Dossier scuola 2025. Sicurezza nelle scuole

Dossier scuola 2025: dieci anni di impegno per la salute e la sicurezza nelle scuole

L’Inail celebra la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole con la decima edizione del Dossier scuola

In occasione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole del 22 novembre, l’Inail presenta la decima edizione del Dossier scuola. La pubblicazione raccoglie progetti e iniziative sulla salute e la sicurezza nel mondo della scuola dedicati agli studenti e alle figure che operano nel sistema educativo, realizzati dalle strutture centrali, regionali e territoriali dell’Istituto nell’anno scolastico 2024-2025. Il prodotto, curato dalla Direzione centrale prevenzione, in collaborazione con la Direzione centrale pianificazione e comunicazione, comprende anche una sezione a cura della Direzione centrale patrimonio, che fornisce un aggiornamento sulle attività per il rinnovo del patrimonio edilizio scolastico e una dedicata alla rilevazione statistica degli infortuni denunciati da studenti e insegnanti delle scuole pubbliche statali nel corso dell’ultimo anno scolastico, curata dalla Consulenza statistico attuariale.

Il Dossier compie dieci anni: l’esperienza dell’Inail per la diffusione della cultura della prevenzione nelle scuole. Nel corso degli ultimi dieci anni, sono stati coinvolti quasi 300mila studenti insieme ai docenti e ad altre figure della comunità scolastica. L’analisi delle iniziative di prevenzione raccolte nelle dieci edizioni del Dossier scuola indica alcune tendenze prevalenti: il target di destinatari a cui la maggior parte delle iniziative si rivolge è rappresentato dagli studenti degli istituti secondari di secondo grado; rispetto alle metodologie didattiche adottate, si è riscontrato con maggiore frequenza il ricorso ad incontri informativi e formativi, integrati da esperienze pratiche, attività artistiche, contest e testimonianze di persone infortunate, pur riscontrando, negli ultimi anni, l’introduzione di approcci innovativi, quali gamification e strumenti digitali. Sul piano dei contenuti, la tematica affrontata in modo trasversale risulta essere la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, intesa come insieme dei principi generali della materia. Tra i rischi più frequentemente esaminati si riscontrano il rischio stradale e quello di infortunio nel settore edile, seguiti da ulteriori rischi specifici.

Più sicurezza a scuola: prevenzione e copertura assicurativa. L’attenzione dell’Istituto al mondo scolastico, attraverso la sua mission prevenzionale e assicurativa prosegue, rafforzato anche dalle recenti innovazioni normative. Con la legge n. 21 del 2025, l’igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro entrano ufficialmente tra i contenuti obbligatori dell’insegnamento di educazione civica, con l’obiettivo di formare studenti consapevoli dei rischi, diffondere la cultura della prevenzione e fornire strumenti pratici per affrontare situazioni potenzialmente pericolose. A partire dall’anno scolastico 2025-2026, c’è un’ulteriore novità: grazie alla legge n. 109 del 2025, l’assicurazione Inail diventa strutturale e permanente per tutto il personale scolastico e per gli studenti. La copertura si estende agli infortuni e alle malattie professionali, contribuendo alla creazione di un ambiente di apprendimento più sicuro e tutelato.

Rotoli: “Uno strumento di orientamento per il futuro”. “Il Dossier scuola 2025 si propone non solo come una rassegna delle esperienze maturate – spiega il direttore centrale prevenzione, Ester Rotoli – ma anche come uno strumento di orientamento per il futuro, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza in tutte le componenti del sistema scolastico”.

Fonte INAIL

Dossier scuola 2025 dieci anni di impegno per la salute e la sicurezza nelle scuole prevenzione e copertura assicurativa Sicurezza nelle scuole
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Lavoratori stranieri comunicazione lavoratori

FOCUS TECNICI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO. Fattori di rischio, igiene del lavoro, prevenzione, reinserimento lavorativo e aspetti assicurativi. Comunicazione in materia di salute e sicurezza per i lavoratori stranieri. INAIL 2025

Introduzione

Gli ultimi decenni hanno visto aumentare in maniera pressoché costante il numero di lavoratori stranieri in Italia, provenienti in gran parte da Paesi extra-Ue. Stando al XIV Rapporto annuale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a tutt’oggi essi ammontano a più di 2,3 milioni.

