Rischi psicosociali, Lavoratrici madri, AI, ZES

Tutti i servizi banca dati e download sono rigorosamente gratuiti. Portaleconsulenti Il Portale Consulenti

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 28 del 9 Settembre 2026.

Rischi psicosociali, Lavoratrici madri, AI, ZES.

In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it.

Ricordiamo che l’accesso al Portale è Gratuito per l’utilizzo dell’intera Banca Dati.


PortaleConsulenti.it Canale WhatsApp

Un Nuovo Strumento per rimane informato. Canale WhatsApp ANONIMO dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc. Con questo nuovo strumento, PortaleConsulenti.it intende offrire un canale diretto e rapido per fornire aggiornamenti costanti, notizie rilevanti, novità normative e contenuti formativi a chiunque sia coinvolto in questi ambiti cruciali. Il nostro obiettivo è semplificare l’accesso a informazioni tempestive e utili per supportare l’aggiornamento e la crescita professionale dei nostri iscritti.… LEGGI TUTTO


Rischi psicosociali nella scuola

Rischi psicosociali nella scuola: stress, burnout e benessere degli insegnanti Rischi psicosociali nella scuola: stress e burnout mettono alla prova il benessere degli insegnanti Stress, sovraccarico di lavoro, richieste emotive … LEGGI TUTTO


Lavoratrici madri e sicurezza sul lavoro

Lavoratrici madri e sicurezza sul lavoro: fasi della gestione e obblighi del datore di lavoro. La tutela delle lavoratrici gestanti, puerpere e in periodo di allattamento costituisce un aspetto specifico …LEGGI TUTTO


Credito d’imposta ZES Unica 2026 investimento

Zes Unica: agevolabile investimento ante-comunicazione. Credito d’imposta ZES Unica 2026, agevolabile anche l’investimento avviato prima della comunicazione preventiva. L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta a interpello n. 169/2026, chiarisce l’applicazione del …LEGGI TUTTO


Il mercato dell’eLearning

Nel 2026 il mercato dell’eLearning è in forte espansione, con un fatturato globale previsto di 320,96 miliardi di dollari e una crescita rapida. Statistiche sull’eLearning 2026: le migliori proposte  Il … LEGGI TUTTO


Sistema di gestione dell’AI

Sistema di gestione dell’AI: il recepimento europeo. Lo standard ISO/IEC 42001, già adottato nel corpus normativo nazionale, viene recepito dal CEN-CENELEC. L’intelligenza artificiale e i suoi molteplici utilizzi sono sempre …LEGGI TUTTO


Biossido di titanio

Biossido di titanio: applicazioni, rischi per la salute e novità sulla classificazione europea. INAIL 2026 Il biossido di titanio (TiO₂) è uno dei materiali più utilizzati in ambito industriale e …LEGGI TUTTO


Bandi, rischi psicosociali, PNRR, danno biologico

Il Portale Consulenti News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 27 del 2 Settembre 2026. Bandi, rischi psicosociali, PNRR, danno biologico, rischio infettivo. In caso di difficoltà  nel recupero …LEGGI TUTTO


Lavoro notturno, formazione Regione Lombardia, Capire l’IA

Il Portale Consulenti News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 26 del 25 Agosto 2026. Lavoro notturno, formazione Regione Lombardia, Capire l’IA, Lavoro e tecnologia. In caso di difficoltà  …LEGGI TUTTO


Ad ogni modo, Cliccando sul link del gruppo potrai ricevere le notifiche direttamente da Linkedin ed essere aggiornato costantemente sulle novità  in ambito HSE sicurezza ambiente qualità  E-learning

Rischi psicosociali, Lavoratrici madri, AI, ZES.

Lavoro e tecnologia

Lavoro e tecnologia: i nuovi rischi nell’era dell’AI e della robotica

Intelligenza artificiale, automazione e robotica avanzata stanno trasformando rapidamente il mondo del lavoro. Accanto alle opportunità in termini di produttività, efficienza e sicurezza, emergono però nuovi rischi professionali, organizzativi e psicosociali. La prevenzione dovrà quindi evolvere insieme alla tecnologia.

L’intelligenza artificiale non appartiene più soltanto ai laboratori di ricerca o alle grandi aziende tecnologiche. Algoritmi, sistemi di AI generativa, robot collaborativi e strumenti automatizzati sono ormai presenti in uffici, fabbriche, magazzini, servizi, trasporti e attività professionali.

La trasformazione offre vantaggi importanti: le macchine possono assumere compiti ripetitivi, usuranti o pericolosi, ridurre l’esposizione dei lavoratori ad alcuni rischi tradizionali e supportare decisioni sempre più complesse. Ma l’introduzione di queste tecnologie modifica anche l’organizzazione del lavoro e porta con sé nuovi fattori di rischio.

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, circa un lavoratore su quattro nel mondo svolge una professione potenzialmente esposta all’intelligenza artificiale generativa. L’impatto più probabile, tuttavia, non sarebbe una sostituzione generalizzata delle persone, quanto piuttosto una profonda trasformazione delle mansioni e delle competenze richieste.

Dalla sicurezza fisica ai nuovi rischi digitali

Nell’ambito industriale, l’utilizzo di robot avanzati e sistemi autonomi può migliorare significativamente la sicurezza, soprattutto quando consente di affidare alle macchine attività svolte in ambienti pericolosi o caratterizzate da elevata ripetitività.

Allo stesso tempo, però, aumenta la necessità di gestire correttamente l’interazione tra persone e sistemi automatizzati. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, EU-OSHA, evidenzia tra le criticità possibili le collisioni impreviste, l’eccessiva fiducia nei sistemi automatici e i problemi connessi all’interazione uomo-macchina.

La sicurezza non riguarda quindi più soltanto la protezione da un macchinario tradizionale, ma anche la capacità di comprendere come un sistema intelligente prende decisioni, quali sono i suoi limiti e in quali circostanze deve intervenire l’operatore umano.

Quando è l’algoritmo a organizzare il lavoro

Una delle trasformazioni più significative riguarda il cosiddetto algorithmic management, cioè l’utilizzo di algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale per assegnare attività, programmare turni, monitorare le prestazioni o valutare il comportamento dei lavoratori.

Questi strumenti possono rendere l’organizzazione più efficiente, ma un monitoraggio eccessivamente pervasivo può aumentare pressione, stress e sensazione di perdita di autonomia.

