Soggetti formatori Accordo Stato-Regioni
Accordo Stato-Regioni in tema di formazione alla SSL: indicazioni metodologiche per i soggetti formatori. INAIL 2025.
Accordo Stato-Regioni 2025: cosa cambia nella formazione sulla sicurezza sul lavoro (SSL)
Con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro entra in una nuova fase. Il testo definisce un quadro più chiaro e uniforme, superando la frammentazione degli accordi precedenti e introducendo regole più precise su corsi, verifiche e strumenti digitali.
Un unico riferimento nazionale per la formazione SSL
Una delle novità principali è l’abrogazione di tutti gli accordi precedenti: da oggi la formazione SSL obbligatoria viene regolata in modo più semplice e unificato attraverso un unico documento.
L’Accordo stabilisce contenuti minimi, durata, periodicità e modalità dei percorsi formativi per i soggetti obbligati alla formazione.
Le principali novità introdotte
Nel documento vengono evidenziate alcune innovazioni molto concrete, che impattano aziende, lavoratori e soggetti formatori.
1) Nuovi corsi specifici (datori di lavoro e ambienti confinati)
L’Accordo introduce:
- un corso dedicato ai datori di lavoro, collegato all’obbligo formativo previsto dalla Legge 215/2021
- un corso specifico per chi opera in ambienti confinati o sospetti di inquinamento, come previsto dal DPR 177/2011
2) Verifica dell’apprendimento obbligatoria per tutti i corsi
Un altro punto chiave è che la valutazione dell’apprendimento diventa obbligatoria sia nei corsi di formazione sia negli aggiornamenti.
Sono previste verifiche strutturate con strumenti diversi, come:
- test
- colloquio
- simulazioni
con soglie minime di superamento.
3) Non basta il test finale: arriva la valutazione dell’efficacia sul lavoro
La novità più “pesante” è la valutazione dell’efficacia della formazione direttamente sul luogo di lavoro.
Non conta solo superare il corso: bisogna verificare se le competenze vengono applicate davvero.
Questa fase viene affidata al datore di lavoro e può includere:
- analisi sugli infortuni
- questionari al personale
- check list di valutazione durante la prestazione lavorativa
4) Soggetti formatori: nuova classificazione
L’Accordo definisce meglio chi può fare formazione, dividendo i soggetti formatori in tre macro-categorie:
- istituzionali
- accreditati
- altri soggetti
L’obiettivo è avere standard più simili e una qualità più controllabile.
Regole più precise per progettare e gestire i corsi
Il documento entra anche nel pratico e indica criteri organizzativi minimi, tra cui:
- max 30 partecipanti per corso
- rapporto docente/discente 1:6 nelle attività pratiche
- frequenza minima 90% per accedere alla verifica finale
- attestato unico con validità nazionale
- conservazione del “fascicolo del corso” per almeno 10 anni
Sul piano metodologico, viene richiamato un approccio per processi basato sul ciclo PDCA (Plan – Do – Check – Act), rappresentato anche in una figura esplicativa nel documento .
Formazione digitale: e-learning e videoconferenza non sono la stessa cosa
L’Accordo 2025 punta molto anche sulle tecnologie digitali e chiarisce bene la differenza tra:
- e-learning: formazione da remoto prevalentemente asincrona, con interazione tramite piattaforme (docenti, tutor, altri discenti)
- videoconferenza sincrona (VCS): formazione live in streaming con presenza simultanea e interazione tra docente e partecipanti
Il testo sottolinea che la videoconferenza, pur equiparata alla presenza, richiede procedure specifiche per:
- accessi e interventi dei partecipanti
- tracciamento presenze
- gestione del materiale didattico
- verifiche di apprendimento
- monitoraggio del percorso
Tecnologie immersive e serious game: opportunità e criticità
Tra gli strumenti citati ci sono anche:
- realtà virtuale, aumentata e mista (VR/AR/MR)
- simulatori fisici e virtuali
- gamification e serious game
- anche tecnologie di intelligenza artificiale generativa
Il documento evidenzia i vantaggi, come scenari realistici e apprendimento esperienziale, ma segnala anche alcuni limiti:
- costi alti, soprattutto per le piccole imprese
- rischio di puntare troppo sulla pratica e meno sulla teoria
- possibili disagi fisici (es. cyber sickness)
- temi etici e legali sulla gestione dei dati raccolti durante le sessioni (es. tracciamenti e performance cognitive)
Il ruolo di Inail e l’aggiornamento dell’offerta formativa
Nel documento viene anche spiegato che Inail, come soggetto formatore istituzionale, ha avviato attività interne per aggiornare pacchetti formativi e offerta didattica, in linea con le nuove regole dell’Accordo 2025.











