Punture da imenotteri: conosciamo la portata del fenomeno?
Le reazioni da punture di imenotteri (api, vespe, calabroni, ecc.) rappresentano un rischio occupazionale per alcune categorie di lavoratori che svolgono attività all’aperto e/o in aree rurali. INAIL 2025
Gli imenotteri sono un ordine di insetti che comprende api, vespe e formiche, di importanza clinica rilevante nel campo delle reazioni di ipersensibilità da veleno.
Nelle femmine di ape e vespa l’ovopositore costituisce il cosiddetto ‘aculeo’ o pungiglione ed ha funzione offensiva e difensiva. Quando l’insetto punge, inietta il veleno: nelle api, il pungiglione è seghettato e rimane nella preda insieme al sacco velenifero, continuando a rilasciare il veleno. L’ape, volando via, si eviscera e poi muore: pertanto, può pungere una sola volta. Il pungiglione delle vespe, invece, è liscio e può essere agevolmente estratto, lasciando indenne l’insetto che può, quindi, pungere più volte consecutivamente.
Si dividono in due sottordini: i sinfiti (Symphyta o Chalastogastra), caratterizzati dall’avere l’addome unito al torace senza strozzatura, e gli apocriti (Apocrita o Clistogastra), con torace distintamente separato dall’addome.
Sono insetti di piccole, medie e grandi dimensioni, terrestri, alati o atteri, con livrea di colore vario e con esoscheletro poco consistente. In alcuni gruppi sistematici è frequente il polimorfismo di casta. L’ordine è presente dal Mesozoico (Giurassico inferiore).
Gli Imenotteri si riproducono sia per anfigonica, con la quale si producono le femmine, sia per partenogenetica, con la quale si producono i maschi. Il fatto che i maschi siano aploidi favorisce l’altruismo. Nelle forme parassite è comune la poliembrionia.
Il rischio in ambito lavorativo
L’allergia al veleno di imenotteri rappresenta un fenomeno di rilevanza clinica, come causa di morbilità e mortalità in tutto il mondo. Nel 2011 è stato esteso in tutta Europa, il “Registro dell’anafilassi” (NORA – Network for Online-Registration of Anaphylaxis, https://www.anaphylaxie.net/en/) attivato nel 2007 da alcuni Paesi di lingua tedesca (Germania, Austria e Svizzera). Il NORA raccoglie in modo standardizzato i dati relativi alle reazioni allergiche gravi in termini di fattori scatenanti, circostanze e malattie che accompagnano tali reazioni e trattamento delle reazioni allergiche gravi. Dal 2017 al 2023 risultano registrati in Europa 5851 casi di anafilassi corredati di informazioni circa l’attività di lavoro svolta dal soggetto colpito: sul totale dei casi determinati da allergeni di origine occupazionale, certa o sospetta (225 casi, pari al 3.8% del totale dei casi registrati), l’82.7% è causato da insetti (186 casi).
Il veleno delle api risulta l’agente scatenante la reazione anafilattica nella maggior parte dei casi occupazionali (38%), mentre quello di vespe risulta coinvolto in misura maggiore nello svolgimento di attività extralavorative.











