Radiazioni ionizzanti di origine naturale

Radiazioni ionizzanti di origine naturale: la sezione del PAF i recenti aggiornamenti normativi.

RADIAZIONI IONIZZANTI DA SORGENTI NATURALI

Per sostenere l’adozione della normativa di radioprotezione (D.Lgs 101/2020), all’interno del PAF è stata creata una sezione dedicata alle «radiazioni ionizzanti da sorgenti naturali».

Gli obiettivi sono:
1. Rendere disponibile all’utenza (stakeholders) un sistema integrato di strumenti
tecnici, formativi e informativi;
2. Favorire una piena e corretta applicazione della nuova legge sia da parte delle aziende che delle figure di supporto all’esercente/datore di lavoro, e alle figure chiamate a svolgere vigilanza e di controllo.

La sezione PAF «radiazioni ionizzanti da sorgenti naturali» si articola, cosi come il Titolo IV del D.Lgs 101/2020.
– radon nei luoghi di lavoro
– industrie NORM
– materiali da costruzione
– esposizione del personale navigante alla radiazione cosmica

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Settore Apparecchiature ad uso Estetico

Settore Apparecchiature
ad uso Estetico

Settore Apparecchiature ad uso Estetico. Laboratorio di Sanità Pubblica
Area Vasta Toscana Sud Est Laboratorio Agenti Fisici: Andrea Bogi
Francesco Picciolo Iole Pinto Nicola Stacchini

ASPETTI LEGISLATIVI Normativa Attività Estetista Macchine utilizzabili, Normativa Sicurezza del Lavoro Sicurezza lavoratori

Legge n. 1 del 04/01/1990 Decreto Ministro dello Sviluppo Economico 12 maggio 2011, n. 110.
Decreto Ministro dello Sviluppo Economico 15 Ottobre 2015, n. 206 “Regolamento recante modifiche al decreto 12 maggio 2011, n. 110, concernente il regolamento di attuazione dell’articolo 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l’attività di estetista

n. 23 diverse schede apparecchi

D.L.gvo 81 Titolo VIII Capo IV Protezione dei Lavoratori dai rischi a Campi Elettromagnetici

D.L.gvo 81 Titolo VIII Capo V Protezione dei Lavoratori dai rischi da Radiazioni Ottiche Artificiali

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Formazione, attestati, erogatori.

Formazione, attestati, erogatori.

Gli accordi Stato Regioni, hanno contribuito in modo notevole a qualificare la formazione in ambito sicurezza D. lgs. 81, inserendo nuove metodologie e concetti innovativi.

Allo stesso tempo hanno complicato eccessivamente, sia i percorsi formativi, che le modalità di erogazione.

Sicuramente è stata trattata la materia della formazione a distanza, in modo superficiale sia lato e-learning e non menzionando in nessun modo la videoconferenza per quando riguarda la formazione dei discendi.

Oltremodo, gli enti di formazione hanno idee poco chiare di come rilasciare un attestato, pochissimi enti adottano un progetto formativo e quasi nessuno ha le idee chiare, di cos’è un documento progettuale.

Poi le Regioni, hanno legiferato in modo irrazionale, in ordine sparso e senza un criterio univoco, inventandosi attestati personalizzati, diciture fantasiose e addirittura in alcuni casi inventando istituti di controllo in stile KGB.

La domanda è perché si rilasciano attestati esorbitanti di loghi e diciture non necessarie?

Perché è difficile capire chi è il soggetto che può rilasciare l’attestato?

ACCORDO 22 febbraio 2012

ACCORDO 21 dicembre 2011 Lavoratori

ACCORDO 21 dicembre 2011 Datore di lavoro

ACCORDO Stato Regioni del 7/7/16 RSPP/ASPP

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di Ing. Mario di Carlo

Registro esposizione Invio

Registri di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e ad agenti biologici: obbligo invio telematico

Dal 10 febbraio 2021 le comunicazioni relative ai registri di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e ad agenti biologici devono essere trasmesse esclusivamente con il servizio online.

Come anticipato con nota del 1° febbraio 2021, inviata alle Associazioni nazionali di categoria dei datori di lavoro, a decorrere dal 10 febbraio 2021 le comunicazioni relative ai registri di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e ad agenti biologici devono avvenire esclusivamente attraverso il servizio online “Registro esposizione”, a disposizione di tutti i datori di lavoro.

