L’attacco hacker alla Regione Lazio

L’attacco hacker alla Regione Lazio è stato portato a segno utilizzando un ransomware. Un attacco che mira a bloccare i sistemi informatici, cifrandoli e rendendolo inutilizzabili fino al pagamento di un riscatto (il ransom, in inglese).

Così, mentre proseguono le investigazioni, gli esperti hanno già dato il loro vaticinio. Ma, a parte le notizie trapelate dalla Regione Lazio e non confermate, non si conosce l’entità del riscatto che sarebbe stato richiesto.

L’attacco informatico contro la regione Lazio è stato apparentemente scatenato da un utilizzatore di LockBit 2.0, ossia una sorta di virus informatico dato in appalto da una società madre (Il gruppo di criminali informatici Blackmatter, ex Darkside) in cambio di una quota dei riscatti ottenuti da chi lo utilizza “affiliandosi”.

Secondo le prime ricostruzioni degli esperti, la Regione non sarebbe quindi stata colpita direttamente e non sarebbe l’unica vittima poiché “l’intrusione” avrebbe riguardato un importante MSSP italiano, ossia un fornitore di servizi a cui si appoggia la regione ma non solo.

Lockbit, la gang criminale che ha creato il ransomware che ne porta il nome, sul proprio sito nel Darkweb offre un articolato sistema di affiliazione, per consentire ad altri criminali informatici di usare il loro software e guadagnarci.

Pertanto il rischio immediato è che, sull’onda del successo di questo attacco ransomware, altri soggetti vorranno “affittare” il software malevolo, aprendo così uno scenario completamente nuovo e ancora più pericoloso. I gruppi ransomware si creano e si disfano a piacere, comportandosi come aziende legittime con tanto di customer care per gestire le richieste delle vittime sui pagamenti e i tempi della decifrazione dei sistemi bloccati.

Somigliano a delle startup che si fanno finanziare, crescono, creano nuovi prodotti, e poi vendono rami d’azienda, ne creano di nuove in seguito alle “cessioni societarie” o ne avviano altre come “forks” cioè sviluppando in proprio l’evoluzione ulteriore del software originario, malevolo in questo caso.

La statunitense Colonial Pipeline, colpita da un ransomware (virus informatico che “sequestra” i dati criptandoli e li “libera” solo dietro pagamento di un riscatto, generalmente in bitcoin, ndr) dopo ripetuti tentativi falliti per ripristinare la funzionalità delle sue infrastrutture ha scelto di pagare. In entrambi i casi parliamo di grandi società che non mancano di risorse finanziarie e/o tecniche.

Il LockBit Ransomware è emerso nel panorama dei malware nel settembre 2019, quando è stato offerto in uno schema RaaS (Ransomware-as-a-Service). Gli operatori della minaccia stavano cercando affiliati che eseguissero gli attacchi ransomware effettivi e poi dividessero i profitti: gli affiliati avrebbero incassato circa il 70-80% dei fondi mentre il resto sarebbe stato dato ai creatori di LockBit.

Applicazione dei Mog ai sensi del d.m. 13/02/2014

Fruibilità e applicabilità dell’esempio di compilazione della modulistica del DM 13/02/2014 per un’agenzia di viaggi

Pubblicazione realizzata da Inail
Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp)
Dipartimento medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila)
Direzione centrale prevenzione

Le sinergie e il lavoro in rete finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro

Il radicamento e la diffusione della cultura della sicurezza nell’ambito del settore terziario rappresentano, nella visione di Sistema Impresa ed Inail, una priorità che può e deve essere perseguita attraverso una stretta cooperazione allo scopo di fornire alle micro, piccole e medie imprese prassi semplificate, aggiornate e innovative.

Il percorso comune intrapreso da Sistema Impresa e dall’Istituto ha prodotto un esempio di attuazione dei modelli di organizzazione e di gestione (Mog) rivolto al comparto dei servizi. Si tratta di un contributo esemplificativo degli adempimenti a carico del datore di lavoro che rappresenta una tappa importante per il miglioramento delle condizioni di lavoro all’interno del terziario, settore economico strategico sul piano dell’occupazione e della costruzione del Pil.

