Infortuni e malattie professionali nell’industria chimica
Relazione tecnica – Analisi statistica degli infortuni e delle malattie professionali nell’industria chimica. INAIL 2026
Questa relazione tecnica riporta i dati relativi al settore chimico relativi al quinquennio 2019- 2023, per il quale sono disponibili dati statisticamente consolidati.
L’industria chimica italiana si conferma uno dei comparti manifatturieri più virtuosi sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro. È quanto emerge dalla relazione tecnica Inail-Federchimica Analisi statistica degli infortuni e delle malattie professionali nell’industria chimica, che analizza il quinquennio 2019-2023.
Nel periodo osservato, il settore ha registrato un andamento complessivamente positivo: gli infortuni denunciati sono diminuiti del 2,1%, mentre il numero dei lavoratori è aumentato di circa il 9%, raggiungendo nel 2023 quota 188.103 addetti in 4.162 imprese. Questo ha prodotto un miglioramento della frequenza infortunistica per dipendente pari all’11% rispetto al periodo pre-pandemico.
Il report evidenzia che, nel 2023, gli infortuni denunciati sono tornati su valori vicini a quelli del 2019 dopo il calo registrato durante l’emergenza Covid-19. Gli infortuni in itinere rappresentano il 23,1% del totale nel quinquennio, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro costituiscono il 76,9%.
Particolarmente significativo il confronto con l’intera industria manifatturiera: nella chimica si infortuna mediamente lo 0,8% dei dipendenti all’anno, contro l’1,5% del manifatturiero. In altre parole, il settore chimico registra circa la metà degli infortuni per dipendente rispetto alla media manifatturiera.
La maggior parte degli infortuni riguarda mansioni operative: il 60,5% coinvolge conduttori di impianti, operai di macchinari e conducenti di veicoli. Le principali modalità di contatto sono agente contundente, schiacciamento e sforzi psicofisici, mentre il contatto con elettricità o sostanze chimiche pesa per il 10,9% del totale. Secondo il documento, questo dato conferma l’attenzione delle imprese chimiche nella gestione dei rischi specifici legati alle sostanze.
Anche sul piano della gravità il quadro appare positivo: l’84% degli infortuni non presenta menomazioni e il 94% dei casi ha gravità nulla o ridotta. Gli indennizzi riguardano soprattutto prestazioni temporanee, pari a oltre il 93% del totale.
La Lombardia si conferma il principale territorio del settore, con quasi il 44% dei lavoratori chimici e oltre il 40% degli infortuni rilevati. Tuttavia, il tasso di incidenza regionale risulta tra i più contenuti, pari allo 0,8%.
Inail e Federchimica sottolineano che i risultati confermano la solidità delle politiche di prevenzione adottate dalle imprese chimiche, ma indicano anche nuove aree di attenzione: in particolare la riduzione degli infortuni legati a rischi comuni, spesso percepiti come meno pericolosi rispetto ai rischi chimici specifici.