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Portale Rivista 2021 n° 6

Portale Rivista 2021 n° 6

In questo numero:
Progetto Terna
Intervista ai manager
Formazione 4.0
La pandemia amica della FAD
Campi elettromagnetici
Igienista ambientale
Integrazione dei disabili
Tassi d’interesse
Minori a rischio sul web

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BANDO PER IL CONTRIBUTO STRAORDINARIO NELLE ZEA

BANDO ZEA

Quaranta milioni di euro di contributi straordinari per le Zea, le Zone economiche ambientali, ovvero le aree che coincidono con i territori dei parchi nazionali, istituite dalla legge clima a fine 2019.

Beneficiari dei contributi le micro e piccole imprese, le attività di guida escursionistica ambientale, le guide dei parchi che hanno una sede operativa all’interno di una Zea o che operano in un’area marina protetta e che hanno sofferto una riduzione del fatturato.

Il contributo straordinario è cumulabile, nel tetto massimo della perdita subita, con le indennità e le agevolazioni, anche finanziarie, emanate a livello nazionale per fronteggiare la crisi economico-finanziaria causata dall’emergenza sanitaria Covid-19,  comprese le indennità erogate dall’Inps.

La domanda deve essere compilata in via telematica accedendo, mediante le credenziali fornite dall’Agenzia delle entrate, al portale https://www.contributozea.it (attivo dal 15 febbraio) raggiungibile anche dal sito del ministero dell’Ambiente. Dal 15 febbraio sarà possibile trasmettere le istanze – fino al 15 marzo -, seguendo le indicazioni riportate nel manuale “Istruzioni per la compilazione” pubblicato sul portale https://www.contributozea.it.

Entro sessanta giorni dalla data di scadenza di presentazione delle istanze sarà pubblicato sul sito del ministero e sul portale dedicato il piano di riparto del contributo straordinario tra i beneficiari ammessi.

“Con la legge clima – osserva il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – abbiamo voluto fortemente le Zea per agevolare l’economia dei territori che ricadono nei parchi.

Le abbiamo poi sostenute con la legge di stabilità, anche mediante gli incentivi per il vuoto a rendere degli imballaggi, il compostaggio di comunità e per la misurazione puntuale dei rifiuti conferiti al servizio pubblico.

Adesso, con questo bando per le micro e piccole imprese, le attività di guida escursionistica ambientale e le guide dei parchi che hanno sofferto una riduzione del fatturato, vogliamo sostenere ulteriormente le Zea, incoraggiando a vivere, lavorare e investire nei parchi, il nostro capitale naturale da tutelare e valorizzare.

Tutela ambientale e sviluppo economico possono e devono coesistere”.

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Termini e modalità di presentazione delle domande per il riconoscimento di un contributo straordinario ai sensi dell’art. 227 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e modificato dall’articolo 55, comma 3-bis del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla Legge 11 settembre 2020, n. 120, e indicazioni operative in merito alle procedure di concessione ed erogazione del contributo straordinario.

SARS-CoV-2 lavoratori agricoli

La protezione da SARS-CoV-2 per i lavoratori agricoli

Nell’attuale fase di emergenza sanitaria, il rischio biologico in agricoltura causato da esposizione al virus SARS-CoV-2 può derivare dal mancato rispetto della distanza minima interpersonale tra i lavoratori e tra i lavoratori e l’utenza.

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale (Dimeila).

I dati Istat del 2018 indicano che sono oltre 415.000 le imprese che svolgono attività principale nel settore agro-zootecnico, delle quali l’84% è costituito da piccole aziende a gestione familiare con in media circa 2 componenti e solo il 39,5% hanno dipendenti. Le regioni con il numero maggiore di imprese agricole sono la Puglia (12%), il Veneto (10,6%) e la Sicilia (10,2%).

Dall’inizio della pandemia le attività agro-zootecniche non hanno subito significative interruzioni nonostante le difficoltà di reclutamento della manodopera e la perdita di posti di lavoro in alcuni ambiti specifici (settore florovivaistico).

Anche se i dati rilevano una percentuale molto bassa di contagi in tale contesto lavorativo, tuttavia, si tratta di un ambito in cui troppo spesso le norme sulla sicurezza vengono eluse.

Spesso, infatti, la disponibilità, il corretto utilizzo e la manutenzione dei DPI non sono sempre di facile controllo e gestione; inoltre, i lavoratori non hanno sempre accesso a servizi igienici adeguati e nei luoghi di lavoro si possono creare situazioni di affollamento, tutti elementi che nell’attuale scenario pandemico aumentano il rischio di infezione e rappresentano un problema di salute pubblica per la diffusione del contagio.

In questo contesto si inserisce il presente opuscolo, che ha l’obiettivo di dare risposte ad alcuni quesiti riguardanti la prevenzione da SARS-CoV-2 e fornire indicazioni operative per i lavoratori del settore agro-zootecnico.

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