I benefici dell’implementazione e utilizzo dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (Sgsl) infatti sono molteplici e ormai ampiamente riconosciuti: l’innalzamento qualitativo dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; la riduzione dei costi sociali derivanti da incidenti, infortuni e malattie professionali conseguenti alla diminuzione dei livelli di rischio ai quali sono esposti dipendenti, clienti e fornitori; l’aumento dell’efficienza e delle prestazioni dell’impresa; il miglioramento dell’immagine e della reputazione interna ed esterna dell’azienda.

L’Inail da tempo promuove l’adozione dei Sgsl e dei Mog regolamentati dal d.lgs. 231/2001, con la finalità di contribuire al superamento della logica del mero adempimento e dell’approccio esclusivamente tecnico, valorizzando la prevenzione e l’impostazione manageriale di carattere partecipativo.

Un quadro ideale e operativo nel quale opera anche Sistema Impresa, una realtà significativa del sistema economico e produttivo del Paese, attraverso gli enti bilaterali istituiti con il sindacato dei lavoratori Confsal, tra i quali spiccano Formazienda – il Fondo paritetico Interprofessionale Nazionale per la formazione continua – e l’Ente bilaterale nazionale del terziario Ebiten.

La sfida che Sistema Impresa e Inail hanno affrontato congiuntamente, in piena sintonia, ha evidenziato una volontà concorde nel diffondere una superiore consapevolezza in merito al ruolo della sicurezza quale premessa necessaria per elevare gli standard dei servizi e delle prestazioni delle imprese.

Il lavoro illustrato dalla presente pubblicazione prosegue e completa, nell’ambito dell’accordo stipulato tra Inail e Sistema Impresa nel 2017 e rinnovato nel 2019, il primo esempio di compilazione della modulistica di cui al d.m. 13/02/2014 finalizzato alla divulgazione e al supporto all’adozione di tale modulistica per l’implementazione di Mog conformi al decreto stesso.

Un’iniziativa che acquisisce oggi un valore assolutamente prezioso a causa della crisi economica e sociale indotta dalla pandemia. Una fase di grave difficoltà che ha colpito tutto il mondo del lavoro, senza eccezioni, minacciando però in modo particolare le micro, piccole e medie imprese del settore terziario dalla filiera del turismo a quella della ristorazione. Si tratta infatti delle attività più esposte anche in ragione del fatto che prevedono necessariamente il contatto con il pubblico.

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Privacy, Sicurezza, smart working

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sicurezza delle macchine alimentari

 

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Pubblicata dal Ministero del Lavoro una nota del 14 luglio 2021 con chiarimenti sulla comunicazione da parte delle aziende delle istanze di lavoro agile, smart working. Oggetto: Comunicazione smart working … LEGGI TUTTO

Documenti, CF e Partita Iva, successione

 

Al via i nuovi servizi web per ricevere certificati e consegnare documenti. Debutta anche la dichiarazione di Successione con la compilazione assistita Al via tre nuovi servizi sul sito delle …LEGGI TUTTO

ACCREDITAMENTO E CERTIFICAZIONE AI SENSI DEL GDPR

 

FAQ Garante PRIVACY FAQ del Garante per la Protezione dei Dati Personali e di Accredia in materia di accreditamento e certificazione ai sensi del Regolamento Generale per la Protezione dei …LEGGI TUTTO

Microsoft ha svelato Windows 365

 

Microsoft ha svelato ufficialmente Windows 365, il nuovo servizio che porta l’esperienza dei sistemi operativi Windows 10 e Windows 11 sul cloud. La novità è arrivata nel corso dell’edizione annuale …LEGGI TUTTO

Linee guida COOKIE

 

COOKIE: dal Garante privacy nuove Linee guida a tutela degli utenti Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento – 10 giugno 2021 (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 163 del…. LEGGI TUTTO