EU-OSHA sottolinea che i sistemi di gestione dei lavoratori basati sull’AI possono raccogliere dati in tempo reale e supportare decisioni automatizzate o semi-automatizzate. Proprio per questo è necessario valutarne attentamente gli effetti sulla sicurezza e sulla salute occupazionale.

Tra i rischi emergenti possono quindi rientrare:

  • sovraccarico cognitivo, dovuto all’aumento della quantità di informazioni e decisioni da gestire;
  • tecnostress, legato alla necessità di adattarsi continuamente a nuovi strumenti;
  • riduzione dell’autonomia professionale, quando procedure e ritmi vengono determinati prevalentemente dagli algoritmi;
  • monitoraggio continuo delle performance, con possibili conseguenze sul benessere psicologico;
  • eccessivo affidamento sull’automazione, che può ridurre attenzione e capacità di intervento nelle situazioni impreviste;
  • obsolescenza delle competenze, soprattutto nelle professioni maggiormente interessate dall’automazione.

AI e occupazione: più trasformazione che sostituzione

Il dibattito pubblico tende spesso a concentrarsi sulla possibilità che l’intelligenza artificiale elimini posti di lavoro. Le evidenze disponibili restituiscono però un quadro più articolato.

Una rassegna pubblicata dall’ILO nel giugno 2026 rileva che gli incrementi di produttività legati alla GenAI sono reali, ma ancora disomogenei. Finora non emerge una sostituzione occupazionale su larga scala; assumono invece crescente importanza aspetti come la qualità del lavoro, l’autonomia, l’organizzazione delle attività e il possibile aumento delle disuguaglianze tra lavoratori.

Anche gli indicatori di “esposizione all’AI”, avverte l’ILO, devono essere interpretati con cautela: indicano quali attività potrebbero essere automatizzate o trasformate, ma non consentono da soli di prevedere quanti posti di lavoro saranno effettivamente eliminati.

La prevenzione deve diventare tecnologica

La diffusione dell’intelligenza artificiale impone quindi un’evoluzione anche nelle strategie aziendali di prevenzione.

Non sarà sufficiente valutare esclusivamente i rischi tradizionali connessi a macchine, ambienti e procedure. Sarà sempre più importante considerare anche gli effetti dell’automazione sull’organizzazione del lavoro, sulla salute psicologica, sulle competenze e sul rapporto tra lavoratore e sistema digitale.

Diventano centrali la formazione continua, il coinvolgimento dei lavoratori nell’introduzione delle nuove tecnologie, la trasparenza dei sistemi utilizzati e il mantenimento di un adeguato livello di supervisione umana.

Un principio rimane fondamentale: la tecnologia dovrebbe adattarsi al lavoro e alle persone, non il contrario.

L’intelligenza artificiale e la robotica possono rappresentare strumenti importanti per costruire ambienti di lavoro più sicuri ed efficienti. Perché questa opportunità si realizzi, però, innovazione tecnologica e cultura della prevenzione dovranno procedere nella stessa direzione.

La sfida dei prossimi anni non sarà quindi soltanto capire quali attività potranno essere svolte dalle macchine, ma soprattutto stabilire come utilizzare queste tecnologie mantenendo al centro sicurezza, competenze e benessere delle persone.


Albanese Pellegrino Redazione Portaleconsulenti

Parità di genere, AI, Ondate di calore, Scaffalature

Tutti i servizi banca dati e download sono rigorosamente gratuiti.
Il Portale Consulenti

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 20 del 18 Giugno 2026.

Parità di genere, AI, Ondate di calore, Scaffalature, Bonus, Whistleblowing.

In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it.

Ricordiamo che l’accesso al Portale è Gratuito per l’utilizzo dell’intera Banca Dati.


PortaleConsulenti.it Canale WhatsApp

Un Nuovo Strumento per rimane informato.

Siamo entusiasti di annunciare il lancio del nostro nuovo Canale WhatsApp ANONIMO dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc.

Con questo nuovo strumento, PortaleConsulenti.it intende offrire un canale diretto e rapido per fornire aggiornamenti costanti, notizie rilevanti, novità normative e contenuti formativi a chiunque sia coinvolto in questi ambiti cruciali. Il nostro obiettivo è semplificare l’accesso a informazioni tempestive e utili per supportare l’aggiornamento e la crescita professionale dei nostri iscritti.… LEGGI TUTTO


Parità di genere e trasparenza retributiva

Parità di genere e trasparenza retributiva, in Gazzetta il Decreto Legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2023/970. Il Decreto Legislativo n. 96 del 7 maggio 2026 è stato pubblicato sulla … LEGGI TUTTO


Disposizioni attuative in materia di AI

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 177 del 10 giugno 2026, ha esaminato e approvato due decreti legislativi in materia di intelligenza artificiale. Quello più interessante, in quanto contiene novità in materia …LEGGI TUTTO


Carte d’identità cartacee scadenza naturale

Carte d’identità cartacee: valide fino alla scadenza naturale Carte d’identità cartacee: validità prorogata e nuovo documento provvisorio Il Governo, nel Consiglio dei Ministri del 16 giugno, ha approvato un decreto-legge …LEGGI TUTTO


Ondate di calore, attivo dal 22 giugno all’11 settembre

Messo a disposizione dal Ministero della Salute in sinergia con l’Inail, il servizio telefonico gratuito fornisce informazioni su come affrontare il caldo e sui comportamenti corretti da adottare nei luoghi …LEGGI TUTTO


Scaffalature porta pallet

Nuovo prodotto editoriale nato dalla collaborazione di ricerca fra Inail e Anima – Aisem, finalizzata al miglioramento della sicurezza dei lavoratori negli ambiti caratterizzati dalla presenza di scaffalature industriali. INAIL …LEGGI TUTTO


Whistleblowing negli Enti di diritto privato

l Whistleblowing negli Enti di diritto privato. Prime esperienze a confronto – 11 giugno 2026 Il Convegno organizzato da Anac, dedicato ai canali interni di segnalazione, in programma nella Sala LEGGI TUTTO


IA e lavoro, Voucher ESG, industria chimica, Bonus

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 19 del 10 Giugno 2026. IA e lavoro, Voucher ESG, industria chimica, Bonus. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti … LEGGI TUTTO


Stress lavoro-correlato, IA, Bando parità, discriminazioni

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 18 del 26 Maggio 2026. Stress lavoro-correlato, IA, Bando parità, discriminazioni. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare …LEGGI TUTTO


 Gruppo linkedin del Portale Consulenti

Ad ogni modo, Cliccando sul link del gruppo potrai ricevere le notifiche direttamente da Linkedin ed essere aggiornato costantemente sulle novità  in ambito HSE sicurezza ambiente qualità  E-learning

Parità di genere, AI, Ondate di calore, Scaffalature, Bonus, Whistleblowing.

