Domanda di servizi di cloud computing e cyber security

Decreto direttoriale 21 novembre 2025 – Interventi di sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security. Modalità formazione elenco dei soggetti abilitati.

Cos’è

L’incentivo, disciplinato dal decreto ministeriale 18 luglio 2025, è volto a sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi, a fronte dell’acquisizione, da parte degli stessi, di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle a disposizione e/o di soluzioni tecnologiche più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i servizi e prodotti di cloud computing e cyber security dovranno essere forniti da soggetti iscritti in apposito elenco formato e tenuto dal Ministero, con le modalità indicate nel decreto direttoriale 21 novembre 2025.


Il decreto direttoriale del 21 novembre 2025 stabilisce le modalità di formazione dell’elenco dei soggetti abilitati a fornire servizi di cloud computing e cyber security agevolabili per le PMI e i lavoratori autonomi, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025. Questo passaggio è propedeutico all’apertura dello sportello per le domande di contributo.
  • Finalità: Definire le regole per creare un elenco di fornitori privati che possono offrire servizi e prodotti di cloud computing e cyber security agevolabili.
  • Destinatari: Le agevolazioni sono rivolte a PMI e lavoratori autonomi.
  • Obiettivo: Garantire che le risorse pubbliche siano utilizzate per soluzioni di alta qualità e sicurezza.
  • Contesto: È una fase necessaria per il funzionamento degli incentivi previsti dal decreto ministeriale 18 luglio 2025.

Risorse stanziate

Il decreto Mimit del 18 luglio 2025 fissa in 150 milioni di euro le somme stanziate per finanziare gli interventi previsti, provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al ciclo di programmazione 2014-2020.

Una parte delle risorse – pari a 71.065.813,34 euro – è destinata a programmi di spesa da attuare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni previste dal decreto Mimit del 18 luglio 2025:

  • le piccole e medie imprese (PMI),
  • i lavoratori autonomi,

che operano su tutto il territorio nazionale e che, al momento della domanda di accesso, dispongono di un contratto di connettività con velocità minima di 30 Mbps in download.

Per poter usufruire delle agevolazioni, le imprese devono:

a) essere regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e risultare attive;

b) esercitare liberamente i propri diritti, non trovarsi in liquidazione volontaria né essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità di chiusura;

c) essere in regola con gli obblighi assicurativi che coprono i danni causati da calamità naturali o eventi catastrofici, come previsto dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213 e dal decreto-legge 31 marzo 2025, n. 39.

I lavoratori autonomi che non sono obbligati all’iscrizione al Registro delle imprese devono possedere almeno la partita IVA. Resta fermo l’obbligo di iscrizione all’ordine professionale di riferimento, se richiesto per l’attività svolta, oltre al rispetto degli altri requisiti previsti al punto 2, quando compatibili, con modalità di verifica adeguate alla natura della professione esercitata.

Domanda di servizi di cloud computing e cyber security Decreto direttoriale 21 novembre 2025 - Interventi di sostegno alla domanda di servizi
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L’ESG oggi pesa sempre di più sul modo in cui le aziende lavorano

L’ESG oggi pesa sempre di più sul modo in cui le aziende lavorano. Non è solo una sigla. È un modo diverso di prendere decisioni. Le imprese che lo adottano cambiano processi, priorità e rapporti con le persone. Questo porta effetti concreti per chi lavora ogni giorno in fabbrica, in ufficio o nei servizi.

La parte “E” riguarda l’ambiente. Qui le aziende rivedono consumi, sprechi, energia. Quando un’impresa riduce emissioni o aggiorna gli impianti, spesso introduce tecnologie più pulite e sicure. Per i lavoratori significa ambienti meno inquinati, meno rischi, più attenzione alla salute. Anche la manutenzione cambia. Diventa più ordinata, più controllata. Questo riduce incidenti e tempi morti.

La “S” è quella che incide di più sulle persone. Parla di condizioni di lavoro, pari opportunità, formazione, sicurezza. Quando un’azienda decide di migliorare su questo fronte, deve ascoltare i dipendenti e capire dove intervenire. Si vede in turnazioni più gestibili, in procedure più chiare, in ruoli definiti meglio. Cresce anche l’attenzione al benessere. Non parlo di benefit “di moda”, ma di aspetti concreti: pause adeguate, ergonomia, microclima, strumenti più facili da usare. Inoltre investire in formazione diventa una priorità. Le persone ricevono competenze nuove e questo riduce incertezza e stress.

La “G” riguarda la governance. Qui rientrano trasparenza, responsabilità e controllo dei processi decisionali. Quando la governance è solida, il lavoratore sente meno caos. I flussi sono più chiari. Le decisioni seguono criteri leggibili. Le segnalazioni interne vengono trattate in modo serio. Questo crea un clima più stabile e una relazione più corretta tra management e personale.

