Corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole
Corroboranti in agricoltura: una risorsa naturale per proteggere le colture e ridurre il rischio chimico
Propoli, caolino, lecitina ed estratti vegetali possono rafforzare le difese delle piante e sostenerne la resistenza agli stress. Un documento Inail illustra benefici, regole e limiti di questi prodotti.
L’agricoltura europea sta progressivamente adottando sistemi di difesa delle colture più sostenibili, con l’obiettivo di ridurre l’impiego dei prodotti fitosanitari e tutelare maggiormente ambiente, biodiversità e salute dei lavoratori. In questo scenario assumono un ruolo crescente i corroboranti, sostanze naturali o di origine biologica utilizzate soprattutto nell’agricoltura biologica e integrata.
A differenza dei prodotti fitosanitari, i corroboranti non esercitano un’azione letale diretta contro insetti o patogeni. La loro funzione consiste nel potenziare le difese naturali delle piante, migliorarne il vigore e aumentarne la resistenza agli stress biotici, come malattie e parassiti, e abiotici, tra cui siccità, temperature estreme ed eccessiva esposizione alla luce.
Tra gli esempi citati nel documento figurano la propoli, che stimola le difese naturali; la lecitina, utile per l’integrità cellulare; il caolino, capace di formare una pellicola protettiva su foglie e frutti; il bicarbonato di sodio, che può creare condizioni sfavorevoli per alcuni patogeni; e gli estratti vegetali, come quelli di alghe e ortica.
I meccanismi d’azione sono diversi. Alcuni prodotti favoriscono la produzione di enzimi e metaboliti difensivi, altri migliorano le condizioni fisiologiche della pianta. Materiali minerali come il caolino possono invece creare una barriera fisica contro insetti e scottature solari. Il documento mostra inoltre, nelle immagini delle pagine 2 e 3, l’impiego di zeolite, caolino e bentonite sulle foglie e la distribuzione del caolino osservata al microscopio elettronico.
Dal punto di vista normativo, in Italia i corroboranti sono disciplinati a livello nazionale. Le disposizioni più recenti distinguono i prodotti destinati all’agricoltura biologica e biodinamica da quelli utilizzabili esclusivamente nell’agricoltura convenzionale. Non essendo classificati come prodotti fitosanitari, non necessitano della stessa procedura di registrazione, ma devono rispettare specifici limiti d’impiego, modalità di applicazione e requisiti di etichettatura.
I vantaggi riguardano soprattutto la compatibilità con i modelli agricoli sostenibili, il ridotto rischio tossicologico e l’assenza di residui tossici sugli alimenti quando i prodotti vengono impiegati correttamente. Il loro utilizzo può quindi contribuire a diminuire l’esposizione degli operatori agricoli alle sostanze chimiche.
Restano tuttavia alcune criticità. L’efficacia può variare in funzione della specie coltivata, della varietà, delle condizioni ambientali e della formulazione utilizzata. Inoltre, l’azione indiretta dei corroboranti non consente di sostituire completamente i prodotti fitosanitari in presenza di infestazioni gravi. Sono pertanto necessari applicazioni ripetute, monitoraggio continuo e integrazione con corrette pratiche agronomiche.
Secondo le conclusioni del documento Inail, i corroboranti rappresentano un valido strumento di supporto alla protezione sostenibile delle colture. I risultati migliori si ottengono inserendoli in una strategia più ampia, basata su gestione integrata, fertilizzazione equilibrata e controllo costante delle condizioni ambientali e fitosanitarie.











