laser in odontoiatria
Laser in odontoiatria: guida alla sicurezza e alla percezione del rischio. INAIL 2026
Laser in odontoiatria: sicurezza, formazione e responsabilità professionale
L’impiego del laser in odontoiatria offre importanti vantaggi clinici, tra cui maggiore precisione, riduzione del dolore e tempi di guarigione più rapidi. Proprio la crescente familiarità con queste apparecchiature, però, può portare gli operatori a sottovalutarne i rischi.
La nuova guida Inail dedicata alla sicurezza dei laser odontoiatrici richiama l’attenzione sul cosiddetto “paradosso della confidenza”: l’abitudine all’utilizzo del dispositivo può ridurre la percezione del pericolo e favorire comportamenti non corretti.
Laser odontoiatrici: quali sono i principali rischi
La quasi totalità dei laser chirurgici utilizzati negli studi odontoiatrici appartiene alle classi di rischio 3B o 4, le più elevate. Un’esposizione accidentale può provocare danni oculari permanenti, ustioni cutanee e, nei casi più gravi, anche un rischio di incendio.
Accanto all’esposizione diretta al fascio, devono essere considerati ulteriori pericoli:
- riflessioni generate da specchietti e strumenti metallici;
- fumi prodotti dalla vaporizzazione dei tessuti, potenzialmente contenenti particelle biologiche e sostanze tossiche;
- possibile innesco di teli, plastiche, alcol o altri materiali combustibili;
- attivazioni accidentali del dispositivo.
Gli obblighi per lo studio odontoiatrico
La sicurezza laser rientra negli obblighi previsti dal d.lgs. 81/2008. Per le apparecchiature appartenenti alle classi 3B e 4, lo studio deve adottare precise misure tecniche e organizzative.
Tra gli adempimenti principali figurano:
- la nomina dell’Addetto alla Sicurezza Laser;
- la formazione teorico-pratica degli operatori;
- la delimitazione di una Zona Laser Controllata;
- la limitazione dell’accesso al solo personale autorizzato;
- l’installazione di segnaletica e di un avviso luminoso “Laser in funzione”;
- la schermatura delle superfici riflettenti;
- l’utilizzo di occhiali protettivi conformi alla norma EN 207 e specifici per la lunghezza d’onda del laser;
- la disponibilità di sistemi di aspirazione dei fumi e di adeguati presidi antincendio.
Gli occhiali di protezione devono essere forniti non soltanto agli operatori, ma anche al paziente.
Formazione e controlli ancora insufficienti
Le indagini richiamate nella pubblicazione evidenziano diverse criticità: una parte degli operatori non possiede una formazione specifica, in numerosi studi non è stato nominato l’Addetto alla Sicurezza Laser e molti ambulatori risultano privi di avvisi luminosi o di adeguate protezioni contro le riflessioni.
Anche semplici comportamenti, come chiudere la porta durante il trattamento, verificare l’integrità degli occhiali e rimuovere anelli, orologi o altri oggetti riflettenti, possono contribuire in modo significativo alla prevenzione.
La sicurezza come scelta professionale
L’innovazione tecnologica non può essere separata dalla responsabilità professionale. Conoscere la classe del dispositivo, aggiornare la valutazione dei rischi, formare il personale e applicare procedure operative rigorose consente di utilizzare il laser in modo efficace senza compromettere la sicurezza di lavoratori e pazienti.