I settori con la più alta incidenza di occupati stranieri sono i seguenti:
servizi personali e collettivi (es. sanità, pulizie, assistenza domiciliare);
agricoltura;
ristorazione e turismo (HO.RE.CA.);
costruzioni.

L’ordinamento giuridico nazionale equipara gli immigrati ai cittadini italiani nel godimento di tutti i diritti correlati al lavoro, tra i quali la tutela della salute e della sicurezza.

Ciononostante, i lavoratori stranieri sono particolarmente suscettibili al rischio di infortunarsi e/o di contrarre tecnopatie, soprattutto a causa di:

difficoltà linguistiche e barriere culturali;
bassa percezione dei pericoli e dell’esposizione a essi;
scarsa conoscenza delle norme di sicurezza in generale e delle procedure di lavoro.

Per mettere gli stranieri in condizione di svolgere la propria attività in maniera sicura e salubre, è essenziale che costoro siano oggetto di efficaci iniziative di informazione/formazione.

L’Inail, con il contributo di diverse strutture – tra le quali la Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza (Ctss) – ha elaborato e messo a disposizione svariati prodotti editoriali che possono essere utilizzati nell’ambito di percorsi informativi e formativi destinati a lavoratori immigrati.


Lavoratori stranieri comunicazione lavoratori. artt. 36 e 37 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i Fattori di rischio, igiene del lavoro, prevenzione.
Download Materiale INAIL

I prodotti possono essere impiegati sia a scopo informativo che formativo, alla luce di quanto prescritto dagli artt. 36 e 37 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. nei confronti dei lavoratori immigrati. INAIL 2025.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E NORMATIVI

1. Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i. “Attuazione dell’Art. 1 della legge 3 agosto 2007 n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”
2. Dipartimento per le politiche sociali, del terzo settore e migratorie del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. XIV Rapporto annuale. Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia, 2024.

Raccolta dei rifiuti e dell’igiene urbana, sicurezza

Salute e Sicurezza per gli Operatori della raccolta dei rifiuti e dell’igiene urbana. La pubblicazione è frutto di uno studio condotto dalla Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail, sviluppato negli anni con attività messe in campo dall’Inail attraverso accordi e protocolli, fin dal 2009, con Federambiente, Fondazione Rubes Triva e Utilitalia e, arricchito in molte sue parti, ricalca la struttura originaria del filone della sicurezza nell’ambito della gestione dei rifiuti.

La produzione dei rifiuti

La produzione complessiva di rifiuti urbani in Europa si attesta attorno ai 230 milioni di tonnellate l’anno, in crescita differenziale per i diversi Paesi, tra i quali si registrano anche alcune flessioni.

In Italia, si rileva un andamento altalenante nell’ultimo decennio, i cui decrementi sono legati alla contrazione dei consumi e all’introduzione di nuove disposizioni normative che hanno modificato la definizione o le modalità di contabilizzazione della raccolta e della gestione dei RU.

La produzione dei rifiuti urbani, nel 2022 è di poco inferiore a 30 milioni di tonnellate, in calo rispetto al 2021; stesso andamento per la produzione pro capite (494 chilogrammi per abitante: -1,6%.

I valori di produzione pro capite più elevati sono registrati al Centro con 532 chilogrammi per abitante). Nel 2022, la raccolta differenziata (RD) è al 65,2% della produzione nazionale, in crescita rispetto al 2021 (circa 19 milioni di tonnellate di cui la metà effettuata al Nord; il Centro e il Sud fanno registrare incrementi maggiori negli ultimi tre anni.

La raccolta porta a porta (manuale), benché questo dato necessiti di maggiori informazioni relative alle gestioni nei territori, rappresenta una rilevante percentuale nell’ambito del sistema di raccolta.