Disposizioni attuative in materia di AI

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 177 del 10 giugno 2026, ha esaminato e approvato due decreti legislativi in materia di intelligenza artificiale. Quello più interessante, in quanto contiene novità in materia di lavoro, è il primo (A): tratta di formazione, con particolare riferimento agli Operatori sanitari (punto 1.4) e alle Professioni (punto 1.5), e di Tutela dei lavoratori (punto 2).

A) Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione (decreto legislativo – esame preliminare)

1. FORMAZIONE 

La formazione è la condizione abilitante della strategia nazionale sull’IA: non semplice addestramento tecnico, ma alfabetizzazione critica, consapevolezza dei rischi, capacità di interpretare gli output, responsabilità nell’uso degli strumenti.

1.1 Scuola

Nella scuola l’intelligenza artificiale entra stabilmente nei percorsi educativi come contenuto da conoscere e come strumento per innovare la didattica. Si tratta non di inseguire la tecnologia, ma di rafforzare la missione educativa della scuola. Con l’attuazione della delega si interviene in tutti i settori della formazione scolastica, prevedendo misure specifiche per docenti, studenti ed adulti.

  • Aggiornamento delle indicazioni nazionali (“programmi scolastici”) del secondo ciclo, per integrare tecnologie avanzate e IA generativa nei percorsi di studio.
  • Inserimento dell’IA nell’educazione civica, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale.
  • Rafforzamento delle competenze STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e dell’orientamento scolastico, per accompagnare gli studenti verso scelte formative e professionali coerenti con le trasformazioni tecnologiche.
  • Formazione stabile dei docenti su funzionamento dei sistemi, rischi di errore e distorsione, tutela dei dati e uso responsabile dell’IA.

A supporto delle scuole sono previsti comitati tecnico-etici territoriali, organizzati in rete, con funzioni di indirizzo pedagogico, accompagnamento alla sperimentazione didattica, tutela dei diritti fondamentali e protezione dei dati. Essi contribuiscono anche all’aggiornamento dei regolamenti di istituto, così da rendere l’uso dell’IA sicuro e verificabile.

Importanti novità sono le misure per fronteggiare l’emergenza educativa legata all’abuso di social media, piattaforme digitali e IA. La scuola diventa presidio di prevenzione e benessere digitale: è previsto un piano di formazione dei docenti, con una dotazione di 100 milioni di euro, per rafforzare la capacità del sistema scolastico di prevenire rischi, dipendenze digitali, opacità algoritmica e forme di condizionamento dei minori.  Si prevede anche il coinvolgimento delle famiglie al fine di favorire il benessere integrale della persona e dei minori nello spazio digitale.

Le misure si estendono alla formazione degli adulti, con percorsi strutturati di alfabetizzazione e formazione sull’IA, con riconoscimento delle competenze già acquisite e sostegno ai processi di aggiornamento, riqualificazione professionale e reinserimento nel mercato del lavoro.

Si promuove l’integrazione di attività formative dedicate all’Intelligenza Artificiale nei percorsi dell’istruzione superiore e negli ITS Academy per valorizzarne il ruolo

1.2 Università, AFAM, ITS Academy e ricerca

L’IA non riguarda solo i percorsi specialistici: per il suo impatto orizzontale entra, attraverso contenuti adeguati, nei diversi ambiti della formazione universitaria, AFAM e tecnico-professionale.

  • Università e istituzioni AFAM integrano attività formative sull’utilizzo sicuro e consapevole dei sistemi di IA, anche con modalità laboratoriali e interdisciplinari.
  • I contenuti minimi riguardano funzionamento dei sistemi, interpretazione degli output, profili giuridici, rischi di cybersicurezza e impatto sui diritti.
  • I contenuti formativi minimi richiedono anche integrazioni interdisciplinari nei corsi per garantire la comprensione tecnica, l’utilizzo consapevole anche sotto il profilo giuridico delle tecnologie, e la corretta interpretazione della produzione di tali sistemi in termini di previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni. Le norme introdotte consentono una visione sistemica delle competenze digitali con l’incrocio di competenze (integrazione dei profili etici e giuridici per i corsi universitari con profilo scientifico; integrazione di profili tecnici per i corsi universitari con prevalente profilo economico o giuridico).
  • L’ANVUR monitora la qualità dell’offerta formativa sulla base delle indicazioni del Ministro dell’Università e della ricerca, anche ai fini delle politiche di incentivazione.
  • Le attività di divulgazione scientifica, alfabetizzazione e formazione professionale svolte da docenti e ricercatori sono valorizzate anche ai fini della valutazione e della progressione di carriera.
  • Gli ITS Academy sono valorizzati come segmento strategico del sistema terziario superiore: integrano formazione, innovazione e fabbisogni produttivi e preparano figure capaci di operare in contesti ad alta intensità tecnologica.

1.3 Pubblica amministrazione: formazione del personale pubblico e raccordo con la SNA

Nella pubblica amministrazione l’intelligenza artificiale può trasformarsi più direttamente in valore pubblico: servizi più semplici, procedimenti più rapidi, migliore capacità di programmazione e decisioni amministrative più comprensibili. Per questo il ruolo del Ministero per la pubblica amministrazione è strategico: non si tratta solo di promuovere corsi sull’uso degli strumenti, ma di orientare l’intera trasformazione delle competenze pubbliche, collegando innovazione tecnologica, semplificazione amministrativa, tutela dei diritti e qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese.

Le disposizioni attuative prevedono che le amministrazioni introducano sistemi di IA nelle politiche di reclutamento, formazione e innovazione organizzativa, con l’obiettivo di semplificare l’azione amministrativa e accelerare i procedimenti. In questa cornice, il Ministro per la Pubblica amministrazione assume una funzione di indirizzo e coordinamento: individua fabbisogni comuni, definisce priorità formative, promuove percorsi omogenei tra amministrazioni centrali e territoriali e impedisce che l’adozione dell’IA proceda in modo frammentato o diseguale.

La formazione del personale pubblico diventa così una leva di riforma amministrativa. Deve mettere i dipendenti nelle condizioni di comprendere il funzionamento dei sistemi, interpretarne correttamente gli output, riconoscerne limiti, errori e possibili bias, proteggere dati e sicurezza, e garantire una sorveglianza umana effettiva. L’IA può assistere l’azione amministrativa, ma la responsabilità della decisione deve restare chiara, verificabile e imputabile a persone competenti.

