Nato dalla collaborazione tra Inail e Enel nell’ambito del protocollo d’intesa volto a realizzare iniziative congiunte per la riduzione dei rischi e la prevenzione di infortuni e malattie professionali, l’opuscolo intende sensibilizzare lavoratori e imprese del settore agricolo fornendo informazioni in relazione alla presenza delle reti di distribuzione e diffondendo le principali regole di comportamento per la gestione del rischio elettrico quando ci si trova in prossimità delle infrastrutture elettriche. INAIL 2025

RISCHIO ELETTRICO NEL SETTORE AGRICOLO

RISCHIO ELETTRICO NEL SETTORE AGRICOLO. INAIL 2025

Il rischio elettrico nel settore agricolo è un tema spesso sottovalutato, ma profondamente presente nella vita quotidiana di chi lavora nei campi. L’energia elettrica è una presenza costante che rende possibili tante attività, ma porta con sé un pericolo che non si vede e non si sente. Nel contesto agricolo questo pericolo si intreccia con l’ambiente naturale, con le attrezzature usate ogni giorno e con infrastrutture elettriche che attraversano campagne, vallate, frutteti e oliveti. È proprio questa convivenza silenziosa tra lavoro agricolo e reti elettriche a rendere necessario un approccio più consapevole.

Uno dei primi aspetti da comprendere riguarda le caratteristiche dell’energia elettrica e il modo in cui può diventare causa di incidenti. Basta guardarsi attorno per notare quanti elementi del paesaggio rurale sono collegati all’elettricità: pali, tralicci, linee che corrono in quota, cavi che a volte si trovano anche nel sottosuolo. Molto spesso si tende a pensare che il rischio riguardi solo chi ripara guasti o lavora sugli impianti, ma non è così. In agricoltura il rischio non è diretto, bensì “per interferenza”, cioè nasce quando l’attività svolta entra nella zona di influenza di un’infrastruttura elettrica esistente. Chi pota un albero, raccoglie olive, muove una scala metallica, usa un braccio meccanico, irriga un campo, può avvicinarsi per errore a un conduttore in tensione. E l’elettricità non ha bisogno di tocco diretto: anche una distanza troppo ridotta può trasformarsi in un arco elettrico.

I dati riportati nel documento mostrano quanto questo rischio sia concreto. Nel quinquennio 2019-2023 l’Inail ha registrato trentanove infortuni elettrici confermati in agricoltura, mentre il sistema InforMo ha documentato cinquantuno casi mortali o gravi tra il 2002 e il 2021. Il dato più significativo riguarda i trentacinque infortuni mortali dovuti a contatto diretto: ventotto di questi sono stati causati da linee elettriche aeree. Il quadro è chiaro e racconta un problema reale. Ventidue morti sono avvenute durante potature, sia con piattaforme elevabili sia da terra con strumenti estensibili, quattro durante operazioni di carico e scarico con macchinari dotati di bracci movimentabili e due durante raccolte come quella delle olive, dove scale e agevolatori metallici entrano facilmente in contatto con conduttori non protetti. Tra le cause ricorrenti emergono la scarsa consapevolezza del pericolo e la mancanza di formazione specifica. Spesso si lavora vicino alle linee elettriche senza aver chiara la distanza da mantenere o senza conoscere le procedure corrette per operare in sicurezza.

Per capire meglio il rischio è utile soffermarsi anche sul funzionamento delle reti elettriche. In Italia esiste un sistema molto articolato che parte dalle centrali di produzione e si distribuisce attraverso linee di alta, media e bassa tensione. Ci sono linee imponenti, sospese su tralicci, che trasportano l’energia a centinaia di migliaia di volt, e ci sono linee più piccole che portano la corrente nelle zone rurali. Le linee a bassa tensione sono quelle più diffuse e spesso si trovano tra sei e dodici metri di altezza, soprattutto in zone agricole dove il terreno non consente grandi infrastrutture interrate. A volte queste linee possono ancora essere in conduttore nudo, cioè senza isolamento esterno. Le linee a media tensione, invece, possono arrivare fino a venti metri, e anche queste sono frequenti nelle campagne. Poi ci sono le linee ad alta e altissima tensione, che corrono su tralicci molto visibili e attraversano spesso grandi distese. Esistono anche altre infrastrutture che possono costituire un rischio indiretto, come impianti privati, illuminazione pubblica, linee ferroviarie o di trasporto locale.

Quando si lavora in agricoltura questo paesaggio elettrico, a volte familiare, può trasformarsi in un rischio improvviso. Macchine e attrezzature sono spesso costruite con metallo che trasmette corrente. Durante la potatura si allungano attrezzi telescopici senza considerare l’estensione completa. Durante l’irrigazione l’acqua nebulizzata può avvicinarsi ai conduttori, e l’acqua non è mai completamente “pura”, perché contiene sali che la rendono conduttrice. Durante gli scavi si può urtare un cavo interrato se non si conosce la sua posizione. E quando i rami vengono tagliati possono cadere sulla linea elettrica e portare il rischio dal cielo alla terra.

