Decreto batterie

Il 7 marzo 2026 è entrato in vigore il nuovo D.lgs. 10 febbraio 2026, n. 29, che adegua la normativa nazionale al Regolamento (UE) 2023/1542 in materia di batterie e rifiuti di batterie.

La disciplina introdotta prevede, tra le altre cose:

la nuova classificazione delle batterie prevista dal Regolamento UE in base cinque categorie: portatili, industriali, batterie veicoli a combustione interna (SLI), bici e monopattini elettrici (LMT), e auto elettriche (EV);

il rafforzamento del principio di responsabilità estesa del produttore (EPR) che attribuisce ai produttori l’obbligo di finanziare e organizzare tutte le operazioni necessarie alla raccolta, al trattamento e al recupero dei rifiuti di batterie;

la procedura di riconoscimento da parte del Ministero dell’ambiente dei sistemi di gestione collettivi ed individuali per l’adempimento della responsabilità estesa del produttore;

l’istituzione del nuovo Registro dei produttori di batterie, il quale, come registro di filiera, è parte integrante del Registro nazionale dei produttori (RENAP);

un complesso sistema sanzionatorio per violazioni delle disposizioni del decreto, tra cui: immissione sul mercato di batterie non conformi, mancata iscrizione al Registro dei produttori, mancata organizzazione dei sistemi di raccolta dei rifiuti di batterie.

L’attuale Registro nazionale dei soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di pile accumulatori di cui al d.lgs. 188/2008, resta attivo fino alla completa implementazione del nuovo Registro dei produttori di batterie.
Sul portale del Registro nazionale dei produttori (RENAP) e nel sito istituzionale del Ministero dell’ambiente verrà data notizia dell’avvio del nuovo Registro, l’apertura delle iscrizioni e sarà messa a disposizione la procedura di registrazione.

È inoltre istituito il Registro dei produttori di batterie, al quale sono tenuti a iscriversi produttori che mettono a disposizione per la prima volta batterie sul mercato nazionale.

Il Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori è ridenominato Centro di coordinamento batterie e ha il compito, tra gli altri di ottimizzare la raccolta e la gestione dei rifiuti di batterie su tutto il territorio nazionale, monitorare i flussi di rifiuti di batterie, raccogliere e trasmettere i dati sulla raccolta e sul trattamento, promuovere campagne di sensibilizzazione per la raccolta differenziata.

I produttori sono soggetti alla responsabilità estesa del produttore per le batterie immesse sul mercato nazionale. Gli obblighi possono essere adempiuti tramite sistemi di gestione individuali oppure sistemi di gestione costituiti in forma consortile. I produttori devono finanziare i costi della raccolta differenziata, del trasporto, del trattamento, dell’informazione ai consumatori e della raccolta dei dati relativi alle batterie.

Sono infine previste sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni delle disposizioni del decreto, tra cui: immissione sul mercato di batterie non conformi, mancata iscrizione al Registro dei produttori, mancata organizzazione dei sistemi di raccolta dei rifiuti di batterie.

Bando Agrisole 2026

Bando Agrisole 2026: domande dal 10 marzo. Il Decreto Mase 17 dicembre 2025 contiene regole per gli incentivi per il settore agricolo Agrisole 2026 per autoproduzione da rinnovabili. Il MASE con avviso avvia le domande

Il MASE con un avviso del 24 febbraio informa della pubblicazione delle regole operative per le domande per il Bando agrisole 2026.

In particolare, le domande saranno aperte dal 10 marzo prossimo.

Per il Bando Agrisole 2025 ricordiamo che è stato pubblicato in GU n 29 del 5 febbraio il Decreto Masaf del 17 dicembre con le regole generali.

La dotazione finanziaria della misura ammonta a 789 milioni di euro destinate alla erogazione di agevolazioni in conto capitale per nuovi progetti, selezionati sulla base di uno o più Avvisi, che verranno emanati dal MASAF e attuati dal GSE, in applicazione del presente decreto.

I progetti ammessi alle agevolazioni dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento.

I Soggetti beneficiari delle agevolazioni del decreto sono gli stessi indicati all’articolo 4, comma 1, del decreto ministeriale n. 211444 del 19 aprile 2023 e di seguito riportati:

  • gli imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • le imprese agroindustriali;
  • indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del Codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228;
  • i soggetti di cui alle lettere a), b) e c) costituiti in forma aggregata quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo, associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I), reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili (CER).

Certificazione della parità di genere

CCIAA Umbria – Bando contributi per la certificazione della parità di genere.

FORMA agevolazione: Contributo/Fondo perduto

SETTORE: Agricoltura, silvicoltura e pesca, Agroalimentare, Alberghiero, Altri servizi, Artigianato, Autoveicoli e altri mezzi di trasporto, Chimica e Farmaceutica, Commercio, Cultura, Edilizia, Elettronica, Fornitura Energia, Acqua e gestione Rifiuti, ICT, Meccanica, Metallurgia, Mobili, Legno e Carta, Moda e Tessile, Ristorazione, Salute, Servizi di trasporto, Turismo

SPESA AMMESSA: Da 3.000 € a 5.000 €

La Camera di Commercio dell’Umbria sostiene le micro, piccole e medie imprese umbre che intendono ottenere la Certificazione di Parità di Genere, affinché adottino policy adeguate a ridurre il gap di genere e a integrare i principi della parità e del rispetto delle diversità negli obiettivi aziendali. In particolare, il bando in oggetto prevede un contributo per sostenere le imprese che intendono ottenere la certificazione di parità di genere UNI/PdR 125:2022

A chi si rivolge

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese umbre di tutti i settori.

