Vaccinazione anti Covid 19 per i lavoratori

Con queste prime note CIIP intende dare un contributo al dibattito che si è aperto sul tema della vaccinazione anti COVID 19 per i lavoratori e relativi problemi sanitari e giuridici che si pongono.

Si tratta di un primo contributo che verrà aggiornato nel tempo in rapporto all’evoluzione delle conoscenze scientifiche, alle disposizioni nazionali e regionali, allo stato dell’organizzazione della campagna vaccinale, al dibattito scientifico e giuridico in corso, ai contributi delle forze sociali e delle associazioni professionali e scientifiche.

Il piano prevede la vaccinazione gratuita e garantita a tutti i cittadini italiani, identifica le
categorie da vaccinare con priorità nella fase iniziale a limitata disponibilità dei vaccini: operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle RSA per anziani.

A tali categorie sono poi state aggiunte quelle degli anziani over 80 aa, le persone dai 60 ai 79 aa e con almeno una comorbilità cronica.

“Con l’aumento delle dosi di vaccino si inizierà a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazioni, fra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità, etc.”

L’aggiornamento del Piano di vaccinazione del 8/2/21 ha previsto che, data l’intervenuta
disponibilità del vaccino AstraZeneca, queste categorie potranno essere vaccinate sin da subito con questo vaccino.

Successivamente la vaccinazione potrà estendersi al resto della popolazione.

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La vaccinazione non è obbligatoria ma fortemente raccomandata proprio per proteggere non solo gli individui ma la collettività tutta, secondo il principio dell’art. 32 della Costituzione.

Qualora i decisori istituzionali si orientassero per rendere obbligatoria la vaccinazione anti COVID lo dovranno fare con un atto normativo di rango legislativo, stante la riserva assoluta di legge prevista dall’art. 32 Cost., così come avvenuto per altre vaccinazioni rese obbligatorie.

L’obbligatorietà potrebbe anche non essere generalizzata e riguardare alcune tipologie di cittadini e di lavoratori a più stretto contatto con il pubblico, quale misura di prevenzione collettiva condizionante la possibilità di svolgere determinate attività.

Proteggere la vita e la salute dei lavoratori

Proteggere la vita e la salute dei lavoratori durante la pandemia COVID 19: panoramica delle risposte legislative e politiche nazionali, gennaio 2021

Ricerca ILO

La crisi del COVID-19 ha messo in luce il cardinale importanza della tutela della salute sul luogo di lavoro.

Non solo il principio generale del raggiungimento “Una tutela adeguata per la vita e la salute dei lavoratori in tutte le occupazioni ”, come sancito dall’ILO Costituzione, resta valida per tutta la crisi: quella principio è diventato anche una pietra angolare della nazionale risposte politiche.

Di fronte a una pandemia globale, gli Stati membri dell’ILO rispondono, attraverso misure legislative e politiche in al mondo del lavoro, alla salute e sicurezza sul lavoro questioni sollevate da questa situazione straordinaria.

Questo Brief fornisce esempi di interventi normativi da 35 paesi e territori rilevanti per capire come sono la sicurezza e la salute dei lavoratori sono sostenute durante la pandemia.

La sesta edizione dell’ILO Monitor: COVID-19 e il World of Work, pubblicato il 23 settembre 2020, stimato in cui viveva il 94% della forza lavoro globale paesi con misure di chiusura del posto di lavoro di qualche tipo di in vigore.

In altre parole, la pandemia COVID-19 pregiudica la salute e la sicurezza della maggioranza dei lavoratori in tutto il mondo, in particolare quelli impiegato nell’assistenza sanitaria e sociale, nei servizi di emergenza, agricoltura, cibo e vendita al dettaglio, trasporti, istruzione, operazioni e manutenzione delle infrastrutture e altro servizi pubblici – per continuare a lavorare e mantenere le società funzionamento.

Rimane una notevole incertezza in merito quando la vita tornerà alla normalità

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A cura dell’ufficio Ambiente Salute e Sicurezza Uil Veneto
Versione Dicembre 2020

ABC della Sicurezza ad uso dei lavoratori

D.Lgs. 26 novembre 1999, n. 532. Disposizioni in materia di lavoro notturno, a norma dell’articolo 17, comma 2, della L. 5 febbraio 1999, n. 25. G.U. 21 gennaio 2000, n. 16. D.Lgs. 8 aprile 2003 n.66. Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro. Circolare MPLS n. 8 del 3 marzo 2005.

Disciplina di alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro (D.lgs. 66/2003; D.lgs. 213/2004). Nota INL n. 1438 del 14 febbraio 2019, richiesta di parere in ordine ai limiti dell’orario di lavoro notturno ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 8 aprile 2003 n.66. – periodo di riferimento sul quale calcolare come media il suddetto limite Nota INL n. 1050 del 26 Novembre 2020, lavoratore notturno – definizione – chiarimenti.