Ministero Lavoro: Social bonus
Social Bonus, nuove istruzioni sulle spese di gestione dei beni recuperati
Il Ministero del Lavoro chiarisce come gli enti del Terzo settore possano utilizzare le donazioni agevolate anche dopo la conclusione degli interventi edilizi, per sostenere utenze, pulizie, oneri condominiali e tributi.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la nota del 16 luglio 2026, ha fornito nuove istruzioni operative agli enti beneficiari del Social Bonus in merito alla copertura delle spese di gestione dei beni oggetto di recupero.
Il Social Bonus, previsto dall’articolo 81 del Codice del Terzo settore, riconosce un credito d’imposta sulle erogazioni liberali destinate a progetti per il recupero di immobili pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata. L’agevolazione è pari al 65% per le persone fisiche e al 50% per enti e società.
Le donazioni possono finanziare non soltanto gli interventi edilizi, ma anche il successivo funzionamento dei beni recuperati. Tra le spese ammesse rientrano:
- utenze;
- oneri condominiali;
- servizi di pulizia;
- tributi.
L’obiettivo è garantire la piena operatività degli immobili e la sostenibilità economica delle attività di interesse generale svolte al loro interno.
Domanda possibile anche dopo il rendiconto finale
Il principale chiarimento riguarda le spese sostenute dopo la presentazione del certificato di collaudo e del rendiconto finale dell’intervento edilizio.
Secondo il Ministero, queste spese possono essere ammesse al Social Bonus anche quando non erano state inserite nel quadro economico o nel budget originariamente approvato. Il periodo richiesto non potrà però superare la durata dell’assegnazione del bene.
L’ente interessato dovrà accedere alla piattaforma dei servizi del Ministero e caricare:
- una dichiarazione firmata dal legale rappresentante, con la volontà di continuare a usufruire del beneficio;
- il modello “Budget attività previste”, compilato nella macrovoce relativa alle spese di funzionamento del bene.
Verifica ministeriale e obblighi di rendicontazione
Il Ministero verificherà che le spese indicate rientrino tra quelle ammesse e che sia rispettato il termine di assegnazione del bene. In caso di esito positivo, sarà pubblicato un avviso nella vetrina ministeriale dedicata al progetto, così da informare i contribuenti della possibilità di effettuare nuove erogazioni liberali.
Dopo la pubblicazione dell’avviso, l’ente dovrà trasmettere con cadenza trimestrale il rendiconto intermedio. Al termine del triennio dovrà inoltre presentare il rendiconto finale, indicando le spese di gestione sostenute e le donazioni ricevute per finanziare il funzionamento del bene.
Le istruzioni potranno essere applicate anche a periodi successivi, purché non venga superata la scadenza finale prevista per l’assegnazione dell’immobile.











