ISO/PAS 45007:2026
Gestione della salute e sicurezza sul lavoro — Rischi derivanti dai cambiamenti climatici e azioni per contrastarli. ISO/PAS 45007:2026
I cambiamenti climatici pongono sfide significative alle organizzazioni di tutto il mondo, con un impatto non solo sull’ambiente ma anche sulla salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Per questo motivo, è fondamentale che le organizzazioni affrontino in modo proattivo le sfide in materia di SSL derivanti dai cambiamenti climatici e dalle azioni intraprese per contrastarli. Questo documento fornisce una guida completa alle organizzazioni per gestire efficacemente questi rischi e opportunità.
Questo documento è destinato a tutte le organizzazioni, indipendentemente dal fatto che abbiano implementato o meno un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (OH&S) informale o formale, come la norma ISO 45001. Tale sistema di gestione include gli elementi rilevanti di un sistema Plan-Do-Check-Act (PDCA). Adottare un approccio sistemico facilita il coordinamento di risorse e sforzi, fondamentale nella gestione del cambiamento climatico.
Questo documento aiuterà le organizzazioni a comprendere meglio l’impatto dei cambiamenti climatici e delle azioni intraprese per contrastarli sulla salute e sicurezza sul lavoro e a creare ambienti di lavoro resilienti e sostenibili che proteggano la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Comprende i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro derivanti dal cambiamento climatico stesso, nonché quelli derivanti dagli sforzi di adattamento al cambiamento climatico, come modifiche nei processi lavorativi o aggiornamenti delle infrastrutture, e quelli associati agli sforzi di mitigazione del cambiamento climatico volti a ridurre gli effetti dei gas serra (GHG) o l’impronta di carbonio di un’organizzazione.
Evidenzia inoltre le opportunità di migliorare la salute e la sicurezza sul posto di lavoro attraverso misure proattive.
Data la natura dell’argomento, numerose definizioni e concetti sono stati importati dai campi della scienza dei cambiamenti climatici e adattati al contesto dell’identificazione dei pericoli, della valutazione e del controllo dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione agli impatti e alle opportunità sulla salute e sulla sicurezza.
La norma distingue chiaramente due macro-categorie di rischi che i tecnici devono valutare due diverse categorie di rischi:
- i rischi derivanti dal cambiamento climatico (Fisici);
- i rischi derivanti dall’azione per il clima (Transizione).
Nella prima categoria rientrano gli impatti diretti dell’ambiente sul lavoratore. La valutazione dei rischi (DVR) deve ora considerare scenari come:
- stress termico: aumento delle temperature medie e ondate di calore estreme, con rischi di colpi di calore, disidratazione e riduzione delle capacità cognitive;
- eventi meteorologici estremi: tempeste, inondazioni, venti forti che minacciano la stabilità delle infrastrutture, la sicurezza nei cantieri e la viabilità;
- rischi biologici: proliferazione di vettori (zanzare, zecche) in nuove aree geografiche, aumento di allergeni e malattie trasmesse dall’acqua o dal cibo;
- qualità dell’aria: aumento dell’inquinamento atmosferico (ozono, particolato) e rischi legati agli incendi boschivi;
- radiazioni UV: maggiore esposizione alle radiazioni solari per i lavoratori outdoor.
I rischi derivanti dall’azione per il clima (Transizione) sono legati agli effetti delle misure di mitigazione e adattamento (la cosiddetta “transizione verde”). Esempi includono:
- nuove tecnologie: rischi legati all’installazione e manutenzione di pannelli solari (lavori in quota, rischio elettrico), turbine eoliche o infrastrutture per l’idrogeno;
- economia circolare: rischi chimici o biologici nel trattamento di nuovi materiali di scarto o nel riciclo di batterie;
- modifiche ai processi: cambiamenti nei ritmi di lavoro (es. turni notturni per evitare il caldo) che possono impattare sui ritmi circadiani e sulla fatica.