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Newsletter 24 del 6 Luglio 2021

sicurezza delle macchine alimentari

L’ACCERTAMENTO TECNICO PER LA SICUREZZA DELLE MACCHINE ALIMENTARI

INAIL 2021

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici

L’Inail è stato individuato dal legislatore come organo tecnico delle autorità preposte alla sorveglianza del mercato dei prodotti immessi sul mercato ai sensi della direttiva macchine; in tale contesto l’Istituto predispone pareri tecnici anche sulla conformità delle macchine alimentari, verificando il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza individuati come carenti in fase di avvio dell’iter di sorveglianza.

Nel corso degli anni è emerso sempre più prepotentemente come la condivisione delle informazioni possa rendere più efficace l’attività di controllo del mercato, evitando di replicare azioni già intraprese ovvero evidenziando situazioni pericolose che necessitano di particolare attenzione da parte delle figure preposte alla vigilanza, e aiutare datori di lavoro/utilizzatori e distributori nella fase di scelta dei prodotti da mettere a disposizione dei lavoratori.

In tale ottica, partendo dalla banca dati che Inail negli anni ha composto per gestire l’attività di accertamento tecnico, con questo documento si è inteso collezionare delle schede tecniche sulle macchine afferenti al comitato tecnico normativo – TC 153 macchine alimentari, che trattano le più significative non conformità rilevate, evidenziando, rispetto allo stato dell’arte di riferimento, le soluzioni costruttive ritenute accettabili, al fine di promuovere un miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, come previsto nella mission istituzionale.

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Priorità strategiche Sicurezza

Il quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027 della Commissione europea definisce le priorità e le azioni chiave per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori, affrontando i rapidi cambiamenti che si stanno verificando nell’economia, nell’evoluzione demografica e nei modelli di lavoro.

Priorità strategiche

Il quadro strategico adotta un approccio tripartito ─ coinvolgendo le istituzioni dell’UE, gli Stati membri, le parti sociali e altre parti interessate ─ e si concentra su tre priorità chiave:

anticipare e gestire il cambiamento nel contesto della transizione verde, digitale e demografica;
migliorare la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e adoperarsi per raggiungere un approccio «Visione Zero» rispetto alla mortalità connessa al lavoro;
aumentare la preparazione per rispondere alle crisi sanitarie attuali e future.

Attuare il quadro ─ un ruolo chiave per l’EU-OSHA

Il successo del quadro dipende dalla sua attuazione a livello europeo, nazionale, settoriale e aziendale, in termini di applicazione efficace, dialogo sociale, finanziamento, sensibilizzazione e raccolta di dati.

Grazie alla sua vasta rete di partner, l’EU-OSHA si trova in una posizione privilegiata per agevolare l’azione, la cooperazione e lo scambio e realizzare gli ambiziosi obiettivi del quadro.

Gli studi prospettici e i progetti di sintesi dell’EU-OSHA mirano a prevedere i rischi e a individuare le priorità al fine di orientare la formulazione delle pratiche e delle politiche in materia di SSL in settori quali la digitalizzazione e i lavori ecosostenibili, nonché lo stress e i rischi psicosociali.

L’EU-OSHA fornisce inoltre risorse di facile utilizzo a sostegno dell’applicazione di misure di prevenzione nei luoghi di lavoro, mettendo a disposizione numerose guide che aiutano a preservare la sicurezza dei lavoratori durante la pandemia, siano essi esposti in prima linea o in fase di adattamento al telelavoro da casa.

Il suo coinvolgimento nella tabella di marcia sugli agenti cancerogeni e le sue campagne Ambienti di lavoro sani e sicuri dimostrano l’impegno dell’Agenzia nel promuovere, in tutta Europa e non solo, una cultura della prevenzione che rappresenta un elemento cardine della politica di SSL dell’UE.

