ACN, nel 2025 cresce la minaccia cyber

ACN, nel 2025 cresce la minaccia cyber: più eventi malevoli, ma difese più efficaci

La Relazione annuale al Parlamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale fotografa un Paese più esposto agli attacchi informatici, ma anche più capace di prevenire, contenere e gestire gli incidenti.

Nel 2025 la minaccia cyber contro l’Italia ha continuato a crescere, confermando il cyberspazio come uno degli ambiti più delicati per la sicurezza nazionale, la continuità dei servizi essenziali e la competitività del sistema produttivo. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che traccia il bilancio delle attività svolte nel corso dell’anno e analizza l’evoluzione del rischio digitale nel Paese.

Secondo i dati del CSIRT Italia, nel 2025 sono stati trattati 2.729 eventi cibernetici, con un incremento del 38% rispetto all’anno precedente. Gli incidenti con impatto confermato sono stati invece 615, in aumento del 7%. Il dato evidenzia una crescita significativa delle attività ostili, ma anche una maggiore capacità del sistema nazionale di intercettare e mitigare le minacce prima che producano danni concreti.

Tra le minacce più rilevanti figurano gli attacchi DDoS, il phishing, l’esposizione di dati, l’abuso di credenziali valide e il ransomware. In particolare, le campagne DDoS hanno inciso in modo importante sul volume complessivo degli eventi, anche in relazione al contesto geopolitico internazionale e alle attività di gruppi hacktivisti. Tuttavia, la quota di attacchi DDoS con impatti misurabili risulta in diminuzione, segnale di una migliore capacità di contenimento da parte dei soggetti colpiti e delle strutture di coordinamento.

La Relazione sottolinea anche il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle campagne di phishing e spear phishing. L’uso di strumenti generativi consente infatti di produrre messaggi più credibili, personalizzati e difficili da riconoscere, aumentando il rischio di compromissione delle credenziali. Il fattore umano resta quindi uno degli elementi centrali nella dinamica degli attacchi, insieme alla gestione degli accessi e alla tempestiva correzione delle vulnerabilità.

Particolare attenzione è dedicata alla Pubblica Amministrazione, che resta uno dei bersagli principali. Nel 2025 sono stati rilevati 1.140 eventi cyber riferibili a istituzioni pubbliche nazionali, di cui 196 classificati come incidenti. L’aumento è legato sia alla maggiore esposizione digitale degli enti pubblici sia al rafforzamento degli obblighi di notifica, che consente una visibilità più ampia e tempestiva sullo stato della minaccia.

Il ransomware si conferma meno frequente rispetto ad altre tipologie di attacco, ma particolarmente critico per gli effetti sulla continuità operativa. Le vittime più esposte risultano spesso piccole e medie imprese, in particolare nel comparto manifatturiero, dove livelli di protezione non sempre adeguati possono favorire l’uso di credenziali compromesse, vulnerabilità non sanate e servizi di accesso remoto non correttamente protetti.

Il 2025 è stato anche un anno centrale per l’attuazione della disciplina NIS2 in Italia. L’ACN ha gestito l’ampliamento della platea dei soggetti coinvolti, con oltre 21.800 soggetti NIS individuati dopo la fase di registrazione. Parallelamente, l’Agenzia ha rafforzato il proprio ruolo nella governance nazionale dell’intelligenza artificiale, in coerenza con l’evoluzione del quadro normativo nazionale ed europeo.

Sul fronte degli investimenti, la Relazione evidenzia il proseguimento delle iniziative per consolidare la cybersicurezza della Pubblica Amministrazione, sostenere ricerca e innovazione, potenziare i servizi cyber nazionali e rafforzare la cooperazione internazionale. Alla fine del 2025 risultano completate 60 delle 82 misure previste dalla Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026.

Il quadro che emerge è quello di un Paese sottoposto a una pressione cyber crescente, ma dotato di strumenti più maturi per anticipare e gestire gli attacchi. La sfida, secondo l’ACN, resta quella di consolidare la resilienza sistemica, rafforzare la cultura della sicurezza digitale e rendere la protezione cyber una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e cittadini.


ACN Relazione 2025