Progetti realizzati dall’Inail nel campo del reinserimento lavorativo

Disponibile il Catalogo INAIL dedicato alle buone pratiche e agli interventi per favorire la continuità occupazionale dei lavoratori infortunati o affetti da malattia professionale. INAIL 2026

INAIL ha pubblicato il “Catalogo progetti personalizzati per il reinserimento lavorativo della persona con disabilità da lavoro – 2026”, uno strumento operativo pensato per supportare lavoratori, datori di lavoro, consulenti, associazioni datoriali, patronati, sindacati e tutti i soggetti coinvolti nei percorsi di reinserimento lavorativo.

Il Catalogo raccoglie una selezione di 34 progetti realizzati in diversi settori produttivi, tra cui agricoltura, pesca, allevamento, ristorazione, edilizia, metalmeccanica, lavorazione del legno, trasporto merci e attività artigianali. Gli esempi illustrano interventi concreti per la conservazione del posto di lavoro, il mantenimento della mansione originaria o, quando necessario, l’assegnazione a una nuova mansione.

I progetti descritti riguardano, in particolare, interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro, introduzione di nuove attrezzature, soluzioni ergonomiche, formazione, tutoraggio e addestramento. L’obiettivo è favorire il superamento delle limitazioni funzionali conseguenti a infortuni o malattie professionali, valorizzando le competenze residue del lavoratore e garantendo condizioni di sicurezza e pari dignità.

Il Catalogo rappresenta anche un utile riferimento per i consulenti che assistono le imprese nella predisposizione di progetti di reinserimento, fornendo esempi pratici, schede progettuali, indicazioni operative, criticità riscontrate e punti di forza emersi dalle esperienze già realizzate.

Si ricorda che INAIL può riconoscere, entro i limiti previsti, il rimborso dei costi sostenuti per gli interventi ritenuti necessari e appropriati al reinserimento lavorativo, fino a un contributo massimo di 150.000 euro, previa rendicontazione delle spese effettivamente sostenute.

Il documento costituisce una raccolta dinamica, destinata ad aggiornamenti periodici in relazione all’evoluzione delle prassi operative e delle esperienze maturate sul territorio.

La Consulenza tecnica salute e sicurezza e la Direzione centrale prestazioni sociosanitarie, hanno realizzato un Catalogo contenente delle schede sintetiche di progetti personalizzati per il reinserimento lavorativo. Il volume è rivolto a datori di lavoro, lavoratori, patronati, associazioni datoriali e sindacali, enti del collocamento mirato e del terzo settore, e ha l’obiettivo di far conoscere, in modo chiaro, le attività e i progetti realizzati dall’Inail nel campo del reinserimento lavorativo. INAIL 2026
download

Corsi di formazione per lavoratori, preposti e dirigenti

Corsi di formazione per lavoratori, preposti e dirigenti: cosa prevede l’Accordo Stato-Regioni 2025.

Con l’entrata in vigore dell’Accordo Stato-Regioni 2025 in materia di formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, vengono confermate e aggiornate le regole relative all’organizzazione dei corsi per lavoratori, preposti e dirigenti.

Questi percorsi formativi, previsti dall’art. 37 del D.Lgs. 81/2008, rappresentano uno strumento essenziale per garantire la diffusione della cultura della prevenzione e il rispetto degli obblighi di legge.


Il ruolo del datore di lavoro nell’organizzazione dei corsi

L’Accordo ribadisce che i datori di lavoro possono organizzare direttamente la formazione dei propri lavoratori, preposti e dirigenti. In questo caso, essi assumono il ruolo di soggetti formatori, con tutti gli adempimenti e le responsabilità che ne conseguono.

In alternativa, l’azienda può rivolgersi a soggetti formatori qualificati, così come individuati dall’Accordo, per garantire lo svolgimento dei corsi in piena conformità normativa.


Chi può svolgere la docenza

Un aspetto centrale riguarda la figura dei docenti formatori. I corsi devono essere erogati da professionisti in possesso dei requisiti stabiliti dall’Accordo, a garanzia della qualità didattica. Quindi il datore di lavoro puo’ rivolgersi ad un ente di formazione per erogare la formazione.

