Cosa sprechiamo, Covid-19, Check-List

News sicurezza ambiente qualità  E-learning HSE, Banca dati Newsletter 17 del 13 MAGGIO 2021, Cosa sprechiamo, Covid-19, Check-List.

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Cosa sprechiamo

il nuovo rapporto globale evidenzia il problema dello spreco di contenitori per bevande. Il rapporto attinge ai dati di 93 paesi, su un periodo di 20 anni, per esaminare le … LEGGI TUTTO

Covid-19 e industria alimentare

Il nuovo numero di Dati Inail, mensile curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, è dedicato all’industria alimentare, un ambito produttivo che ha resistito agli effetti depressivi dell’emergenza sanitaria da nuovo …LEGGI TUTTO

SARS-CoV-2 in contesti professionali

Test per SARS-CoV-2 in contesti professionali. Considerazioni sull’uso del rilevamento rapido dell’antigene, inclusi gli auto-test per SARS-CoV-2 in contesti professionali Questo rapporto tecnico congiunto del Centro europeo per la prevenzione …LEGGI TUTTO

MALATTIE DELLA PELLE

MALATTIE DELLA PELLE: ANALISI PER COMPARTI ECONOMICIE PROFESSIONI DEI LAVORATORI INAIL 2021 Sistema di sorveglianza delle malattie professionali Le malattie della pelle in cui l’attività lavorativa svolge un ruolo causale … LEGGI TUTTO

Integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro

I due opuscoli, realizzati in occasione della nuova campagna di comunicazione “Con Inail, ricomincio dal mio lavoro, sul reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro, contengono una sintesi delle … … LEGGI TUTTO

Check-List Rls – Rlst – Rsu – Rsa

Ambienti di lavoro Check List Rls – Rlst – Rsu – Rsa A cura dell’ufficio Ambiente Salute e Sicurezza Uilm Nazionale Il Documento allegato relativo al Protocollo condiviso di regolamentazione … LEGGI TUTTO

Cassazione Penale, Sez. 4, 20 aprile 2021, n. 14696

231 Responsabilità amministrativa ex art. 25- septies, comma 3, d.lgs. 231/2001 e sanzioni interdittive Presidente: FUMU GIACOMO Relatore: D’ANDREA ALESSANDRO Data Udienza: 14/04/2021 Fatto 1. Con sentenza del 5 novembre 2019 il Tribunale di… LEGGI TUTTO

Protocollo Covid19, Guida Superbonus, Sentenza 231, Contributi

News sicurezza ambiente qualità  E-learning HSE, Banca dati Newsletter 16 del 5 MAGGIO 2021, Protocollo Covid19, Guida Superbonus, Sentenza 231, Contributi. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a … … LEGGI TUTTO


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Newsletter 17 del 13 Maggio 2021

Giornata mondiale sicurezza lavoro

Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2021

Lavoratori, datori di lavoro, governi e enti di tutto il mondo attivi nel settore della salute e della sicurezza, celebrano il 28 aprile la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ponendo l’accento sulla necessità di creare una nuova « cultura della sicurezza » al fine di ridurre o prevenire gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali che provocano, in media, 6 000 morti al giorno.

Promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro è il tema di questa Giornata mondiale, Governi, datori di lavoro e lavoratori hanno un comune interesse nel creare luoghi di lavoro più sani e sicuri che costituisca una base solida per lo sviluppo del dialogo sociale e per raggiungere un consenso durevole.

La pandemia di COVID-19 ha indotto i governi, i datori di lavoro, i lavoratori e tutta la società civile ad affrontare sfide senza precedenti causate dall’impatto del virus sul mondo del lavoro.

La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro si focalizzerà sulle strategie per rafforzare la resilienza dei sistemi nazionali di salute e sicurezza sul lavoro (SSL), per affrontare la crisi attuale e quelle future, a partire dalle lezioni apprese nel contesto della pandemia.

La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto massiccio in quasi ogni aspetto del mondo del lavoro, dal rischio di trasmissione del virus nei luoghi di lavoro, ai rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro che sono emersi come risultato delle misure per mitigare la diffusione del virus.

Il passaggio a nuove forme di lavoro, come l’ampio ricorso al telelavoro, ha, ad esempio, presentato molte opportunità per i lavoratori, ma ha anche posto potenziali rischi per la SSL, compresi i rischi psicosociali e la violenza e le molestie.

Oltre al rischio di acquisire il nuovo coronavirus, i lavoratori di tutti i settori hanno dovuto affrontare altri pericoli durante la pandemia che sono emerse a causa di nuove pratiche di lavoro e procedure adottate per mitigare la diffusione del virus.

Sono state adottate rapidamente strategie di mitigazione, comprese quelle amministrative e controlli tecnici, lavoro da casa, maggiore uso di DPI e disinfezione, ecc.