Cosa prevede

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto del 50% della spesa ammessa fino ad un massimo di € 2.000. Il contributo sarà assegnato dando la precedenza alle imprese che hanno ottenuto l’attestato di partecipazione al “Percorso formativo propedeutico al conseguimento della certificazione della parità di genere” organizzato dalla Camera di commercio dell’Umbria e finanziato dalla Regione Umbria.

Bando contributi per la Certificazione della parità di genere, anno 2026
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Salute e sicurezza…insieme prorogati i termini

“Salute e sicurezza…insieme!”, prorogati i termini per partecipare al concorso nazionale

Fissata al 31 marzo 2026 la nuova scadenza per aderire all’iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l’Inail. Raddoppiati i premi

Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi IeFP hanno tempo fino al 31 marzo 2026 per partecipare al concorso nazionale “Salute e sicurezza…insieme! La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e in collaborazione con Inail. I ragazzi possono partecipare con un progetto creativo, libero nella forma, che racconti e promuova il valore della prevenzione in materia di sicurezza, inviando cortometraggi, fumetti, rappresentazioni grafiche o canore, reel e spot, ma anche proposte per rendere più moderni i dispositivi di protezione individuale (dpi) o per iniziative di sensibilizzazione.

I premi aumentano più del doppio.

Oltre alla proroga dei termini per inviare i progetti, sono stati raddoppiati anche i premi da assegnare ai tre istituti vincitori: 7mila euro per il primo classificato, 5mila per il secondo e 3mila per il terzo, da utilizzare per l’acquisto di materiale utile a consolidare le iniziative dell’istituto in tema di salute e sicurezza. La Commissione potrà inoltre attribuire una menzione speciale a un massimo di altri due progetti tra quelli presentati entro il 31 marzo.

Bonus Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno

Articolo 24 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 2024, n. 95. Bonus Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno. Indicazioni operative e istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti

Con la circolare INPS n. 10 del 3 febbraio 2026 l’Istituto ha finalmente fornito  le istruzioni operative per la fruizione dell’esonero contributivo previsto dall’articolo 24 del DL 7 maggio 2024 n. 60, convertito dalla legge n. 95/2024 (c.d. decreto Coesione), a quasi due anni dalla istituzione

La misura è  destinata ai datori di lavoro privati che, nel periodo compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, hanno effettuato assunzioni a tempo indeterminato di over 35 in sedi o unità produttive ubicate nei territori della Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno.

La circolare interviene a valle del periodo agevolato e disciplina  requisiti soggettivi e oggettivi, modalità di presentazione delle domande, limiti di spesa e soprattutto le istruzioni per l’esposizione dell’esonero nei flussi Uniemens a partire da febbraio 2026, con recupero degli arretrati.

Lo sgravio per la ZES misura e beneficiari

L’esonero contributivo trova fondamento nell’articolo 24 del DL n. 60/2024, che ha introdotto un incentivo finalizzato alle assunzioni stabili nelle regioni ricomprese nella ZES unica. In base alla disciplina vigente, rientrano nella ZES:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Saregna
  • Sicilia

A seguito dell’estensione disposta dalla legge n. 171/2025, dal 20 novembre 2025 sono incluse anche Marche e Umbria. Per queste ultime regioni, l’agevolazione è riconoscibile solo per le assunzioni effettuate  da tale data.

Il beneficio è riservato ai datori di lavoro privati, inclusi quelli del settore agricolo, con esclusione della pubblica amministrazione e del lavoro domestico. Ulteriore requisito essenziale è il limite dimensionale: nel mese dell’assunzione il datore di lavoro deve occupare fino a un massimo di 10 dipendenti, calcolati al netto delle nuove assunzioni incentivate.

Articolo 24 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 2024, n. 95. Bonus Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno. Indicazioni operative e istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti
DOWNLOAD circolare INPS n. 10 del 3 febbraio 2026 

Patto per l’industria pulita

Ai sensi del nuovo regime, i programmi di sviluppo devono essere finalizzati alla produzione dei prodotti finali delle tecnologie a zero emissioni nette emissioni nette e/o dei principali componenti specifici, elencati nell’allegato 1 al decreto, nonché alla produzione delle relative materie prime critiche.

Gli aiuti possono essere concessi fino al 31 dicembre 2030. Il nuovo regime sostituisce integralmente il precedente Quadro temporaneo di crisi e transizione, adottato nel 2022 per far fronte agli effetti economici dell’aggressione russa contro l’Ucraina.