L’ESG non è un obbligo burocratico. È un modo per rendere l’impresa più solida e più attenta a chi ci lavora dentro. Quando questi principi entrano nelle scelte quotidiane, l’impatto si vede. Migliora la qualità del lavoro, la sicurezza, la fiducia. E un’azienda con persone che stanno meglio lavora anche meglio, cresce e resta competitiva più a lungo.

Le strategie di sostenibilità sono in continua evoluzione e il divario tra leader e ritardatari si sta ampliando». Lo spiega l’edizione 2025 del Reuters Impact Global Sustainability Report, studio realizzato a seguito di un’ampia ricerca qualitativa e di un’indagine completa condotta nel terzo trimestre del 2025 tra operatori e decisori nel campo della sostenibilità.

La continua importanza della sostenibilità – spiega il report – è in gran parte attribuita ai rischi emergenti legati alla sostenibilità che riguardano gli impatti climatici, le vulnerabilità della catena di approvvigionamento e i limiti delle risorse, che sembrano dominare il pensiero dei dirigenti. Questo aspetto è citato da quasi due terzi (61%) dei dirigenti intervistati come uno dei principali motori della priorità data alla sostenibilità, seguito da altre priorità come le aspettative dei clienti, i cambiamenti normativi e le considerazioni relative al marchio.

Questa impostazione incentrata sul rischio posiziona la sostenibilità non come un’aspirazione etica, ma come un elemento fondamentale per la resilienza e il funzionamento dell’azienda

Nuove regole UE per ridurre i rifiuti alimentari e tessili

Nuove regole UE per ridurre i rifiuti alimentari e tessili. Nuove regole UE per ridurre i rifiuti alimentari e tessili: pubblicata la Direttiva Ue 2025/1892.

Il testo legislativo, frutto di un accordo con il Consiglio del febbraio 2025, è stato adottato senza votazione poiché non sono stati presentati emendamenti, in linea con la seconda lettura della procedura legislativa ordinaria.

La direttiva aggiornata introduce obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari, da raggiungere a livello nazionale entro il 31 dicembre 2030: il 10% per la produzione e la trasformazione alimentare e il 30% pro capite per i rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici. Gli obiettivi saranno calcolati sulla media annua 2021-2023.

Su richiesta del Parlamento, i Paesi UE dovranno adottare misure per garantire che gli operatori economici con un ruolo rilevante nella prevenzione e generazione di sprechi facilitino la donazione di alimenti invenduti ancora idonei al consumo umano.


È stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la Direttiva (UE) 2025/1892 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 settembre 2025, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti.

La Direttiva entrerà in vigore il 16 ottobre 2025; gli Stati membri sono tenuti a conformarsi alle nuove disposizioni entro e non oltre il 17 giugno 2027.

Direttiva 2025/1892: entrata in vigore e scadenza per il recepimento
La Direttiva (UE) 2025/1892, che modifica la Direttiva quadro 2008/98/CE sui rifiuti e introduce nuove misure per prevenire e ridurre i rifiuti alimentari e tessili, introducendo obiettivi vincolanti entro il 2030, è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’UE dello scorso 26 settembre 2025 ed entrerà in vigore il 16 ottobre 2025.

Gli Stati membri dovranno ora mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva in questione entro e non oltre il 17 giugno 2027, mentre le imprese dei settori alimentare e tessile dovranno adeguarsi a regole più stringenti su raccolta, riciclo e donazioni.

Riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030

Ogni cittadino europeo produce in media 132 kg di rifiuti alimentari all’anno.

Come previsto dalla nuova Direttiva (UE) 2025/1892, gli Stati membri dovranno adottare le misure necessarie e adeguate per conseguire, entro il 31 dicembre 2030, i seguenti obiettivi di riduzione dei rifiuti alimentari a livello nazionale:

ridurre la produzione di rifiuti alimentari nella trasformazione e nella fabbricazione del 10% rispetto alla quantità di rifiuti alimentari prodotta come media annuale tra il 2021 e il 2023;
ridurre la produzione di rifiuti alimentari pro capite, complessivamente nel commercio al dettaglio e in altre forme di distribuzione degli alimenti, nei ristoranti e nei servizi di ristorazione e nei nuclei domestici, del 30 % rispetto alla quantità di rifiuti alimentari prodotta come media annuale tra il 2021 e il 2023.
In un’ottica di prevenzione della produzione di rifiuti alimentari, gli Stati membri dovranno adottare misure per facilitare la donazione di alimenti invenduti ancora idonei al consumo umano, coinvolgendo direttamente gli operatori economici.