Questo opuscolo è a disposizione di quanti operano nelle attività di raccolta dei rifiuti e spazzamento stradale, ossia per tutti coloro i quali mantengono il decoro e l’igiene delle nostre città e dell’ambiente.

Salute e Sicurezza per gli Operatori della raccolta dei rifiuti e dell'igiene urbana. La pubblicazione. Portaleconsulenti.
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Percorsi formativi in tema di salute e sicurezza

Percorsi formativi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Deliberazione n. XII/421 del Consiglio Regione Lombardia.

Il Consiglio regionale della Lombardia visto

il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007. n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, e i relativi Accordi in Conferenza Stato-Regioni attuativi del decreto legislativo stesso;

vista

la Circolare regionale 17 settembre 2012, n. 7 “Indicazioni in ordine all’applicazione dell’Accordo tra il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, il Ministero della Salute, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3 del d.lgs. 81/08 (rep. Atti n. 223/ esr del 21 dicembre 2011) e per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’art. 37, comma 2 del d.lgs. 81/08 (rep. Atti n. 221/ esr del 21 dicembre 2011)” che recepisce in Lombardia gli Accordi nazionali sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro;

premesso che

dagli Accordi sulla sicurezza si evince che i corsi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro possono essere erogati da una molteplicità di soggetti, tra i quali:

  • i soggetti “istituzionali” come previsti dall’articolo 32 del d.lgs. 81/2008 e ripresi dalla bozza definitiva del nuovo Accordo Stato Regioni, ossia Regioni e PA di Trento e di Bolzano, università, INAIL, Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Scuola superiore della pubblica amministrazione e altre Scuole superiori delle singole

amministrazioni, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero della difesa, Ministero della salute, Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, Ministero dell’interno, Formez, le organizzazioni di volontariato della Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, nei confronti del proprio personale;

  • le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (articolo 32 del lgs. 81/2008) e gli organismi paritetici così come individuati dall’articolo 51 del d.lgs. n. 81/2008. Nella bozza del nuovo Accordo Stato Regioni questi soggetti sono sotto la dicitura/gruppo “Altri soggetti”. La stessa bozza comprende nel gruppo “Altri soggetti” anche i fondi interprofessionali di settore nel caso in cui, da statuto, si configurino come erogatori diretti di formazione;
  • i datori di lavoro, che possono organizzare direttamente i corsi di formazione in applicazione dell’articolo 37, comma 2, del d.lgs. 81/2008 nei confronti dei propri lavoratori, preposti e dirigenti;
  • i soggetti accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’Intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata sulla GURI del 23 gennaio 2009. Per Regione Lombardia si tratta dei soggetti accreditati alla formazione Sezione B che quindi rappresentano una minima parte di soggetti che erogano corsi sicurezza;

considerato che

i corsi in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro devono rispettare gli standard previsti dagli specifici e molteplici accordi sanciti in Conferenza permanente Stato-Regioni, che individuano: gli specifici soggetti erogatori (che sono diversi per ciascuna tipologia di corso), durata e contenuti minimi della formazione, modalità della formazione obbligatoria e della verifica finale di apprendimento, nonché le specifiche dei corsi per l’abilitazione all’uso di determinate attrezzature di lavoro;

atteso che

gli Accordi attualmente esistenti confluiranno in un unico Accordo omnicomprensivo che è in via di definizione a seguito di un complesso e lungo lavoro del gruppo interistituzionale MLPS, INAIL, INL e Regioni all’uopo costituito. Tale accordo, di cui è stata redatta una bozza definitiva, sta concludendo l’iter istituzionale e sarà dunque quanto prima approvato in Conferenza Stato-Regioni;