Le domande di agevolazione dovranno essere presentate accedendo alla piattaforma predisposta da Invitalia, soggetto gestore della misura. Le disposizioni del decreto si applicano alle domande presentate successivamente alla sua pubblicazione. Su richiesta dell’impresa, l’applicazione può essere estesa anche alle domande già presentate.

MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALYCOMUNICATO Comunicato relativo al decreto ministeriale 24 novembre 2025 – Applicazione allo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo della disciplina di cui alla sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF). (26A00179) (GU Serie Generale n.16 del 21-01-2026)

Il DM 24 novembre 2025 del Mimit introduce un nuovo regime di aiuti per i Contratti di Sviluppo, focalizzato su tecnologie Net-Zero (emissioni nette zero), componenti specifici e materie prime critiche, operativo fino al 31 dicembre 2030. Le agevolazioni supportano la produzione sostenibile, l’efficienza energetica e l’innovazione, sostituendo il precedente quadro temporaneo di crisi. 

Transizione 5.0: cosa chiarisce la legge di conversione

La legge di conversione del decreto Transizione 5.0 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2026. È in vigore dal 21 gennaio 2026.

Il testo non cambia l’impianto della misura, ma chiarisce punti che avevano creato dubbi.
Soprattutto sul cumulo degli incentivi.


Stop al cumulo tra Transizione 5.0 e 4.0 sugli stessi beni

Il chiarimento più rilevante riguarda i crediti d’imposta.

Per gli stessi beni:

  • non è possibile cumulare

    • credito d’imposta Transizione 5.0

    • credito beni strumentali 4.0 ordinario

L’impresa deve scegliere uno solo dei due regimi.
Il principio è ora esplicito e non più interpretabile.

Questo obbliga molte aziende a rivedere la struttura dei finanziamenti già pianificati.


Credito d’imposta 5.0: struttura invariata

Restano confermate:

  • aliquote dal 35% al 45%

  • riservate alle PMI

  • legate a risparmi energetici certificati

  • massimali distinti per scaglioni di investimento

Il vero cambiamento non è tecnico, ma interpretativo: il divieto di cumulo ora è certo.


Domande già presentate: cosa succede

Le scadenze sono superate, ma restano utili per i casi pendenti.

  • prenotazioni GSE entro 27 novembre 2025

  • integrazioni ammesse fino al 6 dicembre 2025

Se un’impresa ha prenotato entrambi i crediti:

  • dopo il completamento dell’investimento

  • il GSE può chiedere, entro 5 giorni, la rinuncia a uno dei due

Se non si risponde:

  • si perde il beneficio

Se il credito 5.0 non viene riconosciuto per esaurimento fondi:

  • resta possibile usare il credito 4.0 ordinario

  • nei limiti delle risorse disponibili


Cumulo possibile con ZES Unica dal 2025

Arriva invece una conferma positiva per il Mezzogiorno.

Dal 2025:

  • Transizione 5.0 è cumulabile con credito ZES Unica

Condizioni:

  • il totale degli aiuti non supera il 100% dei costi

  • le spese devono essere distinte o complementari

Per le imprese del Sud:

  • Campania

  • Puglia

  • Calabria

  • Sicilia

l’intensità di aiuto può arrivare molto vicino al costo totale dell’investimento.


Compatibilità con Nuova Sabatini

Resta compatibile anche la Nuova Sabatini.

Il contributo:

  • copre gli interessi sul finanziamento

  • si somma ai crediti d’imposta

La chiave è la pianificazione.
Serve valutare bene ogni combinazione per evitare contestazioni.


Agrivoltaico: requisiti più chiari

Il decreto interviene anche sugli impianti agrivoltaici.

Per essere considerati tali:

  • l’attività agricola deve restare prevalente

  • il fotovoltaico non può sostituirla

Servono due condizioni:

  1. continuità delle colture

  2. uso di tecnologie avanzate

Ammesse, tra le altre:

  • moduli sollevati o rotanti

  • sistemi di agricoltura digitale e di precisione

Confermata quindi la possibilità di integrare energia e agricoltura senza snaturare l’attività agricola.


Golden Power esteso a banche e assicurazioni

La legge amplia i poteri speciali del Governo.

Ora coinvolgono anche:

  • settore bancario

  • settore assicurativo

  • settore finanziario

Obiettivo:

  • proteggere asset strategici

  • soprattutto da acquisizioni extra-UE

L’intervento è però subordinato ai pareri:

  • BCE per le banche

  • EIOPA per le assicurazioni

Un equilibrio tra sicurezza nazionale e regole europee.


Cosa cambia davvero per le imprese nel 2026

Nessuna rivoluzione.
Ma confini più netti.

Nel 2026 le imprese dovranno:

  • scegliere tra 5.0 e 4.0 per gli stessi beni

  • confrontare il 5.0 con il nuovo iperammortamento 2026

  • pianificare con attenzione il cumulo degli incentivi

Per il Mezzogiorno:

  • ZES Unica + Transizione 5.0
    resta la combinazione più forte

La partita si gioca tutta sulla strategia.
Non più sull’interpretazione.


Transizione 5.0: cosa chiarisce la legge di conversione
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