Garante privacy: modalità di verifica del green pass

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso, in via d’urgenza, parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce nuove modalità di verifica del green pass in ambito lavorativo pubblico e privato.


Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare di concerto con il Ministro della salute, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e il Ministro dell’economia e delle finanze, tiene conto delle interlocuzioni con l’Ufficio del Garante al fine di assicurare, nel rispetto della libertà di scelta in ambito vaccinale, sia il corretto adempimento degli obblighi di verifica da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, sia il rispetto della disciplina di protezione dei dati personali e della disciplina di settore, europea e nazionale, in materia di certificazioni verdi, analogamente a quanto già previsto per le verifiche del Green pass per il personale scolastico.

Lo schema sottoposto all’Autorità prevede, in particolare, che l’attività di verifica del possesso delle certificazioni verde Covid-19 possa essere effettuato anche attraverso modalità alternative all’app VerificaC19, quali l’impiego di un pacchetto di sviluppo per applicazioni (SDK), rilasciato dal Ministero con licenza open source, da integrare nei sistemi di controllo degli accessi ovvero, per i datori di lavoro pubblici e privati, mediante l’utilizzo di una specifica funzionalità della Piattaforma NoiPA o del Portale istituzionale INPS.

Infine è previsto, solo le p.a. con più di mille dipendenti, un servizio di interoperabilità applicativa con la Piattaforma nazionale-DGC.

L’attività di verifica non dovrà comportare la raccolta di dati dell’interessato in qualunque forma, ad eccezione di quelli strettamente necessari, in ambito lavorativo, all’applicazione delle misure derivanti dal mancato possesso della certificazione. Il sistema utilizzato per la verifica del green pass non dovrà conservare il QR code delle certificazioni verdi sottoposte a verifica, né estrarre, consultare registrare o comunque trattare per altre finalità le informazioni rilevate.

Per quanto riguarda la verifica mediante la Piattaforma NoiPa (per le Pa aderenti), il Portale dell’Inps (per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti non aderenti a NoiPa) o mediante interoperabilità applicativa, la Piattaforma nazionale- DGC consentirà di visualizzare la sola informazione del possesso o meno di un green pass valido.

Potranno essere sottoposti al controllo solo i lavoratori effettivamente in servizio per i quali è previsto l’accesso al luogo di lavoro, escludendo i dipendenti assenti per ferie, malattie, permessi o che svolgono la prestazione lavorativa in modalità agile.

I dipendenti dovranno essere opportunamente informati dal proprio datore di lavoro sul trattamento dei dati attraverso una specifica informativa.

Per quanto riguarda le funzionalità disponibili sulla piattaforma NoiPa e sul Portale Inps dovranno essere adottate misure tecniche e organizzative per garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi presentati dai trattamenti.

La verifica mediante interoperabilità applicativa sarà invece resa disponibile ai datori di lavori mediante un’apposita convenzione con il Ministero della salute.

Roma, 12 ottobre 2021

fonte garante privacy

sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea

10 agosto 2021

RETE STRADALE TRANSEUROPEA -SICUREZZA GALLERIE

In G.U. n. 190 del 10 agosto 2021 è pubblicato il Decreto 12 luglio 2021 del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili: Aggiornamento ed adeguamento degli allegati al decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264, recante: «Attuazione della direttiva 2004/54/CEE in materia di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea».

Modifiche all’allegato 1 «Glossario» del decreto legislativ 5 ottobre 2006, n. 264

All’allegato 1 del decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo la definizione: «LIVELLO GLOBALE DI SICUREZZA Livello di sicurezza del sistema galleria fornito dalle misure di sicurezza installate.» e’ inserita la seguente: «LUNGHEZZA EFFICACE Distanza tra gli imbocchi o interdistanza massima tra uscite di emergenza fruibili.»;