Formatore per la sicurezza: chi è e cosa fa

Il formatore per la sicurezza sul lavoro è una figura professionale qualificata, dotata di specifici requisiti stabiliti dalla normativa vigente. Tali requisiti possono includere titoli di studio pertinenti, certificazioni di formazione o comprovata esperienza nel settore. Questo professionista si occupa di progettare e condurre percorsi formativi rivolti ai lavoratori e agli attori coinvolti nella gestione della sicurezza aziendale, in conformità con quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs 81/08.

Un caso particolare è rappresentato dai datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione (ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2008). Essi, infatti, possono assumere anche il ruolo di docenti, ma esclusivamente nei confronti dei propri dipendenti, limitatamente alla formazione prevista nei paragrafi 2.1, 2.2 e 2.3 dell’Accordo.


Il coinvolgimento degli organismi paritetici

In coerenza con quanto previsto dall’art. 37, comma 12, del D.Lgs. 81/08, prima di avviare le attività formative è necessario inviare una richiesta di collaborazione agli organismi paritetici competenti per settore e territorio.

  • Se l’organismo risponde, le sue indicazioni devono essere considerate nella pianificazione dei corsi, anche qualora non sia direttamente incaricato della formazione.

  • Se l’organismo non fornisce riscontro entro 15 giorni, il datore di lavoro può procedere autonomamente con la pianificazione e la realizzazione dei corsi.


Perché questi corsi sono fondamentali

L’aggiornamento normativo rafforza un principio già chiaro: la formazione non è un adempimento burocratico, ma un investimento strategico per la sicurezza aziendale. Coinvolgere lavoratori, preposti e dirigenti in percorsi formativi qualificati significa:

  • ridurre i rischi di infortuni e malattie professionali,

  • aumentare la consapevolezza delle responsabilità,

  • favorire la creazione di una cultura condivisa della prevenzione.

Comunicazione e informazione dei lavoratori

La Comunicazione e informazione dei lavoratori, riveste un ruolo fondamentale nell’ambito della prevenzione sul lavoro, specialmente per quanto riguarda la sensibilizzazione dei lavoratori sui rischi e sulle misure di sicurezza. Tra i soggetti coinvolti nella prevenzione, i lavoratori neoassunti, somministrati o stranieri rappresentano categorie particolarmente vulnerabili, per cui risulta cruciale l’adozione di tecniche e strumenti di comunicazione efficaci e mirati. In questo articolo esamineremo le principali tecniche di comunicazione e gli strumenti utilizzabili per garantire una corretta informazione e prevenzione.

1. Importanza della Comunicazione nella Prevenzione

La comunicazione efficace sul luogo di lavoro è un pilastro della prevenzione. Essa permette non solo di informare i lavoratori sui pericoli presenti, ma anche di promuovere comportamenti sicuri e responsabili. La comunicazione deve essere chiara, comprensibile e accessibile a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro esperienza, livello di istruzione o conoscenza della lingua.

Obiettivi principali della comunicazione preventiva:
  • Informare sui rischi specifici legati all’attività lavorativa.
  • Formare i lavoratori sulle procedure di sicurezza.
  • Promuovere la cultura della sicurezza sul luogo di lavoro.
  • Prevenire gli incidenti e migliorare la qualità dell’ambiente lavorativo.

2. Tecniche di Comunicazione Efficaci

Per garantire che la comunicazione sia recepita e compresa da tutti i lavoratori, è importante adottare diverse tecniche di comunicazione che tengano conto delle differenze culturali, linguistiche e di esperienza tra i soggetti coinvolti.

2.1. Comunicazione verbale e non verbale

La comunicazione verbale, come riunioni, briefing o incontri individuali, è il metodo più diretto per trasferire informazioni. Tuttavia, non bisogna sottovalutare l’importanza della comunicazione non verbale, che può rafforzare il messaggio tramite:

  • Gestualità e mimica facciale.
  • Segnaletica visiva sul luogo di lavoro (es. cartelli di sicurezza).
  • Simboli universali per il pericolo.
2.2. Semplicità del linguaggio

Un linguaggio semplice, privo di tecnicismi, è essenziale, soprattutto quando si ha a che fare con lavoratori stranieri o con limitate competenze linguistiche. Utilizzare frasi brevi, chiare e facilmente comprensibili riduce il rischio di incomprensioni.

