Rischi psicosociali nel lavoro domestico
Rischi psicosociali nel lavoro domestico: allarme UE per le donne migranti.
Condizioni di lavoro precarie e stress: cresce l’attenzione in Europa
Le donne migranti impiegate nei settori della cura, delle pulizie e del lavoro domestico sono tra le categorie più esposte a rischi psicosociali (PSR), come stress, isolamento, burnout e violenze sul lavoro. È quanto emerge da un recente studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA).
Secondo il report, queste lavoratrici operano spesso in condizioni di precarietà e informalità, con limitato accesso a diritti, tutele sanitarie e supporto legale. La combinazione di fattori come genere, status migratorio e lavori poco qualificati amplifica la loro vulnerabilità.
Lavoro domestico e assistenza: i principali rischi
Nel dettaglio, lo studio evidenzia diversi elementi critici:
- Sovraccarico di lavoro e fatica cronica, soprattutto per chi svolge più impieghi contemporaneamente
- Isolamento sociale, aggravato da barriere linguistiche e lunghe ore di lavoro
- Discriminazione e molestie, anche di natura sessuale
- Scarso controllo su orari e condizioni contrattuali
In alcuni Paesi europei, le lavoratrici migranti rappresentano fino al 70% della forza lavoro nel settore dell’assistenza agli anziani, ma spesso con salari bassi e scarsa tutela.
Il problema invisibile delle pulizie e del lavoro domestico
Le addette alle pulizie, in particolare, affrontano condizioni difficili: turni notturni, mancanza di sicurezza e alto rischio di stress. Circa il 45% delle lavoratrici notturne dichiara di sentirsi insicuro, mentre una su tre ha subito molestie sul lavoro.
Nel lavoro domestico, spesso svolto in abitazioni private, la situazione è ancora più complessa: molte lavoratrici operano senza contratto e con scarsa protezione legale, aumentando il rischio di sfruttamento.
Digitalizzazione e piattaforme: nuovi rischi emergenti
L’espansione delle piattaforme digitali nel settore domestico introduce ulteriori criticità. Il controllo tramite algoritmi e sistemi di rating può generare:
- maggiore pressione lavorativa
- instabilità del reddito
- perdita di autonomia
- rischio di molestie online
Questi fattori contribuiscono ad aumentare i livelli di stress e precarietà.
Le soluzioni: più diritti e inclusione
Tra le principali strategie individuate a livello europeo:
- Regolarizzazione del lavoro informale
- Accesso a informazioni sui diritti in più lingue
- Maggiore coinvolgimento delle lavoratrici nella gestione degli orari
- Programmi di formazione interculturale
- Rafforzamento dei controlli e delle ispezioni sul lavoro
Esempi concreti arrivano da Paesi come Spagna e Belgio, dove sono stati introdotti strumenti per migliorare sicurezza, contratti e tutele sociali.
Il lavoro domestico e di cura rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia europea, ma resta ancora sottovalutato e poco tutelato. Migliorare le condizioni delle donne migranti non è solo una questione sociale, ma anche economica e di sostenibilità del sistema di welfare.