impegna la Giunta regionale

  • ad avviare l’interlocuzione tra i tecnici delle due direzioni generali coinvolte (DG Welfare e DG IFL) volte a progettare, creare e rilasciare una piattaforma digitale ad hoc che permetta di tracciare e monitorare, con un supporto informatico, i percorsi di formazione in materia salute e sicurezza sul lavoro erogati da tutti gli enti/soggetti titolati – e non solo gli accreditati alla formazione – in modo da consentirne l’attività di controlli ex-ante, in itinere ed ex post;
  • a rivedere, per gli enti accreditati, i requisiti di accesso all’accreditamento dei soggetti formatori che intendono erogare corsi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, creando un’apposita sezione dell’albo dedicata ai soggetti accreditati che erogano tali percorsi; limitando al contempo la formazione FAD/e-learning valorizzando il più possibile la formazione pratica in presenza in quanto si ritiene che questo sia un approccio didattico più coerente per questa tipologia di percorsi. Infine, innalzare il titolo di studio d’accesso, in possesso dei docenti, che erogano la formazione;
  • a consultare la commissione consiliare competente nella definizione dei parametri attuativi dei due punti precedentemente ”.
Percorsi formativi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Deliberazione n. XII/421 del Consiglio Regione Lombardia.
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Raccolta rifiuti, Progetto LIFE, cyber security, Sicurezza

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Raccolta rifiuti organici: Interpello Legambiente al MASE

Interpello ai sensi dell’articolo 3-septies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Chiarimenti sull’applicazione dell’articolo 182-ter del D.lgs. 152/2006 in materia di rifiuti organici.  Raccolta rifiuti organici: Interpello …LEGGI TUTTO


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Life Green Vulcan: “Masterbatch devulcanizzati ad alte prestazioni per il riutilizzo di pneumatici fuori uso in applicazioni di compounding tecnico ad alto volume” La gomma è un materiale di grande …LEGGI TUTTO


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Pubblica Amministrazione, responsabilità sociali, radon, LMS

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 23 del 26 Giugno 2024 Pubblica Amministrazione, responsabilità sociali, radon, LMS. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare …LEGGI TUTTO


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Esperto in radioprotezione e il servizio di prevenzione

Scopo del documento è fare capire ai radioprotezionisti perché – fra le proprie competenze – la conoscenza del d.lgs. 81/08 non possa essere trascurata, ed ai responsabili ed addetti del servizio di prevenzione e protezione perché la radioprotezione non debba essere semplicemente considerata quale materia delegata ad altro “specialista”. INAIL 2024. Esperto in radioprotezione.


PREMESSA

L’obiettivo della radioprotezione è quello di minimizzare l’esposizione alle radiazioni ionizzanti (RI) a carico dei soggetti coinvolti, fatte salve ragionevoli considerazioni di carattere economico e sociale, perseguendo la prevenzione degli effetti deterministici nonché la minimizzazione degli effetti stocastici. La norma che disciplina la radioprotezione è il d.lgs. 101/2020 e s.m.i.

Quanto segue intende porre delle riflessioni utili a creare una sinergia operativa efficace fra le figure di valutazione del rischio introdotte dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i. ‘Testo unico’ per la sicurezza sul lavoro, e quelle introdotte dal d.lgs.101/2020 e s.m.i, dando seguito allo sforzo già profuso dalla Sezione di supporto tecnico al SSN in materia di radiazioni con i prodotti editoriali del 2016 e del 2018.

LE FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE NELLA RADIOPROTEZIONE

Fatte salve le prerogative delle figure giuridiche di prevenzione (datore di lavoro DL,  dirigenti e preposti), le figure tecniche per la prevenzione del rischio in materia di radioprotezione sono due:

l’esperto di radioprotezione (ERP) già esperto qualificato, la cui figura professionale è abilitata al controllo e alla sorveglianza delle sorgenti di radiazioni ionizzanti ai fini della protezione dei lavoratori e della popolazione;

il medico autorizzato (MA), la cui qualifica è riconosciuta attraverso il superamento di un esame di abilitazione presso il Ministero del lavoro, in seguito al quale viene iscritto in un apposito elenco nazionale istituito presso lo stesso Ministero. Il DL è tenuto ad assicurare, mediante uno o più medici autorizzati, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti, apprendisti e studenti (la descrizione delle sue prerogative non è materia di questo lavoro).


Esperto in radioprotezione e il servizio di prevenzione. Scopo del documento è fare capire ai radioprotezionisti d.lgs. 81/08.
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