2.3. Feedback e ascolto attivo

Incoraggiare il feedback e praticare l’ascolto attivo permette di identificare eventuali malintesi e di adattare la comunicazione alle esigenze dei lavoratori. È importante coinvolgere attivamente i dipendenti nel processo comunicativo, chiedendo se hanno dubbi o se necessitano di ulteriori chiarimenti.

2.4. Formazione esperienziale

Le tecniche di formazione pratica, come simulazioni, giochi di ruolo o esercitazioni sul campo, permettono ai lavoratori di apprendere attraverso l’esperienza diretta. Questo approccio è particolarmente utile per i neoassunti e i lavoratori somministrati, che potrebbero non avere familiarità con i rischi specifici del luogo di lavoro.

3. Strumenti di Comunicazione per la Prevenzione

Oltre alle tecniche, è fondamentale scegliere gli strumenti giusti per veicolare i messaggi preventivi. L’uso di una combinazione di mezzi di comunicazione può aumentare l’efficacia della trasmissione delle informazioni.

3.1. Materiale cartaceo e digitale

I manuali, le brochure informative e i volantini sono strumenti tradizionali, ma ancora efficaci, per fornire istruzioni dettagliate sui rischi e le procedure di sicurezza. Il materiale deve essere tradotto in più lingue, se necessario, e distribuito anche in formato digitale per raggiungere una platea più ampia.

3.2. Videotutorial e presentazioni multimediali

I video di formazione possono essere estremamente utili per illustrare in modo chiaro e visivo i comportamenti corretti e le procedure da seguire. Le presentazioni multimediali, che combinano immagini, suoni e testi, sono particolarmente indicate per i lavoratori stranieri o con bassa alfabetizzazione.

3.3. App e piattaforme digitali

Le applicazioni per smartphone e le piattaforme online consentono una formazione personalizzata e accessibile in qualsiasi momento. Le app possono includere check-list, quiz interattivi e reminder quotidiani per garantire che i lavoratori rimangano informati e aggiornati.

3.4. Segnaletica di sicurezza

La segnaletica visiva è uno degli strumenti più immediati per comunicare i rischi presenti in un ambiente di lavoro. I cartelli devono essere chiari, semplici e rispettare gli standard internazionali, con simboli facilmente riconoscibili anche da chi non parla la lingua locale.

4. Comunicazione e informazione dei lavoratori e Sensibilizzazione dei Lavoratori più Vulnerabili

I lavoratori neoassunti, somministrati e stranieri rappresentano categorie che necessitano di un’attenzione particolare. Spesso non conoscono a fondo le normative o le pratiche di sicurezza adottate dall’azienda, o possono avere barriere linguistiche o culturali che ostacolano la comprensione dei rischi.

4.1. Neoassunti

Per i neoassunti, è cruciale offrire una formazione iniziale completa e accessibile, che includa:

  • Un’introduzione ai rischi specifici del settore.
  • Istruzioni su come usare correttamente i dispositivi di protezione individuale (DPI).
  • Un mentore o tutor che li affianchi nei primi giorni di lavoro.
4.2. Lavoratori somministrati

I lavoratori somministrati, spesso impiegati per periodi brevi, devono ricevere una formazione rapida ma esaustiva, che includa sia le normative di base che le specificità del luogo di lavoro. Le aziende devono garantire che anche per brevi contratti sia garantita la sicurezza.

4.3. Lavoratori stranieri

Per i lavoratori stranieri, è necessario adottare un approccio multilingue e multiculturale. È utile fornire materiali tradotti e assicurarsi che vi siano interpreti o personale formato per gestire eventuali difficoltà linguistiche. Inoltre, la cultura della sicurezza può variare da paese a paese, quindi è importante allineare le aspettative e le pratiche tra i lavoratori e l’azienda.

