Contributi fondo perduto giovani agricoltori

Contributi fondo perduto, mutui agevolati giovani agricoltori

“Più impresa”

ll Ministro Patuanelli e Ismea lanciano la nuova misura denominata “Più impresa” che finanzia su tutto il territorio nazionale le operazioni di subentro e di sviluppo di aziende a conduzione giovanile, attraverso mutui a tasso zero e contributi a fondo perduto

La visita del Ministro Patuanelli all’Ismea che si è svolta oggi, è stata l’occasione per conoscere da vicino la struttura e le attività dell’Istituto ma anche per lanciare il nuovo strumento agevolativo per i giovani agricoltori.

Grazie alle novità presenti nel decreto Semplificazioni sarà possibile, infatti, anche per i giovani imprenditori agricoli del Centro e del Nord Italia, affiancare al mutuo a tasso zero il contributo a fondo perduto per finanziare l’ampliamento di un’azienda esistente oppure avviare un progetto di start up nel quadro di un’operazione di ricambio generazionale.

Il mix delle due agevolazioni, previsto in precedenza solamente nel Mezzogiorno (cfr. decreto Resto al sud) è stato infatti esteso all’intero territorio nazionale.

“La nuova misura a favore dei giovani estesa su scala nazionale – afferma il Ministro Patuanelli – rientra in quella serie di iniziative dedicate al sostegno dell’innovazione.

“Più impresa” è uno strumento che guarda in questa direzione e offre un’opportunità professionale a tutte le nuove generazioni che intendono ridare valore alla nostra terra.

I giovani sono il punto di contatto di tutte le politiche che il Mipaaf porta avanti, a partire dalla transizione ecologica e digitale, e devono rientrare a pieno titolo negli strumenti a sostegno dello sviluppo agricolo dei territori.

Territori che devono giovarsi di un’agricoltura sostenibile in termini ambientali e sociali.

È un ulteriore passo verso l’Agricoltura 5.0 che il Ministero ha intenzione di agevolare attraverso l’innovazione digitale e le pratiche agroindustriali ecocompatibili”.

Nel dettaglio, la misura denominata Più impresa finanzia investimenti fino a 1.500.000 € per lo sviluppo o il consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento.

La durata massima è stabilita in 15 anni con un periodo di preammortamento di massimo 30 mesi.

Destinatari dell’intervento sono le micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, amministrate e condotte e da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti.

“Un’unica misura che opera su tutto il territorio nazionale per favorire il ricambio generazionale e accrescere la competitività delle imprese condotte da giovani, favorendo l’innovazione – ha sottolineato Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale dell’Ismea.

Un importante intervento in linea con gli obiettivi strategici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che offrirà al settore agroalimentare ulteriori possibilità di ammodernamento e di sviluppo sostenibile”.

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

la pagina dedicata

Malattie professionali agricoltura

malattie professionali nel settore agricoltura

La presente scheda si propone di approfondire la tematica delle tecnopatie nel settore dell’agricoltura, ambito che si configura come una realtà particolarmente complessa e variegata in cui coesistono modelli produttivi e realtà aziendali eterogenei tra loro.

Operano, infatti, nel settore grandi imprese agricole, caratterizzate da un sistema di management ed una struttura organizzativa complessa e, allo stesso tempo, sono presenti unità produttive con un’organizzazione di tipo più tradizionale, molte anche familiari, con relazioni più o meno strutturate e continuative con il mercato, la cui produzione è, spesso, principalmente volta all’autoconsumo o alla vendita al dettaglio.

Va sottolineato, inoltre, il crescente interesse dei giovani imprenditori agricoli che agiscono sul versante dell’innovazione anche attraverso la ‘misura giovani’ del PSR (Programma di sviluppo rurale).

Un’innovazione, peraltro, che consente di realizzare nuovi vantaggi competitivi attraverso un’interessante e continua ricerca, non solo della qualità dei prodotti, ma anche delle tecniche di produzione e di organizzazione d’impresa.

L’impegno dei giovani va anche nella direzione di una maggiore aggregazione della proprietà e della continua riscoperta e riproposizione di antiche varietà dimenticate dall’agricoltura cosiddetta ‘predominante’. Una fondamentale caratteristica del settore agricolo è la ciclica alternanza delle lavorazioni e della forza lavoro che vede, oltre alla presenza della manodopera familiare, l’avvicendarsi di lavoratori stagionali sia italiani che stranieri, talora impiegati con rapporti di lavoro irregolari e non sempre adeguatamente addestrati.