Per saperne di più, consulta il quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027

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Sicurezza lavoro lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali

Regione Toscana Legge regionale 4 giugno 2021, n. 18
Disposizioni per la tutela e la sicurezza del lavoro dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali. B.U.R. 14 giugno 2021, n. 57

Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente della Giunta promulga

la seguente legge:

PREAMBOLO
Il Consiglio regionale

Visto l’articolo 35 e l’articolo 117, comma terzo, della Costituzione;
Visto l’articolo 4, comma 1, lettera a), dello Statuto;
Vista la direttiva 89/391/CEE del 12 giugno 1989, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro;
Visti gli articoli 2087 e 2094 del codice civile;
Vista la legge 3 agosto 2007, n. 123 (Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia) e, in particolare, gli articoli 1 e 4;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 dicembre 2007 (Esecuzione dell’accordo del 1° agosto 2007 “Patto per la tutela della salute e della prevenzione nei luoghi di lavoro”);
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2007 (Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro);
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e, in particolare, gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10, 11, 13, 20, 47, 50, 51;
Vista la legge 22 maggio 2017, n. 81 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato);
Visto il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183), e in particolare il Capo V-bis Tutela del lavoro tramite piattaforme digitali;
Vista la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale);
Vista la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 (Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale);
Vista la legge regionale 4 giugno 2019, n. 28 (Forme di collaborazione interistituzionale in tema di sicurezza del lavoro, ambiente, salute e cultura della legalità);
Considerato quanto segue:
1. La Regione Toscana, nel rispetto e nell’osservanza delle competenze legislative dello Stato, intende esercitare compiutamente e secondo il principio informatore della leale collaborazione, la propria competenza concorrente in materia di tutela e sicurezza del lavoro e di tutela della salute, al fine di porre in essere tutte le azioni e misure possibili per raggiungere l’obiettivo di garantire ai lavoratori del settore dell’economia digitale una maggiore tutela e sicurezza della loro prestazione lavorativa resa tramite piattaforma digitale;
2. È necessario continuare, in attuazione dei programmi regionali di sviluppo succedutisi nel tempo, le molteplici azioni sui temi della sicurezza sul lavoro e della politica di prevenzione partecipata, da sempre perseguita e realizzata, mediante il costante confronto e lavoro con i soggetti istituzionali previsti dalla normativa nazionale dedicata, quale il d.lgs. 81/2008, e con altri soggetti pubblici e privati, per consentire che i profondi cambiamenti nel mondo del lavoro non trascurino le garanzie dei diritti del lavoratore, in primis “persona”, indipendentemente dal tipo del contratto di lavoro sottoscritto;
3. Da alcuni anni, maggiormente ora in un periodo di pandemia da COVID-19, si assiste ad un mutamento per ciò che concerne l’organizzazione del lavoro e il rapporto di lavoro, che non appaiono inquadrabili secondo gli schemi consolidati previsti dall’ordinamento, bensì presentano caratteri del tutto nuovi;
4. Il legislatore nazionale, anche sulla scorta di sentenze di merito e di legittimità, ha preso atto delle pronunce intervenute e ha provveduto a recepire, in parte, la necessità di ricondurre alle nuove tipologie contrattuali flessibili la tutela applicabile ai lavoratori stabili, nella consapevolezza che, comunque, occorra perlomeno perseguire l’integrazione di standard di sicurezza che tengano conto della frammentazione dei nuovi lavori, al fine di incrementarne i livelli e, più in generale, il benessere del lavoratore;
5. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’INAIL e l’Ispettorato nazionale del lavoro hanno emanato circolari per dare istruzioni operative ai fini della vigilanza e del controllo delle nuove prescrizioni legislative in merito alla tutela e alla sicurezza introdotte dal decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101 (Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali), convertito con modificazioni dalla legge 2 novembre 2019, n. 128, modificativo del d.lgs. 81/2015;
6. Il piano nazionale della prevenzione (PNP)2020 – 2025, approvato con l’intesa del 6 agosto 2020 in sede di Conferenza Stato -Regioni, nella parte dedicata ad infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali – strategie, ricorda: “….la necessità strategica di agire su tutto il sistema complesso dei diversi attori coinvolti nelle politiche di prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro e, in particolare, di: rafforzare il coordinamento tra Istituzioni e partenariato economico-sociale e tecnico-scientifico, anche attraverso il miglioramento del funzionamento del Sistema Istituzionale di coordinamento ex D.lgs. 81/08, realizzare un confronto costante all’interno del Comitato (ex art. 5 D.lgs. 81/08) nonché della Commissione Consultiva permanente (ex art. 6 D.lgs. 81/08), per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, garantire l’operatività dei Comitati Regionali di Coordinamento art. 7 previsti dal D.lgs. 81/08 ai fini della corretta attuazione delle politiche di prevenzione e del corretto feedback dal territorio” ;