b) dopo la definizione: «MISURE DI SICUREZZA INTEGRATIVE
Provvedimenti complementari che integrano i requisiti minimi di sicurezza e sono finalizzati al perseguimento di un minore livello di rischio per le gallerie che presentano caratteristiche speciali rispetto ai parametri di sicurezza, tali da determinare condizioni di maggiore potenziale pericolo» e’ inserita la seguente: «MISURE DI SICUREZZA TEMPORANEE MINIME
Provvedimenti temporanei, di natura impiantistica o gestionale, mirati a ridurre la probabilita’ di accadimento o le conseguenze di eventi incidentali.»;

c) le definizioni: «ZONA DI APPROCCIO ALLA GALLERIA e ZONA DI IN USCITA ALLA GALLERIA» sono sostituite dalla seguente: «ZONA DI APPROCCIO O DI USCITA ALLA GALLERIA.
Tratta stradale precedente l’ingresso in galleria ove le condizioni di esercizio possono influenzare la sicurezza della marcia in sotterraneo».

Link Gazzetta Ufficiale

Spostamenti casa-lavoro

Decreto Interministeriale n. 179 del 12 maggio 2021, art. 3 comma 5 (pubblicato in G.U. – Serie Generale n. 124 del 26 maggio 2021)

Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile è stato pubblicato il Decreto direttoriale 4 agosto 2021, n. 209 di approvazione delle “Linee guida per la redazione e l’implementazione dei piani degli spostamenti casa-lavoro (PSCL)”; il decreto è stato predisposto in riferimento alle previsioni di cui all’articolo 3 comma 5 del Decreto interministeriale n. 179 del 12 maggio 2021.

Le linee guida esaminano i piani spostamenti casa-lavoro in riferimento a:
alla struttura;
alla parte informativa e di analisi;
alla parte progettuale;
all’adozione;
alla comunicazione ai dipendenti della società interessata;
al monitoraggio.

Gli allegati riportano:
i contenuti minimi di un indice tipo di un Pscl;
la scheda informativa su condizioni strutturali aziendali e offerta di trasporto;
la scheda informativa sugli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti;
la metodologia di valutazione dei benefici ambientali.

Art. 1 Adozione
1. È adottato il testo, allegato al presente decreto, delle “Linee guida per la redazione e l’implementazione dei piani degli spostamenti casa-lavoro (PSCL)” di cui al comma 5 dell’articolo 3 del Decreto del Ministro della transizione ecologica di concerto con il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili n. 179 del 12 maggio 2021 pubblicato sulla GU Serie Generale n.124 del 26 maggio 2021.

Art. 2 Ambito di applicazione
1. Come previsto dall’articolo 3, comma 5 del Decreto del Ministro della transizione ecologica di concerto con il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili n. 179 del 12 maggio 2021, le linee guida di cui all’articolo 1 si applicano ai piani degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) delle imprese e delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città’ metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti, fermo restando quanto previsto all’articolo 9, comma 1 del Decreto n.179/2021.

Art. 3 Entrata in vigore
1. Il presente decreto è pubblicato sui siti istituzionali del Ministero della transizione ecologica e del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ed entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Art. 4 Transitorio
1. L’applicazione delle linee guida di cui all’articolo 1 è obbligatoria per i PSCL adottati successivamente al termine di cui all’articolo 9 comma 1 del Decreto n. 179 del 12 maggio 2021

Art. 5 Modifiche
1. Il presente decreto può essere modificato ed integrato con successivi decreti direttoriali del Ministero della transizione ecologica e del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

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CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI

Lo ha reso noto il ministero della Transizione ecologica con un comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 agosto 2021, n. 200

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) è operativo dal 14 gennaio 2017, data di entrata in vigore della Legge 28 giugno 2016, n.132 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.

Esso costituisce un vero e proprio Sistema a rete che fonde in una nuova identità quelle che erano le singole componenti del preesistente Sistema delle Agenzie Ambientali, che coinvolgeva le 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA), oltre a ISPRA


Classificazione dei rifiuti: novità per le linee guida Snpa.

Lo ha reso noto il ministero della Transizione ecologica con un comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 agosto 2021, n. 200, nel quale si rimanda al decreto direttoriale 9 agosto 2021, n. 47, pubblicato nella pagina web istituzionale del dicastero e riportato a seguire.