In ambito europeo possiamo attingere al database dell’Eurostat che offre una panoramica sulla evoluzione del settore lavorativo agricolo: gli ultimi dati mostrano significativi cali delle unità lavorative-anno (in complesso quasi 10 milioni). Nel periodo 2008 – 2017 la manodopera si è ridotta di circa il 20%, con cali pari al 12% in Germania e Francia, 10% in Spagna e 5% in Italia. La quota di regolarità dei lavoratori delle aziende agricole dell’UE-28 è di oltre il 90% e tutti hanno completato il ciclo di istruzione obbligatoria (dati riferiti al periodo 2007 – 2013).

Il cambiamento dei rischi e delle esposizioni professionali, in funzione dell’evoluzione del mercato, della trasformazione delle modalità operative e della crescente meccanizzazione del settore, ha portato alla emersione di nuove patologie correlate al lavoro o comunque alla modifica del quadro nosologico esistente, richiedendo lo sviluppo di attività di indagine e ricerca sempre più appropriatamente ed efficacemente indirizzate al monitoraggio ed al contenimento del fenomeno delle malattie professionali.

Oggi, nel settore agricolo, possono essere individuati, quali fattori di rischio, oltre ai classici rischi da agenti chimici specifici, da rumore e vibrazioni, al corpo intero o al sistema mano-braccio, dagli agenti atmosferici e climatici, anche la movimentazione manuale di carichi, i movimenti ripetitivi, le posture incongrue, irritanti/allergeni di natura animale e vegetale, radiazioni solari ultraviolette. L’esposizione ad agenti chimici nel settore agricolo può essere ricondotta all’uso di prodotti fitosanitari, prodotti biocidi e fertilizzanti.

Gli scenari di esposizione che ne derivano sono complessi, sia dal punto di vista del numero delle sostanze chimiche utilizzate, sia dal punto di vista della eterogeneità delle mansioni.

Le patologie che ne derivano sono fortemente diversificate anche in relazione alle dosi e alle vie di esposizione (inalazione o contatto cutaneo) e vanno dalle dermatiti, patologie respiratorie e neurologiche ad altre patologie che riguardano specifici organi bersaglio. Riguardo ai rischi di tipo fisico nel comparto agricolo troviamo il rumore derivante dalle macchine operatrici (trattori, mietitrebbia, ecc.).

scarica
 

Infortuni in agricoltura Covid e tecnologica

infortuni in agricoltura tra effetto Covid e innovazione tecnologica

Infortuni, agricoltura e Covid

ANDAMENTO DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO E DELLE MALATTIE PROFESSIONALI

Dall’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale sugli open data mensili dell’Istituto emerge un calo del 19,6% delle denunce registrate nel 2020 rispetto all’anno precedente in questo comparto, che occupa oltre 900mila lavoratori e contribuisce per il 2,2% al valore aggiunto prodotto dall’economia italiana

Nei primi giorni di quest’anno è stato avviato dall’Istat il settimo Censimento Nazionale
dell’Agricoltura, che aggiornerà moltissimi dati strutturali e di flusso riguardo le aziende del comparto, gli addetti, i macchinari, l’uso e la produzione di energia rinnovabile e molto altro ancora; i risultati saranno rilasciati presumibilmente nel corso del 2022.

L’anno 2020 è stato un anno particolarmente difficile anche per il settore economico delle attività agricole, forestali, di allevamento e pesca.

L’Istituto di statistica ci informa, infatti che la produzione totale agricola è diminuita del 3,3% in volume, il valore aggiunto è diminuito del 6,0% a 31,3 miliardi di euro (l’Italia è comunque al primo posto nella UE27, davanti ai 30,2 miliardi della Francia e ai 29,3 miliardi della Spagna) e le unità di lavoro annue standard utilizzate sono diminuite del 2,3%, mentre le ore lavorate hanno mostrato una contrazione del 2,6%.

Per quanto riguarda la produzione, un calo particolarmente pronunciato si è verificato nella produzione di olio (-18%, dopo il +32% del 2019) mentre quella di vino ha mostrato solo un modesto declino di quasi due punti percentuali (-1,9%).