  • alfabetizzazione di base per tutti i dipendenti pubblici, per diffondere consapevolezza su opportunità, rischi, trasparenza, protezione dei dati e uso corretto degli strumenti;
  • riqualificazione professionale in relazione ai percorsi specialistici nei procedimenti amministrativi, nei servizi al cittadino, nella gestione documentale, nel reclutamento e nell’analisi dei dati;
  • alta formazione per dirigenti, responsabili della transizione digitale, uffici del personale e figure chiamate a governare il cambiamento organizzativo e a misurarne l’impatto sul valore pubblico;

Il raccordo con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione consentirà di tradurre l’indirizzo del Ministero in moduli e percorsi formativi comuni, aggiornati e differenziati per funzioni e livelli di responsabilità.

1.4 Operatori sanitari

L’intelligenza artificiale assume un rilievo crescente per i medici e i professionisti sanitari, anzitutto come strumento di supporto clinico, consentendo al professionista di prendere decisioni in modo più veloce e appropriato, e di fatto inizia ad essere largamente diffusa. Proprio per questo i decreti delegati prevedono che l’uso dei sistemi deve essere accompagnato da una formazione uniforme, permanente e non limitata alle competenze tecniche.

  • La formazione sull’IA è inserita obbligatoriamente, con una specifica percentuale, nel programma di Educazione Continua in Medicina (ECM).
  • I contenuti riguardano l’uso operativo degli strumenti, ma anche profili deontologici, etici e giuridici, affinché il professionista mantenga piena responsabilità clinica.
  • La formazione sull’IA diventa parte integrante anche della formazione manageriale rivolta ai dirigenti sanitari al fine di garantire maggiore efficienza nella gestione e nell’organizzazione dei servizi sanitari, come ad esempio nel governo delle liste d’attesa e nella razionalizzazione degli sprechi.

Il riferimento alla Piattaforma “MIA”, finanziata nell’ambito del PNRR e in sperimentazione da parte di Agenas, conferma la scelta di promuovere strumenti istituzionali affidabili, sicuri e di qualità per il Servizio sanitario nazionale. L’IA può contribuire anche all’efficienza organizzativa, ad esempio nel governo delle liste d’attesa e nella riduzione degli sprechi.

1.5 Professioni

Per le professioni l’intervento introduce l’alfabetizzazione sull’IA nella formazione iniziale e continua. La responsabilità resta in capo al professionista e non si trasferisce allo strumento tecnologico.

  • I percorsi formativi degli ordini coprono tre piani: tecnico (funzionamento, potenzialità e limiti dei sistemi), giuridico (regolamento europeo e norme nazionali) e deontologico. Quest’ultimo è il profilo di maggiore rilievo in quanto riguarda la responsabilità del professionista nell’uso dell’IA, gli obblighi informativi verso il cliente e il rispetto del principio antropocentrico della legge 132 del 2025.
  • Gli ordini adeguano i propri regolamenti entro sei mesi, secondo le procedure di ciascuna categoria, con il coinvolgimento dell’autorità vigilante quando previsto.
  • L’uso dell’IA rileva anche ai fini dell’equo compenso, attraverso parametri commisurati alla classificazione di rischio del sistema impiegato. I decreti che fissano i parametri dell’equo compenso — comprese le tariffe forensi — sono integrati entro dodici mesi. Si assicura, così, che il compenso rifletta l’effettivo apporto professionale e il livello di responsabilità connesso all’uso dell’IA, con parametri trasparenti a tutela tanto del professionista quanto del cliente.

La disciplina evita che l’automazione svaluti il lavoro intellettuale. Al contrario, riconduce l’IA a criteri trasparenti e oggettivi, tutelando tanto il professionista quanto il cliente e applicando il principio antropocentrico alla dimensione professionale.

2. TUTELA DEI LAVORATORI

Nei rapporti di lavoro l’IA può supportare analisi e organizzazione, ma non può sostituire il decisore umano nelle scelte che incidono sui diritti fondamentali della persona.

Con il decreto delegato in materia di Lavoro si afferma un principio essenziale: le decisioni concernenti la costituzione, la modifica o la risoluzione del rapporto di lavoro, compresi provvedimenti disciplinari e licenziamenti, non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato. La decisione finale è riservata a una persona fisica dotata di poteri decisionali.

Con le misure introdotte coi decreti delegati si bilancia innovazione tecnologica e tutela sociale, prevenendo opacità, automatizzazione incontrollata e discriminazioni. L’uso dei sistemi di IA deve avvenire nel rispetto della dignità, della riservatezza e del principio di non discriminazione in conformità con l’AI ACT e le norme della legge italiana sull’intelligenza artificiale.

  • Prima dell’avvio del trattamento, il datore di lavoro deve adempiere agli obblighi informativi previsti dalla normativa vigente.
  • Il lavoratore ha diritto, su richiesta e con l’intervento di una persona fisica, a una motivazione intelligibile della decisione che lo riguarda.
  • La motivazione deve indicare l’eventuale incidenza del sistema di IA sul processo decisionale e i principali parametri considerati.
  • Restano fermi il diritto di accesso ai dati.
  • Il licenziamento intimato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata è nullo.

La norma non frena l’innovazione nei processi aziendali; ne definisce il perimetro costituzionalmente compatibile. L’IA può essere uno strumento di efficienza e supporto, ma le scelte che incidono sulla vita lavorativa delle persone devono rimanere comprensibili, verificabili e imputabili a un decisore umano.

3. GIUSTIZIA: FORMAZIONE DEI MAGISTRATI

Nel settore giustizia la formazione sull’IA è una condizione di affidabilità fondamentale per assicurare che la decisione sia del magistrato e non della macchina: garantisce che gli strumenti tecnologici restino supporti all’attività umana e non sostituiscano il giudizio del magistrato.

La disciplina prevista dal decreto delegato raccorda la formazione del personale dell’amministrazione di giustizia con gli obblighi europei di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale.

I percorsi formativi si articolano su tre piani: tecnico, per conoscere funzionamento, potenzialità, limiti, tecniche di interrogazione e cybersicurezza; giuridico, per comprendere il Regolamento europeo, la normativa nazionale e i principi della legge n. 132 del 2025; organizzativo e valoriale, per valutare l’impatto sull’amministrazione della giustizia, sul lavoro degli uffici e sui diritti fondamentali.