Rifiuti tessili: produttori più responsabili

Ogni anno nell’UE vengono generati 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili (circa 12 kg pro capite). Il testo della nuova Direttiva Ue prevede che gli Stati membri:

provvedano affinché i produttori abbiano la responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili, affini ai tessili o calzaturieri elencati nell’allegato IV quater che essi mettono a disposizione sul mercato per la prima volta, conformemente agli articoli 8 e 8 bis.
possano istituire un regime di responsabilità estesa del produttore per i produttori di materassi conformemente agli articoli 8 e 8 bis.
provvedano affinché un produttore quale definito all’articolo 3, paragrafo 4 ter, lettera d), stabilito in un altro Stato membro e che mette a disposizione per la prima volta sul loro territorio i prodotti tessili, affini ai tessili o calzaturieri elencati nell’allegato IV quater designi, mediante mandato scritto, una persona fisica o giuridica stabilita nel loro territorio quale rappresentante autorizzato al fine di adempiere, sul loro territorio, gli obblighi di un produttore connessi al regime di responsabilità estesa del produttore.
istituiscano un registro dei produttori di prodotti tessili, affini ai tessili o calzaturieri elencati nell’allegato IV quater (“registro dei produttori”) al fine di verificare il rispetto, da parte dei produttori, dell’articolo 22 bis e dell’articolo 22 quater, paragrafo 1. Gli Stati membri rendono obbligatoria l’iscrizione dei produttori nel registro.
Le nuove regole riguarderanno abbigliamento e accessori, cappelli, calzature, coperte, tende, biancheria da letto e da cucina.

Gestione dei tessili di scarto

In merito alla fase di gestione dei tessili di scarto, gli Stati membri dovranno provvedere affinché la raccolta, il carico e lo scarico, il trasporto e lo stoccaggio, così come le operazioni che includono la movimentazione dei prodotti tessili usati e di scarto, nonché i successivi processi di cernita e trattamento, siano protette dagli agenti atmosferici avversi e da potenziali fonti di contaminazione al fine di prevenire danni e contaminazioni incrociate dei prodotti tessili usati e di scarto raccolti. I prodotti tessili usati e di scarto saranno sottoposti a un controllo professionale presso il punto di raccolta differenziata o l’impianto di cernita per identificare e rimuovere gli articoli o i materiali o le sostanze non correttamente conferiti che costituiscono potenziali fonti di contaminazione.

Gli Stati membri dovranno infine provvedere affinché i prodotti, usati e di scarto, tessili, affini ai tessili e calzaturieri raccolti separatamente, anche in conformità dell’articolo 22 quater, paragrafi 8 e 11, siano considerati rifiuti al momento della raccolta.

Relazione ANAC 2024 Appalti, trasparenza e sicurezza

Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busìa, ha presentato il 20 maggio alla Camera dei Deputati la relazione annuale sull’attività svolta nel 2024, sollevando forti preoccupazioni sulla gestione degli appalti pubblici, sull’eccesso di affidamenti diretti e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Conflitto di interessi, inconferibilità, pantouflage: l’esigenza di una riforma armonica
Le amministrazioni devono essere e mostrarsi imparziali. A richiederlo è la nostra Costituzione, prima ancora che la normativa anticorruzione. Eppure continuano a presentarsi di fronte a noi troppi casi di conflitti di interesse, piccoli e grandi, ma tutti capaci di minare la credibilità delle istituzioni.

A fronte della nostra sollecita evidenziazione dei vuoti di tutela che avrebbe lasciato l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, si era fra l’altro risposto che si sarebbe provveduto a compensare l’eliminazione della sanzione penale con un rafforzamento delle tutele amministrative.

Sicurezza sul lavoro: boom di violazioni nei subappalti

Il tema della sicurezza è stato uno dei punti più critici della relazione, come purtroppo evidente dalla cronaca di tutti i giorni .

Nel 2024 il Casellario Anac ha registrato 1.448 annotazioni per violazioni delle norme su salute e sicurezza, con un incremento del 43% rispetto al 2023. I rischi maggiori provengono dai subappalti a cascata, spesso difficilmente monitorabili.

L’assenza di una disciplina organica sul lobbying

Una grave carenza, più volte evidenziata dalle organizzazioni internazionali, è l’assenza di una disciplina organica sulle lobby, più urgente oggi, dopo la limitazione della fattispecie di traffico di influenze illecite e in un’epoca in cui gli strumenti per esercitare pressioni diventano viepiù pervasivi.

Occorre per questo introdurre una regolamentazione che, rifuggendo da impostazioni inutilmente criminalizzatrici, oltre a definire limiti chiari e divieti su eventuali benefici ottenuti – contropartita, diretta o indiretta, rispetto alle scelte pubbliche –, garantisca la piena trasparenza dell’attività dei portatori di interesse, creando canali digitali aperti, attraverso i quali anche le lobby meno strutturate possano far pervenire le loro proposte. Spetterà poi, naturalmente, al decisore pubblico scegliere tra le diverse opzioni, assumendosene però la responsabilità in modo trasparente davanti ai cittadini.

