bancario dalla quale risulti il reativo addebito;
    • ricevuta bancaria (RI.BA): pagamenti ammessi con l’avviso o l’elenco degli effetti in scadenza accompagnati dalla lista dei movimenti/estratto conto su carta intestata dell’istituto bancario da cui si evinca il relativo addebito oppure ricevuta di pagamento dell’effetto;
    • bancomat: pagamenti ammessi con la ricevuta bancomat unitamente alla lista movimenti/erstratto conto su carta intestata dell’istituto di credito da cui si desuma il relativo addebito;
    • carta di credito: pagamenti ammessi con copia della lista dei movimenti/estratto conto della carta di credito unitamente alla lista movimenti/estratto conto del conto corrente dal quale si desuma l’addebito dell’importo mensile/triomestrale della carta di credito;
    • assegno bancario non trasferibile: pagamenti ammessi con copia dell’assegno, unitamente alla copia della lista movimenti/estratto conto su carta intestata dell’istituto bancario del traente dal quale risulti il relativo addebito.

TERMINI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI CONTRIBUTO

La domanda, completa della documentazione richiesta, potrà essere inviata a partire dalle ore 9,00 del 23 febbraio 2024 e fino al 30 aprile 2024 – salvo esaurimento dei fondi stanziati – all’indirizzo di posta elettronica certificata cciaa.firenze@fi.legalmail.camcom.it.
Le imprese ammesse al contributo camerale dovranno trasmettere, entro il 31.12.2024, la documentazione richiesta per la fase di rendicontazione all’indirizzo di posta elettronica certificata cciaa.firenze@fi.legalmail.camcom.it.
INFORMAZIONI
CCIAA di Firenze
U.O. Gestione interventi promozionali, bandi e disciplinari
Tel. 055-2392139
sito internet: www.fi.camcom.gov.it

Direttiva Europea sul Bilancio di sostenibilità

Schema del decreto che recepisce in Italia la Direttiva (UE), CSRD. Direttiva Europea sul Bilancio di sostenibilità.

La Direttiva Europea Corporate Sustainability Reporting Directive disciplina l’obbligo per alcune imprese di comunicare le informazioni non finanziarie tramite la redazione di un Bilancio di sostenibilità. Approfondiamo gli obiettivi della CSRD e le modalità con cui le aziende dovranno raggiungerli.

Il 16 febbraio 2024 il MEF ha reso disponibile  per la consultazione pubblica, fino al 18 marzo 2024, lo Schema del decreto che recepisce in Italia la Direttiva (UE), Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD.  La CSRD è entrata in vigore il 5 gennaio 2023 e sarà  parzialmente applicabile a partire dagli esercizi finanziari aventi inizio il 1° gennaio 2024.  Ai sensi dell’art. 5 (recepimento) la CSRD dovrà essere recepita da parte degli stati membri entro il 6 luglio 2024.

I contenuto in sintesi dello Schema del decreto

Il documento esamina il processo di recepimento della direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) nell’ambito del Green Deal Europeo, con l‘obiettivo di migliorare la trasparenza delle imprese sui loro impatti ambientali, sociali e di governance.

Introduce obblighi di rendicontazione più stringenti per un’ampia gamma di imprese, inclusi i requisiti per la rendicontazione di sostenibilità e per la verifica di tale rendicontazione.

L’entrata in vigore del recepimento della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) si colloca in diversi momenti a seconda della tipologia di imprese coinvolte:

  • 1° gennaio 2024: per le grandi imprese e per le imprese madri di grandi gruppi con oltre 500 dipendenti (anche su base consolidata) che sono enti di interesse pubblico, ossia per i soggetti già tenuti all’obbligo di pubblicare la dichiarazione non finanziaria ai sensi del regime previgente;
  • 1° gennaio 2025: per tutte le grandi imprese e società madri di grandi gruppi diverse da quelle di cui al punto precedente;
  • 1° gennaio 2026: per le piccole e medie imprese con strumenti finanziari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati, enti creditizi piccoli e non complessi, e le imprese di assicurazione captive e le imprese di riassicurazione captive;
  • 1° gennaio 2028: per imprese di paesi terzi.

ll documento che sarà in consultazione fino al 18 marzo 2024.

CSRD e Bilancio di Sostenibilità

L’introduzione della Direttiva CSRD incrementerà il numero delle aziende italiane obbligate a redigere il Bilancio di Sostenibilità. La stima è di un passaggio dalle attuali 200 imprese con l’obbligo di rendicontazione a circa 5 mila organizzazioni. In Europa, invece, oggi sono circa 11.600 le imprese quotate per le quali vige l’obbligo di redigere il Bilancio di Sostenibilità. Con la normativa CSRD dovranno adeguarsi tutte le grandi aziende chiamate a dare indicazioni sui loro valori e sulla visione del rapporto con società e ambiente.