In pesante difficoltà le attività secondarie non agricole, come ad esempio l’attività di ospitalità in agriturismi o la cura di parchi e giardini, diminuite del 18,9%, ma anche la produzione florovivaistica, scesa di otto punti percentuali.

Nel comparto zootecnico la produzione invece è leggermente aumentata (+0,3%). Un buon aumento si è registrato per la produzione di patate (+5,2%).

Per quanto riguarda invece l’occupazione, oltre ai dati già ricordati delle Ula e delle ore lavorate, tratti dalla Contabilità Nazionale, secondo la Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro.

Si può notare che, mentre nel complesso dell’economia il numero di occupati è diminuito di due punti percentuali (456mila in meno), nel comparto in esame tale numero ha evidenziato addirittura un modesto incremento (+0,4%), passando dalle 909 migliaia del 2019 alle 912 migliaia del 2020.

Questo numero rappresenta il 4% del totale degli occupati, che ammonta a 22.904 migliaia.

Nel comparto agricolo, un occupato su quattro è donna, mentre poco più di uno su due ha una posizione professionale da dipendente. Rispetto al 2019 gli occupati dipendenti sono aumentati del 2,7%, mentre quelli indipendenti sono diminuiti del 2,3%.

scarica

Dall’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale sugli open data mensili dell’Istituto emerge un calo del 19,6% delle denunce registrate nel 2020 rispetto all’anno precedente in questo comparto, che occupa oltre 900mila lavoratori e contribuisce per il 2,2% al valore aggiunto prodotto dall’economia italiana

Incendio esplosione in agricoltura

Rischio incendio ed esplosione in agricoltura

Prevenzione e procedure di emergenza

Pubblicazione realizzata da Inail Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.

Il settore agricolo va sicuramente annoverato tra quelli più rischiosi e con il più alto indice infortunistico sia in termini di frequenza che di gravità.

I fattori alla base di tale fenomeno sono molteplici e vanno dalla gestione, a volte prevalentemente familiare, alla presenza di macchine e attrezzature obsolete fino alla mancanza di una reale consapevolezza dei fattori di rischio presenti.

Sebbene la maggior parte degli infortuni gravi e mortali sia legata all’uso di trattori e cadute dall’alto, non vanno tuttavia trascurati gli infortuni legati a problematiche imputabili al rischio di incendio ed esplosione o al tragico verificarsi di eventi di asfissia o intossicazione nei cosiddetti spazi confinati.

In tale contesto si inserisce un nuovo progetto di collaborazione tra Inail e Corpo Nazionale dei Vigili dei fuoco, finalizzato a incidere sulla riduzione degli infortuni sul lavoro e ad implementare la necessaria cultura della sicurezza nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura.

In particolare, sono stati coinvolti: per l’Inail, la Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione e il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici e, per il C.N.VV.F., la Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile.

Tale collaborazione ha portato alla realizzazione di indicazioni operative per la gestione delle emergenze e della sicurezza antincendio nei settori dell’agricoltura, oggetto di questo documento, e dell’edilizia.

Il documento riporta sia indicazioni generali per l’individuazione delle possibili fonti di rischio di incendio ed esplosione e le relative misure di prevenzione e protezione, sia specifici focus tematici su specifiche problematiche quali quelle relative agli spazi confinati.

La pubblicazione intende rappresentare anche un esempio di come la gestione della sicurezza richieda un approccio interdisciplinare in grado di includere ruoli, approcci e competenze diverse al fine di perseguire, in maniera sempre più efficace, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

scarica file

 

 

 

La protezione da SARS-CoV-2 per i lavoratori agricoli

Nell’attuale fase di emergenza sanitaria, il rischio biologico in agricoltura causato da esposizione al virus SARS-CoV-2 può derivare dal mancato rispetto della distanza minima interpersonale tra i lavoratori e tra i lavoratori e l’utenza.

Rischio incendio ed esplosione in agricoltura

La pubblicazione si inserisce nell’ambito di una collaborazione tra Inail e Corpo Nazionale dei Vigili dei fuoco, finalizzata a incidere sulla riduzione degli infortuni sul lavoro e ad implementare la necessaria cultura della sicurezza nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, tra i più rischiosi e con il più alto indice infortunistico in termini di frequenza e gravità.