 

Relazione ANAC 2024 Appalti, trasparenza e sicurezza. Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busìa. Scarica.
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Vince la Vita – Storie di speranza e di futuro

Vince la Vita – Storie di speranza e di futuro. Le persone protagoniste di queste narrazioni hanno dimostrato che è possibile ricominciare a vivere reinventando le proprie capacità e potenzialità. Non ci sono limiti a un pensiero e a un sogno di rinascita. INAIL 2025

Questo libro racconta la speranza. Questo libro racconta la forza di chi non si arrende. Questo libro racconta di quanto siano indispensabili l’amore e la solidarietà. Le vicende di persone che dopo aver affrontato il trauma dell’infortunio sul lavoro abbiano trovato la capacità di reinserirsi nella società sono la stella polare di questo volume. Un viaggio che attraverso parole e immagini comunica un’idea fondamentale in grado di allontanare chiusure e ombre interiori ossia che la vita ti aspetta sempre, la vita vince se noi vogliamo.

Le persone protagoniste di queste narrazioni hanno dimostrato che è possibile ricominciare a vivere reinventando le proprie capacità e potenzialità. Non ci sono limiti a un pensiero e a un sogno di rinascita. Forse però non si vince mai da soli, ma sempre insieme a qualcun altro capace di condividere il nostro destino.

Oltre ad essere racconti di vita e di rinascita, queste storie sono anche la testimonianza del valore prezioso degli incontri e dei legami tra le persone, mogli, mariti, fidanzati, amici in grado di accompagnare le persone su un cammino di rinnovamento.

Insieme a loro in questo viaggio alla riconquista di sé, un ruolo fondamentale è svolto dall’Inail che ha seguito queste donne e questi uomini accompagnandoli nel loro percorso di ripresa.

Un infortunio non colpisce esclusivamente una persona ma il mondo nel quale è inserita: la sua famiglia, i suoi affetti più cari, il sistema delle sue relazioni sociali.

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Linee guida sull’IA nel mondo del lavoro

Aperta la consultazione pubblica per le “Linee guida sull’IA nel mondo del lavoro”. Il Ministero del lavoro ha avviato una consultazione pubblica finalizzata a raccogliere contributi e suggerimenti sulle nuove “Linee Guida per l’Implementazione dell’IA nel mondo del lavoro” per una implementazione etica, sicura e responsabile dell’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha avviato la stesura delle “Linee Guida per l’Implementazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel Mondo del Lavoro”: un documento innovativo pensato per aiutare imprese, lavoratori, enti di formazione e intermediari a sfruttare appieno le potenzialità dell’IA, in modo etico, responsabile e centrato sulla persona che sarà oggetto di dialogo anche con le parti sociali. L’obiettivo è favorire produttività, efficienza, benessere e sicurezza in ogni ambiente di lavoro, nel rispetto della dignità individuale e collettiva.

Per raggiungere un risultato il più completo possibile, il Ministero invita tutte le parti interessate a prendere parte a una consultazione pubblica sulla prima bozza del documento.

Attraverso il Portale ParteciPA chiunque potrà inviare suggerimenti, commenti e indicazioni su aspetti tecnici, normativi o di applicazione pratica. Questo percorso partecipativo valorizza l’esperienza e la prospettiva di tutti gli stakeholder, rendendo il processo di definizione delle Linee Guida un vero e proprio esempio di co-design istituzionale.

Al termine della fase di raccolta delle proposte e delle osservazioni da parte degli stakeholder interessati, fissata per il 21 maggio 2025, il Ministero valuterà con attenzione ogni proposta: i contributi più significativi verranno integrati nel testo, citando e ringraziando esplicitamente gli autori.

Partecipare significa contribuire a costruire un futuro del lavoro in cui l’IA sia una straordinaria leva di sviluppo e anche uno strumento di crescita inclusivo e rispettoso del valore umano.

Per aderire alla consultazione clicca qui.

Sperimentazione del coach virtuale AppLI

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha presentato alle Regioni, in data 12 maggio 2025, il progetto dell’Assistente personale per il Lavoro in Italia (AppLI).

Il coach virtuale per l’attivazione e l’orientamento di base, per il quale è stata già conclusa una prima fase di sperimentazione con 6 realtà regionali sarà ora messo a disposizione dei referenti sui territori, così da raccogliere spunti operativi su come rendere AppLI uno strumento capace di lavorare in sinergia con le attività quotidiane dei Centri per l’impiego, a partire dal primo target individuato: quello dei Neet, giovani che non studiano e non lavorano.

La capacità di autonoma interazione attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale di AppLI andrà infatti testata su larga scala e sulla base delle evidenze riscontrate, migliorata, in co-progettazione con le Regioni per permettere allo strumento di evolvere in relazione ai servizi e alle esigenze emerse dai territori.