Iperammortamento 2026

Iperammortamento 2026: il MEF amplia l’elenco dei beni ammessi e rimuove il vincolo “made in UE”

Con il comunicato stampa n. 13 del 12 marzo 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha confermato importanti novità relative al nuovo iperammortamento 2026, intervenendo sulle criticità emerse nelle scorse settimane riguardo al requisito di provenienza dei beni agevolabili.

In particolare, il MEF ha annunciato che verrà soppressa la disposizione che limitava il beneficio ai soli beni prodotti nell’Unione europea o nei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo. La modifica riguarda le disposizioni previste dall’articolo 1, commi da 427 a 436, che introducono una maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti in beni strumentali ai fini dell’ammortamento per i soggetti titolari di reddito d’impresa.

Procedura di accesso all’agevolazione

La bozza del decreto ministeriale attuativo, diffusa dal MEF, definisce la procedura per accedere al beneficio. In base alle prime indicazioni, le imprese dovranno trasmettere tre diverse comunicazioni tramite la piattaforma dedicata:

  • Comunicazione preventiva, relativa all’investimento programmato;

  • Comunicazione di conferma, con indicazione dell’acconto versato;

  • Comunicazione di completamento, al termine dell’investimento.

Le regole operative diventeranno definitive con l’emanazione di decreti direttoriali che stabiliranno i termini di apertura della piattaforma e i modelli da utilizzare.

Comunicazione preventiva e conferma dell’investimento

La bozza del decreto stabilisce che l’impresa debba inviare una o più comunicazioni preventive per ciascuna struttura produttiva interessata dagli investimenti.

Successivamente, entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo inviata dal GSE, l’impresa dovrà trasmettere la comunicazione di conferma, indicando:

  • la data del pagamento dell’acconto;

  • l’importo versato, necessario a raggiungere almeno il 20% del costo di acquisizione del bene.

La piattaforma informatica rilascerà una ricevuta di avvenuta trasmissione, mentre il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) comunicherà entro 10 giorni l’esito delle verifiche o eventuali integrazioni da fornire entro ulteriori 10 giorni.

Comunicazione di completamento

Il processo si conclude con la comunicazione di completamento, da inviare entro il 15 novembre 2028 per ciascuna comunicazione di conferma, corredata dalle attestazioni che dimostrano il possesso della documentazione richiesta.

Documentazione richiesta

Per accedere all’iperammortamento, la bozza del decreto richiede la presentazione di specifici documenti:

  • perizia tecnica asseverata;

  • attestazione di produzione nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo;

  • certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile.

Il dettaglio delle certificazioni richieste è contenuto negli articoli 5 e 6 del decreto attuativo ancora in fase di definizione.

Investimenti in energia rinnovabile per autoconsumo

Il decreto disciplina anche gli investimenti in beni materiali nuovi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, purché collegati alla struttura produttiva.

Sono ammesse le spese relative a:

  • gruppi di generazione di energia elettrica;

  • trasformatori e misuratori funzionali alla produzione;

  • impianti per la produzione di energia termica destinata esclusivamente al calore di processo;

  • servizi ausiliari di impianto;

  • sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta.

Il dimensionamento degli impianti di produzione di energia elettrica dovrà garantire una producibilità non superiore al 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sulla base dei consumi medi annui dell’esercizio precedente al 1° gennaio 2026.

Per i sistemi di accumulo, le spese ammissibili sono riconosciute fino a un massimo di 900 euro per kWh.

Eliminazione del vincolo “made in UE”

Con il comunicato del 12 marzo, il MEF ha infine chiarito che sarà eliminata la norma che limitava l’agevolazione ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo, ampliando di fatto la platea dei beni agevolabili e risolvendo le criticità segnalate dagli operatori.

La misura punta quindi a rafforzare gli incentivi agli investimenti produttivi, semplificando l’accesso all’iperammortamento e ampliando le opportunità per le imprese.