Protocollo Covid19

Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro.

8 aprile 2021 Confindustria

Nella serata del 6 aprile 2021 Confindustria ha partecipato alla riunione per l’aggiornamento del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

In coerenza con la previsione dell’art. 29bis della legge n. 40/2020 – che individua nelle previsioni del Protocollo il contenuto concreto dell’art. 2087 del codice civile – la finalità era quella di acquisire nel documento le novità normative e scientifiche (previsioni di legge, circolari esplicative, evoluzione delle conoscenze in relazione, soprattutto, alle varianti) per attualizzare le regole di sicurezza contro l’epidemia e semplificarne l’applicazione per le imprese, superando previsioni non più attuali ed in contrasto con leggi e circolari sopravvenute.

Va sottolineato che l’adozione di misure di sicurezza stringenti (in particolare, il maggior diffusione dell’uso della mascherina) consegue soprattutto alla presenza delle varianti, la cui virulenza appare acuire il rischio di contagio (o, addirittura, in alcune ipotesi, limitare l’efficacia del vaccino).

L’uso della mascherina, infatti, riduce il rischio di contagio e di attivazione del contact tracing e, conseguentemente, l’adozione delle misure di quarantena. Incide, inoltre, riducendo le ipotesi di diffusione del virus al di fuori dei luoghi di lavoro, in famiglia e nella società, limitando così anche le ipotesi di isolamento e quarantena che riflettono i propri effetti, anche indirettamente, sul lavoro (è il caso della scuola).

Ripercorrendo il testo, si evidenzia fin d’ora che restano ferme l’impostazione e la struttura del Protocollo.

Ancora in premessa, rileviamo che i Ministeri avevano inserito in modo formale ed in più parti del testo il riferimento alla valutazione dei rischi ed al relativo documento, che non risulta invece mai presente nel documento definitivo in quanto ha costituito una delle condizioni per la sottoscrizione del Protocollo da parte di Confindustria.

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RECIPIENTI A PRESSIONE

Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del d.m. 11 aprile 2011

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici

L’articolo 71, comma 11, del d.lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII al medesimo decreto siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

Inail è l’ente preposto alla effettuazione, diretta o avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati, della prima di tali verifiche, attraverso le unità operative territoriali che operano sull’intero territorio nazionale.

In tale contesto, considerati il ruolo di titolare della prima verifica periodica che il d.m. 11 aprile 2011 ha riconosciuto all’Istituto e la volontà di uniformare il comportamento delle proprie unità operative territoriali, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’Inail ha elaborato dei documenti che descrivono le modalità tecnico-amministrative per la conduzione della prima verifica periodica.

Nello specifico il presente elaborato descrive le fasi di cui si compone l’attività tecnica di prima verifica periodica dei recipienti a pressione.

Le istruzioni elaborate non costituiscono ovviamente un riferimento vincolante, ma vogliono piuttosto proporsi come esempio di armonizzazione su scala nazionale dell’approccio alla prima verifica periodica, definendo modalità per la conduzione dei controlli che possano essere di pratica utilità per tutti i soggetti coinvolti (soggetti abilitati e operatori di Asl/Arpa), anche al fine di garantire indicazioni e comportamenti coerenti all’utenza.

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indagine nazionale sulla salute e sicurezza

SECONDA INDAGINE NAZIONALE SULLA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO (Insula2)

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

Le indagini conoscitive, condotte in ambito europeo e nazionale, sulla percezione della salute e sicurezza sul lavoro (SSL) da parte delle figure coinvolte nel sistema di prevenzione, hanno acquisito, nel tempo, una grande rilevanza, ponendosi come veri e propri sistemi di monitoraggio delle condizioni di lavoro e degli impatti sulla salute dei lavoratori. Tali sistemi di raccolta periodica e sistematica delle informazioni in ambito di SSL hanno contribuito all’individuazione di specifiche politiche di prevenzione.

Il Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro ed ambientale (Dimeila) dell’Inail è da tempo impegnato nello sviluppo di studi e ricerche finalizzati all’analisi della percezione del rischio per la SSL, anche attraverso la messa a punto e la realizzazione di indagini di rilevazione periodiche, come previsto nel Piano delle attività di ricerca 2019-2021.

In tale contesto, l’Indagine nazionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Insula) nasce nel 2014 con l’obiettivo di realizzare una rilevazione delle percezioni delle condizioni di salute e sicurezza in ambiente di lavoro da parte delle figure della prevenzione. Insula rappresenta la prima indagine periodica realizzata in Italia, in cui il monitoraggio delle condizioni di salute e sicurezza viene adeguato nel tempo ai cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro e ai bisogni dei principali attori coinvolti nel sistema di prevenzione.

La prima edizione dell’indagine (Insula1) è stata condotta dal Dimeila nel 2014 su lavoratori e datori di lavoro (DL), con il coinvolgimento dei responsabili del servizio prevenzione e protezione (RSPP), e ha incluso tre focus progettuali specifici, dedicati alle altre figure della prevenzione, quali medici competenti (MC), rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (SPSAL). Insula1 ha raggiunto un campione complessivo di 12.000 intervistati, fornendo un quadro nazionale esaustivo sulla percezione del rischio e sul livello generale di consapevolezza rispetto all’applicazione della normativa in materia di SSL.