La formazione è differenziata per funzione e per livello di rischio dei sistemi, aggiornata periodicamente e finalizzata in particolare alla sorveglianza umana sui sistemi ad alto rischio (la giustizia è attività di alto rischio secondo l’AI ACT).

Le nuove norme attribuiscono alla Scuola Superiore della Magistratura il compito di formare i magistrati nell’uso dell’IA, in conformità a linee programmatiche predisposte dal Ministero della Giustizia e a quelle del CSM già previste in generale dalla legge. L’uso dell’IA lascerà naturalmente e doverosamente intatta la discrezionalità del magistrato nell’interpretazione e applicazione della legge, come già previsto dalle norme europee e dalla legge del 2025. Il Comitato direttivo della Scuola in carica sta già svolgendo numerosi corsi formativi sull’IA. Il punto qualificante dei corsi di formazione è che l’IA non sostituisce lo ius dicere: può migliorare organizzazione, ricerca e strumenti di supporto, ma la decisione deve restare presidiata dalla competenza, dall’indipendenza e dalla responsabilità della persona.

4. AUTORITÀ NAZIONALI IA

La governance nazionale dell’IA deve essere chiara, cooperativa e proporzionata: regole certe per tutelare i diritti, senza frenare ricerca, sperimentazione e sviluppo industriale.

Il decreto definisce l’assetto nazionale delle autorità coinvolte nell’attuazione dell’AI Act. Il fulcro della governance è costituito da AgID, quale autorità di notifica, e da ACN, quale autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con le istituzioni dell’Unione europea. A queste competenze si affiancano quelle di altre autorità settoriali, in ragione degli ambiti di rischio e delle attività interessate.

  • Banca d’Italia, CONSOB e IVASS esercitano funzioni di vigilanza sui sistemi di IA ad alto rischio utilizzati dagli intermediari finanziari e direttamente collegati alla fornitura di servizi finanziari.
  • Il Garante per la protezione dei dati personali interviene, per i profili di competenza, sui sistemi di IA ad alto rischio utilizzati in attività di contrasto, gestione delle frontiere, giustizia e democrazia.
  • Sono previsti strumenti di cooperazione informativa e operativa tra le autorità, per mettere a fattor comune competenze tecniche e regolatorie.

Il quadro sanzionatorio è graduato e proporzionato. Il decreto si avvale della facoltà prevista dall’AI Act di introdurre limiti massimi inferiori rispetto a quelli europei, calibrando le sanzioni sul grado di responsabilità dei soggetti coinvolti lungo la catena di approvvigionamento dei sistemi di IA.

Anche nei settori più sensibili, come sicurezza pubblica, contrasto dei reati, frontiere e giustizia, il criterio resta quello del controllo qualificato: l’IA può fornire analisi, previsioni e supporto, ma non può fondare decisioni giuridicamente pregiudizievoli in modo automatico né dar luogo a forme di sorveglianza massiva o indiscriminata. Le autorità competenti devono garantire proporzionalità, protezione dei dati e sorveglianza umana effettiva.

Le autorità nazionali trasmettono una relazione annuale, per il tramite del Comitato di coordinamento presso il Dipartimento per la trasformazione digitale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche al fine di valutare eventuali interventi di revisione normativa.

 

B) Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia e di responsabilità civile e penale (decreto legislativo – esame preliminare)

5. ATTIVITÀ DI POLIZIA 

L’IA può rafforzare prevenzione e contrasto dei fenomeni criminosi, ma solo entro un perimetro rigoroso: uso mirato e proporzionato, divieto di sorveglianza massiva, autorizzazione giudiziaria per l’identificazione biometrica in tempo reale e decisioni sempre presidiate da operatori formati all’uso corretto. Non introducono una sorveglianza biometrica generalizzata, ma si disciplinano due utilizzi mirati, eccezionali e presidiati da garanzie: l’identificazione biometrica remota in tempo reale per finalità tassative di prevenzione di ordine pubblico e sicurezza e ricerca di persone; il riconoscimento facciale a posteriori solo dopo la commissione di un reato e sulla base di elementi oggettivi e verificabili. La decisione resta umana e l’uso è circoscritto da limiti di finalità, tempo, luogo, tracciabilità, protezione dei dati, controllo dell’autorità.

In conformità all’articolo 5 del regolamento europeo, l’articolo 8 consente l’uso in tempo reale soltanto per prevenire minacce specifiche e gravi alla sicurezza e all’ordine pubblico, nonché per la ricerca di persone scomparse o di vittime di sequestro, tratta o sfruttamento sessuale. L’impiego deve servire esclusivamente a confermare l’identità di persone oggetto di interesse; il confronto avviene con banche dati adeguate e costituite lecitamente, mentre è vietato l’uso di banche dati alimentate mediante scraping non mirato. La richiesta all’autorità giudiziaria deve indicare finalità, durata, area, persone interessate, banche dati e tecnologie impiegate; l’autorizzazione è temporaneamente e territorialmente delimitata, riferita a persone specifiche e non può superare quindici giorni, salvo proroga motivata. Nei casi di urgenza è previsto un regime accelerato, ma l’uso deve essere interrotto, con cancellazione dei dati e inutilizzabilità dei risultati, se mancano i presupposti o l’autorizzazione.

In conformità con l’articolo 26, paragrafo 10, dell’Ai ACT, l’articolo 10 disciplina il riconoscimento facciale a posteriori nei sistemi di videosorveglianza già installati in base alla legge. La tecnologia può essere attivata solo dopo la commissione di un reato, anche tentato, per identificare persone indiziate sulla base di documentazione video-fotografica e di elementi oggettivi e verificabili. Il titolare del trattamento è il Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza; sono previste valutazione d’impatto e consultazione del Garante, conservazione locale dei dati per sette giorni, log non modificabili per cinque anni, divieto di decisioni pregiudizievoli fondate solo sull’output e divieto assoluto di uso non mirato o generalizzato.

Le disposizioni costruiscono un equilibrio effettivo tra sicurezza e diritti: mettono a disposizione delle Forze di polizia strumenti tecnologicamente avanzati, ma solo come supporto mirato all’azione umana e mai come controllo generalizzato della popolazione.