Per effetto, le linee guida Snpa risultano «integrate dal sotto-paragrafo denominato “3.5.9 – Rifiuti prodotti dal trattamento meccanico/meccanico-biologico dei rifiuti urbani indifferenziati”, da introdurre al capitolo 3 delle stesse, che, allegate al presente provvedimento, ne costituiscono parte integrante e sostanziale».

I riferimenti ai testi normativi comunitari e nazionali si intendono sempre fatti alle versioni in vigore alla data di ultimazione delle presenti linee guida.

Pertanto, anche laddove non espressamente riportato, i riferimenti sono sempre fatti ai testi coordinati, ovvero comprensivi di eventuali modifiche ed integrazioni intervenute sui testi originali.

Ad esempio, ove è citata la decisione 2000/532/CE, tale citazione è da intendersi riferita al testo comprendente gli emendamenti successivamente intervenuti, ivi incluse le ultime modifiche introdotte dalla decisione 2014/955/UE e dalle relative rettifiche.

Laddove, invece, ci si riferisca a una specifica versione della normativa, tale fattispecie è espressamente menzionata nel testo delle linee guida.

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In merito ai riferimenti normativi sugli inquinanti organici persistenti, si segnala che il regolamento 2004/850/CE è stato abrogato e sostituito dal regolamento 2019/1021/UE. Pertanto, nelle presenti linee guida i richiami al regolamento 2004/850/CE sono stati sostituiti con il regolamento 2019/1021/UE.

Trasporti e sicurezza: linee guida

Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel trasporto pubblico con Ordinanza del 30 agosto 2021 del Ministero della Salute.

Pubblicate le nuove linee guida predisposte dal Governo e concordate con le Regioni e le Province autonome, l’Anci e l’Upi per l’organizzazione dei servizi nelle diverse modalità di trasporto in vista della ripresa delle attività lavorative e della riapertura delle scuole.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, le nuove linee guida costituiscono la base di riferimento per la predisposizione dei piani di potenziamento dei servizi che Regioni e Province autonome dovranno inviare al Mims entro il 2 settembre.

Il documento prevede “misure di sistema” valide per ogni tipologia di trasporto, mentre nell’allegato tecnico sono esplicitate le misure di settore per il trasporto aereo, per il settore marittimo e portuale, per il trasporto ferroviario, per il trasporto pubblico locale (automobilistico, metropolitano, tranviario, filoviario, funicolari, lacuale, lacunare), di competenza delle Regioni e delle Province Autonome, e per il trasporto commerciale e non di linea.

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L’articolazione dell’orario di lavoro, differenziato con ampie finestre di inizio e fine di attività lavorativa, è importante per modulare la mobilità dei lavoratori e prevenire conseguentemente i rischi di aggregazione connessi alla mobilità generale.

Ugualmente, importante è anche la differenziazione e il prolungamento degli orari di apertura degli uffici, degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici e delle scuole di ogni ordine e grado.

Rider. Quale Lavoro

Rider. Quale Lavoro? a cura di L. Zappalà e M. Tiraboschi

Professionalità studi Trimestrale on-line di studi su formazione, lavoro, transizioni occupazionali

PROFESSIONALITÀ STUDI
Rivista trimestrale, edita da STUDIUM in collaborazione con ADAPT University Press, per l’analisi e lo studio delle transizioni occupazionali nella nuova geografia del lavoro. Contatto: professionalitastudi@edizionistudium.it

© 2021 ADAPT

– regolazione del lavoro e nuove esigenze di tutela: il caso dei rider
– rider e mercato del food delivery a Catania
– crisi sanitaria e lavoro su piattaforma in Francia e nel Regno Unito
– la regolamentazione del lavoro su piattaforma in Spagna

Il tema dei lavoratori delle piattaforme ha suscitato un ampio interesse nel dibattito italiano che, soprattutto per opera della giurisprudenza, rincorsa dal legislatore, sta progressivamente intervenendo ad affrontare alcuni degli snodi più problematici connessi all’utilizzo del cosiddetto lavoro “alla spina”.

