RISCHIO ELETTRICO NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI. lavoratori e imprese del settore delle costruzioni fornendo informazioni

RISCHIO ELETTRICO NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Nato dalla collaborazione tra Inail e Enel nell’ambito del protocollo d’intesa volto a realizzare iniziative congiunte per la riduzione dei rischi e la prevenzione di infortuni e malattie professionali, l’opuscolo intende sensibilizzare lavoratori e imprese del settore delle costruzioni fornendo informazioni in relazione alla presenza delle reti di distribuzione e diffondendo le principali regole di comportamento per la gestione del rischio elettrico quando ci si trova in prossimità delle infrastrutture elettriche. INAIL 2025

Il rischio elettrico nel settore delle costruzioni è un tema che tocca ogni fase del lavoro in cantiere. L’elettricità è parte della vita quotidiana e del lavoro, ma nei cantieri diventa un pericolo concreto perché spesso si lavora vicino a linee elettriche attive o impianti interrati che non si vedono. Questa presenza costante richiede attenzione continua, capacità di riconoscere i segnali di rischio e una buona conoscenza delle infrastrutture che attraversano il territorio. Per capire quanto sia importante questo tema basta guardare i dati raccolti negli anni, che mostrano come molti incidenti gravi e mortali siano legati al contatto con parti in tensione, soprattutto durante l’uso di mezzi e attrezzature metalliche che possono trasformarsi in conduttori improvvisi.

Il documento mostra come, nel triennio 2019-2023, siano stati registrati più di mille infortuni di natura elettrica nel settore delle costruzioni. Non si tratta di episodi rari o eccezionali, ma di una realtà che si ripete e che obbliga a ragionare su come prevenire il rischio prima di iniziare le attività. I dati storici raccontano anche un aspetto preciso: la maggior parte degli incidenti più gravi nasce dal contatto diretto con linee elettriche aeree. Questo accade mentre si manovrano pompe per calcestruzzo, gru mobili, piattaforme elevabili o attrezzature simili che possono avvicinarsi alle linee senza che l’operatore se ne accorga. La causa principale è quasi sempre la scarsa consapevolezza del pericolo e la mancanza di informazioni specifiche su distanze, movimenti possibili delle attrezzature e presenza delle linee.

Per comprendere meglio il rischio, il testo illustra come è fatto il sistema elettrico che attraversa città, zone rurali e periferie. Sopra le nostre teste o sotto i nostri piedi esiste una rete immensa che porta energia ovunque. Le reti sono diverse tra loro, cambiano la tensione e cambiano anche le modalità con cui sono costruite e posate. Le linee a bassa tensione sono quelle che raggiungono case e piccole attività. Spesso, soprattutto nei paesi o nelle zone montane, sono ancora visibili su pali a sei o dodici metri d’altezza. Possono essere formate da conduttori isolati oppure, più raramente, da conduttori nudi. In città invece si trovano quasi sempre interrate e protette da sistemi meccanici che le separano dal terreno.

Le reti di media tensione possono arrivare fino a ventimila volt e anche in questo caso possono essere aeree o interrate. Le linee aeree su pali o tralicci sono comuni nelle campagne, mentre in città si preferisce l’interramento. I conduttori possono essere nudi oppure in cavo isolato e questo dettaglio cambia molto il livello di rischio in caso di contatto o avvicinamento. Sopra le reti di media tensione troviamo le reti ad alta e altissima tensione, che possono raggiungere centinaia di migliaia di volt. Sono quasi sempre sostenute da tralicci imponenti e attraversano zone aperte, campagne e lunghe distese tra un centro abitato e l’altro. Anche queste reti, in alcuni tratti urbani, possono essere interrate e protette in modo molto accurato.

Oltre alle linee che appartengono alla distribuzione di energia, esistono altre infrastrutture che possono creare interferenza nei cantieri, come impianti privati, linee di trazione di ferrovie e tram, illuminazione pubblica o sistemi di produzione locale. Questo significa che un cantiere non deve valutare solo la presenza delle linee più visibili, ma anche ciò che può trovarsi nascosto nel terreno o integrato nei fabbricati. Ogni movimento, ogni scavo, ogni installazione può avvicinarsi a qualcosa che non si vede ma che è comunque attivo.

Il testo ricorda come il settore delle costruzioni resti uno dei più colpiti dagli incidenti gravi. La combinazione di mezzi pesanti, lavori in quota, ambiente sempre diverso e presenza di impianti elettrici crea un quadro complesso. Le piattaforme elevabili, le gru, le autopompe, i bracci articolati e molti altri mezzi usati nei cantieri sono spesso costruiti in metallo e possono diventare pericolosi conduttori. Un contatto o un avvicinamento oltre il limite consentito può causare infortuni anche a chi si trova a terra e non sta manovrando il mezzo, perché la corrente può attraversare il veicolo e raggiungere chiunque lo stia toccando.

Per questo la prevenzione nasce prima dell’inizio dei lavori. Ogni attività deve partire da un esame dell’ambiente. Serve osservare cosa c’è sopra e sotto il punto in cui si vuole operare. Bisogna considerare come si muovono le attrezzature, quanto spazio serve per manovrarle e quali spostamenti possono fare. L’articolo 117 del Testo Unico indica le distanze di sicurezza che devono essere sempre rispettate, senza eccezioni. La distanza minima da una linea non protetta può cambiare in base alla tensione. Per esempio tre metri sono richiesti per linee fino a mille volt, tre metri e mezzo per linee fino a trentamila volt, cinque metri per tensioni fino a centotrentaduemila volt e sette metri per tensioni più alte. Queste distanze permettono di evitare non solo il contatto diretto, ma anche l’innesco di un arco elettrico, che può formarsi quando ci si avvicina troppo a una parte in tensione.