La conformità dell’articolo 8 discende dal puntuale raccordo con l’articolo 5 dell’AI Act: il regolamento vieta in via generale l’identificazione biometrica remota in tempo reale per finalità di contrasto, ma ammette eccezioni tassative per la ricerca di vittime o persone scomparse, la prevenzione di minacce gravi e specifiche e l’identificazione/localizzazione di soggetti collegati a reati gravi. Lo schema nazionale recepisce questa logica e la rafforza con autorizzazione dell’autorità giudiziaria, delimitazione temporale, geografica e personale, valutazione d’impatto sui diritti fondamentali, log e notifica al Garante.

La conformità dell’articolo 10 si fonda sull’articolo 26, paragrafo 10, dell’AI Act, che disciplina il post-remote biometric identification per finalità di contrasto. La norma nazionale ne riproduce la ratio: uso ex post, mirato, collegato a un reato specifico, fondato su elementi oggettivi e mai utilizzabile in modo indiscriminato. Inoltre, la previsione che nessuna decisione negativa possa basarsi unicamente sul risultato dell’applicazione dà attuazione al principio europeo di sorveglianza umana e impedisce la delega decisionale all’algoritmo.

Si vieta la costituzione di banche dati biometriche tramite forme di raccolta indiscriminata di informazioni dal web. I punti chiave del decreto delegato in materia di attività di polizia possono così riassumersi:

  • IA come supporto alle forze di polizia: le decisioni restano dell’uomo e gli algoritmi forniscono solo indicazioni, previsioni, contenuti e analisi di supporto.
  • Regole stringenti per l’identificazione biometrica in tempo reale, ammessa solo in casi eccezionali, con autorizzazione dell’Autorità giudiziaria e per periodi limitati.
  • Nessun ‘Grande Fratello’: sono vietate le banche dati biometriche create con raccolta massiva e non mirata di dati dal web, nonché forme di identificazione biometrica indiscriminata.
  • Formazione specifica per gli operatori di polizia.

6. LA TUTELA DEL DANNEGGIATO E LA RESPONSABILITÀ CIVILE

La tutela civile mira a riequilibrare la posizione di chi subisce un danno da un sistema di IA, superando opacità tecnologica e asimmetrie informative senza introdurre nuovi obblighi sostanziali a carico delle imprese.

Il decreto rafforza l’accesso alla giustizia per il danneggiato in una materia tecnicamente complessa, nella quale la ricostruzione del funzionamento del sistema e del nesso causale può risultare particolarmente difficile. L’intervento si concentra sugli strumenti processuali necessari a rendere effettiva la tutela della persona danneggiata.

  • Accesso alla documentazione tecnica del sistema, per consentire al danneggiato di comprendere le caratteristiche rilevanti dell’IA utilizzata.
  • Presunzione del nesso di causalità, che alleggerisce l’onere probatorio senza eliminarlo integralmente.
  • Foro alternativo prossimo alla residenza del danneggiato persona fisica, per rendere meno gravoso l’accesso alla tutela giudiziaria.
  • Azione diretta nei confronti dell’assicurazione, quale ulteriore strumento di effettività della tutela risarcitoria.

Il valore dell’intervento è duplice. Da un lato si evita un vuoto di tutela, anche a fronte del ritiro della proposta europea sulla responsabilità da IA; dall’altro mantiene ferma la distinzione tra rafforzamento processuale della posizione della vittima e imposizione di nuovi oneri sostanziali agli operatori. Restano infatti ferme le tutele già previste in materia di protezione dei dati e responsabilità da prodotto.

7. LA RESPONSABILITÀ PENALE (ALTERAZIONE E OMISSIONI DI MISURE DI SICUREZZA)

La risposta penale è circoscritta alle violazioni più gravi: non colpisce la tecnologia in sé, ma le condotte e le omissioni umane che, nei sistemi ad alto rischio, mettono concretamente in pericolo beni primari.

Il decreto introduce un nuovo articolo nel codice penale, il 437-bis, che sanziona l’omessa adozione delle misure di sicurezza nei sistemi di IA ad alto rischio e la loro alterazione quando ne derivi un pericolo concreto per la vita, l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato.
La previsione risponde a una logica di effettività: nei segmenti in cui l’IA incide su beni di rango primario, la sicurezza non può restare affidata a obblighi solo formali. La responsabilità può estendersi anche all’ente, in base al decreto legislativo n. 231/2001, in modo che il presidio non gravi soltanto sulle persone fisiche ma riguardi anche l’organizzazione che trae vantaggio dall’impiego del sistema.
La punibilità è ancorata al pericolo concreto e, per la forma colposa, alla colpa grave: si evita così di criminalizzare ogni scostamento tecnico o ogni errore operativo, concentrando l’intervento penale sulle violazioni realmente idonee a mettere a rischio vita, incolumità pubblica o sicurezza dello Stato.
Il messaggio è chiaro: l’innovazione è sostenuta, ma chi sviluppa, mette in servizio o utilizza sistemi ad alto rischio deve presidiare seriamente le misure di sicurezza. La responsabilità resta umana e organizzativa, lungo l’intero ciclo di vita del sistema.

La regolazione dell’IA è accompagnata da una scelta industriale: rafforzare l’ecosistema nazionale, sostenere start-up e tecnologie strategiche, attrarre capitale privato e consolidare la sovranità digitale italiana ed europea.

L’articolo 23 della legge n. 132/2025 destina una quota delle risorse del Fondo di sostegno al venture capital, fino a un ammontare complessivo di 1 miliardo di euro, allo sviluppo dell’ecosistema nazionale dell’IA. L’obiettivo è promuovere imprese innovative, filiere tecnologiche prioritarie e capacità industriale nei settori strategici.
I dati disponibili mostrano un trend già significativo: il mercato italiano dell’IA ha raggiunto nel 2025 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente; CDP Venture Capital ha già allocato oltre 300 milioni di euro a favore di iniziative IA, sostenendo più di 150 start-up e coinvolgendo circa 20 fondi gestiti da SGR terze, anche attraverso strumenti dedicati come il “Fondo Artificial Intelligence”.