7. La Regione Toscana con deliberazione della Giunta regionale 21 dicembre 2020, n. 1607 (Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025. Recepimento dell’Intesa di Conferenza Stato-Regioni rep. 127/CSR del 06/08/2020), ha recepito il sopracitato PNP, espressamente prevedendo: “… nell’elaborazione del Piano Regionale per la Prevenzione (PRP) 2020-2025 siano applicati la visione, i principi, le priorità e la struttura del Piano Nazionale per la Prevenzione, il più possibile integrati e trasversali rispetto ad obiettivi e azioni, con i quali si intende dare attuazione a tutti i macro obiettivi ed ai programmi predefiniti e liberi del medesimo PNP”;
8. Il piano sanitario sociale integrato regionale (PSSIR) 2018 – 2020 approvato con deliberazione del Consiglio regionale 9 ottobre 2019, n. 73 (Piano sanitario e sociale integrato regionale 2018 – 2020), in ambito sicurezza del lavoro nella parte dei destinatari dedicato ai lavoratori, prevede espressamente: “Le scelte per favorire la salute dei lavoratori convergono sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. In tale ottica è necessario individuare i settori di maggiore rischio per i lavoratori, con particolare riferimento alle situazioni emergenti nell’evoluzione del mercato del lavoro. In coerenza con l’approccio del Piano Nazionale per la Prevenzione, si continua a sviluppare un’attività multiprofessionale di analisi dei flussi informativi su Infortuni e Malattie da lavoro nei vari ambiti e settori di attività, al fine di individuare le relative incidenze e i rischi prevalenti e particolari (lavori ad alto rischio, sostanze pericolose, impatto delle tecnologie ecc.)”;
9. La Regione Toscana con l’approvazione della deliberazione della Giunta regionale 15 marzo 2021, n. 231 (Approvazione delle linee di indirizzo per l’attività di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro di competenza della Regione e dei dipartimenti delle Aziende sanitarie territoriali), nella premessa riassuntiva e programmatica del lavoro di competenza del settore, descrive: “Sono venute all’attenzione, con tutte le loro criticità, professioni emergenti molto attive durante la fase acuta della pandemia, che presentano quindi più elevati rischi di contagio, quali quella dei ciclo fattorini (riders), magazzinieri e consegnatari a domicilio, ma sono risultati più evidenti anche specifici rischi lavorativi in senso tradizionale (elevati ritmi di lavoro, turnazione, rischi legati alla circolazione stradale e alla sotto tutela lavorativa)”, e per tali tipologie di lavoratori, nel periodo di emergenza della pandemia, sono state adottate misure specifiche per garantire informazioni e materiale per la protezione dal virus, nonché sono stati attivati tavoli di confronto con altri soggetti istituzionali per individuare strategie comuni;
10. La Regione Toscana ha avviato un confronto sulla problematica relativa ai lavoratori “riders” nell’ambito del Comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di cui all’articolo 7 del d.lgs. 81/2008; fin dal luglio 2020, e ha ripreso l’argomento nella seduta di insediamento del Comitato, rinnovato nella sua composizione con deliberazione della Giunta regionale 21 dicembre 2020, n. 1614, incontrando il favore di tutte le istituzioni preposte e delle parti sociali ad avviare una progettualità condivisa;
11. È indispensabile, al fine di circoscrivere e ridurre rischi di infortunio, con conseguenze onerose non solo per le evidenti ricadute per il sistema sanitario regionale e sulla capacità dello stesso sistema di affrontare efficacemente le problematiche che da esso derivano, ma altresì per le imprese, intraprendere un percorso di studio e analisi partecipato da tutte le persone, datori di lavoro, lavoratori, rappresentanze sindacali, operanti nei vari settori operativi con programmi e piattaforme digitali per acquisire consapevolezza di tutto ciò che occorre predisporre per consentire il lavoro in sicurezza;
12. È opportuno prevedere una serie di azioni per redigere e concordare un codice d’informazione e comportamento che consenta una maggiore conoscenza dei diritti e dei doveri di tutti gli operatori della cosiddetta “economia digitale” per garantire dignità al lavoratore “flessibile” e competitività alle imprese, quali soggetti attuatori di una politica condivisa per il lavoro in sicurezza;
13. È necessario, al fine di ridurre il rischio di eventi tragici, che la fondamentale e corretta osservanza delle regole poste dalla legislazione statale sia approfondita, con la previsione di una formazione mirata ad essa, rivolta ai lavoratori cosiddetti flessibili e a coloro che si avvalgono della loro attività, a cui devono seguire necessariamente la vigilanza e il controllo da parte dei soggetti individuati dalla normativa nazionale ad esso preposti;
14. La Regione Toscana s’impegna pertanto a porre in essere azioni e interventi che trovino il coinvolgimento sia delle istituzioni preposte, sia della società civile, per dare attuazione, quale soggetto istituzionale compartecipe previsto dal d.lgs. 81/2008, a quanto previsto nel PNP e come specificatamente indicato nel PSSIR: “implementare e migliorare sia in termini qualitativi che quantitativi i risultati delle politiche e delle azioni regionali messe in atto in materia di sicurezza sul lavoro nel corso degli anni, estendendo tale progettazione all’intero territorio regionale ed in maniera sistematica a tutte le attività classificate ad alto rischio”;
15. Il Consiglio Regionale con la mozione 23 marzo 2021, n. 263, approvata all’unanimità, si è impegnato ad “elaborare uno specifico provvedimento che, nel rispetto della competenza regionale in materia, abbia quale obiettivo l’introduzione di disposizioni finalizzate ad accrescere la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”;
Approva la presente legge

