Danni causati dall’IA
Il quadro italiano sulla responsabilità civile legata all’intelligenza artificiale si prepara a cambiare. Gli schemi di decreto legislativo attuativi della legge n. 132/2025 introducono strumenti pensati per aiutare chi subisce un danno causato dall’uso di sistemi di IA a dimostrarlo in giudizio. Il tema centrale è l’onere della prova, spesso complesso quando il danno dipende da tecnologie opache, autonome o difficili da ricostruire tecnicamente.
Le nuove disposizioni prevedono innanzitutto la possibilità per il danneggiato di chiedere al giudice l’esibizione di documenti e informazioni sul funzionamento del sistema di IA coinvolto. Potrebbero rientrare, ad esempio, elementi relativi alla gestione dei rischi, alla documentazione tecnica, ai log di funzionamento e alle modalità di supervisione umana, in particolare per i sistemi ad alto rischio regolati dall’AI Act.
Un altro punto rilevante riguarda la presunzione del nesso causale. In presenza della violazione di obblighi previsti dall’AI Act, il giudice potrà presumere il collegamento tra tale violazione e il danno lamentato, salvo prova contraria da parte del convenuto. Si tratta di un meccanismo che mira a riequilibrare la posizione del soggetto danneggiato, spesso privo delle competenze tecniche o dell’accesso alle informazioni necessarie per ricostruire il comportamento del sistema.
Le norme chiariscono inoltre che la semplice conformità del sistema agli obblighi dell’AI Act non basta, da sola, a escludere ogni responsabilità. Il rispetto delle regole potrà essere un elemento importante nella valutazione del giudice, ma non costituirà automaticamente uno “scudo” contro le richieste risarcitorie.
Tra le novità figura anche l’azione diretta contro l’assicurazione del convenuto, quando esiste una copertura assicurativa per i danni in questione. Questo potrebbe rendere più concreto l’accesso al risarcimento, soprattutto nei casi in cui il soggetto responsabile disponga di una polizza specifica.
Il nuovo impianto si inserisce in un contesto europeo più ampio, che comprende l’AI Act e la direttiva UE 2024/2853 sulla responsabilità da prodotto difettoso, aggiornata per tenere conto anche delle tecnologie digitali e intelligenti. L’obiettivo comune è rafforzare la tutela delle persone danneggiate senza bloccare l’innovazione, introducendo regole più chiare per imprese, fornitori e utilizzatori di sistemi di IA.
Restano però alcune criticità operative. L’accesso alla documentazione tecnica potrebbe essere limitato dalla tutela dei segreti commerciali e delle informazioni riservate. Inoltre, le perizie necessarie per comprendere il funzionamento di un sistema di IA possono avere costi elevati, rischiando di rendere ancora difficile l’azione giudiziaria per alcuni danneggiati.
Le nuove regole cercano di rendere più effettiva la tutela civile contro i danni da intelligenza artificiale. Il vero banco di prova sarà l’applicazione concreta nei tribunali: solo lì si capirà se gli strumenti introdotti riusciranno davvero a ridurre l’asimmetria informativa tra chi subisce il danno e chi controlla la tecnologia.