Voce Dato essenziale
Risorse programmate Fino a 1 miliardo di euro dal Fondo di sostegno al venture capital
Risorse già allocate Oltre 300 milioni di euro; 313 milioni nel dettaglio degli allegati
Imprese sostenute Oltre 150 start-up e circa 20 fondi gestiti da SGR terze
Capitale umano Oltre 1.000 occupati altamente qualificati nelle imprese sostenute
Nuovi investimenti Oltre 500 milioni di euro previsti nel prossimo triennio
Polo SophIA Circa 30 milioni di euro dal 2026 per IA e cybersicurezza

 

Gli investimenti stanno abilitando filiere prioritarie come robotica umanoide, guida autonoma, quantum, fotonica per l’high-performance computing e IA verticale. Tra le iniziative già realizzate figurano Generative Bionics, Niulinx, Algorithmiq, CamGraPhIC/2D Photonics, ALLSIDES e Smartness, con capacità di attrarre capitali nazionali e internazionali e creare nuove posizioni altamente specializzate.
A partire dal 2026 si affianca il Polo nazionale di trasferimento tecnologico dedicato all’IA e alla cybersicurezza, “Polo SophIA”, come ulteriore leva per sostenere start-up deep tech e trasformare i risultati della ricerca in imprese innovative. La strategia complessiva mira a fare dell’IA non solo un oggetto di regolazione, ma un asse di crescita, competitività e posizionamento internazionale del Paese.

Fonte: sito Governo

Whistleblowing, PFAS, Garante privacy, AI

Tutti i servizi banca dati e download sono rigorosamente gratuiti.
Il Portale

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 23 del 2 Luglio 2025

Whistleblowing, PFAS, Garante privacy, AI.

In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it.

Ricordiamo che l’accesso al Portale è Gratuito per l’utilizzo dell’intera Banca Dati.


PortaleConsulenti.it lancia il suo Canale WhatsApp

Un Nuovo Strumento per rimane informato.

Siamo entusiasti di annunciare il lancio del nostro nuovo Canale WhatsApp ANONIMO dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc.

Con questo nuovo strumento, PortaleConsulenti.it intende offrire un canale diretto e rapido per fornire aggiornamenti costantinotizie rilevantinovità normative e contenuti formativi a chiunque sia coinvolto in questi ambiti cruciali. Il nostro obiettivo è semplificare l’accesso a informazioni tempestive e utili per supportare l’aggiornamento e la crescita professionale dei nostri iscritti.… LEGGI TUTTO


Pressa impiallacciatura lista di controllo pressa impiallacciatura

Lista di controllo pressa impiallacciatura: evitare gli schiacciamenti. La pressa a piastre per impiallacciatura presente nella vostra azienda è sicura e viene utilizzata in condizioni di sicurezza? Soprattutto durante i …LEGGI TUTTO


Whistleblowing una guida pratica

Open the Whistle: Protecting whistleblowers through transparency, cooperation and Open Government strategies (OPWHI) è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea (Progetto numero: 101140801 — Bando: CERV-2023-CHAR-LITI-WHISTLE) che mira a creare un ambiente … LEGGI TUTTO


PFAS cosa sono, dove si trovano

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS): cosa sono, dove si trovano, problematiche e misure di gestione. Bollettino MASE di informazione SOSTANZE CHIMICHE – AMBIENTE & SALUTE n. 1/2025 Il bollettino …LEGGI TUTTO


Bando Voucher imprese turistiche

Bando Voucher per la transizione sostenibile delle imprese turistiche della Provincia di Venezia e di Rovigo – 2025 Data apertura: 09/07/2025 – Data chiusura: 31/07/2025. FORMA agevolazione: Contributo/Fondo perduto SETTORE: …LEGGI TUTTO


Trattamento illecito lavoratore Garante privacy

Il Garante ha esaminato un reclamo presentato da una dipendente di Autostrade per l’Italia S.p.A., oggetto di due contestazioni disciplinari fondate su contenuti tratti dal suo profilo Facebook, da conversazioni …LEGGI TUTTO


Siamo entusiasti di annunciare il lancio del nostro nuovo Canale WhatsApp dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc.


Ddl sull’AI italiana, la Camera approva

Il testo ora approvato dalla Camera sul ddl AI ha novità sostanziali rispetto a quello del Senato. Spicca un ruolo di coordinamento alla presidenza del Consiglio e via all’obbligo di … LEGGI TUTTO


Stress termico calore, Reach e EoW, EU-OSHA

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 22 del 25 Giugno 2025 Stress termico calore, Reach e EoW, EU-OSHA, Cantieri più sicuri. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, …LEGGI TUTTO


Gruppo linkedin del Portale Consulenti

Ad ogni modo, Cliccando sul link del gruppo potrai ricevere le notifiche direttamente da Linkedin ed essere aggiornato costantemente sulle novità  in ambito HSE sicurezza ambiente qualità  E-learning

Whistleblowing, PFAS, Garante privacy, AI.

Ddl sull’AI italiana, la Camera approva

Il testo ora approvato dalla Camera sul ddl AI ha novità sostanziali rispetto a quello del Senato. Spicca un ruolo di coordinamento alla presidenza del Consiglio e via all’obbligo di residenza dei datacenter sul territorio nazionali, tra gli altri.

Si ricorda che il DDL sull’intelligenza artificiale reca princìpi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale, con l’obbiettivo duplice di:

promuovere un utilizzo corretto, trasparente e responsabile, in una dimensione antropocentrica, dell’intelligenza artificiale, volto a coglierne le opportunità
garantire la vigilanza sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali dell’intelligenza artificiale.
Le disposizioni della legge, come ribadito nell’art. 1, vanno interpretate e applicate conformemente al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act): per la definizione di “sistema di intelligenza artificiale”, infatti, si richiama la definizione di cui all’art. 3, punto 1), dell’AI Act, così come per “modelli di intelligenza artificiale“, ove il richiamo è all’art. 3, punto 63) dell’AI Act.

Si chiarisce inoltre che la legge non intende produrre nuovi obblighi rispetto a quelli previsti dall’AI Act per i sistemi di intelligenza artificiale e per i modelli di intelligenza artificiale per finalità generali.