Queste misure potrebbero aiutare a rallentare la diffusione del virus, ma possono creare nuovi rischi per la SSL, incluso rischi chimici, ergonomici e psicosociali.

Il telelavoro è stato ampiamente implementato in molti contesti e, sebbene questo sia spesso essenziale per limitare idiffusione del virus e mantenere i posti di lavoro e la continuità aziendale, ha portato ad alcune preoccupazioni in materia di SSL, tra cui rischi ergonomici e psicosociali.

Potrebbe fornire ai lavoratori una maggiore flessibilità, ma molti di loro lottano anche con il “presenzialismo” (l’offuscamento dei confini tra lavoro e vita privata), muscolo-scheletrico disturbi causati dal lavoro stazionario davanti a un computer, la responsabilità di prendersi cura dei bambini e l’isolamento sociale che può derivare dal non essere in ufficio – che colpisce sviluppo professionale.

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Macellazione misure anti-contagio

Attivazione di un piano mirato di prevenzione sulle misure anti-contagio e sulla gestione dei focolai di infezione da COVID-19 negli impianti di macellazione e sezionamento: nota metodologica ad interim – Versione dell’8 aprile 2021

Istituto Superiore di Sanità Umberto AGRIMI, Luigi BERTINATO, Gianfranco BRAMBILLA, Giada MINELLI, Gaetano SETTIMO, e Silvio BRUSAFERRO
INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) Adelina BRUSCO, Silvia D’AMARIO (Consulenza Statistico Attuariale)
Fabio BOCCUNI, Bruna Maria RONDINONE, Paola TOMAO, Nicoletta VONESCH, e Sergio IAVICOLI (Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale) ASL Bari – Dipartimento di Prevenzione
Giorgio DI LEONE, Sara DE NITTO, Flavio NAPOLANO, Letizia RIZZO, e Domenico LAGRAVINESE Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza Luoghi di Lavoro
Nicoletta CORNAGGIA (Regione Lombardia, DG Welfare, UO Prevenzione, Struttura Ambienti di vita e di lavoro);
Simona SAVI (ATS della Città Metropolitana di Milano) Coordinamento Interregionale Area Prevenzione e Sanità Pubblica della Commissione Salute Francesca RUSSO (Regione del Veneto, Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria)

Durante le varie fasi pandemiche di COVID-19, le attività legate alla produzione, commercializzazione e vendita dei beni alimentari e in particolare degli alimenti di origine animale non si sono mai fermate, a differenza di quelle di altri settori ritenuti non essenziali.

Questo per la necessità di garantire l’accesso alla risorsa alimentare alla popolazione e per l’indifferibilità nella macellazione degli animali provenienti da allevamenti con particolare riguardo alle filiere da allevamenti intensivi.

Questo ha determinato che in varie parti del mondo si siano registrati “cluster” di contagio in sede di impianti di macellazione e sezionamento delle carni, che sono risultati essere più eclatanti in contesti di forte occupazione (da 5.000 a 15.000 lavoratori) e di rotazione del personale su più turni e più impianti, anche ricorrendo a contratti per manodopera stagionale proveniente da stati/regioni differenti dalla sede dell’attività.

Identificazione della modalità attuativa sul territorio: il Piano Mirato di Prevenzione nell’ambito dei Dipartimenti di Prevenzione.

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Il Rapporto illustra l’attivazione di un Piano Mirato di Prevenzione (PMP) sulle misure anti-contagio per le attività comprese sotto il codice ATECO 10.1 come gli impianti di macellazione e sezionamento ad elevata capacità che sono stati scenario di importanti focolai COVID-19.

Il PMP intende sensibilizzare i datori di lavoro al rispetto e alla corretta applicazione delle misure anti-contagio, registrare in maniera standardizzata e confrontabile i dati relativi, approfondire le conoscenze sulle condizioni di rischio certe (sovraffollamento) o sospette (bassa temperatura, elevata umidità) per la diffusione del contagio, analizzare i fattori ambientali, gestionali e strutturali relativi ai focolai insorti all’interno degli stabilimenti.

Protocollo Covid19

Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro.

8 aprile 2021 Confindustria

Nella serata del 6 aprile 2021 Confindustria ha partecipato alla riunione per l’aggiornamento del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

In coerenza con la previsione dell’art. 29bis della legge n. 40/2020 – che individua nelle previsioni del Protocollo il contenuto concreto dell’art. 2087 del codice civile – la finalità era quella di acquisire nel documento le novità normative e scientifiche (previsioni di legge, circolari esplicative, evoluzione delle conoscenze in relazione, soprattutto, alle varianti) per attualizzare le regole di sicurezza contro l’epidemia e semplificarne l’applicazione per le imprese, superando previsioni non più attuali ed in contrasto con leggi e circolari sopravvenute.

