Nomina Energy Manager 2026: Scadenza 30 Aprile
Le imprese e gli enti con consumi energetici elevati devono nominare entro il 30 aprile 2026 il Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, noto come Energy Manager. Questa figura è obbligatoria per i soggetti industriali che superano i 10.000 tep/anno (tonnellate equivalenti di petrolio) e per gli altri settori oltre i 1.000 tep/anno.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ricordato che il prossimo 30 aprile rappresenta il termine ultimo per la nomina dell’Energy Manager. Questa figura, introdotta dalla Legge 10/91, riveste un ruolo cruciale nella pianificazione energetica aziendale, supportando il management nell’adozione di politiche di efficientamento e sostenibilità.
Obblighi e Procedura
La nomina è annuale e va comunicata tramite la piattaforma NEMO gestita dalla FIRE (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia), per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Anche le aziende non obbligate possono procedere volontariamente per ottimizzare la gestione energetica e accedere a benefici come i certificati bianchi.
Importanza Strategica
L’Energy Manager supporta decisioni aziendali per ridurre i consumi e migliorare l’efficienza, evitando sanzioni in caso di inadempienza. La FIRE pubblica annualmente l’elenco dei nominati, promuovendo il ruolo professionale.
Le sanzioni per la mancata nomina dell’Energy Manager sono amministrative pecuniarie, come previsto dall’art. 34 comma 8 della Legge 9 gennaio 1991 n.10, aggiornato dal D.P.R. 380/2001 art. 132 comma 8. L’importo va da 5.164 euro a 51.645 euro.
Applicazione e Eccezioni
Queste sanzioni si applicano per inosservanza dell’obbligo di nomina e comunicazione entro il 30 aprile tramite portale NEMO della FIRE. Non sono previste per errori formali di compilazione, purché l’invio sia tempestivo; è possibile rettificare i dati senza perdere la validità della data di primo invio.
Conseguenze Aggiuntive
Oltre alle multe, la mancata nomina esclude da incentivi come i certificati bianchi e può complicare l’accesso a progetti di efficienza energetica. Le dichiarazioni false comportano responsabilità penali separate.
Competenze Tecniche
È essenziale la conoscenza delle normative (Legge 10/1991, D.Lgs. 102/2014, UNI CEI 11339), analisi dei dati energetici, project management e strumenti IT per monitorare consumi. Figure certificate come EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) sono preferite, ma non mandatory.
Qualità Professionali
Servono abilità trasversali come problem solving, leadership, negoziazione e familiarità con rinnovabili e incentivi come i certificati bianchi. Può essere un dipendente interno o consulente esterno.
Fonte: redazione Portaleconsulenti.it Albanese Pellegrino