La rendicontazione avrà revisione obbligatoria e dovrà attenersi ai regolamenti sulla Tassonomia UE riguardante le attività sostenibili. In più le aziende dovranno tenere conto di standard uguali per tutti nella redazione dei report. GRI, SASB ma in special modo gli ESRS di EFRAG sono gli standard da utilizzare per una rendicontazione di sostenibilità.

Imprese e fattori ESG da comunicare

La Direttiva CSRD impone alle imprese di comunicare i fattori ESG perché tali criteri permettono una misurazione oggettiva e condivisa delle attività ambientali, sociali e di governance dell’organizzazione. CSRD impone l’informativa sul clima con particolare attenzione sui rischi fisici e di transizione delle imprese, sulla resilienza e i piani di adattamento a vari scenari climatici.

Nell’ambito dei fattori sociali, poi, la direttiva obbliga alla rendicontazione di aspetti quali le condizioni di lavoro, la non discriminazione e l’inclusività.

Con riferimento alla Governance, infine, le aziende devono comunicare il ruolo degli organi di amministrazione e la gestione del rischio in relazione alla rendicontazione di sostenibilità, all’etica aziendale e alla cultura di impresa nonché alla qualità dei rapporti con clienti, fornitori e comunità interessate alle attività aziendali.

APL Codice approvato dal Garante

Pubblicate le norme di comportamento per le Agenzie per il lavoro predisposte da Assolavoro e approvate dal Garante per la protezione dei dati personali. APL Codice approvato dal Garante.

Con il provvedimento 9983415 dell’11 gennaio  2024 pubblicato nella newsletter del 14 febbraio,   l’autorità Garante per la privacy ha approvato  il Codice di condotta in tema di protezione dei dati personali predisposto da Assolavoro l’ associazione  nazionale di Agenzie per il lavoro, aderente a Confindustria.

Il Codice,   di cui si attende a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale,  fornisce le linee  guida    per il corretto trattamento dei dati   gestiti dalle Agenzie  nell’ambito delle attività di intermediazione,  ricerca e selezione del personale e somministrazione di lavoro.

Nello stesso documento il Garante ha anche dato l’accredito ad un nuovo Organismo di monitoraggio indipendente , deputato a  controllare che il codice venga rispettato e a gestire eventuali reclami in materia.


Assolavoro

Approvato dal Garante Privacy il Codice di condotta promosso da Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro. Il Codice definisce le “buone prassi” per il corretto trattamento dei dati effettuato nell’ambito delle attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale. Con lo stesso provvedimento l’Autorità ha accreditato l’Organismo di monitoraggio, un ente indipendente formato da tre componenti, chiamato a verificare l’osservanza del Codice da parte degli aderenti e a gestire la risoluzione dei reclami.

Il Codice, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, introduce alcune significative previsioni a tutela dei candidati a posizioni lavorative, anche al fine di non consentire possibili discriminazioni nell’accesso al mercato del lavoro. In particolare, le Agenzie che aderiscono al Codice si impegnano a trattare solo dati strettamente necessari all’istaurazione del rapporto di lavoro, non devono pertanto svolgere indagini sulle opinioni politiche, religiose o sindacali dei lavoratori o effettuare preselezioni sulla base di informazioni che riguardano stato matrimoniale, gravidanza, handicap, neanche con il consenso dei candidati.

Nella fase che precede l’assunzione, le Agenzie non devono reperire informazioni attraverso la consultazione di profili social destinati alla comunicazione interpersonale. Le informazioni on line possono essere raccolte esclusivamente se rese disponibili su canali social che abbiano natura professionale, e limitatamente alle sole informazioni connesse alla competenza richiesta.

Le Agenzie per il lavoro, inoltre, non potranno acquisire referenze professionali del candidato presso precedenti datori di lavoro e comunicarle ai propri clienti, per conto dei quali è effettuata la ricerca di personale, senza una “previa autorizzazione esplicita del candidato”.

E non potranno trattare, anche con il consenso del candidato, informazioni relative a illeciti disciplinari o procedimenti giudiziari che lo abbiano coinvolto.

Mentre per quanto riguarda il delicato aspetto delle decisioni basate su un trattamento automatizzato, le Agenzie dovranno effettuare una dettagliata valutazione di impatto e nell’informativa resa ai lavoratori, indicare in modo chiaro i meccanismi alla base dell’automatizzazione e le valutazioni periodiche adottate per verificare l’affidabilità del sistema automatizzato.

Nel caso di trattamenti totalmente automatizzati ai lavoratori deve essere comunque sempre garantito almeno il diritto di ottenere l’intervento umano, di esprimere la propria opinione e di contestare la decisione.