Una comunicazione efficace e una sensibilizzazione mirata rappresentano strumenti essenziali per garantire la sicurezza sul lavoro. Attraverso tecniche di comunicazione semplici, chiare e accessibili, e l’uso di strumenti adeguati, le aziende possono ridurre significativamente i rischi per la salute e la sicurezza dei propri lavoratori. I neoassunti, i lavoratori somministrati e quelli stranieri richiedono un’attenzione particolare, ma con i giusti approcci è possibile creare un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo per tutti.

Redazione Portaleconsulenti. Comunicazione e informazione dei lavoratori

Fattori di rischio di cancro in Europa

Indagine sull’esposizione dei lavoratori sui fattori di rischio di cancro in Europa


L’indagine sull’esposizione dei lavoratori dell’EU-OSHA sui fattori di rischio di cancro in Europa esamina il modo in cui i lavoratori europei sono esposti a una selezione di fattori di rischio di cancro. Migliaia di lavoratori in sei paesi sono invitati a rispondere a domande incentrate sulle loro attività quotidiane e adattate al loro lavoro attuale.

Con il cancro che rappresenta circa il 53 % di tutti i decessi legati al lavoro nell’UE e in altri paesi sviluppati, dati affidabili sull’esposizione sul luogo di lavoro ai fattori di rischio del cancro sono essenziali sia per la sicurezza e la salute dei lavoratori che per un’economia produttiva e sostenibile.

EU-OSHA fattori di rischio

EU-OSHA sta conducendo un’indagine sull’esposizione dei lavoratori sui fattori di rischio di cancro in Europa per identificare meglio i fattori di rischio di cancro responsabili della maggior parte delle esposizioni.

L’indagine esamina anche le situazioni di esposizione più prevalenti e il numero e le caratteristiche dei lavoratori esposti a una serie di fattori di rischio di cancro, tra cui amianto, benzene, cromo, gas di scarico del diesel, nichel, polvere di silice, radiazioni UV, polvere di legno e altri.

L’obiettivo dell’indagine è quello di indirizzare meglio le campagne di sensibilizzazione e le misure preventive e di contribuire all’elaborazione di politiche basate su dati concreti.

L’indagine cerca inoltre di fornire informazioni che potrebbero contribuire all’aggiornamento della legislazione dell’UE, ove opportuno, per migliorare la protezione contro le sostanze pericolose e combattere il cancro sul lavoro, in particolare per quanto riguarda la preparazione di possibili future proposte di modifica della direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione .

Inoltre, questa indagine dovrebbe contribuire alle azioni in materia di SSL del Piano europeo contro il cancro e sostenere uno degli obiettivi chiave del quadro strategico dell’UE sulla salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027 sul miglioramento della prevenzione delle malattie legate al lavoro, in cancro particolare.

Fasi di indagine fattori di rischio

2017

È stato completato uno studio di fattibilità su un’indagine per valutare l’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni , basata su un’indagine australiana di successo che utilizza uno strumento innovativo per valutare l’esposizione professionale (Occupational Integrated Database Exposure Assessment System, OccIDEAS ).

2020

Sono iniziati i lavori preparatori per individuare i paesi in cui l’indagine sarebbe stata inizialmente svolta e avviare i primi passi per la preparazione della metodologia e l’adattamento del modello australiano al contesto europeo, utilizzando la stessa applicazione dell’indagine australiana ( OccIDEAS ).

2021 e 2022

Il sondaggio è stato sviluppato, adattato e tradotto. Nella primavera del 2022 è stato effettuato un test pilota. L’indagine è sul campo da settembre 2022 a gennaio 2023 in sei Stati membri dell’UE: Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda e Spagna. Intervistatori qualificati chiameranno i lavoratori sul loro cellulare per completare quasi 25.000 questionari.

2023 e 2024

La pubblicazione dei primi risultati è prevista per la fine del 2023. L’EU-OSHA pubblicherà anche una relazione che descrive la metodologia innovativa. I risultati dell’indagine saranno integrati da analisi secondarie che prevedono approfondimenti su temi specifici.

