Il lavoro notturno provoca un’alterazione del ritmo circadiano, con effetti negativi su sonno, metabolismo e secrezione ormonale.

Lavoro notturno e salute

Lavoro notturno e salute: dall’Inail le indicazioni per proteggere sonno, alimentazione e benessere

Turni di notte, ritmi circadiani alterati e abitudini alimentari meno salutari possono aumentare i rischi per la salute. Una pubblicazione Inail del 2026 indica nella dieta mediterranea, nella corretta igiene del sonno e in interventi organizzativi sul luogo di lavoro alcuni strumenti chiave di prevenzione.

Il lavoro notturno può incidere in modo significativo sull’equilibrio dell’organismo. Secondo una pubblicazione Inail del 2026, lavorare nelle ore notturne altera il ritmo circadiano e interferisce con i meccanismi che regolano il ciclo sonno-veglia, il metabolismo energetico e la secrezione ormonale. Questo disallineamento è associato a un aumento del rischio di diverse patologie e può influire negativamente anche sulle abitudini alimentari.

Il documento sottolinea come i lavoratori notturni tendano a consumare più frequentemente alimenti altamente processati, ricchi di grassi saturi, zuccheri semplici e sodio, ricorrendo spesso anche alla caffeina per contrastare la sonnolenza. Tra i possibili effetti vengono indicati un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, obesità, disturbi metabolici e gastrointestinali, oltre a una riduzione della qualità del sonno.

In Italia, secondo i dati Istat citati dall’Inail, nel 2022 i lavoratori notturni erano circa 3 milioni, in prevalenza uomini, soprattutto nei settori della sanità, dei trasporti e dell’ospitalità. La normativa definisce “lavoratore notturno” chi svolge almeno tre ore di lavoro nel periodo notturno per almeno 80 giorni all’anno, salvo diverse disposizioni dei contratti collettivi.

La dieta mediterranea come fattore protettivo

Tra le principali strategie indicate figura l’adozione della dieta mediterranea, basata soprattutto su frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva. Secondo il documento, questo modello alimentare può contribuire a migliorare la sensibilità all’insulina e la salute cardiovascolare, oltre a esercitare un’azione antinfiammatoria e antiossidante.

L’Inail evidenzia inoltre il possibile ruolo della dieta nel mantenimento dell’equilibrio del microbiota intestinale, che può essere alterato dai turni notturni e da abitudini alimentari inadeguate.

Cosa possono fare le aziende

La prevenzione non riguarda però soltanto le scelte individuali. Le aziende possono intervenire organizzando ambienti di lavoro che facilitino l’accesso a pasti più sani anche durante la notte, ad esempio attraverso servizi di catering o delivery selezionati, sale ristoro dotate di frigorifero e microonde e distributori automatici con un’offerta più equilibrata.

Il documento raccomanda inoltre di coinvolgere direttamente i lavoratori nelle attività di promozione della salute, valorizzandone esperienza e partecipazione.

I consigli per chi lavora di notte

Tra le indicazioni pratiche, l’Inail suggerisce di mantenere quanto possibile una regolarità nei pasti, consumare il pasto serale prima dell’inizio del turno e, in caso di fame durante la notte, preferire spuntini a base di frutta o verdura. È inoltre fondamentale mantenere una corretta idratazione.

Particolare attenzione va riservata anche al sonno: il documento raccomanda almeno sette ore di riposo continuativo, invita a evitare caffeina nelle ore che precedono il sonno e suggerisce di limitare l’esposizione a smartphone e altri dispositivi elettronici nell’ora o nelle due ore precedenti il riposo, poiché la luce blu può interferire con la secrezione di melatonina.

Prevenzione e organizzazione del lavoro

Secondo le conclusioni della pubblicazione, interventi organizzativi, formativi e sanitari basati su evidenze possono migliorare la salute fisica e mentale dei lavoratori, contribuendo anche ad aumentare vigilanza, efficienza operativa e qualità delle prestazioni. Per chi lavora di notte, strategie personalizzate su alimentazione, attività fisica e sonno possono quindi rappresentare un importante strumento di prevenzione.

Fonte: Inail, “Lavoro notturno e salute: ruolo protettivo della nutrizione”, edizione 2026

Lavoro notturno e salute: ruolo protettivo della nutrizione
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