Pubblicate le norme di comportamento per le Agenzie per il lavoro predisposte da Assolavoro e APL Codice approvato dal Garante
download APL Codice 

Nuovo Piano triennale Agid

Nuovo Piano triennale Agid 2024 / 2026. Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione

L’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) ha pubblicato il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2024-2026, documento di programmazione strategica per la PA frutto di un’attività di concertazione tra amministrazioni e soggetti istituzionali. Dopo un confronto allargato con PA centrali e locali, università, mondo della ricerca e mondo delle imprese, infatti, il nuovo Piano ha accolto e integrato i suggerimenti presentati, con la prospettiva di rendere sempre più aperto e partecipativo il percorso della sua stesura e attuazione.

Introdotta una sezione che contiene strumenti operativi e buone pratiche.

La nuova edizione del Piano si caratterizza per una maggiore attenzione agli aspetti di governance e per un approccio fortemente orientato ai servizi digitali, che devono essere interoperabili, sempre più facili da usare per i cittadini e le imprese e più accessibili. Un’importante novità è l’introduzione di un’intera sezione che contiene diversi strumenti operativi che le amministrazioni possono prendere a riferimento come modelli di supporto, esempi di buone pratiche o check-list per pianificare i propri interventi.

Nobile: “Abbiamo fatto tesoro delle esperienze più all’avanguardia”.

Per la prima volta, inoltre, il Piano affronta il tema dell’intelligenza artificiale (IA), fornendo indicazioni e principi generali che dovranno essere adottati dalle amministrazioni e declinati in fase di applicazione, tenendo in considerazione lo scenario in rapida evoluzione. Un capitolo, in particolare, è dedicato all’analisi delle tecnologie basate sull’IA adottate dall’Inail con il duplice obiettivo di migliorare la propria organizzazione interna ed erogare servizi avanzati ai cittadini. “Per diverse amministrazioni più all’avanguardia – sottolinea a questo proposito il direttore generale dell’Agid, Mario Nobile – l’IA è già una realtà. Nel nuovo Piano triennale abbiamo voluto far tesoro di queste esperienze mettendole a disposizione delle altre 23mila, insieme a indicazioni e buone prassi da seguire”.

Tardiola: “Una grande opportunità che richiede un approccio responsabile”.

“L’IA – spiega il direttore generale dell’Istituto, Andrea Tardiola – è una grande opportunità per cittadini, imprese e pubblica amministrazione, ma richiede un approccio responsabile per massimizzare i benefici e contenere i rischi”. Attraverso un utilizzo attento, l’Inail intende realizzare servizi di qualità, efficienti, tempestivi e semplici da utilizzare. Allo stesso tempo è fondamentale garantire la conformità alle normative nazionali ed europee e il rispetto dei requisiti di affidabilità, non discriminazione, accuratezza, robustezza, cybersicurezza, sorveglianza umana e qualità dei dati.

La data-governance come presupposto abilitante.

Nel contesto dell’organizzazione e dei processi, l’Istituto si è dotato di un modello maturo di Open Innovation per gestire i cambiamenti che avverranno in futuro anche dal punto di vista legislativo. L’introduzione dell’AI Act, infatti, comporterà per l’Inail adeguamenti normativi sia come fornitore che come utente di soluzioni di intelligenza artificiale. Il primo passo verso un utilizzo consapevole e maturo di queste nuove tecnologie passa attraverso l’adozione di un’opportuna governance dei dati, in cui si integra la governance dell’IA. Il patrimonio informativo dell’Istituto è una leva strategica fondamentale per realizzare valore pubblico, attraverso percorsi progettuali coerenti e omogenei che si sviluppano nelle diverse dimensioni organizzativa, tecnologica e culturale.

Nuovo Piano triennale Agid 2024 / 2026. Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione. Scarica dal portale
download

Soppressione di Anpal

Governo: soppressione di Anpal e trasferimento funzioni al Min. Lavoro

Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 15 febbraio 2024, il DPCM n. 230 del 22 novembre 2023, con il Regolamento di riorganizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e degli Uffici di diretta collaborazione.

A seguito della pubblicazione del DPCM, l’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (ANPAL) è soppressa, con decorrenza dal 1° marzo 2024. Le funzioni di Anpal sono attribuite al Ministero del lavoro.

Per le richieste di informazione e di supporto tecnico resta operativo il Nul – Numero unico del lavoro, contattabile sia tramite telefono al numero verde 800.00.00.39 che online tramite il modulo di contatto.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 novembre 2023, n. 230 

https://www.gazzettaufficiale.it

Elettricità sui cantieri

Elettricità sui cantieri – Lista di controllo per maggiore sicurezza 2024 SUVA.

Conoscete i pericoli legati all’elettricità sui cantieri?