Impatto del long COVID sui lavoratori

Impatto del long COVID sui lavoratori e sui luoghi di lavoro e ruolo della SSL

Il documento, in inglese, affronta l’impatto del Long Covid sui lavoratori, sulla salute, i sintomi capaci di durare mesi. Come può una persona affrontare tale condizione e come allo stesso tempo il datore di lavoro può gestirla in azienda.

Alcune persone affette da COVID-19 manifestano sintomi che persistono per settimane o addirittura mesi dopo l’infezione originaria. Questo fenomeno, noto come «long COVID», ha avuto notevoli effetti sui lavoratori e sui luoghi di lavoro con conseguenze per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro (SSL).

Il documento di riflessione delinea le difficoltà relative alla prevenzione e alla gestione dei rischi di SSL correlati e presenta possibili misure a livello di politiche, ricerca e attuazione per ridurre l’impatto del long COVID. Sottolinea inoltre l’importanza di affrontare tali questioni per la protezione in caso di eventuali pandemie in futuro.


Ci sono molti sintomi e limitazioni fisiche nel lungo Covid popolazione, con affaticamento, problemi respiratori e disfunzioni cognitive che sono i primi tre più debilitanti sintomi elencati dai pazienti. Muscoloscheletrico, cardiovascolare, gastrointestinale, polmonare e i sintomi neuropsichiatrici erano prevalenti in circa l’85% dei partecipanti.

La mancanza di respiro può essere dovuta a cicatrici dei polmoni, che possono causare una riduzione permanente dei polmoni funzione o respirazione disordinata che possono essere curabili. In entrambe le situazioni, ci sono chiaramente dei limiti per la capacità dei lavoratori al lavoro fisico, soprattutto se sono presenti anche sintomi muscolari.

Alcuni individui possono anche avere un’infiammazione del muscolo cardiaco (miocardite) o addirittura aver avuto a attacco cardiaco, che potrebbe incidere anche sulla loro capacità di svolgere attività fisica.

Alcuni di questi individui possono improvvisamente sperimentare un aumento della frequenza cardiaca rispetto al livello normale di circa 70 battiti al minuto fino a livelli di 100-140 battiti al minuto.

Un’ulteriore complicanza di Long Covid può essere la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), che combina la difficoltà a stare in piedi a causa di un improvviso calo della pressione sanguigna con un battito cardiaco accelerato e una sensazione di profonda stanchezza. Questi sintomi possono essere episodici e, in questi lavoratori, ulteriormente è richiesta una valutazione e una consulenza medica del lavoro.

Inoltre, un altro sintomo comune (che si verifica in circa il 10% dei lavoratori) che può verificarsi è la condizione chiamata “nebbia del cervello”, un disturbo neurocognitivo effetto dell’infezione da COVID-19, quando un lavoratore ha difficoltà di concentrazione e memoria, di solito a effetto temporaneo.

Dove non ci sono stati danni permanenti agli organi, ci si possono aspettare questi effetti di Long Covid a diminuire e la salute di un lavoratore di solito tornerà alla normalità.

Lo sviluppo di Long Covid può essere un’esperienza traumatica per lavoratori precedentemente attivi e vigorosi e, di conseguenza, spesso dopo molto tempo ricovero, causano ansia e depressione nell’individuo. Ciò richiede un trattamento – o parlare terapia come la terapia cognitivo comportamentale (di persona da parte di un terapeuta) o terapia disponibile online, e talvolta, in aggiunta, farmaci.

Le implicazioni per la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) dei lavoratori di queste condizioni possono essere notevole e il principio fondamentale della consapevolezza da parte del datore di lavoro dei sintomi di un lavoratore il ritorno al lavoro e i propri limiti è importante per tutti i lavoratori con Long Covid.