Art. 1
Oggetto

1. La Regione Toscana nel perseguimento della finalità prioritaria del diritto alla tutela della dignità del lavoratore e del diritto alla sicurezza dei luoghi di lavoro, di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), dello Statuto, con la presente legge detta disposizioni per incrementare la tutela e la sicurezza del lavoro dei lavoratori organizzati dalle imprese mediante programmi e piattaforme digitali, prescindendo dalla tipologia del contratto di lavoro sottoscritto, nonché la salute e sicurezza della collettività nel caso di prestazioni svolte in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
2. Le azioni e le misure volte al raggiungimento della finalità sono concertate, in attuazione del principio di leale collaborazione, con i soggetti istituzionali previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2007 (Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro), al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune.

Art. 2
Accordi di collaborazione

1. In materia di sicurezza nei luoghi di lavoro possono essere sottoscritti accordi di collaborazione ai sensi della legge regionale 4 giugno 2019, n. 28 (Forme di collaborazione interistituzionale in tema di sicurezza del lavoro, ambiente, salute e cultura della legalità). Tali accordi costituiscono forme di collaborazione aggiuntive e complementari rispetto alle forme di coordinamento previste dall’articolo 7 del d.lgs. 81/2008 e dal d.p.c.m. 21 dicembre 2007.