È possibile ridurre sensibilmente il rischio di infortunio utilizzando attrezzature elettriche integre (quadri di distribuzione, avvolgicavo, seghe circolari, trapani ecc.) e istruendo adeguatamente il personale.

Il pericolo principale è rappresentato da scariche elettriche dovute a:

coperture mancanti, cavi danneggiati, fili scoperti
spine senza conduttore di protezione (strappato, segato)
mancanza dell’interruttore differenziale (interruttore FI/RCD), soprattutto durante i lavori di ristrutturazione e ampliamento di edifici
materiali e attrezzature non adatti ai cantieri (umidità, bagnato, pioggia)


Il materiale sui cantieri è soggetto a un’usura elevata e durante il lavoro è facile che si verifichino delle negligenze. Pertanto è indispensabile che tutte le installazioni elettriche e gli elettroutensili vengano controllati a intervalli regolari. La cosa migliore da fare è usare la nostra lista di controllo, elaborata in collaborazione con Electrosuisse, che vi semplifica il controllo e la risoluzione di problemi sul posto.

Il questionario tratta i temi seguenti: acquisto di macchine ed elettroutensili sicuri, controllo di cavi e apparecchi, requisiti per l’impianto elettrico del cantiere, l’organizzazione interna e il comportamento dei vostri collaboratori. Inoltre, nella nostra lista troverete preziose informazioni sui dispositivi di protezione per ridurre al minimo i rischi.

Dopo la compilazione della lista di controllo è possibile vedere immediatamente i punti in cui occorre intervenire. La scheda di controllo e delle misure allegata vi aiuta nella pianificazione e nell’attuazione di misure di sicurezza individuali.

Prima implementate i necessari miglioramenti, più velocemente potrete mettere fine ai pericoli sul vostro cantiere e ridurre il numero degli infortuni. Una soluzione ottima per i vostri collaboratori, che apprezzeranno il fatto che vi prendete cura della loro salute, e un grande vantaggio per la vostra azienda, perché i lavori sul cantiere potranno proseguire senza ritardi dovuti a infortuni.

Elettricità sui cantieri – Lista di controllo per maggiore sicurezza 2024 SUVA. pericolo principale è rappresentato da scariche elettriche
download

Rifiuti Urbani 2023

Rapporto Rifiuti Urbani – Edizione 2023.

II Rapporto Rifiuti Urbani che presenta i dati relativi all’anno 2022, giunto alla sua venticinquesima edizione, è frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente.

Attraverso un efficace e completo sistema conoscitivo sui rifiuti, si intende fornire un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e sempre aggiornato di supporto al legislatore per orientare politiche e interventi adeguati, per monitorarne l’efficacia, introducendo, se necessario, eventuali misure correttive.

Il Rapporto sul Recupero Energetico da rifiuti in Italia, predisposto in collaborazione da UTILITALIA e ISPRA, è uno studio mirato a fornire le informazioni sugli impianti di digestione anaerobica e di incenerimento con recupero di energia dei rifiuti in Italia.

Tali impianti fanno parte del sistema di gestione integrata dei rifiuti così come delineato anche dalle direttive europee per l’attuazione di un modello di economia circolare e, con particolare riferimento a quelli di trattamento termico, fondamentali per il recupero delle frazioni non riciclabili e finalizzati alla minimizzazione del ricorso allo smaltimento in discarica.


Rifiuti Urbani 2023. II Rapporto Rifiuti Urbani che presenta i dati relativi all'anno 2022, giunto alla sua venticinquesima edizione.
download

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), insieme alle 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA) per la protezione dell’ambiente, a partire dal 14 gennaio 2017 fa parte del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), istituito con la Legge 28 giugno 2016, n.132.

Il presente Rapporto è stato elaborato dal Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare, dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Il Rapporto conferma l’impegno dell’ISPRA affinché le informazioni e le conoscenze relative ad un importante settore, quale quello dei rifiuti, siano a disposizione di tutti.

Proprio in virtù di questo impegno, ISPRA ha ritenuto fondamentale che il processo per la predisposizione del Rapporto Rifiuti urbani, a partire dall’acquisizione dei dati dalle specifiche fonti, fino alla loro elaborazione e presentazione, sia pianificato e controllato in ciascuna fase.

Il Sistema di Gestione per la Qualità implementato garantisce, altresì, che tutte le attività siano supportate da documenti (procedure e moduli) utili a garantire la
tracciabilità delle informazioni e delle elaborazioni svolte.

Nel 2021 ISPRA ha ottenuto la certificazione del processo di predisposizione del Rapporto Rifiuti urbani in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2015 da parte di un Organismo Terzo indipendente riconosciuto in ambito internazionale.

Si ringraziano le Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente e quanti, organismi ed istituzioni, hanno reso possibile la sua pubblicazione.