Questa conoscenza lo farà quindi informare le misure che devono essere intraprese dal datore di lavoro per garantire la sicurezza di un lavoratore, e la sicurezza anche di altri, come potrebbe essere il caso di conducenti, operatori di processo, operatori di macchinari pesanti e così via. Ciò dovrà essere fatto attraverso l’adeguamento dei compiti e la modifica dei compiti.

download
download

Lavoratori del settore veterinario

Elaborazione di buone pratiche per i lavoratori del settore veterinario

INAIL 2022

I processi dei controlli ufficiali alle importazioni ed agli scambi intracomunitari

Il lavoro è il risultato del progetto di prevenzione” Elaborazione e definizione di buone pratiche per i lavoratori del settore veterinario operanti nei processi dei controlli ufficiali alle importazioni ed agli scambi intracomunitari” realizzato a seguito di avviso pubblico per la presentazione di progetti diretti alla prevenzione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il progetto, presentato dal Dipartimento di Veterinaria e produzioni animali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e realizzato in collaborazione con la Direzione regionale Inail Campania e gli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC) e Posti Controllo Frontalieri (PCF), ha approfondito le problematiche relative ai rischi cui sono esposti i lavoratori operanti nel settore veterinario, a contatto con animali, con prodotti di origine animale destinati all’alimentazione umana e con prodotti di origine animale e vegetale destinati all’alimentazione animale.

Il fine ultimo è stato quello di individuare e definire le buone pratiche per raggiungere un miglioramento complessivo della sicurezza sul lavoro nel settore, con particolare riguardo al personale sanitario che opera nell’ambito dell’attività veterinaria pubblica presso gli Uffici periferici del Ministero della Salute UVAC e PCF, durante lo svolgimento di alcune attività istituzionali.

Tra le principali competenze degli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC) e Posti Controllo Frontalieri (PCF) rientrano il controllo della salute degli animali da reddito, da affezione o da laboratorio durante l’allevamento, il trasporto e la vendita, nonché il controllo sugli alimenti destinati al consumo umano e animale.

I punti d’ispezione sono ubicati presso porti ed aeroporti e, quindi, devono essere rispettate anche le regole necessarie al buon funzionamento di queste strutture, in cui svolgono contemporaneamente la propria attività operatori diversi con elevati rischi d’interferenza.

download
download

Politiche Attive Avviso 3/2022

Con l’Avviso n. 3/2022 “Interventi sperimentali relativi al sistema delle Politiche Attive del Lavoro a favore di disoccupati e/o inoccupati”, Fondimpresa finanzia la realizzazione di Piani formativi finalizzati all’acquisizione di abilità e competenze che favoriscano la crescita professionale e l’occupabilità dei lavoratori e, più nello specifico, finalizzati a incentivare la realizzazione di interventi volti alla qualificazione/riqualificazione di lavoratori disoccupati e/o inoccupati da assumere nelle imprese aderenti al termine del percorso formativo.

Le domande di finanziamento dovranno pervenire, a pena di inammissibilità a partire dalle ore 9.00 del 10 maggio 2022 fino ad esaurimento risorse e comunque non oltre le ore 13.00 del 31 dicembre 2022.

Possono presentare domanda di finanziamento e realizzare il Piano formativo esclusivamente le aziende aderenti a Fondimpresa alla data di presentazione della domanda di finanziamento che hanno necessità di assumere nuove figure professionali con profili di difficile reperimento.

Sono destinatari dei Piani formativi i lavoratori disoccupati, inoccupati coinvolti nelle azioni formative del piano finalizzate alla qualificazione/riqualificazione e/o all’aggiornamento delle competenze, promosse da aziende che in risposta al fabbisogno di figure professionali difficilmente reperibili nel mercato locale del lavoro, procedano a formarli.

La dotazione finanziaria stanziata è di € 10.000.000.

I Soggetti proponenti, singolarmente, in ATS o in Consorzio, potranno accedere alle risorse dell’Avviso mediante presentazione di uno o più piani formativi, per un valore cumulativo massimo di € 300.000,00 (euro trecentomila/00).
Il finanziamento verrà assegnato, secondo l’ordine cronologico di presentazione, ai Piani formativi risultati idonei sulla base della valutazione di cui all’articolo 11 dell’Avviso.

La concessione dei finanziamenti è subordinata alla interrogazione del Registro nazionale degli aiuti di Stato ed alla registrazione del finanziamento, alle condizioni e con le modalità previste dall’art. 52 della L. 24 dicembre 2012, n. 234 e s.m.i e dalle disposizioni attuative.

DOWNLOAD DOCUMENTI
Portaleconsulenti documenti da scaricare