Art. 3
Programmazione

1. Il piano nazionale della prevenzione (PNP), approvato con l’intesa siglata, in data 6 agosto 2020, in sede di Conferenza Stato, regioni e province autonome, definisce gli elementi strutturali per un progressivo miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, con specifica previsione di una linea centrale con obiettivo il rafforzamento della salute globale del lavoratore.
2. Al fine di valorizzare l’azione di prevenzione di competenza regionale per l’obiettivo di cui al comma 1, occorre dare maggior rilievo al sistema di sorveglianza epidemiologica e la realizzazione di piani regionali di prevenzione mirati a specifici comparti o rischi.
3. La Giunta regionale, in coerenza con quanto definito a livello nazionale con il PNP e in osservanza delle prescrizioni contenute per le procedure e nei tempi stabiliti nell’intesa del 6 agosto 2020, pianifica le azioni di propria competenza per migliorare l’efficacia degli interventi sul territorio definendo e realizzando progetti, piani di prevenzione e interventi di vigilanza.

Art. 4
Lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali

1. La Giunta regionale, con deliberazione, approva un progetto di analisi e valutazione dei rischi, da svilupparsi con i servizi prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro (PISLL) delle aziende unità sanitarie locali (USL), ad integrazione delle linee di indirizzo per l’attività di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro di competenza della Regione e dei dipartimenti delle aziende USL, relativo alle specificità emergenti nel contesto dell’economia digitale dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali, che porti alla elaborazione di un documento tecnico di riferimento regionale, il documento tecnico di valutazione dei rischi dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali, di seguito denominato “Documento tecnico”.
2. Il progetto di cui al comma 1, che si configura come modello territoriale partecipativo con le parti sociali, sindacali e datoriali, ha l’obiettivo di prevedere l’attività di vigilanza da parte dei servizi PISLL, nel contesto del territorio regionale ove operano i lavoratori, per un monitoraggio costante del rispetto delle disposizioni normative in materia di sicurezza, ivi compresa l’applicazione del Documento tecnico.
3. Il Documento tecnico, nell’analisi dei rischi e nella progettazione delle azioni di contrasto, tiene conto, in particolare, dei seguenti obiettivi ai sensi del d.lgs. 81/2008:
a) valutare i rischi lavorativi tradizionali, nonché quelli specifici per la peculiare attività che svolgono i lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali, a prescindere dalla tipologia di rapporto di lavoro, quali lo stress lavorativo intrinsecamente connesso ai tempi di consegna, l’assegnazione dei turni, la distribuzione delle occasioni di lavoro e dei luoghi di svolgimento dell’attività;
b) definire le modalità di mitigazione dei rischi e individuare i dispositivi di protezione individuale più idonei per lo svolgimento dell’attività;
c) definire e proporre i contenuti di dettaglio della formazione specifica e obbligatoria a carico delle imprese di cui all’articolo 37 del d.lgs. 81/2008, in conformità agli accordi richiamati dallo stesso articolo, con particolare attenzione al Codice della strada e al mezzo di trasporto utilizzato per la prestazione di lavoro, per impedire che i lavoratori possano correre rischi a causa della loro scarsa conoscenza dei rischi stessi e delle regole da osservare nonché a maggior tutela della collettività;
d) prevedere iniziative di informazione specifica sulle malattie professionali;
e) prevedere un obbligo di sorveglianza sanitaria e di visite mediche preventive e periodiche a carico delle aziende;
f) prevedere a carico delle imprese la dotazione di abbigliamento tecnico consono allo svolgimento della prestazione di lavoro, considerati anche i turni di notte e le condizioni atmosferiche avverse, nonché la dotazione dei dispositivi di sicurezza;
g) promuovere l’istituzione del rappresentante per la sicurezza dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali a prescindere dalla tipologia del contratto di lavoro sottoscritto;
h) definire le modalità di vigilanza da parte dei servizi PISLL delle aziende USL.
4. I servizi PISLL delle aziende USL predispongono azioni di controllo specifico del rispetto della normativa in materia di sicurezza, in applicazione del Documento tecnico, svolgendo anche un’azione di prevenzione e monitoraggio al fine di individuare comportamenti elusivi delle prescrizioni in materia di sicurezza o pratiche pericolose, per la loro correzione o eliminazione.