Va sottolineato che l’adozione di misure di sicurezza stringenti (in particolare, il maggior diffusione dell’uso della mascherina) consegue soprattutto alla presenza delle varianti, la cui virulenza appare acuire il rischio di contagio (o, addirittura, in alcune ipotesi, limitare l’efficacia del vaccino).

L’uso della mascherina, infatti, riduce il rischio di contagio e di attivazione del contact tracing e, conseguentemente, l’adozione delle misure di quarantena. Incide, inoltre, riducendo le ipotesi di diffusione del virus al di fuori dei luoghi di lavoro, in famiglia e nella società, limitando così anche le ipotesi di isolamento e quarantena che riflettono i propri effetti, anche indirettamente, sul lavoro (è il caso della scuola).

Ripercorrendo il testo, si evidenzia fin d’ora che restano ferme l’impostazione e la struttura del Protocollo.

Ancora in premessa, rileviamo che i Ministeri avevano inserito in modo formale ed in più parti del testo il riferimento alla valutazione dei rischi ed al relativo documento, che non risulta invece mai presente nel documento definitivo in quanto ha costituito una delle condizioni per la sottoscrizione del Protocollo da parte di Confindustria.

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Riammissione lavoratori dopo assenza Covid

Indicazioni per la riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia Covid-19 correlata

Il presente documento intende offrire indicazioni procedurali circa la riammissione in servizio dopo assenza per malattia COVID-19 correlata e la certificazione che il lavoratore deve produrre al datore di lavoro.

Alla luce della normativa vigente a livello nazionale e del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro” siglato in data 6 aprile 2021, le fattispecie che potrebbero configurarsi sono quelle di seguito indicate.

In merito al reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione da COVID-19, coloro che si sono ammalati e che hanno manifestato una polmonite o un’infezione respiratoria acuta grave, potrebbero presentare una ridotta capacità polmonare a seguito della malattia (anche fino al 20-30% della funzione polmonare) con possibile necessità di sottoporsi a cicli di fisioterapia respiratoria.

Situazione ancora più complessa è quella dei soggetti che sono stati ricoverati in terapia intensiva, in quanto possono continuare ad accusare disturbi rilevanti, la cui presenza necessita di particolare attenzione ai fini del reinserimento lavorativo.

Pertanto il medico competente, ove nominato, per quei lavoratori che sono stati affetti da COVID-19 per i quali è stato necessario un ricovero ospedaliero, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione secondo le modalità previste dalla normativa vigente, effettua la visita medica prevista dall’art.41, c. 2 lett. e-ter del D.lgs. 81/08 e s.m.i (quella precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi), al fine di verificare l’idoneità alla mansione – anche per valutare profili specifici di rischiosità – indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

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INAIL nota:

Tutela assicurativa Inail e rifiuto di sottoporsi a vaccino anti Covid-19 da parte
del personale infermieristico.

Ufficio politiche assicurative tariffe e contenzioso.

Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2021

Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazione anti-COVID-19. Edizioni Inail – 2021

Il documento, redatto dal gruppo di lavoro Iss, Ministero della Salute, Aifa e Inail, risponde a diversi quesiti sulle misure farmacologiche, di prevenzione e controllo delle infezioni da Coronavirus sorti con il progredire della campagna vaccinale contro il contagio e la comparsa delle diverse varianti del virus

La circolazione prolungata del virus Sars-CoV-2 e la comparsa di varianti virali, di cui solo alcune destano preoccupazione per la salute pubblica (Variant Of Concern, Voc), sono al centro di indagini per accertarne la presenza e la diffusione.

Mentre la campagna vaccinale anti-Covid-19 è attualmente in corso, sono sorti diversi quesiti sulle misure di prevenzione e di controllo delle infezioni sostenute da varianti di Sars-CoV-2 sia di tipo non farmacologico sia di tipo farmacologico.

Nonostante le conoscenze sulle nuove varianti virali siano ancora in via di consolidamento, vengono fornite specifiche indicazioni, basate sulle evidenze ad oggi disponibili, che possano essere di riferimento per l’implementazione delle strategie di prevenzione e controllo dei casi di Covid-19 sostenuti da queste varianti virali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO) continua a monitorare la comparsa e la circolazione delle varianti SARS-CoV-2 che destano preoccupazione al fine di determinare se sia necessario modificare le raccomandazioni relative alle misure non farmacologiche attualmente in vigore.

Sulla base delle evidenze fornite da numerosi Stati membri, non è stato registrato un cambiamento nelle modalità di trasmissione delle infezioni sostenute da varianti virali, mentre è stata dimostrata una loro maggiore diffusibilità.

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