Oltre alle distanze, esistono anche limiti legati alle altezze minime dei conduttori nudi. La normativa prevede che le linee a bassa tensione non scendano sotto i cinque metri dal terreno, mentre quelle a media tensione devono essere alte almeno sei metri. Le linee ad alta tensione devono avere un’altezza minima di sei metri e tre, mentre quelle a trecentottantamila volt devono essere alte almeno sette metri e otto. Queste misure permettono ai mezzi di circolare senza rischio, ma ci sono zone in cui i conduttori possono risultare più bassi, per esempio per condizioni climatiche, rilassamento dei cavi o vicinanza di edifici. Per questo l’osservazione diretta del cantiere è sempre fondamentale.

Il documento dedica molto spazio alla necessità di informarsi prima di scavare. Le linee interrate spesso si trovano oltre gli ottanta centimetri, ma questa profondità può variare. Prima di iniziare uno scavo profondo bisogna chiedere informazioni al distributore e a chi possiede il terreno. Una linea interrata non si vede e non fa rumore. Si può colpire con una benna o con un mezzo di scavo in modo improvviso e il danno può essere molto serio. Anche il contatto con una parte interrata può provocare un arco elettrico o una dispersione di corrente che arriva fino all’operatore.

Il testo parla anche della gestione dei gruppi elettrogeni nei cantieri. Quando si usa un gruppo per alimentare attrezzature o baracche di cantiere bisogna verificare che ci sia sempre separazione fisica dalla rete del distributore. Questo evita ritorni di corrente e permette all’impianto di cantiere di funzionare in modo sicuro. È importante anche controllare che le protezioni elettriche siano attive e funzionanti, come il salvavita, i dispositivi per sovraccarico e i sistemi per corto circuito.

Nella fase operativa bisogna ricordare che le linee non visibili possono nascondersi nelle pareti dei fabbricati in ristrutturazione, nei pavimenti, nei soffitti o nel terreno vicino al punto di scavo. Ogni intervento richiede consapevolezza e la certezza che gli operatori abbiano ricevuto formazione specifica. La formazione non deve essere generica, ma collegata ai rischi reali del cantiere, alla presenza delle linee e alle attrezzature che verranno usate. Molti incidenti sono nati da movimenti imprevisti di mezzi come gru o piattaforme, spesso perché l’operatore non conosceva bene la distanza reale tra il braccio del mezzo e i conduttori. Anche un leggero oscillare del mezzo può creare un avvicinamento pericoloso.

Il documento spiega poi cosa fare in caso di infortunio elettrico. La prima regola è non toccare l’infortunato se è ancora in contatto con la linea. Il rischio sarebbe estendersi immediatamente anche a chi prova a soccorrerlo. Bisogna chiamare i soccorsi mantenendo la calma e seguire le indicazioni degli operatori. Solo quando l’alimentazione è interrotta si può avvicinarsi e verificare lo stato della persona. Se ci sono fiamme, non bisogna mai usare acqua prima di essere sicuri dell’interruzione della corrente. Se la vittima è cosciente bisogna restare al suo fianco e monitorarla fino all’arrivo dei soccorsi. Se invece non risponde bisogna verificare respiro e battito e, se assenti, avviare il massaggio cardiaco seguendo le indicazioni degli operatori del numero di emergenza. In presenza di ustioni è necessario usare acqua fresca e non sostanze improvvisate. La scena deve rimanere tranquilla e nessuno deve essere spostato senza motivo.

La parte conclusiva ricorda l’importanza della comunicazione. Segnalare situazioni di pericolo è un dovere. Ogni lavoratore può contattare il distributore locale o il Numero Unico Emergenze per segnalare guasti, linee troppo basse, cavi danneggiati o movimenti insoliti dei conduttori. La prevenzione parte sempre dall’attenzione e dal dialogo. Un cantiere sicuro è un luogo in cui ogni persona sa riconoscere un rischio e sa come comportarsi prima che la situazione diventi pericolosa.

Il testo mostra quindi un quadro completo fatto di analisi, dati, normativa, esempi concreti e indicazioni pratiche. L’obiettivo è aiutare chi lavora nelle costruzioni a sviluppare una sensibilità diversa rispetto alla presenza dell’energia elettrica. Non si tratta di creare paura, ma di costruire un modo di lavorare più consapevole. Ogni linea, ogni conduttore, ogni impianto diventa allora un elemento da considerare con calma, come parte dell’ambiente circostante. Valutare ciò che non si vede è uno dei passaggi più difficili, ma anche più necessari, perché molte linee sono interrate o inserite nelle strutture degli edifici.

Il documento richiama anche l’importanza della collaborazione con gli enti. Chiedere la disalimentazione di una linea quando non è possibile lavorare rispettando le distanze è una scelta corretta. Affrontare un lavoro senza le condizioni minime di sicurezza è sempre un errore. A volte basta poco per evitare un rischio grave. Il modo in cui si pianifica il lavoro influisce direttamente sul benessere degli operatori. Una buona organizzazione permette di prevedere i movimenti delle attrezzature, delimitare le aree, posizionare i mezzi e spiegare a tutti quali zone evitare.

L’energia elettrica continuerà a essere una presenza costante in ogni cantiere e l’unico modo per convivere in sicurezza con questo elemento è la conoscenza. Capire come si distribuisce l’energia, quali sono le caratteristiche delle reti, come si comportano le linee aeree in diverse condizioni climatiche, come si muovono i mezzi metallici vicino ai conduttori, tutto questo consente agli operatori di lavorare con maggiore serenità. La cultura della sicurezza non nasce in un giorno, ma cresce attraverso la formazione, l’esperienza e la capacità di osservare ciò che abbiamo intorno.

IL RISCHIO ELETTRICO NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI
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