Art. 5
Relazione al Consiglio regionale

1. Entro il 31 gennaio 2022 la Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale una relazione sullo stato di elaborazione del Documento tecnico e sull’avvio dell’attività di vigilanza.
2. Il Consiglio regionale può elaborare indirizzi per le attività da intraprendere nell’anno successivo.

Art. 6
Norma finanziaria

1. La presente legge non comporta oneri a carico del bilancio regionale.
La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Toscana.

GIANI

Firenze, 4 giugno 2021
La presente legge è stata approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 25.05.2021.

Rifiuti Speciali, Sicurezza, la formazione, bando, Green Pass

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Bandi, Sorveglianza, disturbi muscoloscheletrici.

News sicurezza ambiente qualità  E-learning HSE, Banca dati Newsletter 28 del 4 Agosto 2021, Bandi, Sorveglianza, disturbi muscoloscheletrici. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail … Read More

38 milioni per i nuovi bandi

Brevetti+, Marchi+ e Disegni+, 38 milioni per i nuovi bandi. Le Pmi potranno richiedere gli incentivi a partire da settembre A partire da settembre le PMI potranno presentare le domande per richiedere … Read More

COVID e Telelavoro

Disciplinare il telelavoro nell’Europa post COVID-19 Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro La pandemia di COVID-19 ha costretto molte imprese ad adottare il telelavoro. Per il … Read More

DMS, digitalizzazione del lavoro

La digitalizzazione del lavoro: rischi psicosociali e disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati disturbi muscoloscheletrici (DMS) La digitalizzazione dell’economia ha modificato la natura del lavoro mediante il telelavoro, il lavoro su piattaforma digitale … Read More

Stare in piedi vincolato a lungo al lavoro

Posizioni in piedi forzate per periodi prolungati: effetti sulla salute e consigli in materia di buone pratiche Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro Rapporto sugli effetti … Read More

Stress termico ambientale

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO Nota 2 luglio 2021, n. 4639 Tutela dei lavoratori – Stress termico ambientale In considerazione dei rischi cui risultano esposti i lavoratori in conseguenza delle condizioni … Read More

L’attacco hacker alla Regione Lazio

L’attacco hacker alla Regione Lazio è stato portato a segno utilizzando un ransomware. Un attacco che mira a bloccare i sistemi informatici, cifrandoli e rendendolo inutilizzabili fino al pagamento di … Read More

Sorveglianza sanitaria eccezionale proroga

Sorveglianza sanitaria eccezionale: proroga dei termini Sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2021 i termini sulla sorveglianza sanitaria eccezionale. Prorogati fino al 31 dicembre 2021 i termini delle disposizioni … Read More

Reddito di cittadinanza ultimi dati

Al 30 giugno 2021 i percettori di reddito di cittadinanza tenuti alla sottoscrizione del patto per il lavoro sono 1.150.152. Di questi, il 34,1% è stato preso in carico in quanto ha sottoscritto con … Read More

Credito imposta, Formazione, GDPR, Green Pass

News sicurezza ambiente qualità  E-learning HSE, Banca dati Newsletter 27 del 28 Luglio 2021, Credito imposta, Formazione, GDPR, Green Pass. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare … Read More

Formazione nuovo credito di imposta

DL Sostegni-bis: tax credit formazione professionale di alto livello Le imprese che sostengono direttamente la formazione del proprio personale nell’ambito delle nuove tecnologie o che pongono in essere iniziative finalizzate allo sviluppo e all’acquisizione … Read More

Apertura anno scolastico

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle istituzioni scolastiche la nota operativa con le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza sanitaria per l’avvio del prossimo anno scolastico 2021-2022. Il Ministero … Read More


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Newsletter 22 del 16 giugno 2021