Per questo motivo la pianificazione del lavoro è essenziale. Prima di iniziare qualunque attività bisogna osservare l’ambiente circostante, chiedersi dove passano le linee elettriche e considerarle sempre in tensione. Durante il lavoro è fondamentale mantenere una distanza di sicurezza adeguata, come previsto dall’articolo 83 del Testo Unico sulla sicurezza. Questa distanza cambia in base alla tensione della linea. La tabella contenuta nel documento indica tre metri per linee fino a mille volt, tre metri e mezzo fino a trentamila volt, cinque metri fino a centotrentaduemila volt e sette metri oltre questa soglia. Sono distanze che permettono di prevenire ogni possibilità di arco elettrico. Anche l’altezza minima delle linee a conduttori nudi è regolata: cinque metri per la bassa tensione, sei metri per la media, oltre sei metri per l’alta tensione e quasi otto metri per le linee più potenti.

Quando si pota un albero bisogna pianificare i tagli per evitare che i rami di risulta cadano sulla linea. Quando si irriga occorre orientare i getti in modo da non avvicinarsi mai al fascio dei conduttori. Quando si scavano buche o si lavorano i terreni oltre cinquanta centimetri di profondità è necessario informarsi presso il distributore o il proprietario del terreno per sapere se ci sono cavi sotterranei. Se non è possibile mantenere la distanza di sicurezza occorre chiedere la disalimentazione della linea per il tempo necessario. E se si nota un guasto o una situazione pericolosa bisogna avvisare il distributore o il numero unico delle emergenze.

Un aspetto importante riguarda anche gli impianti di irrigazione. Le norme tecniche indicano che tra un getto liquido e un conduttore nudo deve esserci almeno un metro di distanza, perché la continuità del getto può diventare un percorso conduttivo. Questo vale soprattutto per le linee a media tensione che spesso attraversano campi irrigati con sistemi a pioggia. Anche l’installazione degli impianti deve tenere conto delle distanze minime previste dalla legge.

Il documento dedica spazio anche a cosa fare in caso di infortunio elettrico. La prima regola è non toccare mai direttamente la persona coinvolta se è ancora in contatto con la fonte elettrica, perché il corpo può essere parte del circuito. Bisogna chiamare subito i soccorsi e parlare in vivavoce seguendo le istruzioni degli operatori. Se ci sono fiamme sugli abiti non si deve usare acqua finché la corrente non è stata interrotta. Se la situazione è sicura si può verificare se la persona è cosciente, chiamandola e scuotendola leggermente. Se è vigile si resta vicino in attesa dei soccorsi. Se è incosciente si verifica la respirazione e il battito. Se non ci sono segni vitali si può iniziare il massaggio cardiaco, se si è in grado o se l’operatore lo indica. Per le ustioni è consigliato sciacquare con acqua fredda. Quando si chiama il numero di emergenza occorre mantenere la calma, indicare il luogo, descrivere cosa è successo e quante persone sono coinvolte.

Il quadro complessivo che emerge dal documento è molto chiaro. Il rischio elettrico in agricoltura non è un evento raro né qualcosa legato solo alla sfortuna. È un rischio reale, legato a gesti quotidiani. La prevenzione passa dalla conoscenza dell’ambiente, dalla formazione e da poche attenzioni costanti. Tenere la giusta distanza, osservare prima di agire, conoscere la posizione delle linee, evitare movimenti impulsivi con attrezzi metallici, verificare sempre l’area prima di iniziare un lavoro in altezza, chiedere informazioni quando si scava, usare prudenza quando si irriga, contattare il distributore quando la distanza non è garantita. Sono gesti semplici che però fanno la differenza.

Guardare un uliveto attraversato da cavi aerei o un campo irrigato sotto una linea può sembrare normale, ma la normalità non deve far dimenticare che la corrente elettrica non perdona errori. Ogni anno i dati confermano che basta un singolo movimento sbagliato per trasformare un’attività familiare in un incidente grave. Per questo informazioni e consapevolezza restano gli strumenti più importanti. Non servono tecnicismi complicati: serve sapere cosa evitare e come muoversi. L’obiettivo è costruire un modo di lavorare più attento, dove l’elettricità non diventa una minaccia silenziosa, ma un elemento riconosciuto e rispettato.

Il documento ricorda infine che chiunque può segnalare un pericolo o un guasto al distributore locale o al numero unico delle emergenze. La sicurezza non è mai un gesto individuale ma una responsabilità condivisa, soprattutto in un settore come l’agricoltura dove spesso si lavora da soli o in aree isolate. Conoscere il rischio elettrico significa proteggere la propria vita e quella di chi lavora accanto a noi, in un ambiente che cambia velocemente e richiede attenzione costante.

Nato dalla collaborazione tra Inail e Enel nell’ambito del protocollo d’intesa volto a realizzare iniziative congiunte per la riduzione dei rischi e la prevenzione di infortuni e malattie professionali, l’opuscolo intende sensibilizzare lavoratori e imprese del settore agricolo fornendo informazioni in relazione alla presenza delle reti di distribuzione e diffondendo le principali regole di comportamento per la gestione del rischio elettrico quando ci si trova in prossimità delle infrastrutture elettriche. INAIL 2025
download
Sicurezza, Qualità, GDPR, HACCP, Medicina del lavoro, E-learning, Videoconferenza, Qualifica Fornitori, CRM...