Il dibattitto sul punto, tuttavia, quale punta dell’iceberg di un più complesso mondo che cambia travolto dalla quarta rivoluzione digitale, travalica i confini nazionali per interessare, già da qualche anno, le istituzioni e le parti sociali europee che sembrano in procinto di, o comunque stanno provando a, varare una regolamentazione, non si sa ancora quanto soft o hard, in materia.

Editoriale
MICHELE TIRABOSCHI, La figura dei rider tra regole e contenuti professionali
Ricerche: Rider. Quale lavoro?
LOREDANA ZAPPALÀ, Le condizioni di lavoro nelle piattaforme: quale strategia europea di tutela del lavoro digitale?
LUIGI DI CATALDO, Il mercato del food delivery nella città di Catania. Un caso di studio interdisciplinare: dalla composizione della categoria al rapporto di lavoro.
GIOVANNI PIGLIALARMI, Il nodo (giuridico) del sistema di determinazione del compenso nell’accordo Assodelivery-UGL Rider
CLAIRE MARZO, Crisi sanitaria e lavoratori su piattaforma: un confronto tra Francia e Regno Unito
NANCY SIRVENT HERNÀNDEZ, Actividad de plataformas y Derecho del Trabajo: avances y asignaturas pendientes

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Lingua: Italiano
Numero pagine: 36
Dim. file: 1.24 MB
Rischio: infortuni, psico-sociale
Comparto: commercio e servizi
Parole chiave: discriminazioni, lavori atipici – precari – temporanei

Reddito di cittadinanza ultimi dati

Al 30 giugno 2021 i percettori di reddito di cittadinanza tenuti alla sottoscrizione del patto per il lavoro sono 1.150.152.

Di questi, il 34,1% è stato preso in carico in quanto ha sottoscritto con il centro per l’impiego un patto per il lavoro o dispone di un patto di servizio in corso di validità.

Si tratta di un valore assoluto pari a 392.292 persone, a cui se ne aggiungono 3.727 impegnate in tirocinio.

La maggiore presenza di beneficiari si rileva nel sud e nelle isole, dove risiede il 70,5% del totale delle persone soggette al patto per il lavoro.

Per quel che concerne l’età, si conferma la riduzione dell’età della popolazione di beneficiari soggetti al patto per il lavoro: in particolare, la classe di età degli under 29 a livello nazionale costituisce il 38,6% di tutti i beneficiari.

La Nota di luglio riporta un approfondimento sulla storia lavorativa pregressa delle persone beneficiarie del reddito di cittadinanza tenute al patto per il lavoro: quasi 435mila beneficiari (il 37,8% del totale) hanno avuto un contratto alle dipendenze o parasubordinato negli ultimi 24 mesi.

Tale quota risulta particolarmente differenziata in base al territorio di residenza e al genere. Le beneficiarie donne (che rappresentano il 52,7% del totale) fanno rilevare una quota di persone con esperienze occupazionali pregresse inferiore di 15 punti percentuali rispetto ai beneficiari uomini.

Tra gli under 30, solo poco più di un terzo fa registrare un periodo di occupazione nei due anni precedenti.

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Leggi la nota n. 5/2021

L’Anpal – Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro – è stata istituita dal d.lgs. 150/2015 con lo scopo di coordinare la rete dei servizi per le politiche del lavoro, la gestione delle politiche attive del lavoro, di promuovere l’effettività dei diritti al lavoro, alla formazione e all’elevazione professionale, mediante interventi e servizi che migliorino l’efficienza del mercato del lavoro.

Tramite le proprie strutture di ricerca, l’Agenzia svolge anche analisi, monitoraggio e valutazione delle politiche attive e dei servizi per il lavoro.

La nota mensile è a cura della Struttura di ricerca e consulenza tecnico-scientifica IV Analisi del contesto occupazionale (responsabile Alessandro Chiozza) nell’ambito delle Azioni di sistema per il rafforzamento dei servizi per l’impiego e le politiche attive – Asse occupazione – Priorità 8vii – Monitoraggio e valutazione dei servizi per l’impiego e delle politiche, cofinanziato dal Fse – Pon Spao 2014-20.

Sono autori del testo: Guido Baronio, Alessandro Chiozza, Luca Mattei, Benedetta Torchia.