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GLOSSARIO DELLE SOSTANZE PERICOLOSE

I glossari multilingue dell’EU-OSHA consistono in termini usati nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro, raggruppati per ambito o settore di conoscenza.

Le voci e le relative definizioni sono elencate in ordine alfabetico

GLOSSARIO DELLE SOSTANZE PERICOLOSE

L’EU-OSHA ha realizzato tali glossari nel quadro della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri al fine di garantire la coerenza della comunicazione di concetti fondamentali e specifici per le varie campagne.

I glossari contengono terminologia e definizioni operative per i concetti più frequentemente utilizzati nei vari campi.

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Sostanze pericolose – qualsiasi liquido, gas o solido che mette a repentaglio la salute o la sicurezza dei lavoratori – sono presenti in quasi tutti gli ambienti di lavoro. In Europa, milioni di lavoratori entrano in contatto con agenti chimici o biologici che possono rivelarsi dannosi.

GLOSSARIO DEI DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI

Glossari EU-OSHA

GLOSSARIO DEI DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI

I glossari multilingue dell’EU-OSHA consistono in termini usati nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro, raggruppati per ambito o settore di conoscenza.

Le voci e le relative definizioni sono elencate in ordine alfabetico.

L’EU-OSHA ha realizzato tali glossari nel quadro della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri al fine di garantire la coerenza della comunicazione di concetti fondamentali e specifici per le varie campagne.

I glossari contengono terminologia e definizioni operative per i concetti più frequentemente utilizzati nei vari campi.

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Rischio da radiazioni UV

Lucia Miligi, Lucia Bramanti

Ma quali sono gli effetti sulla salute dell’esposizione a Radiazione Solare (RS)

SS di Epidemiologia dell’ambiente e del lavoro,SC Epidemiologia dei Fattori di Rischio e degli Stili di Vita, ISPRO Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica

UF di Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, zona Versilia. Dipartimento di Prevenzione AUSL Toscana Nord Ovest

In fisica la radiazione ultravioletta (UV o raggi ultravioletti o luce ultravioletta) è un intervallo della radiazione elettromagnetica, appartenente allo spettro elettromagnetico, con lunghezza d’onda immediatamente inferiore alla luce visibile dall’occhio umano e immediatamente superiore a quella dei raggi X.

Infatti, il termine significa “oltre il violetto” (dal latino ultra, “oltre”), poiché il violetto è il colore con frequenza più elevata nello spettro visibile dall’uomo (quindi, con la lunghezza d’onda più corta).

La radiazione ultravioletta costituisce circa il 10% della luce emessa dal Sole e viene inoltre prodotta da gas ionizzati e particolari lampade (lampade a vapori di mercurio e lampade di Wood). Essa a lunghezze d’onda elevate può causare delle reazioni chimiche, come bagliori o fenomeni di fluorescenza.

Le classificazioni della IARC L’Organizzazione mondiale della sanità, tramite lo l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro -IARC, classifica agenti sostanze e circostanze di esposizione, valutandone la cancerogenicità per l’uomo, secondo criteri generali condivisi dalla comunità scientifica internazionale e basati su studi epidemiologici e/o studi sugli animali e sui meccanismi di cancerogenesi.
La IARC pubblica le sue valutazione in Monografie tematiche.

Il programma delle monografie della IARC, iniziato nei primi anni settanta, costituisce il corpo informativo più rilevante attualmente disponibile a sostegno della prevenzione.

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Incendio esplosione in agricoltura

Rischio incendio ed esplosione in agricoltura

Prevenzione e procedure di emergenza

Pubblicazione realizzata da Inail Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.

Il settore agricolo va sicuramente annoverato tra quelli più rischiosi e con il più alto indice infortunistico sia in termini di frequenza che di gravità.

I fattori alla base di tale fenomeno sono molteplici e vanno dalla gestione, a volte prevalentemente familiare, alla presenza di macchine e attrezzature obsolete fino alla mancanza di una reale consapevolezza dei fattori di rischio presenti.

Sebbene la maggior parte degli infortuni gravi e mortali sia legata all’uso di trattori e cadute dall’alto, non vanno tuttavia trascurati gli infortuni legati a problematiche imputabili al rischio di incendio ed esplosione o al tragico verificarsi di eventi di asfissia o intossicazione nei cosiddetti spazi confinati.

In tale contesto si inserisce un nuovo progetto di collaborazione tra Inail e Corpo Nazionale dei Vigili dei fuoco, finalizzato a incidere sulla riduzione degli infortuni sul lavoro e ad implementare la necessaria cultura della sicurezza nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura.

In particolare, sono stati coinvolti: per l’Inail, la Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione e il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici e, per il C.N.VV.F., la Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile.

Tale collaborazione ha portato alla realizzazione di indicazioni operative per la gestione delle emergenze e della sicurezza antincendio nei settori dell’agricoltura, oggetto di questo documento, e dell’edilizia.

Il documento riporta sia indicazioni generali per l’individuazione delle possibili fonti di rischio di incendio ed esplosione e le relative misure di prevenzione e protezione, sia specifici focus tematici su specifiche problematiche quali quelle relative agli spazi confinati.

La pubblicazione intende rappresentare anche un esempio di come la gestione della sicurezza richieda un approccio interdisciplinare in grado di includere ruoli, approcci e competenze diverse al fine di perseguire, in maniera sempre più efficace, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

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