Fra le modifiche approvate dalla Camera, ora all’esame del Senato, si segnalano:

l’inserimento di un ulteriore capoverso al comma 4 dell’art. 3 (Principi generali), per cui “L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale non deve pregiudicare lo svolgimento con metodo democratico della vita istituzionale e politica e l’esercizio delle competenze e funzioni delle istituzioni territoriali sulla base dei princìpi di autonomia e sussidiarietà e non deve altresì pregiudicare la libertà del dibattito democratico da interferenze illecite, da chiunque provocate, tutelando gli interessi della sovranità dello Stato nonché i diritti fondamentali di ogni cittadino riconosciuti dagli ordinamenti nazionale ed europeo“
le integrazioni al comma 4 dell’art. 4 (Principi in materia di informazione e di riservatezza dei dati personali), per cui l’acceso all’AI da parte degli infra quattordicenni “nonché il conseguente trattamento dei dati personali, richiedono il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, e dal codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196“
le integrazioni alla lett. a) del comma 1 dell’art. 5 (Principi in materia di sviluppo economico), per cui lo Stato e le altre Autorità pubbliche “a) promuovono lo sviluppo e l’utilizzo
dell’intelligenza artificiale come strumento per migliorare l’interazione uomo-macchina, anche mediante l’applicazione della robotica, nei settori produttivi, la produttività in tutte le catene del valore e le funzioni organizzative, nonché quale strumento utile all’avvio di nuove attività economiche e di supporto al tessuto nazionale produttivo, costituito principalmente di microimprese e di piccole e medie imprese, al fine di accrescere la competitività del sistema economico nazionale e la sovranità tecnologica della Nazione nel quadro della strategia europea”
l’aggiunta di un capoverso al comma 1 dell’art. 16 (Delega al Governo in materia di dati, algoritmi e metodi matematici per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale), per cui “Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per definire una disciplina organica relativa all’utilizzo di dati, algoritmi e metodi matematici per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale senza obblighi ulteriori, negli ambiti soggetti al regolamento (UE) 2024/1689, rispetto a quanto già ivi stabilito“
le modifiche all’art. 19, per cui viene disposta l’istituzione del Comitato di coordinamento delle attività di indirizzo su enti, organismi e fondazioni che operano nel campo dell’innovazione digitale e dell’intelligenza artificiale, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri e composto dal MEF, dal MIMIT, dal MIUR, dal Ministro della salute, dal Ministro per la PA, dall’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e per la cybersicurezza e dall’Autorità politica delegata in materia di innovazione tecnologica e transizione digitale
all’art. 20, fra le Autorità per l’intelligenza artificiale, vengono confermate le competenze, i compiti e i poteri non solo del Garante Privacy, ma altresì dell’AGCOM, quale Coordinatore dei Servizi Digitali ai sensi dell’art. 15 D.L. 123/2023
all’art. 28, infine, viene precisato che per le finalità di cui al presente articolo, possono essere conclusi accordi di collaborazione “con soggetti privati, costituire e partecipare a partenariati pubblico-privato nel territorio nazionale, nonché, previa autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, a consorzi, fondazioni o società con soggetti pubblici e privati, italiani o di Paesi appartenenti all’Unione europea. Sulla base dell’interesse nazionale e previa autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, può altresì partecipare a consorzi, fondazioni o società con soggetti pubblici e privati di Paesi della NATO ovvero di Paesi extraeuropei con i quali siano stati sottoscritti accordi di cooperazione o di partenariato per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale“.

Investimenti sostenibili, bandi MASE, Sicurezza nei porti, AI

Tutti i servizi banca dati e download sono rigorosamente gratuiti.
Il Portale

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 15 del 16 Aprile 2025

Investimenti sostenibili, bandi MASE, Sicurezza nei porti, AI.

In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it.

Ricordiamo che l’accesso al Portale è Gratuito per l’utilizzo dell’intera Banca Dati.


PortaleConsulenti.it lancia il suo Canale WhatsApp

Un Nuovo Strumento per rimane informato.

Siamo entusiasti di annunciare il lancio del nostro nuovo Canale WhatsApp ANONIMO dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc.

Con questo nuovo strumento, PortaleConsulenti.it intende offrire un canale diretto e rapido per fornire aggiornamenti costantinotizie rilevantinovità normative e contenuti formativi a chiunque sia coinvolto in questi ambiti cruciali. Il nostro obiettivo è semplificare l’accesso a informazioni tempestive e utili per supportare l’aggiornamento e la crescita professionale dei nostri iscritti.… LEGGI TUTTO


Investimenti sostenibili 4.0 – Bando 2025

Agevolazioni per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno (Decreto 22 novembre 2024). I temini per la presentazione delle domande si aprono il 20 maggio 2025. Precompilazioni dal 30 aprile. Termini e …LEGGI TUTTO


Mission Innovation 2.0: cinque bandi MASE

Impegno su fonti rinnovabili non programmabili, flessibilità e accumuli energetici, dati e digitalizzazione, elettrolizzatori, bioidrogeno e biocarburanti. Mission Innovation 2.0:  cinque bandi MASE da 200 milioni per ricerca e innovazione. …LEGGI TUTTO


Sicurezza nei porti

Salute e sicurezza nei porti. Documento di indirizzo alla gestione tecnica e procedurale delle operazioni che si svolgono nei porti che aggiorna l’edizione ILO del 2005. INAIL 2025. Sicurezza e …LEGGI TUTTO


La leadership sostenibile

La leadership sostenibile: un modello emergente. La complessità dell’attuale mondo del lavoro richiede alle organizzazioni paradigmi nuovi, multidisciplinarità e prospettive di lungo termine per una gestione. INAIL 2025 La Leadership …LEGGI TUTTO


Soluzioni basate su modelli AI

Documento INAIL 2025 Soluzioni basate su modelli AI. Chatbot per l’AI Act: come l’intelligenza artificiale può semplificare la normativa europea. L’intelligenza artificiale al servizio della comprensione normativa L’intelligenza artificiale (IA) …LEGGI TUTTO


Siamo entusiasti di annunciare il lancio del nostro nuovo Canale WhatsApp dedicato a tutti i professionisti che operano nel settore della sicurezza e salute sul lavoro, ambiente, qualità, HACCP, formazione, E-learning, etc.


Rischio stress lavoro-correlato

La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato. Il monografico intende fornire una descrizione degli strumenti integrativi offerti per la valutazione dei rischi psicosociali emergenti connessi al …LEGGI TUTTO


Vigilanza, sicurezza ferroviaria, soggetto formato, Infortuni

News sicurezza, ambiente, qualità,  E-learning, Formazione,  Competenze. Newsletter 14 del 10 Aprile 2025 Vigilanza, sicurezza ferroviaria, soggetto formato, Infortuni. In caso di difficoltà  nel recupero credenziali, non esiti a inviare …LEGGI TUTTO


Inoltre siamo alla ricerca di writer editor che vogliono collaborare con il PortaleConsulenti. Scopri di più

Gruppo linkedin del Portale Consulenti

Ad ogni modo, Cliccando sul link del gruppo potrai ricevere le notifiche direttamente da Linkedin ed essere aggiornato costantemente sulle novità  in ambito HSE sicurezza ambiente qualità  E-learning

Investimenti sostenibili, bandi MASE, Sicurezza nei porti, AI.